venerdì 19 settembre 2008

OMONIA-CITY 1-2: A NICOSIA FESTEGGIANO IN 900



Tornano belli carichi quei novecento intrepidi Blues che han seguito stasera la vittoria in trasferta a Nicosia del nostro amato squadrone. Hughes conferma 4-1-4-1 già intravisto nel finale dello sfortunato match casalingo contro i campioni del Chelsea. Davanti a Hart, difesa con Zabaleta e Garrido terzini e la coppia Richards-Dunne in mezzo. Poi il belga Kompany a far da frangiflutti dietro a quattro meravigliosi tuttofare come Robinho, Elano, Ireland e Wright Phillips. Il dinoccolato Jo è unica punta.

Gara vibrante fin dalle prime battute con "The Bald One" e Shaunie particolarmente in vena. I ciprioti pensano quasi solo a difendersi e riescono a chiudere il primo tempo a reti inviolate malgrado almeno quattro colossali occasioni da rete costruite. E i nostri novecento tifosi al seguito? Beh, loro non si perdono d'animo conquistati dal ritmo e dalle combinazioni palla a terra ficcanti dei nostri ragazzi. Si segnala tra gli altri l'argentino Pablo Zabaleta, alla sua seconda gara in skyblue esattamente come Robinho, per il suo magnifico senso della posizione e per gl'interventi decisi ma corretti. Quando meno te l'aspetti, Omonia in vantaggio su calcio di punizione dal limite: scorrono i brividi sulla schiena per un attimo, poi ...

Poi, incessante come nei momenti importanti della nostra storia, il coro "Blue Moon" s'innalza nel clamore acceso della folla cipriota e il City riparte all'assalto della porta cipriota. Ci pensa, rispettivamente su assist di Wright Phillips al 59° e di Zabaleta al 72° minuto, Jo a ribaltare il risultato a nostro favore con i suoi primi due gol in carriera coi nostri colori. Vittoria di misura ma sacrosanta: almeno dodici palle gol costruite al cospetto di un avversario coriaceo e poco disposto ad aprirsi sono un buon biglietto da visita per il ritorno fra due settimane al COMS. Esplode fragorosa la gioia dei novecento Mancunians pronti a tornare a casa per preparare a dovere il prossimo incontro casalingo di Premier.

Adesso contro i Pompey, squadra d'alta classifica, compatta e manovriera - anche loro vittoriosi stasera in UEFA per 2-0 (gol di Diarra e Defoe) al Frampton Park contro i portoghesi del Vitoria Guimaraes - mi aspetto un City meno sbarazzino e più concreto di quello osservato contro Lampard e soci sabato scorso. I nuovi crescono partita dopo partita e, cosa di non poco conto, Robinho, la stella brasiliana appena arrivata, deve ancora ambientarsi. Un undici di classe così eccelsa non si era mai visto, in tutta la nostra pluricentenaria storia. Vien voglia di scappare lassù, con tanto di caffettano bianco col marchio sociale, a gridare anche noi, Citizens italiani: "Come on, bright Arabian Blues!"

lunedì 15 settembre 2008

CITY-CHELSEA 1-3: INIZIA UNA NUOVA ERA, MA ...


Comincia nel peggiore dei modi la nuova era dirigenziale dei Citizens. Vanno comunque attribuiti i giusti meriti ad un ottimo Chelsea, tornata ad essere la squadra cinica e a tratti spettacolare dei tempi di Mourinho, grazie ad un Felipe Scolari che sembra aver trovato la giusta amalgama di uno spogliatoio difficile da gestire.
Venendo alla gara, non c'è quasi neanche il tempo di accogliere i nuovi acquisti Zabaleta e Robinho, che quest'ultimo sale in cattedra e al 13' realizza in maniera impeccabile un'invitante punizione guadagnata da Jo all'altezza della lunetta: palla nel set e Cech battuto grazie anche ad una lieve deviazione di Mikel. Ma, come sempre nella storia del City, i momenti memorabili durano sempre troppo poco: ed ecco che appena 3 minuti Ricardo Carvalho pareggia i conti su retropasssaggio di Joe Cole che, a dirla tutta, risulta in evidente possizione di fuorigioco, per di più attiva ai fini dell'azione.
Al 27' una zuccata di Malouda, ben imbeccato da Joe Cole, scuote la traversa di Joe Hart, mentre sul ribaltamento di fronte è bravo Carvalho a salvare il tiro a botta sicura di Jo. Il centrocampo del Chelsea si dimostra un vero diesel: impiega qualche minuto a carburare ma poi scatena tutta la sua potenza e la sua classe, sebbene oggi per Lampard, Deco e Mikel sia difficile penetrare la diga formata da Didi Hamann e dal belga Kompany.
Nella ripresa dunque, è proprio Frankie Lampard ad indovinare uno splendido e preciso diagonale che ribalta la situazione in favore dei londinesi.
Il 3-1 arriva sull'asse Joe Cole-Anelka, col francese che sfrutta il passaggio filtrante del compagno e batte Hart in uscita. 3 minuti dopo va segnalata l'espulsione di John Terry per un fallaccio da ultimo uomo su Jo. Ma cambia poco: il nostro City non ha ancora la compattezza e l'esperienza da grande squadra! Queste doti purtroppo non si comprano con i petrol-pounds, ma richiedono un serio e ambizioso progettto calibrato nel tempo, che questa nuova dirigenza sembra comunque intenzionata a rispettare.

I MIGLIORI E I PEGGIORI
BALL 5 : Questo ragazzo è sempre volenteroso, ma i suoi svarioni improvvisi sono ormai troppo frequenti. Suo è l'errore che propizia il gol di Lampard.
WRIGHT PHILIPS 7,5: Ha voglia di rivincita e lo dimostra. La sua velocità è impressionante e i suoi cross sono ottimi, come del resto sapevamo già. Peccato che in attacco manchi un ariete pronto a fare da sponda con Shaun, che troppo spesso si trova a predicare nel deserto.
HAMANN 7: è un guerriero e non molla un pallone, fino alla sostituzione necessaria con Fernandes, che però non lo fa rimpiagere.
KOMPANY 5: Meno preciso del solito, il ragazzo ci ha abituato a ben altre prestazioni. Ma è un vero talento, non c'è nulla di che preoccuparsi.
ROBINHO 7: il voto è generoso e d'incoraggiamento. Le doti tecniche non si discutono..aspettiamo però una condizione ottimale per sognare...
IRELAND 7: Piace questo folletto tuttofare irlandese che sa essere pungenete in attacco e, all'occorrenza, dare una mano a Didi Hamann.
CARLO TAGLIAGAMBE

venerdì 5 settembre 2008

DA SIENA NUOVO INNO AL CITY!


