martedì 20 gennaio 2009

KAKA' CI RIFIUTA? C'M ON CITY THE SAME!






Dal nostro attento commentatore leccese Pierandrea Casto ricevo e pubblico:


Il City riscuote sempre più "simpatia" tra i media italiani. In particolare Skysport (di cui sono un fiero e longevo abbonato). Ieri pomeriggio mi sono dedicato a seguire il notiziario sportivo per conoscere le ultimissime sul caso Kakà. Guardo e soprattutto ascolto l'intervista che vede protagonista ... il barbiere del fuoriclasse brasiliano (avete letto bene: il barbiere!), uno dei pochi eletti che oggi ha potuto incontrare il calciatore (e chi è il papa???). Ebbene, il succo dell'intervista è che il giocatore sarebbe distrutto, scuro in volto e ai limiti della depressione. In studio c'è chi, come Compagnoni, riesce persino a capirne lo stato d'animo. Con tutto il rispetto per Compagnoni (anche lui usa questa espressione per il City), ci sono ben altri problemi nella vita per cui stare così male e non certo ricevere la proposta di 15 milioni all'anno da parte di una squadra che gioca nel campionato oggi più seguito al mondo.


Ma facciamo un passo indietro e poniamoci davanti alla notizia dal punto di vista etico e psicologico. Un vecchio detto dice: "i soldi non fanno la felicità". Così dovrebbe essere (per tutti?), e dunque se un giocatore come Kakà sta benissimo a Milano, non vuole lasciare i propri affetti e non vuole "abbassarsi" accettando l'offerta dei Citizen, perché sta così male? Bastava rifiutare da subito e tutto sarebbe rientrato nella normalità. Il "povero" (si fa per dire!) Kakà continuerebbe a prendere uno stipendio che non si può certo definire da fame.


Il City ha un progetto che spero duri a lungo (a dispetto dei dubbi che insinuano i media). Io comunque, dopo 30 anni di grandi sacrifici e sofferenze (qualcuno ha forse dimenticato quali terreni di gioco calcavamo solo 10 anni fa?), spero di vivere anche un solo giorno da vero leone! Credo che questo mio pensiero lo possano condividere tutti i tifosi, per esempio, del Torino che, in questo calcio dove primeggiano sempre le stesse squadre "blasonate", non rinuncerebbero certo ai soldi degli arabi. Quindi non sarà certo il rifiuto di Kakà, come non lo è stato quello di Ronaldinho, a costringere a fare marcia indietro alla nostra proprietà.


Oggi gli addetti ai lavori ridicolizzano il City per la posizione in classifica e per il gioco espresso. Nessun serio professionista tuttavia, ha cercato di analizzare realmente la stagione degli uomini di MH. In Italia siamo bravi a commentare la moviola e i "colpi" di mercato, ma non si è in grado di parlare veramente di calcio. Il City veniva da un'annata in cui aveva espresso un calcio non sicuramente migliore di questo, raccogliendo di sicuro di più di quanto avesse seminato. Così la vecchia proprietà decise di cambiare tecnico. Ma come acquisto "millionario" c'è stato unicamente Robinho, anche perché lo sceicco ha preso il club solo l'ultimo giorno di mercato. La squadra aveva limiti e li ha tutt'ora: a iniziare dal reparto difensivo (privato di Corluka) e con Richards assillato da mille problemi agli adduttori che gl'impediscono di saltare come prima. Per non parlare dei tanti infortuni subiti in questa prima parte di stagione: ascoltare oggi a "Mondo Goal" Fabio Caressa, che stimo come professionista e mi sta particolarmente simpatico, dire che il City ha giocato davvero male contro il Wigan mi lascia proprio perplesso. Il noto telecronista di Sky avrà per caso notato che mancavano almeno 4 pedine fondamentali per la squadra (Petrov, Benjani, Ireland e Johnson; lasciando da parte il mai presente Bojnov) e che Robinho e SWP giocavano al 60% del loro potenziale per acciacchi fisici? Avrà notato che il City è stato costretto a giocare con un terzino nel ruolo di mediano (Zabaleta)? E avrà notato che fino all'espulsione di Dunne, Hart non aveva neppure i guanti sporchi mentre dall'altra parte si potevano contare almeno 3 grandi occasioni per Robinho e soci? Il City sabato ha dimostrato finalmente di essere un gruppo, contro una squadra che non è certo l'ultima della classe e che pochi giorni prima ha fatto tremare il tanto osannato Utd. Gli uomini di MH hanno finalmente messo in campo il tradizionale "cuore celeste" e questo è un segnale positivo al di là dei futuri arrivi al COMS.


