
venerdì 3 ottobre 2008
ELANO, UOMO CHIAVE DEL CITY

lunedì 29 settembre 2008
WIGAN-CITY 2-1: LA MALEDIZIONE CONTINUA!

Altra trasferta a Wigan, 40 km. appena dal centro di Manchester, e altra sconfitta contro i Latics! I nostri poveri tifosi al seguito sono stati come sempre commoventi nei loro tentativi di sospingere Dunne e soci verso un gran risultato. Ma hanno dovuto ingoiare una prestazione assolutamente sottotono di un po' tutta la squadra - in particolare, del genio della lampada Robinho, reduce da un raid aereo di migliaia di chilometri nelle precedenti 48 ore - e l'arbitraggio a dir poco persecutorio verso il City dell'arbitro Bennett.
Pronti via e subito si capisce come Bruce, coach dei Latics, intenda impostare la partita: lanci lunghi tesi a scavalcare la metà campo, continua ricerca del contatto fisico in tutte le zone del campo coi nostri pesi leggeri spesso incapaci di saltare l'uomo e, soprattutto, due contropiedisti di razza come Heskey e il sorprendente egiziano Zacki pronti a seminare il panico nella nostra tremebonda difesa.
Gara collosa, difficilmente riusciamo a renderci pericolosi ma c'è da dire che lo spezzettamento continuo del gioco è colpa di Bennett, implacabile nel concedere calci di punizione ridicoli ai Latics quanto a negarne di evidenti a noi. Valencia pesca il jolly con un tiro di una potenza e di una precisione inaudita dai 35 metri ma i ragazzi, oggi nella bellissima casacca rossonera da trasferta, trovano quasi subito il pareggio con una punizione rasoterra dalla destra di Elano ribadita in rete in tap in da Vincent Kompany. Poi avviene il patatrac: Palacios si traveste da tuffatore dalla piattaforma scontrandosi in area col nostro Garrido e Bennett, pur essendo in ottima posizione per giudicare, inflessibile indica il dischetto. Proteste vane dei nostri, quindi Zaki non si fa distrarre dalla commediola inscenata per lui da Joe Hart e lo infila sulla sinistra: 2-1 e gara ancora in salita!
La ripresa diventa un calvario per Mark Hughes, costretto ad assistere impotente alle continue manfrine dei Latics tollerate vergognosamente dal ref. Sui complessivi 48 minuti si giocherà effettivamente meno di venti: un vero scandalo! Shaun Wright Phillips è troppo solo nel tentare qualche giocata geniale delle sue: assieme al solito generoso Ireland e a un Elano euclideo nella distribuzione della sfera i suoi tentativi di cercare il gol del 2-2 vengono vanificati da due prodezze di Kirkland. Finisce col pubblico di casa festante e con le telecamere di Sky che indugiano sull'amarezza dipinta sul volto dei nostri meravigliosi fans.
Stanchezza per le troppe gare finora giocate? Arbitraggio assolutamente contrario? Sono attenuanti valide fino a un certo punto, cari amici Citizens! Il 4-1-4-1 studiato questa stagione da Hughes funziona senz'altro bene quando le avversarie ci attaccano in massa. Mostra invece vistose lacune quando, complice il difensivismo esasperato di squadrette abituate a lottare pallone su pallone come il Wigan, si vede chiaramente che il pur bravo Jo non è un centravanti vero.
Ora ci attende giovedì il ritorno di Coppa UEFA contro i ciprioti già battuti in casa loro 2-1 e, soprattutto, riceveremo domenica pomeriggio al City Of Manchester la visita della temibile corazzata dei reds di Rafa Benitez. Il loro Roy Keane, ex cannoniere del Tottenham con un passato lontano nell'Inter di Roy Hodgson, non ha ancora segnato in Premier con la sua nuova maglia: vuoi vedere che ...? Due appuntamenti chiave per la nostra stagione: solo al fischio finale della sfida contro gli Scousers potremo tirare un primo bilancio sul nuovo corso dei nostri adorati Skyblues!
domenica 28 settembre 2008
UN NUOVO AMICO DALLA PROVINCIA GRANDA