City-Chelsea del prossimo 13 settembre: pochi minuti fa in sede è apparso il cartello "SOLD OUT". Tutto esaurito, quindi al City Of Manchester per un incontro al vertice che si annuncia fra i più appassionanti nella storia dei due grandi club inglesi. Mentre Mark Hughes provvedeva a rinnovare il suo look prima d'incontrarsi per la prima volta con i suoi nuovi datori di lavoro arabi (v. foto qui sopra, speditami dagli amici inglesi di Mancity.net), da Siena ecco che l'amico Filippo Selva, Citizen da sempre, mi invia questo bellissimo inno:
"Amo City"
Amo tifare City perchè mi accorgo che mi rende felice,
Amo tifare City perchè sento che mi rende migliore,
Amo tifare City perchè condivido forti emozioni con i miei amici ogni sabato,
Amo tifare City perchè "è più" che tifare una squadra "normale",
Amo tifare City perchè per quanto in basso possa cadere, ho sempre una dignità,
Amo tifare City perchè sento che il pulsare del mio cuore per i Blues non sarà mai vano,
Amo tifare City quando Gnagno mi sorride e mi dice che ce la faremo,
Amo tifare City perchè mi ha insegnato a odiare i Rags,
Amo tifare City perchè c'è gente come Renato che da' il cuore per noi,
Amo tifare City perchè mi aspetto sempre di più, mai di meno.
Ma mi correggo, non è che Amo solo tifare City...
Amo che il mio cuore, ovviamente dopo la mia contrada appartenga al City.
Perchè del City non si diventa, casomai ci accorgiamo in ritardo di appartenere a quella compagine Blue Sky che ogni settimana ci riempie d'orgoglio.
Quella squadra sminuita da tutti e amata da pochi.
Quella squadra che ogni anno ti regala da vivere 90 minuti col cuore in gola e una vita ricca di passione.
Grazie a chiunque abbia letto questa "accozzaglia" di emozioni che appunto solo la Vera Prima squadra di Manchester mi fa provare. Dedicata a tutti voi, veri Citizens!
F I L I P P O

giovedì 4 settembre 2008

CARLO CI RACCONTA L'OASIS-PENSIERO


Dal nostro inviato speciale Carlo Tagliagambe ricevo e immediatamente pubblico l'atteso reportage sulla reazione alle grosse novità del nostro (e loro) City da parte dei fratelloni Gallagher:
Nel mondo del calcio dicasi "sindrome da Atletico" quella sensazione di perenne frustrazione e senso di inferiorità vissuto da una determinata squadra nei confronti della ben più blasonata compagine rivale. Specie se la rivalità in questione si consuma all'interno di una determinata città. Questo simpatico motto sportivo prende ad esempio la città di Madrid, dove il pur blasonato Atletico è sempre vissuto nell'ombra della squadra forse più leggendaria di sempre, il ben più celebre Real.
Ma anche a Manchester, almeno fino ad un annetto fa, la situazione non sembrava poi tanto diversa. Un annetto fa, appunto! Prima che Shinawatra ed Eriksson facessero risorgere il City dalle sue ceneri e lo conducessero a 2 splendide vittorie in altrettante stracittadine. E che dire del presente? Col passaggio di proprietà ai petrolieri arabi, i rags si sono trovati addirittura scippati della palma di squadra più ricca del mondo.
Ad esprimere tutto lo stupore della tifoseria SkyBlues per tale verdetto alla BBC ci hanno pensato loro, i due tifosi più illustri della squadra delle Eastlands: Noel e Liam Gallagher. Il chitarrista degli Oasis, nonchè maggiore dei due fratelli, ha infatti espresso così la propria meraviglia: "Ho sempre pensato che 40 anni di lealtà sarebbero stati ripagati in qualche modo e ho sempre sperato che un giorno sarebbe venuto qualcuno che ci permettesse di esaltarci. E sarà bellissimo sapere che ogni litro di benzina che un tifoso del Man Utd utilizzerà per la propria auto finirà dritto dritto a finanziare la nostra campagna acquisti". Liam, vocalist del gruppo, ha rincarato la dose: "Passare dall'essere un piccolo club amato dai tassisti di Londra a una delle squadre più ricche al mondo in poche ore è piuttosto elettrizzante".
I due fratelli Gallagher, tra le altre cose, sono famosi in tutto il mondo per il loro vizietto di intonare cori offensivi contro i Red Devils durante i loro concerti: "Li odiamo troppo - ha proseguito Liam - loro e quella spocchia da spacconi ... ma adesso sarà tutta un' altra musica!"
Eh sì,adesso si può proprio dire : "We are...STANDING ON THE SHOULDER OF GIANTS"!!
CARLO TAGLIAGAMBE

mercoledì 3 settembre 2008

ALEX: SCEICCHI AL CITY? ECCO PERCHE'!



Ricevo dall'amico e collega Alex Mariani, come me legatissimo al Manchester City e alle sue vicende, un ulteriore approfondimento sul recente pasaggio di proprietà del nostro club preferito:

Da grande tifoso appassionato, ma dall'occhio critico e obiettivo come deve essere quello di un giornalista, ho seguito particolarmente da vicino e con grande attenzione l'evolversi di questo take-over. I mass media hanno dato grande risalto alla notizia dell'acquisto del Manchester City da parte dell'Abu Dhabi United Group (ADUG), emanazione del fondo d'investimento della famiglia reale (ADIA), il secondo più grande al mondo dopo la Bank of Japan. Solo questo fa intendere l'enorme se non smisurata capacità finanziaria che questo gruppo può esercitare!

L'architetto dell'operazione che riguarda il nostro City è lo sceicco Mansour Bin Zayed Al Nayhan, campione d'endurance ippica, ministro nel governo degli Emirati arabi presieduto dal fratello, sceicco Khalifa. Presidente della First Gulf Bank e di varie società d'investimento, ha sposato una figlia dello sceicco del Dubai, Mohammed Al-Maktoum. Mansour ha delegato la gestione del City a Sulaiman Al-Fahim, 31 anni, uomo d'affari molto noto nel mondo arabo. Non vorrei soffermarmi solo sull'aspetto "mercenario" dell'operazione che in tanti hanno sottolineato, forse con un pizzico d'invidia, ma soprattutto sul clamoroso ritorno di immagine che tale manovra ha portato al già ricco calcio inglese. Uno schiaffo non solo a paperon Abramovic che si è visto soffiare Robinho in extremis (e chissà che coppia avrebbe composto con Berbatov, se il bulgaro non avesse preferito gli odiati rags...) ma indirettamente a tutto il calcio europeo.

Mi riferisco in particolare al calcio italiano che è già stato attaccato in tempi non sospetti dal Times. Signori, ma ci siamo mai rivolti domande sul perchè il nostro calcio è sempre in secondo piano, perchè ricchi investitori stranieri e/o miliardari arabi non si interessano ad una squadra nostrana, se non casi di piccoli imprenditori millantatori o cordate di stampo mafioso (vedi la Lazio)? Le risposte sono tante, ovvie, scontate e anche banali, basta vedere quello che è successo domenica a Roma e le condizioni in cui si trovano i nostri fatiscenti stadi. Non c'è programmazione, questo è il punto, per non parlare di cultura sportiva, leggi severe.

In Inghilterra sono decisamente più avanti, non lo scopriamo certo oggi, e quindi ben vengano miliardari arabi che credano in un progetto e siano soprattutto ambiziosi. Io non penso che ci troviamo di fronte a dei mercenari, ma sono solo a dei semplici viziati che non sanno come investire montagne di petroldollari.

Il calcio, d'altronde è un gioco. Loro, come noi tifosi, sognano una squadra galattica, come ha spiegato bene la Gazzetta con un articolo dettagliato: "Vogliamo i più grandi giocatori in attività - proclama Al-Fahim -. Cristiano Ronaldo ha detto di voler giocare nel più grande club del mondo: il City lo diventerà presto, più del Manchester United e del Madrid". Buffon in porta, poi Sergio Ramos, Cannavaro, Ferdinand, Abidal, Gerrard, Kakà, Messi, Torres, Villa. Per 650 milioni di euro. Un "dream team" dove Robinho rischia la panchina". Gazzetta docet. Sognare d'altronde, non costa nulla, soprattutto a noi tifosi..

c'mon city forever - Alex

martedì 2 settembre 2008

UN TRIO PAULISTA DA FAVOLA!