In molti guardano al City come al diavolo che può scombinare gli equilibri mondiali del calcio, ma il City è e sarà sempre la squadra di Jimmy Grimble a cui nulla è dovuto e tutto è difficile, una squadra che vorrebbe ritornare ai fasti di decenni addietro ed è purtroppo consapevole che nel calcio di oggi l'unico modo è avere i soldi. I diavoli, si sa, sono dall'altra parte della città!


PIERANDREA CASTO - LECCE


Parole sante, caro Pierandrea! I diavoli, quelli per cui splende sempre il sole e non esiste la Manchester piovosa di cui vaneggia in continuazione anche un serio professionista come Bruno Longhi, sono dall'altra parte, anzi nella periferia più squallida della città! Kakà ci ha rifiutato dopo una sola telefonata frettolosa a Mark Hughes, con Robinho nelle vesti di traduttore? Ce ne faremo una ragione! Peccato per lui che non ha voluto mettersi realmente in discussione preferendo il tranquillo trantran di Milanello con brevi digressioni a Via Montenapo al valido progetto imprenditoriale di un club di Premier giovane e ambizioso come il City attuale. Che non si dica, però, che abbiamo cercato di portarlo via dall'Italia come dei ladri! E' stato Kakà medesimo, attraverso suo padre, a intavolare la trattativa col City, appena rilevato da Sheick Mansour l'ultimo giorno di mercato, a metà settembre del 2008, quando erano in molti, tifosi rossoneri compresi, ad averlo criticato pesantemente per non essersi sottoposto alle cure del mitico Milan Lab. Se poi al Ringo Boy han fatto cambiare opinione i media italici o i suoi imploranti tifosi, questa è cosa che non ci riguarda, a noi tifosi del Manchester City. Mala tempora currunt? No, solo cattivi professionisti del pallone travestiti da bravi ragazzi! Per conferma basterebbe chiedere un parere spassionato sulla vicenda a qualche pezzo grosso Mediaset: pare che il Cavaliere li avrebbe accompagnati col suo elicottero fino a Carrington, Kakà e il suo insopportabile padre-manager, pur d'intascare la somma offerta dal board del City!

lunedì 19 gennaio 2009

IL PUNTO DI PIERANDREA CASTO


Qualche giorno fa scrissi a Renato come avrei impostato la gara contro il Wigan alla luce delle assenze importanti (tra queste avevo previsto anche SWP) e credevo che Zabaleta come esterno di centrocampo avrebbe potuto dare un contributo maggiore rispetto al ruolo di terzino destro. Sinceramente non mi sarei atteso un suo utilizzo come centrale al posto di Ireland, ma questo significa che MH non mostra più considerazione per Gelson F.
L'acquisto di De Jong sarebbe ottimo perché potrebbe finalmente far tornare Kompany al suo ruolo originario (ieri negli ultimi 40 minuti è stato eccezionale!).
Scusate ma, visto quello che ha combinato dall'inizio della stagione a ieri, non si può giustificare il comportamente di Dunne, che per altro è il capitano della squadra (ricorda questo suo atteggiamento il Pollock del '99). Dunne salterà così 4 gare e dovrebbe tornare in campo solo a marzo, una ragione validissima per iniziare a studiare una difesa senza di lui. Questo prescinde dalla stima per la persona e la gratitudine per ciò che ha fatto fino ad oggi, ma Dunne può solo avere un ruolo di comprimario oggi e bisogna rifondare una difesa che ha la necessità di un vero terzino (Zabaleta è troppo offensivo) dopo la partenza di Corluka e di un buon centrale da alternare a Kompany, Richards e Onouha.
A proposito: qualcuno potrà dire che Richards a destra può essere una mossa giusta, ma solo quando Richards riprenderà la condizione giusta: quello che stiamo osservando quest'anno è solo la brutta copia della "diga" ammirata da tre anni a questa parte.
Capitolo centrocampisti: Elano forse sta capendo che non è più la prima donna e si sta mettendo a disposizione della squadra anche se non ha ancora il passo ideale; su Kakà non voglio dire nulla perché finché non vedo la firma del contratto, non lo considero già nostro.
Quello che dispiace è vedere come i media buttino fango sul nostro City. Ieri ho ascoltato Corradi e mi ha deluso quando, invece di dire quanto sia caldo e sempre vicino alla squadra il pubblico del COMS, si è limitato a dichiarare che a Manchester piove sempre. Fosse così i calciatori di successo non dovrebbero accettare le lusinghe dello Utd, e invece ...
Il problema non è la proposta del City in un mondo, quello del calcio, dove un giocatore come Zarate è già quotato 30 milioni senza aver dimostrato nulla, ma il fatto che la proposta è del City. Fosse stata del Real, tutti se ne sarebbero fatta una ragione. Lo sceicco non vuole Kakà per un suo "piccolo" desiderio, ma sa che, pagandolo un po' più, la squadra avrà più appeal nella prossima campagna acquisti. Intanto è importante acquistare una buona prima punta e sperare che Bojnov (che io ho ammirato tanto a Lecce) e il grandissimo Petrov possano tornare presto a calcare l'erba. Scusate se è poco!
PIERANDREA CASTO - Lecce