Ti lascio sperando che questa mail ti abbia fatto piacere.
CITY / MANCHESTER CITY / THE BOYS IN BLUE / NEVER GIVIN'!!!!
Ciao a te e agli altri Blues, forza Toro e forza Man City!
ANDREA BRACCO - Vicoforte (CN)
venerdì 26 settembre 2008
FLOP DEL CITY A BRIGHTON

Mark Hughes, alla fine dell’incontro perso malamente per 5-3 dopo la lotteria dei calci di rigore, è stato brutalmente chiaro. “Manchiamo di professionalità” ha dichiarato Sparky ai cronisti presenti a Brighton “mi sento più umiliato che arrabbiato per come i ragazzi hanno affrontato questa gara!”.
Il turn over non ha minimamente funzionato e il manager gallese sa di non poter addebitare qiesta sconfitta alle assenze di Robinho, Wright Phillips, Richards e Petrov.
L’essere diventati all’improvviso il club di calcio più ricco del mondo, amici miei, non ci deve far illudere: la strada per diventare una vera grande è ancora impervia! A oggi Hughes dispone di alcuni campioni già affermati e abituati alle grandi ribalte, di qualche onesto comprimario della Premier League (Dunne, Ball, Garrido, Hamann) e di tanti giovanissimi promettenti ma ancora alle prime armi.
Chi conosce le leggi che regolano la vita quotidiana di uno spogliatoio di calcio comprende che un bravo allenatore, a qualsiasi livello sia chiamato ad operare, ha la mentalità del barman di grande livello che usa lo shaker per frullare tanti elementi in unico cocktail di classe.
Hughes è un vincente nato ma, essendo stato un grande centravanti di sfondamento, tenderà sempre a dedicare più attenzione alla fase offensiva piuttosto che a quella difensiva.
Siamo come una fuoriserie a trazione anteriore a cui qualsiasi asperità del terreno può far male, e pure parecchio!
Ora ci attendono i Latics di Wigan. I terribili vicini della Greater Manchester, guidati dal petulante ex rag Steve Bruce, faranno carte false per guastare la festa alle migliaia di supporters skyblue che riempiranno il piccolo JJB Stadium. Telecronaca in diretta su uno dei tanti canali di SKY Calcio alle 17 precise: niente più distrazioni o cadute di concentrazione, ragazzi, non facciamo incavolare lo Sceicco altrimenti …
mercoledì 24 settembre 2008
BLUES E GRANATA: AMICI NEL NOME DI UWE ROSLER

C’era una volta, nei giorni bui degli Anni Novanta in cui il nostro club si barcamenava fra Championship, in 1st e addirittura 2nd Division, un curioso gemellaggio fra le tifoserie del Torino e del nostro City. In Curva Maratona campeggiava spesso un grande bandierone con la scritta TORO CLUB ENGLAND. A portarlo con legittimo orgoglio c’erano, mischiati gli uni agli altri, piemontesi granata e mancuniani dal cuore decorato di skyblue. Avevano due caratteristiche in comune: 1) sui rispettivi documenti d’identità, alla voce stato civile c’era scritto: libero e 2) provavano una sincera repulsione per i colori degli altri due club cittadini, considerati unanimemente due simboli del Potere Consolidato.
Idolo indiscusso dei fans granata quando si recavano nel glorioso tempio del Maine Road fu Uwe Rosler. Centravanti proveniente dalla Germania Est, arrivò come un perfetto sconosciuto con la formula del prestito di tre mesi a marzo 1994. Neanche il tempo di ambientarsi in vista della stagione successiva che, a guidare i nostri Blues, arrivò forse il peggior manager della nostra storia. Alan Ball trattò con alterigia, relegando in panca e in tribuna, il povero atleta tedesco che pure dava l’anima ogni occasione che veniva messo in campo.
Il più celebre di questi gol diede la stura a una leggenda che, da sola, spiega quanto sia grande e colmo di raffinata ironia l’amore che lega i nostri fans al City. Fu un tiro di una potenza squassante che si abbattè sul povero portiere dei rags finendo poi per varcare la linea di porta dell’Old Trafford. Era il gol del provvisorio 2-2, poi i maledetti avrebbero vinto ugualmente!
Quello era davvero un altro calcio, sia in campo che sugli spalti, amici Citizens!
lunedì 22 settembre 2008
LA STRANA AMNESIA DI MR WENGER