Aveva annunciato un grossissimo colpo di mercato, il buon Suleiman Al Fahim, e così è stato! Robson De Souza, in arte Robinho, è il primo favoloso colpo della sua gestione. Il fantastico centrocampista d'attacco lascia il Real Madrid per giocare i prossimi 4 anni, alla ragguardevole cifra di 120mila £ la settimana, al City Of Manchester Stadium per il sollazzo di tifosi finora abituati a delirare per giocatori ben più modesti di lui.
E' la vita, amici: il caviale del Volga al posto di pane e cipolle, Joey Barton e le sue mattane in campo e fuori sono ormai un ben triste ricordo perché Dio dev'essersi finalmente ricordato che ci siamo anche noi, poveri Citizens, nel calcio che conta!
L'emiro di Abu Dhabi, in quattro e quatttr'otto, ha letteralmente strappato Robinho dalle grinfie del magnate della Siberia Roman Abramovich versando al suo omologo madrileno Calderòn ben 32,4 ml £.
Si compone così, agli ordini di un estasiato Mark Hughes, un delizioso trio di fantasisti brasiliani tutti originari dello stato di San Paolo. Un trio che promette sfracelli, amici Citizens!
Elano, Jo e Robinho, infatti, saranno il fulcro del nuovo City che va a sfidare nella lotta al vertice i club mammasantissima della Premier League.
Non siamo più poveri e francamente non me ne dispiace, anche se ricevo attestati quotidiani di malcelata invidia per il nuovo corso societario da parte di tifosi di altri club.
Vedrai, mi scrivono altezzosi, voi Blues diventerete un club più odiato persino del Chelsea!
A loro rispondo così.
Nel calcio-industria di oggi bisogna possedere le sinergie giuste per primeggiare, e il club delle Eastlands, con buona pace di chi non vuole o non sa adeguarsi alle novità del calcio professionistico, questi requisiti li ha!
Abbiamo, nell'ordine:
1) la rosa di giocatori più giovane di tutta la Premier League (età media: 22,7 anni!)
2) un vivaio inesauribile creato praticamente dal nulla dieci anni fa dallo straordinario Jim Cassell,
3) un pubblico noto per la sua proverbiale correttezza e quinto in Inghilterra per numero di tifosi che vanno allo stadio,
4) uno stadio moderno con 48mila posti a sedere, tutti numerati, a pochi passi dal centro di Manchester, concesso in uso gratuito dal comune ma non ancora di proprietà del nostro board. Considerando che la zona in cui sorge è abbastanza vicina al centro cittadino ed è un'area per ora deserta ma completamente edificabile, si capisce come possa fare gola ad Al Fahim e ai suoi soci dell'Abu Dhabi United Group comprare il Man City! Gli arabi vogliono e soprattutto possono (altrimenti, al loro posto, ci avrebbe pensato Shinawatra!) ripetere l'operazione che altri in Premier League, cioè l'Arsenal, hanno escogitato pochi anni fa. Essere i nuovi proprietari della vastissima area che circonda il nostro stadio significa condurre un'operazione immobiliare di frazionamento in più quote rivendibili a piccoli proprietari di ville signorili.
Esattamente quel che è successo nel Nord di Londra dove l'audace CEO David Dean e il board dei Gunners si sono riempiti le tasche edificando e vendendo un intero quartiere di villette a schiera attorno al nuovissimo e stupendo impianto dell'Emirates Stadium.
5) un manager giovane, ambizioso e fra i più preparati della Premier League.
6) un azionista, Thaksin Shinawatra, proprietario in Asia (il mercato più promettente al mondo) di una catena di ipermercati di oggettistica griffata del calcio professionistico mondiale.
7) un CEO che, nella sua vita, è stato numero uno europeo della NIKE, una delle più prestigiose multinazionali dello sport mondiale.
Se a tutte queste mie considerazioni aggiungiamo come una recente inchiesta del prestigioso quotidiano Times sulla qualità della vita nel Regno Unito vede Manchester e la sua regione, il Lancashire, secondi solo a Sutton, caratteristico sobborgo a nord della capitale, mi sembra di aver detto abbastanza, no?
Infine una considerazione: saremo meno simpatici noi Blues adesso che questo Paperon dei Paperoni arabo ci ha comprato?
Lee Scottdale, amico e fantastico supporter proveniente dallo Yorkshire, è l'inventore del primo e mitico Inflatable (NdR: oggetto gonfiabile) mai entrato in uno stadio britannico. Per la cronaca si trattava di un enorme alligatore e questo capotifoso lo portò con sè nella vicinissima Hull in occasione di un match di FA Cup della fine degli Anni Ottanta. Per quale motivo? Beh, Hull è un posto ventosissimo sul mare con un porticciolo dove i pescatori prendono difficilmente il largo a causa delle correnti pericolose. L'alligatore gonfiabile nella curva degli ospiti del piccolo stadio dei Tigers era un messaggio subliminale che alludeva a una certa loro codardia? Pare di sì, anche se quella volta i padroni di casa finirono per riderci su e per offrire una dozzina di pinte di birra e gin al buon Lee nel pub antistante il Kingston Com!
Lee commenta così le ultime novità sul nostro forum: "Robinho al City? Ma è proprio quello vero? Inshallah City, allora, ma Shaun Goater resterà sempre nel mio cuore!". Come non essere d'accordo con lui?

lunedì 1 settembre 2008

UN EMIRO HA COMPRATO IL CITY!


Osservate attentamente questa foto di gruppo, amici Citizens! Quel signore grassottello col caffettano marrone è un 30enne emiro di Abu Dhabi. E' il Babbo Natale del nostro amato City e si chiama Suleiman Al Fahim. E' il 16° uomo più ricco della penisola araba ed ha appena acquistato il 90% delle azioni del Manchester City per ben 150 ml £ risolvendo in un batter d'occhio tutti i nostri problemi finanziari.
E' un tipo ambizioso, il nostro nuovo proprietario: ma perché, fra tanti club calcistici mondiali, ha voluto proprio gli skyblues delle Eastlands britanniche? Beh, si favoleggia di alcuni suoi familiari abbonati on line già da 3 anni alla TV on demand del Manchester City che, preoccupati del nostro futuro, hanno favorito in tutti i modi il suo intervento diretto.
A Thaksin Shinawatra, l'ex premier tailandese che sembrava condurre sull'orlo della bancarotta il nostro amato club e che invece resterà in carica quale presidente onorario, dobbiamo essere veramente riconoscenti! E' stato lui, assieme al nostro CEO Garry Cook, a trovare il compratore del club, e che compratore!
Mentre sto scrivendo infatti Mark Hughes è volato a Londra raggiungendo l'accordo coi Tottenham Hotspurs per l'acquisto dell'unico grande attaccante oggi sul mercato mondiale: Dimitri Berbatov, bulgaro di 27 anni, potrebbe passare al City in cambio di 32 ml £. Cifra record per la storia del calcio inglese! Ma Al Fahim è stato chiaro: dobbiamo diventare uno dei primi 4 club del mondo e, per questa stagione, Dunne e soci dovranno conquistare a tutti i costi la qualificazione alla Champions League 2009/2010.
La reazione del tifo più genuino della parte azzurra di Manchester? Il mio amico Ian Dockry mi ha appena confessato che andrà domani al Registrar Office di Middleton, sua città natale per cambiare il suo nome da Ian ad Abdoul. Così, per gratidudine!

domenica 31 agosto 2008

SUNDERLAND-CITY 0-3: SIAMO SECONDI!