domenica 18 gennaio 2009

CITY-LATICS 1-0: BUON COMPLEANNO, ZAB!


Battere una squadra allenata da Steve Bruce, ex rag soprannominato The Elephant Man per il suo profilo non proprio da angioletto, è sempre una grande soddisfazione. Ma batterla come è successo ieri, dopo un match tirato e sofferto dal primo all'ultimo minuto, con un solo risicatissimo gol di scarto, in dieci per ben 35 minuti e con un extra time da infarto al miocardio per i 41mila e rotti tifosi Citizens presenti è una gioia vera!
Quale altro tecnico della Premier, al di là della bravura nel far giocare a meraviglia sulle fasce i suoi giocatori, istiga uno di loro, come già era successo all'andata, a buttarsi per terra a ogni contatto, a provocare il marcatore diretto, insomma a usare gli stessi mezzucci squallidi cui faceva ricorso ai bei tempi quando deliziava coi suoi fallacci e le sue provocazioni gli avversari sul mefitico terreno dello swamp?
Le sue lamentele durante e dopo la gara ci fanno letteralmente un baffo: il City aveva l'obbligo di vincere ieri e lo ha fatto giocando come al solito maluccio. Per lo meno Hughes, dopo mesi d'incertezze, si è deciso a restituire la fascia destra della difesa a Micah Richards: arroccandoci là dietro, con il rientrante e bravissimo Onuoha a murare i vari Zaki ed Heskey all'occorrenza, siamo parsi subito più solidi.
Pablo Zabaleta ha così potuto festeggiare degnamente il suo 24° compleanno, a coronamento di una prestazione super in quanto a dinamismo e dedizione alla causa, con una rete magnifica. Ottavo minuto della ripresa: Bridge, buono il suo esordio come terzino sinistro, percuote bene la sua fascia e riesce ad innescare Sturridge sul lato corto dell'area dei Latics. Il nostro bambino prodigio s'inventa un cross a rientrare che viene murato dai difensori ma ecco che spunta quasi dal nulla ai 16 metri l'argentino ex Espanol: esterno destro sferrato con potenza e precisione ed il North Stand può finalmente esultare.
Non passa neanche un minuto dopo il vantaggio così faticosamente conseguito che Dunne, proprio sotto lo sguardo attonito del mediocre arbitro Mason, rifila un calcetto maligno all'egiziano Zaki lasciando in dieci il City. Provocazioni suggerite ad arte da Bruce, quelle del centravanti del Wigan, nelle quali è cascato come un pivello il nostro sempre più incerto capitano!
Da lì in poi è assalto all'OK Corrall dei vicini di casa del Lancashire, con tre chiare occasioni da rete fortunatamente non concretizzate per un niente. Una volta almeno la fortuna ci sorride, amici, e per il momento saliamo a 25 punti all'11° posto in classifica.
Infine capitolo mercato: è arrivato dall'Hambourg, previa un assegno di 12 ml £, il 24enne centrocampista centrale nazionale orange Nigel De Jong. Segnatevi pure questo nome, amiche ed amici Citizens italiani: con lui titolare ne vedremo davvero delle belle!

venerdì 16 gennaio 2009

TIFO CITY NEL NOME DI JIMMY GRIMBLE!