L'invidia, si sa, è una brutta bestia! E il nostro City, diventato di colpo il club più ricco del mondo, di invidia ormai ne suscita a fiumi. E' un vero peccato che Arsene Wenger, manager transalpino dell'Arsenal, sia così roso dall'invidia per il nostro amato City da rendere al sito ufficiale del suo Arsenal dichiarazioni così : "Non riesco a capire perché questi arabi abbiano comprato il City. Non mi sembra che l'abbiano fatto per guadagnarci su. L'han forse fatto per passione? Non posso immaginarmeli come tifosi del Manchester City fin dalla giovane età, quindi dico che non esiste un motivo razionale per cui hanno comprato questo club. La Premier League può anche arrivare ad avere 20 bilionari proprietari dei 20 club partecipanti, ma sarà sempre uno solo quello destinato a vincere: e gli altri? Se costoro un giorno si stancassero di buttare via quattrini in che situazione finirebbe questo club? Il loro interessamento per giocatori sotto contratto come Cristiano Ronaldo e Torres? E' una vera mancanza di rispetto!". Caro Mr Arsene, stia calmo e risponda invece a queste due domande: 1) come si chiama lo stadio in cui i suoi amati Gunners giocano? 2) per caso ha mai sentito parlare di un certo Alisher Usmanov? Qualora non fosse in grado di rispondere, sappia allora che: 1) lo stadio sorto dalle ceneri del glorioso impianto di Highbury si chiama, e non certo per uno strano gioco del destino, Emirates Stadium. 2) Mr Usmanov è un ex oligarca russo di dubbia fama che detiene, non certo perché è miope e da bambino giocava portiere col desiderio di emulare il grande David Seaman, il 25% delle azioni del suo Arsenal. A Milano è sempre in voga un celebre detto popolare: "Offeleè, fà il tò mesteè!" che significa in italiano: "Fornaio, fa il tuo mestiere!". Caro Wenger, lei è un bravo manager, il suo Arsenal coniuga da anni spettacolo e agonismo allo stato puro, ha tirato su dal nulla giovani interessantissimi trasformandoli in grandi campioni, ha anche vinto parecchio, però ... però, prima di guardare in casa d'altri, perché non si documenta meglio di quel che avviene in casa sua?
domenica 21 settembre 2008
CITY-POMPEY 6-0: AZZURRO, IL POMERIGGIO E' TROPPO AZZURRO!
Una prestazione "regale" per ingraziarsi il Principe "Reale" di Abu Dhabi, Sheikh Mansour Bin Zayed Al Nahyan, neo-proprietario dei Blues di Manchester? Beh, cari amici Citizens italiani, non saprei definire altrimenti il rotondo 6-0 con cui i ragazzi di Mark Hughes hanno demolito, minuto dopo minuto, i poveri Pompey oggi al City Of Manchester. Sei reti spettacolari, sei marcatori diversi, un calcio corale a due tocchi come solo l'Ajax di Crujff o il Milan degli olandesi di Arrigo Sacchi erano capaci di esprimere. Se sia stato solo un fuoco di paglia, sarà il prosieguo di questa incredibile stagione a dircelo. Per ora godiamoci la classe allo stato puro di Robson De Sousa, in arte Robinho, autore ad esempio di una rabona deliziosa che, allo scadere del primo tempo quando il risultato era ancora in discussione, ha fatto crollare d'entusiasmo gli spalti del COMS. E' stato forse questo gesto tecnico di una raffinatezza inaudita lo spartiacque del match di oggi. Gli uomini di Redknapp, infatti, non avevano certo demeritato nella prima frazione costruendo anzi tre o quattro occasioni d'oro che, se concretizzate, avrebbero riaperto la gara. E invece ...
Non ci sono stati migliori in campo oggi pomeriggio! Perché?
Insomma, un pomeriggio da leoni inaugura la nuova era della proprietà araba del Manchester City. Martedì 23 si completerà infatti il passaggio del City da Shinawatra (che manterrà il 10% delle azioni) al gruppo ADUG. Nuovo amministratore delegato, che affiancherà il dinamico ex uomo Nike Garry Cook, sarà Khaldoon al Mubarak, presente in tribuna al fianco dell'applauditissimo presidente onorario Shinawatra. Ragazzi, non ci posso credere: fino al 31 agosto abbiamo rischiato di scomparire dal calcio che conta e, risvegliandoci il 1 settembre, abbiamo scoperto che la Dea Bendata ci sta davvero riservando un trattamento di prim'ordine!
venerdì 19 settembre 2008
OMONIA-CITY 1-2: A NICOSIA FESTEGGIANO IN 900