46° Ireland, 51° e 58° Shaun Wright Phillips: mamma, butta giù la pasta! Il City batte per l'ennesima volta i poveri Black Cats guidati in panchina dal mefitico aguzzino di Alfie Haaland, l'ex rag Roy Keane. La macchina da guerra costruita oggi da Mark Hughes prevedeva un po' di turn over dopo l'impegno gravoso di giovedì scorso in Danimarca. Davanti all'eroe di Coppa UEFA Joe Hart, il consueto pacchetto difensivo composto da Corluka, Richards, Dunne (il capitano era al rientro dopo 2 turni di squalifica) e Ball. Centrocampo con i due centrali Kompany e Hamann affiancati ai lati da Ireland e da Johnson (fresco quest'ultimo del rinnovo contrattuale). In attacco il redivivo Shaun Wright Phillips appena dietro l'unica punta di ruolo: il brasiliano Jo. Primo tempo che ha visto un City cinico attendere gli attacchi dei padroni di casa per cercare di colpire di rimessa. Due cartellini gialli per falli un po' bruttini di Richards e di Kompany e qualche pericolosa incursione della nostra mitica bestia nera Steed Malbranque: primo tempo che sembra chiudersi sullo 0-0 quando Johnson ha letteralmente inventato un assist invitante per Ireland. Il calvo irlandese ha trasformato in rete con freddezza e per i Black Cats è stata notte fonda! Infatti al rientro dopo l'intervallo, malgrado il cambio forzato di Richards infortunato con Ben Haim, i nostri amatissimi Blues hanno recitato lo stesso copione di domanica scorsa con gli Hammers. Due gol in 7 minuti, l'ultimo dei quali semplicemente favoloso, li ha messi a segno il piccolo grande Shaunie: prima vittoria in trasferta in Premier e City a un solo punto dal vertice della classifica. E indovinate chi, dopo la pausa settimanale per gl'impegni delle nazionali, arriverà a farci visita al COMS sabato 13 settembre? Proprio la capolista Chelsea! Se saran rose ...

giovedì 28 agosto 2008

VITTORIA AI RIGORI: CITY AVANTI IN UEFA!



Ci voleva un'impresa per ribaltare la sconfitta casalinga dell'andata contro i tostissimi semiprofessionisti danesi del Midtyjlland. Ebbene, la Dea bendata stavolta ci ha dato una grossissima mano: i danesi, scatenati ma davvero imprecisi sotto porta, ci hanno dominato fino a poche battute dal termine. All'88° invece, su uno dei pochissimi cross azzeccati dalla sinistra di Michael Ball, Ched Evans, il 19ene gallese da poco subentrato a un evanescente Jo, ha costretto all'autogol il suo arcigno marcatore. 0-1 fino allora immeritato, poi raddoppio sfiorato da Ireland poco prima del fischio dell'arbitro. I due tempi supplementari hanno visto il nostro City sfiorare ripetutamente il gol qualificazione ma era destino dovessimo arrivare la lotteria dei rigori! Qui a salire in cattedra, con due parate sensazionali che per naturalezza e classe mi hanno fatto venire in mente il nostro Enrico Albertosi, è stato il 21enne Joe "Brave" Hart. Grazie soprattutto a lui i ragazzi di Mark Hughes, ora, giocheranno nel tabellone principale della Coppa UEFA assieme ad altri grandi club europei. In alto i cuori, amici blues!

IL RITORNO DEL FIGLIOL PRODIGO


Roman Abramovich, il discusso patròn siberiano del Chelsea un tempo appartenente alla mafia russa, è da oggi uno dei più grandi benefattori del Manchester City. Perché? Pensate che, esattamente tre anni dopo averci pagato il suo cartellino la bellezza di 21 ml £ così, solo per il gusto di fare un dispetto agli odiati vicini di casa dell'Arsenal, oggi ci ha restituito la talentuosa ala destra Shaun Wright Phillips per soli 8,5 ml £.
Ha 26 anni il piccolo grande Shaunie, è nazionale inglese ed è veloce come la luce quando semina gli avversari palla al piede sulla fascia destra.
Non tutti sanno che è figlio adottivo dell'indimenticabile Ian Wright, uno dei più prolifici cannonieri dei Gunners e del calcio inglese di sempre. La parte blu di Manchester lo aveva eletto suo beniamino rassegnandosi a fatica alla sua cessione, necessaria allora per dare ossigeno alle casse del nostro club, prosciugate dagli acquisti sbagliati e costosi di Kevin Keegan.
Oggi ritorna alla base perché il Chelsea ha bisogno impellente di liquidi con cui finanziare il mega-acquisto di Robinho: lo hanno convinto dapprima papà Ian, poi una telefonata lunghissima di Mark Hughes a rimettersi in discussione dopo tre anni di anonimato a Stamford Bridge.
Bentornato, Figliol Prodigo! Noi Citizens non siamo così ipocriti da credere che tu sia felice di questo tuo ritorno forzato nelle Eastlands, anzi! Hai recentemente dichiarato di voler continuare a vivere nei quartieri più cool di Londra e, invece, ti ritrovi ora costretto a tornare (lo hai detto tu al Daily Express) nella città forse più piovosa del Regno Unito.
Il calcio, a volte, sa essere crudelmente raffinato nelle sue vendette postume: il City odierno ha bisogno di te per far bene e tu hai bisogno di noi per tornare ad essere un gran giocatore. Facciamo finta che tutto sia come prima, va bene? Saremo noi Citizens a farti ricredere, ne sono certissimo!