Ricevo e pubblico molto volentieri questa mail appena rivevuta da Roma.

Mi presento: mi chiamo Gianluca, sono di Roma ed ho 39 anni. Sono tifoso Laziale da generazioni, non manco mai allo stadio e questo sport per me è come una droga, non posso fare a meno di seguirlo. Non so come sia successo… o meglio, chi di noi oltre alla propria fede calcistica non ha come alternativa una seconda squadra… magari estera… magari Inglese dove lì è nato il Calcio… dove lì “E’ IL CALCIO”!
Da più piccolo ero innamorato di tutte le squadre inglesi ma mi era molto difficile scegliere quella che mi appassionava di più. Una cosa certa, è che ero stufo di sentire sempre parlare dello Utd e questo in seguito mi avrebbe di fatto aiutato a capire qual è la parte migliore di Manchester.
Poi poco più di 10 anni fa, affittai un DVD dal tema calcistico (come tanti altri..) dal nome “Jimmy Grimble” e dopo averlo visto ho sentito come bussare al mio cuore. Da quel giorno non ho avuto dubbi: in Inghilterra per me esiste solo una squadra, questa è il Manchester City. Nel corso degli anni la passione cresce, acquisto maglia e sciarpa ed altri vari gadget e navigando in internet m’informo sui risultati delle partite. Mi registro su qualche forum con poco successo, visto che l’Inglese lo conosco poco, mi aiuto con dei traduttori online, ma invece di facilitarmi il compito me lo complica e più di una volta sono stato insultato… (chissà cosa veniva tradotto!! Tacc....)
Poi scopro questo Blog, tutti Italiani con la stessa passione del City. Bellissimo! Spettacolare!! E’ da mesi che vi leggo e siete un punto di riferimento quotidiano. Oggi trovo il coraggio di scrivervi e raccontare un pochino di me e di come mi sono innamorato del City. In questi giorni di trattative per il campionissimo Kakà, mi sono trovato a discutere animatamente con altre persone che ritengono questa operazione “ingiustificata” per il giocatore stesso perché Manchester è una città invivibile e non ti dà la possibilità di crescere professionalmente, mentre Milano è una Città bella e una vetrina importante per uno come lui. Insomma, per farla breve, trovandomi nella posiazione di difendere il City e tutto quello che gira intorno al mondo dei Citizen, mi rende Orgoglioso di far parte di questa meravigliosa famiglia Bianco e Celeste. Lazio, City, stessi colori stessa passione. Vi voglio bene! C’mon City, Avanti Lazio!
Ciao da Roma Bianco Celeste
Gianluca

Caro nuovo amico del City,
ti dà con vivo piacere il benvenuto nella grande famiglia italiana dei Citizens! Vedo che ognuno di noi - a oggi abbiamo raggiunto il non indifferente numero di 136 adesioni, non male, vero? - si è accostato alla parte blu di Manchester per i più disparati motivi.
Alla faccia di chi ci vuol male e pronostica per il nostro amatissimo club giorni terribili perché saremmo finiti nelle mani dei ricchi e sprovveduti arabi (dico a voi, signori sottutto delle TV come i vari Vialli e Boban, o le varie macchiette del giornalismo TV urlato, sempre più impresentabili quanto a provincialismo), il nostro City di voi se ne frega altamente! Alla facciaccia vostra il City un po' per volta emergerà finalmente dall'anonimato e saprà dare grandi soddisfazioni a tifosi come noi in Italia, ma soprattutto ai meravigliosi supporters che nel Regno Unito, in Canada, in USA, in Sierra Leone, in Australia o in Norvegia seguono, allo stadio oppure in TV, le imprese dei loro beniamini con la maglia color cielo. Forza magico City e sempre ad maiora!

RENATO CTID

mercoledì 14 gennaio 2009

KAKA' AL CITY? DIFFICILE, MA NON IMPOSSIBILE!