Tornano belli carichi quei novecento intrepidi Blues che han seguito stasera la vittoria in trasferta a Nicosia del nostro amato squadrone. Hughes conferma 4-1-4-1 già intravisto nel finale dello sfortunato match casalingo contro i campioni del Chelsea. Davanti a Hart, difesa con Zabaleta e Garrido terzini e la coppia Richards-Dunne in mezzo. Poi il belga Kompany a far da frangiflutti dietro a quattro meravigliosi tuttofare come Robinho, Elano, Ireland e Wright Phillips. Il dinoccolato Jo è unica punta.
Gara vibrante fin dalle prime battute con "The Bald One" e Shaunie particolarmente in vena. I ciprioti pensano quasi solo a difendersi e riescono a chiudere il primo tempo a reti inviolate malgrado almeno quattro colossali occasioni da rete costruite. E i nostri novecento tifosi al seguito? Beh, loro non si perdono d'animo conquistati dal ritmo e dalle combinazioni palla a terra ficcanti dei nostri ragazzi. Si segnala tra gli altri l'argentino Pablo Zabaleta, alla sua seconda gara in skyblue esattamente come Robinho, per il suo magnifico senso della posizione e per gl'interventi decisi ma corretti. Quando meno te l'aspetti, Omonia in vantaggio su calcio di punizione dal limite: scorrono i brividi sulla schiena per un attimo, poi ...
Poi, incessante come nei momenti importanti della nostra storia, il coro "Blue Moon" s'innalza nel clamore acceso della folla cipriota e il City riparte all'assalto della porta cipriota. Ci pensa, rispettivamente su assist di Wright Phillips al 59° e di Zabaleta al 72° minuto, Jo a ribaltare il risultato a nostro favore con i suoi primi due gol in carriera coi nostri colori. Vittoria di misura ma sacrosanta: almeno dodici palle gol costruite al cospetto di un avversario coriaceo e poco disposto ad aprirsi sono un buon biglietto da visita per il ritorno fra due settimane al COMS. Esplode fragorosa la gioia dei novecento Mancunians pronti a tornare a casa per preparare a dovere il prossimo incontro casalingo di Premier.
Adesso contro i Pompey, squadra d'alta classifica, compatta e manovriera - anche loro vittoriosi stasera in UEFA per 2-0 (gol di Diarra e Defoe) al Frampton Park contro i portoghesi del Vitoria Guimaraes - mi aspetto un City meno sbarazzino e più concreto di quello osservato contro Lampard e soci sabato scorso. I nuovi crescono partita dopo partita e, cosa di non poco conto, Robinho, la stella brasiliana appena arrivata, deve ancora ambientarsi. Un undici di classe così eccelsa non si era mai visto, in tutta la nostra pluricentenaria storia. Vien voglia di scappare lassù, con tanto di caffettano bianco col marchio sociale, a gridare anche noi, Citizens italiani: "Come on, bright Arabian Blues!"
lunedì 15 settembre 2008
CITY-CHELSEA 1-3: INIZIA UNA NUOVA ERA, MA ...