UNA GARA SU A MANCHESTER: ISTRUZIONI PER L’USO


Mi scrive Laura, figlia modello che vorrebbe fare un bel regalo al suo caro paparino malato come noi del Man City fino al midollo, chiedendomi come si fa per assistere a una gara casalinga dei nostri impagabili skyblues.
Colgo qui l’occasione per dare a lei e a tutti coloro che volessero godere dal vivo di questo meraviglioso spettacolo sportivo alcune dritte.
Innanzi tutto bisogna armarsi di un pc. Si va su Internet per iscriversi, con relativa nickname e password, al sito ufficiale della società http://www.mcfc.co.uk. Una volta identificati dal webmaster, la prima mossa da fare sarà quella di sottoscrivere la Season Card International: il costo per il 2008/09 rimane, come la scorsa stagione, di 30 £.
Questa specie di carta del tifoso Citizen vi dà diritto, oltre ad avere sconti speciali su tutto il materiale sportivo marchiato City, a prenotare un posto numerato per una gara di Premier League a vostra scelta (potete consultare la sezione FIXTURES sul sito ufficiale!) in un settore a scelta del fantastico stadio del City Of Manchester. E’ naturalmente richiesto a tutti l’utilizzo di una vostra carta di credito per l’acquisto on line sia della Season Card International – vi verrà spedita a casa o in ufficio qui in Italia entro una settimana al massimo – sia del successivo biglietto stadio che avrà stampato il vostro nominativo e che solo voi potrete utilizzare.
Per quanto riguarda il capitolo viaggio, suggerirei, per quanto riguarda i voli low cost, quelli di Ryanair. Dall’Italia settentrionale (Piemonte e Lombardia) si decolla da Orio al Serio per atterrare, in poco meno di due ore, a Liverpool – Aeroporto John Lennon. Perché, direte voi, non ci consigli di volare direttamente a Manchester? Per il semplice motivo che il vettore irlandese non prevede lì partenze di giovedì notte o venerdì mattina e ritorni di domenica o lunedì.
Liverpool, città per altro stupenda e servita meravigliosamente bene tramite treni (50 minuti per 75 km. di viaggio su rotaie), ha invece questo pregio! Nel 2008 inoltre la città natale degl’indimenticabili Beatles è stata prescelta come capitale mondiale della Cultura: non vi dico gli eventi di ogni genere che si svolgono ogni week end da qui al 31 dicembre compreso!
Ovviamente le cose cambiano se, invece che dal Nord Ovest, il tifoso italiano del City parta da altri aeroporti convenzionati con Ryanair. Non escludo che, ad esempio, da Roma, Pisa, Bologna o Pescara si possa atterrare direttamente a Manchester.
L’Italian Blue Moon ha comunque in progetto di andare a vedere la gara interna con lo Stoke City di metà ottobre: se a qualcuno facesse piacere unirsi a noi in questa occasione …
Nella speranza di essere stato sufficientemente chiaro, dita incrociate per i due prossimi impegni dei nostri amatissimi Blues: giovedì pomeriggio c’è l’insidiosa trasferta in Danimarca.
Un match, questo di domani, da vincere con almeno due gol di scarto per passare il turno ed entrare nel tabellone principale della Coppa UEFA.
Domenica invece ritorna la Premier che ci vedrà impegnati, lassù al confine con la Scozia, contro il temibile Sunderland che annovera nel suo organico, a partire dal suo mefitico manager Roy Keane, parecchi ex pezzi da novanta della parte color ruggine della periferia di Manchester.
Chi vivrà, vedrà: e grazie per l'attenzione!

lunedì 25 agosto 2008

CITY-WEST HAM 3-0: GIOVANI E VINCENTI


City of Manchester Stadium, esordio casalingo in Premier League: arrivano a farci visita, pimpanti per la vittoria all' Upton Park sul Wigan, i Martelli di Londra! C'è qualche vuoto di troppo sugli spalti: il motivo è nella grande incertezza che accompagna in questi giorni i destini dei Blues mancuniani.
I tifosi sono stufi delle dichiarazioni ad effetto su un City che deve a tutti i costi issarsi al top della classifica. Vivere alla giornata e pensare a giocare il più bel calcio possibile col materiale umano attualmente a disposizione: questo vogliamo noi Citizens e, domenica al COMS, questo ci hanno fatto vedere i ragazzi di Mark Hughes! In tribuna ci sono, contrariamente a quanto era stato detto alla vigilia, Dr Thaksin e signora. Tira una brutta aria per loro, sono in molti a pronosticare la bancarotta per le casse del City, eppure ... eppure il principale indiziato ci mette la faccia. Nessun poliziotto va ad arrestarlo e Shinawatra sembra sfidare il mondo intero con la sua presenza allo stadio. Meglio così, per ora!
Il 3-0 finale, conseguito nella ripresa subito dopo il casuale e pauroso impatto fra le teste dei nostri difensori centrali Micah Richards (10 minuti a terra fra il terrore del pubblico!) e Tal Ben Haim, è stato sacrosanto! Hughes ha saggiamente optato per un modulo 4-2-3-1 dove, sin dalle prime battute, abbiamo scoperto con gioia la classe e la disinvoltura dell'esordiente 22enne nazionale belga Vincent Kompany. A fine gara il ragazzo confesserà serafico di aver avuto solo un problema: non riusciva a ricordarsi i nomi dei suoi nuovi compagni di squadra!
Nel primo tempo siamo stati forse un po' lenti: malgrado uno scellerato Mark Noble avesse lasciato il West Ham in dieci per doppia ammonizione già al 36°, la nostra costante spinta offensiva si esauriva ai limiti dell'area nemica, col povero 19enne Daniel Sturridge lasciato solo in balia di tre o addirittura quattro difensori e poco assistito dai tre fantasisti Ireland, Elano e Petrov.
Dopo l'intervallo Hammers sempre più chiusi dietro ma, un po' per volta, il City comincia a prendere d'assalto le fasce laterali e, come le ciliegie, fioccano i gol! Spingardata di sinistro dall'area piccola e primo gol in carriera nella Premier League del bambino prodigio Sturridge e, a seguire, due magiche percussioni sulla destra di Stevie "The Bald One" (NdR: Il Calvo) Ireland si trasformano in assist al bacio per uno straripante Elano Blumer.
Accademia o poco più nel finale, mentre nel Colin Bell Stand s'improvvisa un trenino gioioso composto indifferentemente da tifosi di casa e ospiti, da sempre gemellati.
Archiviamo con grandi speranze questo magnifico successo, amici Citizens! Il gran lavoro del nostro allenatore darà presto frutti ancora migliori! Infatti, di ritorno dalle Olimpiadi di Pechino, esordirà in Danimarca nel delicato impegno di Coppa UEFA il 21enne brasiliano Jo. Vedrete che arma in più sarà per il nostro attacco questo dinoccolato attaccante dal piede vellutato come ogni grande carioca che si rispetti! Giovani e vincenti: è proprio così che vi vogliamo, cari ragazzi in maglia skyblue!

PS: due ottime notizie fresche di giornata:

1) Micah Richards è stato dimesso lunedì pomeriggio dall'ospedale e tornerà fra breve ad allenarsi coi suoi compagni. Niente trasferta danese per lui giovedì, ma considerando lo spaventoso incidente avuto lo aspettiamo tutti a braccia aperte!

2) Si sta per profilare un gradito ritorno: Shaun Wright Philips, fra il giubilo della stragrande maggioranza dei Citizens, vestirebbe di nuovo la nostra divisa! 9 ml £ è la cifra che probabilmente verseremo al Chelsea: se pensiamo che Paperone Abramovich ci aveva dato ben 21 ml £ solo tre anni fa ... Comunque, che bello sarebbe vederlo di nuovo sfrecciare sulla fascia destra, amici!

lunedì 18 agosto 2008

VILLA-CITY 4-2: FORZA VALERJ!