Ricardo Kakà andrà davvero al Manchester City? Non sono passate nemmeno 24 ore dalla mega-offerta ufficiale di 100 ml £ per il suo cartellino a un imbarazzatissimo Adriano Galliani, AD dell'AC Milan. I media di tutto il mondo raccolgono pareri discordi sulla possibilità che la società capitanata dal presidente del Consiglio italiano si privi davvero del suo campione più rappresentativo. Prendiamo atto che, per ora, tutti i principali quotidiani e le TV nazionali spergiurano sull'incedibilità di Kakà: però noi, che abbiamo a cuore il destino della parte blu di Manchester, restiamo ugualmente col fiato in sospeso.
D'accordo, il 26enne paulista è un giocatore straordinario, che ama il suo attuale club e che è riamato in maniera totale dai suoi numerosissimi tifosi: eppure ...
Eppure sono palpabili i segnali di uno scollamento con una dirigenza che, non paga di avere alle sue dipendenze la più brava mezz'ala del mondo, è andata a comprare in sovrappiù i signori Ronaldinho e Beckham.
Vogliamo considerare poi l'inamovibilità di Seedorf e l'allontanamento momentaneo, in prestito al Bordeaux, di un altra temibile alternativa come Yohann Gourcuff?
E che dire poi dell'indebolimento progressivo della difesa, un tempo fiore all'occhiello del club di Via Turati, oggi ridottasi invece ad un autentico colabrodo?
Se a tutto ciò aggiungiamo l'esplicito rifiuto di consegnargli la fascia di capitano all'indomani del previsto ritiro dai campi di gioco di Paolo Maldini, direi che per il Pallone d'Oro del 2007 ce ne sarebbero di motivi validi per chiedere di essere ceduto!
C'è poi un motivo validissimo, ma che non verrà mai ammesso dal diretto interessato, che dovrebbe spingere Berlusconi a dire subito sì all'offerta irripetibile del nostro azionista di maggioranza Sheick Mansour: la plusvalenza di bilancio per la cessione di Kakà sarebbe di ben 102 ml di euro, una quantità tale di denaro che il Cavaliere e Galliani potrebbero impiegare, ad esempio, sia nell'acquisto dello stadio di San Siro che nel rafforzamento dell'attuale rosa dei rossoneri.
Capisco le obiezioni dei tifosi rossoneri: in fondo resto sempre uno di loro anch'io! Kakà ad appena 26 anni ha incantato Milano e l'Italia con imprese sportive e gesti tecnici di una raffinatezza unica: mai nessun altro grande campione ha dato, come lui, l'impressione di poter paragonarsi con quel grandissimo fantasista della storia del Milan che risponde al nome di Gianni Rivera.
Dire addio a un campione così sarebbe, dal punto di vista squisitamene sportivo, una tragedia, anche se resterebbero fior di grandi giocatori in grado di rinverdire i fasti del passato.
Capisco meno le considerazioni di certi addetti ai lavori come ad esempio il collega Luca Serafini che, su Sportmediaset, ciancia un giorno sì e l'altro pure del City come di una società inglese di bassa classifica, incapace di vincere alunché di significativo. Ben altri club, per Serafini, potrebbero permettersi di andare in Via Turati a chiedere Kakà: Real, Chelsea, gli stramaledetti rags e ...
Forse qualcuno dovrebbe informare il suddetto signore che il City è, a discapito dei risultati recenti, il quarto club inglese come sguito di tifosi. Il calcio moderno non è solo uno sport ma è anche un'industria. Forse Serafini non sa, oppure fa in modo di nascondere a chi lo legge o lo ascolta in Italia, che il patrimonio personale di Sheick Mansour è esattamente 11 volte e mezzo più grande di quello di Roman Abramovich, patròn dei Blues londinesi.
Forse qualcuno dovrebbe dire a Serafini di scendere dalla sua nuvoletta sopra Cologno Monzese e di domandare in giro se per caso, mentre lui si riempiva la bocca di luoghi comuni sul City e sulla Premier League vaneggiando pure sul flop di un altro ex grande giocatore del Milan, c'è la crisi economica mondiale. Ma i dipendenti Mediaset, di sicuro, se la passano sufficentemente bene per non accorgersene, quindi ...
Quindi il mio modesto parere è che il passaggio di Kakà dal Milan al City nelle prossime settimane è difficile, ma non impossibile. Il 2 febbraio, ultimo giorno di questo mercato di riparazione, è ancora lontano ma fino ad allora noi Blues coltiveremo l'esile speranza che questo meraviglioso atleta prenda davvero un aereo per il Lancashire, destinazione Manchester.

sabato 10 gennaio 2009

ULTIMA ORA: POMPEY-CITY RINVIATA PER GELO!