Comincia nel peggiore dei modi la nuova era dirigenziale dei Citizens. Vanno comunque attribuiti i giusti meriti ad un ottimo Chelsea, tornata ad essere la squadra cinica e a tratti spettacolare dei tempi di Mourinho, grazie ad un Felipe Scolari che sembra aver trovato la giusta amalgama di uno spogliatoio difficile da gestire.
Venendo alla gara, non c'è quasi neanche il tempo di accogliere i nuovi acquisti Zabaleta e Robinho, che quest'ultimo sale in cattedra e al 13' realizza in maniera impeccabile un'invitante punizione guadagnata da Jo all'altezza della lunetta: palla nel set e Cech battuto grazie anche ad una lieve deviazione di Mikel. Ma, come sempre nella storia del City, i momenti memorabili durano sempre troppo poco: ed ecco che appena 3 minuti Ricardo Carvalho pareggia i conti su retropasssaggio di Joe Cole che, a dirla tutta, risulta in evidente possizione di fuorigioco, per di più attiva ai fini dell'azione.
Al 27' una zuccata di Malouda, ben imbeccato da Joe Cole, scuote la traversa di Joe Hart, mentre sul ribaltamento di fronte è bravo Carvalho a salvare il tiro a botta sicura di Jo. Il centrocampo del Chelsea si dimostra un vero diesel: impiega qualche minuto a carburare ma poi scatena tutta la sua potenza e la sua classe, sebbene oggi per Lampard, Deco e Mikel sia difficile penetrare la diga formata da Didi Hamann e dal belga Kompany.
Nella ripresa dunque, è proprio Frankie Lampard ad indovinare uno splendido e preciso diagonale che ribalta la situazione in favore dei londinesi.
Il 3-1 arriva sull'asse Joe Cole-Anelka, col francese che sfrutta il passaggio filtrante del compagno e batte Hart in uscita. 3 minuti dopo va segnalata l'espulsione di John Terry per un fallaccio da ultimo uomo su Jo. Ma cambia poco: il nostro City non ha ancora la compattezza e l'esperienza da grande squadra! Queste doti purtroppo non si comprano con i petrol-pounds, ma richiedono un serio e ambizioso progettto calibrato nel tempo, che questa nuova dirigenza sembra comunque intenzionata a rispettare.
I MIGLIORI E I PEGGIORI
BALL 5 : Questo ragazzo è sempre volenteroso, ma i suoi svarioni improvvisi sono ormai troppo frequenti. Suo è l'errore che propizia il gol di Lampard.
WRIGHT PHILIPS 7,5: Ha voglia di rivincita e lo dimostra. La sua velocità è impressionante e i suoi cross sono ottimi, come del resto sapevamo già. Peccato che in attacco manchi un ariete pronto a fare da sponda con Shaun, che troppo spesso si trova a predicare nel deserto.
HAMANN 7: è un guerriero e non molla un pallone, fino alla sostituzione necessaria con Fernandes, che però non lo fa rimpiagere.
KOMPANY 5: Meno preciso del solito, il ragazzo ci ha abituato a ben altre prestazioni. Ma è un vero talento, non c'è nulla di che preoccuparsi.
ROBINHO 7: il voto è generoso e d'incoraggiamento. Le doti tecniche non si discutono..aspettiamo però una condizione ottimale per sognare...
IRELAND 7: Piace questo folletto tuttofare irlandese che sa essere pungenete in attacco e, all'occorrenza, dare una mano a Didi Hamann.
venerdì 5 settembre 2008
DA SIENA NUOVO INNO AL CITY!

giovedì 4 settembre 2008
CARLO CI RACCONTA L'OASIS-PENSIERO

Eh sì,adesso si può proprio dire : "We are...STANDING ON THE SHOULDER OF GIANTS"!!
mercoledì 3 settembre 2008
ALEX: SCEICCHI AL CITY? ECCO PERCHE'!