La sconfitta al Villa Park, arrivata per colpa del black out del nostro City in 8 disastrosi minuti a metà ripresa, è nulla in confronto al dolore di tutti noi per l'ennesimo grave infortunio capitato, durante il riscaldamento nel prepartita di ieri, al povero Valerj Bojinov. Rottura del tendine d'Achille e per lui altri 6 mesi lontano dai campi di gioco: questo il primo responso dei medici.
Il fisico, probabilmente troppo appesantito da una massa muscolare davvero notevole, non ha retto e ora Mark Hughes deve inventarsi qualcosa in attacco per il prossimo esordio casalingo contro gli Hammers dell'East End londinese. Il neo acquisto Jo è impegnato alle Olimpiadi con la sua Selecao, Vassell è out per almeno due mesi e mezzo, Benjani rientrerà forse a metà settembre, Bianchi è praticamente fuori rosa mentre i giovani e pur validi Evans e Sturridge (37 anni in due!), pur battendosi come leoni, sono ancora un po' acerbi per la Premier League.
Il manager gallese sembra determinato tornare subito sul mercato ma la sua prima scelta, il fortissimo centravanti paraguiano Roque Santa Cruz da lui scoperto ed allenato la scorsa stagione a Blackburn, è un sogno che difficilmente si concretizzerà. I Rovers infatti sono decisi a negarcelo perché consci di rafforzare una diretta concorrente, quindi ci toccherà battere altre strade.
Tornando alla gara di ieri, abbiamo disputato un buon primo tempo chiudendolo sullo 0-0. Un paio di belle parate di Hart e, nel finale, due conclusioni di Garrido e di Petrov hanno scaldato i guantoni del vegliardo portiere dei Villans Brad Fridel. Nella ripresa l'inesperienza dei vari Etuhu, Fernandes e Richards (siamo la squadra di Premier con l'età media più bassa: 22 anni e mezzo!) si è fatta purtroppo sentire e, a un certo punto, siamo stati letteralmente travolti dalle manovre ficcanti degli uomini di Martin O'Neal.
I nostri gol sono stati rispettivamente l'1-1 momentaneo di Elano su rigore, concesso per fallo sacrosanto su Johnson, e il gol della bandiera al 90°, primo della sua carriera al City, del difensore croato Vedràn Corluka.
Voltiamo pagina immediatamente dopo una settimana nerissima e concentriamoci adesso sul prossimo impegno. Dovremo dare il massimo per conseguire una vittoria scacciacrisi: ma basterà? In altro i cuori, amici Citizens: che i nostri ragazzi si rimbocchino le maniche e, sostenuti come sempre dai 40mila aficionados del COMS, che facciano quadrato attorno al loro manager! Chissà che la dea bendata si ricordi finalmente di noi? Diretta su Sky Calcio (Canale 205) domenica pomeriggio: mi raccomando, non perdetevi questa sfida all'OK Corrall!

giovedì 14 agosto 2008

BRAVO MARK: SIAMO TUTTI CON TE!


Le brutte notizie provenienti dal fronte societario sono riassumibili in questa notizia: Thaksin Shinawatra, il (presunto) bilionario tailandese nostro azionista di maggioranza, vive attualmente a Londra con la sua famiglia grazie a un prestito di 2 ml £ magnanimamente erogatogli dall’ex amministratore delegato del nostro City, John Wardle. Che fine ha fatto, direte voi, il suo tesoro, ammontante a circa 850 ml £?
E’ nei forzieri di alcune banche in Tailandia: nazione in cui l'enigmatico uomo d'affari si rifiuta di rientrare dovendo saldare parecchi conticini rimasti in sospeso con la giustizia locale. Reati di natura fiscale, tanto per intenderci! In attesa di ulteriori sviluppi, i beni dell’ex premier sono congelati e non sono quindi a disposizione, come promesso a suo tempo, del nostro board.
Per ora gl’impegni presi nella campagna acquisti/cessioni della scorsa stagione e il pagamento degli stipendi allo staff e ai giocatori sono rispettati. Per ora: ma per quanto ancora? Mah! Risultano comunque infondate le supposizioni di alcuni media - così indifferenti al grave dissesto finanziario provocato da Mr Glazer ai nostri cuginetti rags, chissà perché? – su possibili sanzioni disciplinari a carico nostro della Football Association.
Certo, ciò significa abbandonare i sogni di grandeur troppo prematuramente sbandierati. Ma noi siamo Citizens mica per niente! Tifosi dalla scorza dura come gli scudi dei guerrieri spartani, non batteremo ciglio vedendo lottare disperatamente Dunne e soci per toglierci subito dalle secche della zona retrocessione.
Alla vigilia del delicato impegno europeo di stasera al COMS, fa immensamente piacere l’intervento di Mark Hughes nella conferenza stampa di ieri pomeriggio. Un altro manager, al posto suo, sarebbe già scappato, sbattendo la porta, di fronte alle illusorie promesse di decine di milioni da spendere sul mercato per rafforzare la squadra.
Il gallese, confermando la tempra di gran combattente che lo ha reso celebre sui campi di gioco di mezza Europa, ha ribadito chiaro e forte un concetto ben preciso. “Ho appena avuto un lungo confronto con tutta la squadra. E’ stata una settimana difficile ma, sia ben chiaro, io mantengo sempre la parola data!” ha esclamato di fronte alle decine di giornalisti presenti a Carrington “ho firmato per il City e qui rimango perché ho la responsabilità e l’onore di guidare i miei nuovi ragazzi. I nostri tifosi stiano tranquilli e non smettano di sostenerci!”.
E infatti … Corluka e Ireland sono stati tolti dal mercato, Johnson non è in vendita e anzi è stato invitato a onorare fino in fondo il contratto triennale appena rinnovato, Bianchi dovrà cercarsi un nuovo club altrimenti verrà messo inevitabilmente fuori rosa, forse a fine agosto arriveranno in extremis un nuovo attaccante e un centrocampista di fascia destra.
Con quali soldi? Chi vivrà, vedrà! Intanto però da ieri pomeriggio abbiamo una certezza in più: un manager che si comporta come i galantuomini del bel tempo andato.
Bravo Sparky! Adesso siamo veramente tutti con te!

domenica 10 agosto 2008

CITY-MILAN 1-0: CHI BEN COMINCIA ...



Trofeo Thomas Cook: sabato 9 agosto 2008. Channell 5 trasmette la diretta anche qui in Italia, ma dove? Ad esempio, sugli schermi del Pub Lounge di Piazza Assietta a Salice d’Ulzio, celebre località sciistica della Val di Susa dove torme di turisti anglosassoni sciamano tutto l’anno. Casualmente io ero lì da un paio di giorni, quindi, alle 18 di sabato, un paio di birrette, molti sorrisi e qualche battutina british delle mie hanno aperto i cuori di Miriam e Sandy, le due proprietarie inglesi di questo bel locale. Insieme a me assiste alla gara una quarantina di turisti, metà italiani e metà inglesi.


Vittoria di misura ma assolutamente legittima quella dell’arrembante City di Mark Hughes sui resti del glorioso Milan. Di fronte a 27mila fedelissimi presenti sugli spalti, gli uomini di Carlo Ancelotti hanno avuto un ottimo inizio di gara. Dopo un paio di palle gol subite in classiche azioni di contropiede dal duo Seedorf-Paloschi e annullate con due paratone dal prodigioso Hart, i nostri Citizens hanno preso lentamente ma inesorabilmente possesso del centrocampo. Un rinfrancato Elano a destra, un convincente Ball a sinistra (Petrov assente dell’ultima ora, ma per lui nulla di grave, per fortuna!), ben sostenuti dalle galoppate ricorrenti di Onuoha e di Garrido, hanno cominciato a indirizzare palloni su palloni nel cuore dell’area di rigore avversaria. E’ stato prezioso l’apporto del tandem d’incontristi centrali formato da Fernandez e Johnson, così come infaticabile è stato il lavorio (a scapito della precisione, come sempre!) di Darius Vassell sui fianchi della difesa avversaria, dove pure giganteggiava un certo Paolo Maldini.
Prima c’è stato un salvataggio sulla linea di un trafelato Flamini dopo un batti e ribatti caotico nell’area piccola. Poi, rapinoso e stupendo, il gol: un missile terra-aria di sinistro, in controbalzo più o meno dall’altezza del dischetto del rigore, del nostro n° 9 Bojinov! Il talento bulgaro ha davvero impressionato tutti per la sua ritrovata forma fisica che, unita alla fantasia innata, faranno di lui un sicuro beniamino della nostra caldissima tifoseria.


Mentre Pirlo e compagni cercavano disperatamente di costruire qualche altra palla gol, l’ingresso nella ripresa del bambino-prodigio Daniel Sturridge al posto di Bojinov seminava il terrore fra le fila avversarie al punto che, dopo una decina di minuti, il povero Massimo Ambrosini si vedeva costretto a fermare lo scatenato coloured di Birmingham aggrappandosi letteralmente ai suoi calzoncini. Niente giallo per lui, così come niente penalty per noi dopo un mani clamoroso di Zambrotta su un corner di Elano dalla destra: e poi?
Usciva, in seguito a un’innaturale torsione del ginocchio destro sul terreno inzuppato d’acqua, il combattivo Vassell: chissà per quanto starà fuori, adesso! Dietro, intanto, giganteggiava col passare dei minuti l’israeliano Tal Ben Haim, la scorsa stagione oggetto misterioso nel Chelsea e ora invalicabile baluardo nella nostra difesa. Davvero bravo Hughes ad assicurarsene le prestazioni! La gara finiva sotto una fitta pioggia con possesso palla, inframezzato da qualche accelerazione e da conclusioni purtroppo sballate dalla distanza, del City.

Ora ci attende una settimana di fuoco: giovedì 14 agosto al City of Manchester ci sarà l’andata del secondo turno delle eliminatorie di Coppa UEFA contro gli sconosciuti danesi del FC Midtjylland.
Poi domenica prossima al Villa Park di Birmingham inizieremo l’edizione 2008/09 della Premier League andando a far visita al pericolosissimo Aston Villa di Martin O’ Neill.


Dita incrociate, amici Citizens! Che gli dei del calcio si degnino finalmente di sorridere con grande convinzione al coraggio fin qui dimostrato, sia nelle scelte di mercato che nella tattica di gioco, dal 44enne manager gallese ex centravanti degli stramaledettissimi rags. Con una serie di talenti giovanissimi come Hart, Onuoha, Richards, Johnson, Fernandez, Evans, Weiss, Sturridge, Bojinov e Jo Manchester non solo può, ma DEVE tornare ad essere dominata da un solo colore: il blu cielo!

mercoledì 6 agosto 2008

THAKSIN IN CRISI: IL RE E' PROPRIO NUDO!


Grossi nuvoloni si stanno addensando sul destino del nostro amato City. Dopo un solo anno, diciamo così, di chiacchiere e distintivo, il discusso presidentissimo Shinawatra starebbe per gettare la spugna. Siamo ufficialmente in vendita? Pare proprio di sì!
"Taxi for Thaksin" è l'eloquente titolo di un articolo molto approfondito che appare oggi sull'aggiornatissimo Daily Mail.
La severità con cui i giudici thailandesi stanno trattando il loro ex premier e attuale azionista di maggioranza del Man City è sotto gli occhi di tutti. Per Shinawatra la condanna della moglie Potjaman a tre anni per frode fiscale è un durissimo colpo che immobilizzerà sine die le sue enormi ricchezze (1 bilione £!).
Giocare con grande astuzia la carta Ronaldinho poteva significare, per noi e per lui, prendere tempo in attesa di utilizzare tutta quella montagna di denaro. Il Gaucho con indosso la nostra divisa skyblue n° 10 avrebbe fatto affluire grossi capitali da parte di nuovi investitori vogliosi di realizzare utili nella Premier League attraverso il City. Il rifiuto del fantasista di Porto Alegre e del suo staff di trasferirsi nelle per loro inospitali Eastlands britanniche ha fatto precipitare gli eventi. Sotto gli occhi di tutti è emersa una sola triste verità: la raggelante crisi di liquidità del nostro board!
Come giustamente sottolinea l'articolo che ho citato, gl'impegni finanziari della campagna acquisti fatta la scorsa stagione da Sven Goran Eriksson non sono stati ancora onorati, anzi! Su 45 ml £ stanziati, il Daily Mail parla di una cifra fra i 15 e i 20 effettivamente sborsati. Che dire poi del grossissimo impegno preso per acquistare la stella brasiliana Jo? 19 ml £ da saldare, e per ora solo 4 dati in acconto ai moscoviti del CSKA.
La nostra crisi finanziaria è talmente chiara che nelle ultime ore certi avvoltoi dalle parti di Londra stanno premendo sul nostro fortissimo difensore croato Vedràn Corluka e sul suo procuratore per fargli accettare il trasferimento immediato a White Hart Lane. Al City andrebbero quasi 8 ml £. Il nostro sito ufficiale riporta la notizia senza alcun commento, come dire: ragazzi, preparatevi, Corluka ha già pronti i bagagli per l'East end londinese!
Ahimè, cari amici italiani del City: il re è proprio nudo? Davvero il dottor Thaksin ci ha illuso promettendo un futuro luminoso e ora ci lascerà in braghe di tela vendendo tutto il vendibile? Oppure ... alla prossima puntata, pronti comunque a dimostrare in ogni modo tutto il nostro inesauribile affetto alla squadra e ai nostri amici Mancuniani.
Ora e sempre: Come On City Forever!

domenica 3 agosto 2008

BOJINOV: UNA SCOMMESSA DA VINCERE


Stockport, periferia sudest della Greater Manchester, sabato 2 agosto di pomeriggio. A quasi un anno dal terribile incidente nel derby, Valerj Bojinov è tornato a giocare e ha pure segnato un gran gol! Il bulgaro ha disputato 37 minuti nell'amichevole di ieri pomeriggio pareggiata 2-2 con qualche patema d'animo con i semiprofessionisti dello Stockport County.
La gara di ieri, ce l'auguriamo di cuore, dovrebbe essere stata l'ultima con la nostra divisa per Rolando Bianchi. Schierato da Hughes titolare per la prima volta, il bergamasco ha deluso i tifosi presenti dando la netta impressione di voler tornare al più presto nella nostra penisola. 2,6 milioni l'anno non sono un motivo sufficente per restare a difendere i colori del nostro amato City? Fatti suoi, basta solo che Rolando, assistito dall'ineffabile procuratore Tinti, non metta ulteriormente il bastone fra le ruote allla nostra dirigenza se e quando gli verrà trovata una nuova destinazione in Italia!
Ma veniamo alle novità su Bojinov. Il talentuoso ragazzo bulgaro, scoperto a 11 anni nell'isola di Malta dal brillante ds della Fiorentina Pantaleo Corvino, è finalmente pronto! In poco più di mezz'ora Valerj ha segnato un gol galoppando in lungo e in largo per tutto il fronte offensivo. La sua lunga odissea è terminata? Mark Hughes si augura di cuore che sia così! Infatti, nel modulo 4-4-2 che sta progettando per la nuova stagione, la spalla ideale in attacco per il nuovo arrivato Jo sarebbe proprio Bojinov. Perché?
E' potente e versatile, sa trattare la palla da fuoriclasse e sui calci piazzati dalla media distanza ha sempre dimostrato in questi anni di essere un cecchino quasi infallibile. Quel che gli è mancato finora nella sua breve esperienza in Inghilterra è la salute. Il nostro nuovo manager ha ammesso, nelle interviste del dopo-gara di ieri, che quella sul giovane talentuoso atleta dell'Est europeo (ma che parla il dialetto salentino meglio di Gegia!) sarà una scommessa da vincere. Ebbene, noi Citizens italiani siamo d'accordo con te: buona fortuna, grande Valerj!

lunedì 28 luglio 2008

GIU' LE MANI DA JOHNSON!