Ricevo dall'amico e collega Alex Mariani, come me legatissimo al Manchester City e alle sue vicende, un ulteriore approfondimento sul recente pasaggio di proprietà del nostro club preferito:
Da grande tifoso appassionato, ma dall'occhio critico e obiettivo come deve essere quello di un giornalista, ho seguito particolarmente da vicino e con grande attenzione l'evolversi di questo take-over. I mass media hanno dato grande risalto alla notizia dell'acquisto del Manchester City da parte dell'Abu Dhabi United Group (ADUG), emanazione del fondo d'investimento della famiglia reale (ADIA), il secondo più grande al mondo dopo la Bank of Japan. Solo questo fa intendere l'enorme se non smisurata capacità finanziaria che questo gruppo può esercitare!
L'architetto dell'operazione che riguarda il nostro City è lo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nayhan, campione d'endurance ippica, ministro nel governo degli Emirati arabi presieduto dal fratello, sceicco Khalifa. Presidente della First Gulf Bank e di varie società d'investimento, ha sposato una figlia dello sceicco del Dubai, Mohammed Al-Maktoum. Mansour ha delegato la gestione del City a Sulaiman Al-Fahim, 31 anni, uomo d'affari molto noto nel mondo arabo. Non vorrei soffermarmi solo sull'aspetto "mercenario" dell'operazione che in tanti hanno sottolineato, forse con un pizzico d'invidia, ma soprattutto sul clamoroso ritorno di immagine che tale manovra ha portato al già ricco calcio inglese. Uno schiaffo non solo a paperon Abramovic che si è visto soffiare Robinho in extremis (e chissà che coppia avrebbe composto con Berbatov, se il bulgaro non avesse preferito gli odiati rags...) ma indirettamente a tutto il calcio europeo.
Mi riferisco in particolare al calcio italiano che è già stato attaccato in tempi non sospetti dal Times. Signori, ma ci siamo mai rivolti domande sul perchè il nostro calcio è sempre in secondo piano, perchè ricchi investitori stranieri e/o miliardari arabi non si interessano ad una squadra nostrana, se non casi di piccoli imprenditori millantatori o cordate di stampo mafioso (vedi la Lazio)? Le risposte sono tante, ovvie, scontate e anche banali, basta vedere quello che è successo domenica a Roma e le condizioni in cui si trovano i nostri fatiscenti stadi. Non c'è programmazione, questo è il punto, per non parlare di cultura sportiva, leggi severe.
In Inghilterra sono decisamente più avanti, non lo scopriamo certo oggi, e quindi ben vengano miliardari arabi che credano in un progetto e siano soprattutto ambiziosi. Io non penso che ci troviamo di fronte a dei mercenari, ma sono solo a dei semplici viziati che non sanno come investire montagne di petroldollari.
Il calcio, d'altronde è un gioco. Loro, come noi tifosi, sognano una squadra galattica, come ha spiegato bene la Gazzetta con un articolo dettagliato: "Vogliamo i più grandi giocatori in attività - proclama Al-Fahim -. Cristiano Ronaldo ha detto di voler giocare nel più grande club del mondo: il City lo diventerà presto, più del Manchester United e del Madrid". Buffon in porta, poi Sergio Ramos, Cannavaro, Ferdinand, Abidal, Gerrard, Kakà, Messi, Torres, Villa. Per 650 milioni di euro. Un "dream team" dove Robinho rischia la panchina". Gazzetta docet. Sognare d'altronde, non costa nulla, soprattutto a noi tifosi..
c'mon city forever - Alex
martedì 2 settembre 2008
UN TRIO PAULISTA DA FAVOLA!

lunedì 1 settembre 2008
UN EMIRO HA COMPRATO IL CITY!

domenica 31 agosto 2008
SUNDERLAND-CITY 0-3: SIAMO SECONDI!