A sud di Manchester c'è una ridente cittadina di 40mila anime di nome Urmston. Classico assembramento ordinatissimo di villette a schiera con annesso giardino, quando Michael Johnson vi nacque vent'anni fa Urmston era famosa essenzialmente per due buoni motivi. Il primo: Sir Bobby Charlton, colui che fu il maggior protagonista dello storico successo nei Mondiali d'Inghilterra del 1966, era il suo più illustre cittadino. Il secondo: sovente a seminare il panico per le troppo tranquille vie cittadine provvedeva una Volkswagen Karmann Ghia giallo limone. Alla sua guida nientepopodimeno che il musicista pop Kid Creole, affermato leader dei Coconuts, che a Urmston ha pure trovato moglie. Ma il terzo motivo per il quale questo sonnacchioso borgo del Lancashire potrebbe essere ricordato è quasi certamente aver dato i natali al centrocampista biondo con la maglia n° 6 degli skyblues di Manchester. Jonno, questo il suo soprannome da quando impressionò i tifosi nelle sue prime esibizioni nell'Academy di Jim Cassell, ha molti, troppi estimatori. I due clubs di Liverpool, Arsenal e Tottenham sono sulle sue tracce da mesi, ormai: perché? In fondo, a riflettere bene, un board ambizioso e apparentemente senza problemi finanziari di alcun genere come il nostro mai e poi mai si dovrebbe privare di un giovane così promettente come il giovanotto di Urmston. E invece ... le malelingue da tempo sussurrano del suo temperamento bizzoso e, cosa ancor più grave se fosse vera, della sua tendenza ad alzare un po' troppo il gomito nei pubs con gli amici.
Con tutto ciò, in attesa dei colpi di mercato che secondo noi Mark Hughes sferrerà solo al termine di agosto, io dico: giù le mani dal nostro Johnson! Ha classe eccelsa, una visione di gioco che lo avvicina, nei ricordi dei tifosi Citizens più anziani, a un certo Colin "Ninskij" Bell. E' discontinuo e alterna per ora grandi prestazioni ad altre davvero abuliche. Ma, signori miei, esiste forse un centrocampista centrale col vizietto dell'assist e dei gol paragonabile a lui? No di certo, quindi ci auguriamo vivamente di applaudire a lungo le sue performance coi luminosi colori del nostro City.

martedì 8 luglio 2008

BUONA FORTUNA, GAUCHO!


Cari amici Citizens, facciamocene una ragione: Ronaldinho non vestirà mai la maglia n° 10 del Manchester City! Garry Cook, l'ex uomo Nike fortemente voluto dal Dr Thaksin per fare del nostro club uno dei più prestigiosi al mondo, gli avrebbe offerto ben 130mila £ alla settimana per i prossimi 5 anni. Niente da fare! Il fratello e plenipotenziario Roberto De Assis ha rispedito al mittente la pur generosa offerta. Milan e Chelsea, infatti, sarebbero in attesa di un segnale dalla proprietà del Barcellona che, dopo le elezioni che domenica hanno visto uscire indebolita la posizione del presidente Juan Laporta, vuole liberarsi al più presto del fantasista di Porto Alegre.
La volontà del giocatore va rispettata ed i blaugrana non possono correre il rischio di trattare con il pur ricchissimo City senza l'assenso del brasiliano e del suo staff. Il Gaucho va allontanato al più presto dalla Catalogna: perchè? Le immagini desolanti del suo tracollo fisico, pubblicate on line una decina di giorni fa, parlano chiaro: Ronaldinho è l'ombra del brillante trascinatore del Barca di qualche stagione fa! Lo sguardo perso nel vuoto e quell'adipe così evidente sottolinea oggi come le chiacchiere su certi eccessi della sua vita privata siano, purtroppo per lui, verosimili. Manchester non è e non sarà mai l'ambiente giusto per ricostruire un calciatore della sua fama. A noi tifosi degli Skyblues tocca guardare il bicchiere mezzo pieno: d'accordo, c'eravamo un po' illusi di poter applaudire rapiti certe sue giocate incredibili. Però Mark Hughes, appena insediatosi, ha bisogno di campioni giovani e motivati che si ammazzino di fatica in allenamento e in partita per vincere più gare possibili. Può farci davvero comodo il Ronaldinho attuale? Certo che no! Il nostro azionista di maggioranza, quindi, investirà nei prossimi giorni altri milioni di sterline su giocatori magari meno famosi di lui, ma sicuramente più affidabili sul piano atletico e tecnico. Buona fortuna a te, grande campione in crisi! Dovunque andrai ogni tifoso dei Blues, gente che adora i grandi calciatori a prescindere dalla divisa che indossano, continueranno a simpatizzare per te!

giovedì 3 luglio 2008

BEN ARRIVATO, JO!

Martedì 2 luglio: riparte ufficialmente oggi col primo grande colpo di mercato la scalata alle Top Four del calcio inglese da parte del nostro Man City! Nella conferenza stampa convocata in sede, Mark Hughes ha annunciato ai presenti l'acquisto dell'attaccante brasiliano Joao Alves De Assis Silva. 21 anni, una sola presenza finora nella Selecao, questo giovane è proveniente dal CSKA di Mosca dove ha realizzato la bellezza di 44 reti in 77 gare ufficiali. Jo era stato messo tra gli obiettivi di mercato già a gennaio scorso da Eriksson che lo aveva contattato tramite i buoni uffici del mitico agente e procuratore di calciatori Pini Zahavi. Raccolta l'eredità dello svedese, Hughes non ha avuto dubbi nel proseguire la trattativa che, tra molte difficoltà, ha finalizzato solo ieri dopo l'OK del Ministero del Lavoro britannico alla sua richiesta di un permesso di soggiorno per motivi professionali.
Jo è la classica prima punta dotata da madre natura di un fisico da pantera abbinato a una predisposizione naturale per il gol. Chi di noi ricorda la sua prestazione da favola, coronata da una doppietta, a San Siro contro l'Inter nell'ultima edizione di Champions League? Ieri ai giornalisti il ragazzo ha dichiarato di averci scelto perchè conquistato dalla grinta e dalla grande stima dimostrata subito nei suoi confronti dal nostro nuovo manager. In effetti, nel modulo 4-4-2 che Hughes starebbe studiando nella prossima stagione per i nostri skyblues, una bocca di fuoco come la sua verrà alimentata in continuazione soprattutto con palloni provenienti dalle due fasce laterali.
Il clima freddo di Manchester dovrebbe rivelarsi come la primavera a Ipanema o a Bahia per il nostro nuovo n° 14 dopo i lunghi mesi trascorsi al gelo nei poco accoglienti stadi russi. Finora è l'acquisto più caro della nostra lunga storia: ma, per una volta, tutti gli addetti ai lavori sono concordi nel dire che i 19 ml £ investite dal Dr Thaksin su di lui saranno davvero ben spese. Sarà solo il primo della seconda ondata di nuovi volti ingaggiati per fare del City un grandissimo club? Dita incrociate, amici blues!