46° Ireland, 51° e 58° Shaun Wright Phillips: mamma, butta giù la pasta! Il City batte per l'ennesima volta i poveri Black Cats guidati in panchina dal mefitico aguzzino di Alfie Haaland, l'ex rag Roy Keane. La macchina da guerra costruita oggi da Mark Hughes prevedeva un po' di turn over dopo l'impegno gravoso di giovedì scorso in Danimarca. Davanti all'eroe di Coppa UEFA Joe Hart, il consueto pacchetto difensivo composto da Corluka, Richards, Dunne (il capitano era al rientro dopo 2 turni di squalifica) e Ball. Centrocampo con i due centrali Kompany e Hamann affiancati ai lati da Ireland e da Johnson (fresco quest'ultimo del rinnovo contrattuale). In attacco il redivivo Shaun Wright Phillips appena dietro l'unica punta di ruolo: il brasiliano Jo. Primo tempo che ha visto un City cinico attendere gli attacchi dei padroni di casa per cercare di colpire di rimessa. Due cartellini gialli per falli un po' bruttini di Richards e di Kompany e qualche pericolosa incursione della nostra mitica bestia nera Steed Malbranque: primo tempo che sembra chiudersi sullo 0-0 quando Johnson ha letteralmente inventato un assist invitante per Ireland. Il calvo irlandese ha trasformato in rete con freddezza e per i Black Cats è stata notte fonda! Infatti al rientro dopo l'intervallo, malgrado il cambio forzato di Richards infortunato con Ben Haim, i nostri amatissimi Blues hanno recitato lo stesso copione di domanica scorsa con gli Hammers. Due gol in 7 minuti, l'ultimo dei quali semplicemente favoloso, li ha messi a segno il piccolo grande Shaunie: prima vittoria in trasferta in Premier e City a un solo punto dal vertice della classifica. E indovinate chi, dopo la pausa settimanale per gl'impegni delle nazionali, arriverà a farci visita al COMS sabato 13 settembre? Proprio la capolista Chelsea! Se saran rose ...
giovedì 28 agosto 2008
VITTORIA AI RIGORI: CITY AVANTI IN UEFA!

Ci voleva un'impresa per ribaltare la sconfitta casalinga dell'andata contro i tostissimi semiprofessionisti danesi del Midtyjlland. Ebbene, la Dea bendata stavolta ci ha dato una grossissima mano: i danesi, scatenati ma davvero imprecisi sotto porta, ci hanno dominato fino a poche battute dal termine. All'88° invece, su uno dei pochissimi cross azzeccati dalla sinistra di Michael Ball, Ched Evans, il 19ene gallese da poco subentrato a un evanescente Jo, ha costretto all'autogol il suo arcigno marcatore. 0-1 fino allora immeritato, poi raddoppio sfiorato da Ireland poco prima del fischio dell'arbitro. I due tempi supplementari hanno visto il nostro City sfiorare ripetutamente il gol qualificazione ma era destino dovessimo arrivare la lotteria dei rigori! Qui a salire in cattedra, con due parate sensazionali che per naturalezza e classe mi hanno fatto venire in mente il nostro Enrico Albertosi, è stato il 21enne Joe "Brave" Hart. Grazie soprattutto a lui i ragazzi di Mark Hughes, ora, giocheranno nel tabellone principale della Coppa UEFA assieme ad altri grandi club europei. In alto i cuori, amici blues!
IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO

UNA GARA SU A MANCHESTER: ISTRUZIONI PER L’USO

Colgo qui l’occasione per dare a lei e a tutti coloro che volessero godere dal vivo di questo meraviglioso spettacolo sportivo alcune dritte.
Innanzi tutto bisogna armarsi di un pc. Si va su Internet per iscriversi, con relativa nickname e password, al sito ufficiale della società http://www.mcfc.co.uk. Una volta identificati dal webmaster, la prima mossa da fare sarà quella di sottoscrivere la Season Card International: il costo per il 2008/09 rimane, come la scorsa stagione, di 30 £.
Questa specie di carta del tifoso Citizen vi dà diritto, oltre ad avere sconti speciali su tutto il materiale sportivo marchiato City, a prenotare un posto numerato per una gara di Premier League a vostra scelta (potete consultare la sezione FIXTURES sul sito ufficiale!) in un settore a scelta del fantastico stadio del City Of Manchester. E’ naturalmente richiesto a tutti l’utilizzo di una vostra carta di credito per l’acquisto on line sia della Season Card International – vi verrà spedita a casa o in ufficio qui in Italia entro una settimana al massimo – sia del successivo biglietto stadio che avrà stampato il vostro nominativo e che solo voi potrete utilizzare.
Per quanto riguarda il capitolo viaggio, suggerirei, per quanto riguarda i voli low cost, quelli di Ryanair. Dall’Italia settentrionale (Piemonte e Lombardia) si decolla da Orio al Serio per atterrare, in poco meno di due ore, a Liverpool – Aeroporto John Lennon. Perché, direte voi, non ci consigli di volare direttamente a Manchester? Per il semplice motivo che il vettore irlandese non prevede lì partenze di giovedì notte o venerdì mattina e ritorni di domenica o lunedì.
Liverpool, città per altro stupenda e servita meravigliosamente bene tramite treni (50 minuti per 75 km. di viaggio su rotaie), ha invece questo pregio! Nel 2008 inoltre la città natale degl’indimenticabili Beatles è stata prescelta come capitale mondiale della Cultura: non vi dico gli eventi di ogni genere che si svolgono ogni week end da qui al 31 dicembre compreso!
Ovviamente le cose cambiano se, invece che dal Nord Ovest, il tifoso italiano del City parta da altri aeroporti convenzionati con Ryanair. Non escludo che, ad esempio, da Roma, Pisa, Bologna o Pescara si possa atterrare direttamente a Manchester.
L’Italian Blue Moon ha comunque in progetto di andare a vedere la gara interna con lo Stoke City di metà ottobre: se a qualcuno facesse piacere unirsi a noi in questa occasione …
Nella speranza di essere stato sufficientemente chiaro, dita incrociate per i due prossimi impegni dei nostri amatissimi Blues: giovedì pomeriggio c’è l’insidiosa trasferta in Danimarca.
Domenica invece ritorna la Premier che ci vedrà impegnati, lassù al confine con la Scozia, contro il temibile Sunderland che annovera nel suo organico, a partire dal suo mefitico manager Roy Keane, parecchi ex pezzi da novanta della parte color ruggine della periferia di Manchester.
Chi vivrà, vedrà: e grazie per l'attenzione!
lunedì 25 agosto 2008
CITY-WEST HAM 3-0: GIOVANI E VINCENTI

PS: due ottime notizie fresche di giornata:
1) Micah Richards è stato dimesso lunedì pomeriggio dall'ospedale e tornerà fra breve ad allenarsi coi suoi compagni. Niente trasferta danese per lui giovedì, ma considerando lo spaventoso incidente avuto lo aspettiamo tutti a braccia aperte!
2) Si sta per profilare un gradito ritorno: Shaun Wright Philips, fra il giubilo della stragrande maggioranza dei Citizens, vestirebbe di nuovo la nostra divisa! 9 ml £ è la cifra che probabilmente verseremo al Chelsea: se pensiamo che Paperone Abramovich ci aveva dato ben 21 ml £ solo tre anni fa ... Comunque, che bello sarebbe vederlo di nuovo sfrecciare sulla fascia destra, amici!
lunedì 18 agosto 2008
VILLA-CITY 4-2: FORZA VALERJ!