Incredibile! Persino nel Sud dell'Inghilterra il gelo, terribile protagonista di questo inverno 2009, l'ha avuta vinta contro la ferrea organizzazione della Premier League. Ecco quindi che il match che i nostri Citizens avrebbero dovuto giocare oggi a Fratton Park contro i Pompey di Tony Adams verrà rinviato a data da destinarsi. Meglio così per noi, viste le assenze pesanti di SWP, Robinho e Ireland! E meglio per il nostro manager che, a quando ha scritto l'independent ieri, in caso di ennesima sconfitta avrebbe dovuto lasciare il suo posto a Roberto Mancini.

mercoledì 7 gennaio 2009

QUANTO CI MANCHI, VALERJ!


Tra partenze e arrivi previsti, il nostro City assomiglia sempre più ad un albergo ad ore. L'unica certezza granitica pare essere la conferma del discusso Hughes sulla tolda di comando, poi ... Rumours incessanti si susseguono sui media sportivi di tutto il mondo: d'altra parte, siamo o no il club calcistico più ricco? E allora ... allora, miei cari amici Citizens, lasciatemi invocare ancora una volta la completa guarigione e il conseguente ritorno in campo dello sfortunatissimo Valerj Bojinov! E' proprio la sua l'assenza finora più grave che abbiamo patito. Stiamo parlando di un attaccante giovane e completo come pochi altri: controllo di palla con entrambi i piedi maestoso, potenza e precisione di tiro come se avesse una carabina incorporata, capacità di sapersi smarcare dalle marcature più arcigne senza pari, e però ... una sfortuna cosmica nel subire uno dopo l'altro infortuni gravissimi, che avrebbero già interrotto definitivamente la carriera di chi sa quanti altri giocatori. Quanto ci stai mancando, caro Valerj! Ma noi tifosi non ci vogliamo arrendere a questo tuo destino cudele: ti vogliamo in campo al più presto, non c'importa quali e quanti saranno i volti nuovi in arrivo a Carrington in questo mercato di riparazione. Noi vogliamo osservare il vero Bojinov in azione con la maglia del nostro City: forza Valerj, devi essere tu il salvatore della patria!

domenica 4 gennaio 2009

CITY-FOREST 0-3: CACCIATE HUGHES, PLEASE!


Ora la misura è davvero colma! Può una società di calcio professionistica controllata dal gruppo finanziariamente più ricco al mondo, undici volte e mezzo più ricco di un certo Roman Abramovich, essere ripetutamente umiliata in questa maniera? Il Nottingham Forest è stato un club dai trascorsi nobilissimi nel fulgido periodo attorno ai primi Anni Ottanta quando manager era il grande Nigel Clough: ieri s'è presentato al COMS per il 3° turno di FA Cup nettamente sfavorito, visto che lotta per non retrocedere nella serie B inglese. Ebbene, pur considerando i forfait di Robinho e Ireland e il malaugurato infortunio dopo un quarto d'ora del piccolo grande folletto Shaun Wright Phillips, il nostro Man City è andato alla deriva senza quasi opporre resistenza alcuna! Al terzo gol dei rossi di Nottingham c'è stato un esodo di massa: silenzioso quanto imbarazzante epilogo, da parte dei nostri affezionati Mancunians, del rapporto con Mark Hughes. Loro, noi fans italiani, troppi giocatori a partire da Micah Richards, irriconoscibile fantasma rispetto al promettente difensore della nazionale che ricordavamo lo scorso anno, per finire all'ultimo dei dipendenti di Carrington: tutti coloro che hanno a cuore le sorti del City vogliono la cacciata del presuntuoso manager gallese ex rag! I rinforzi promessi dal board diretto da Mr Cook non bastano: il rapporto di fiducia e di rispetto reciproco fra giocatori e manager s'è spezzato da un bel pezzo, ormai, e solo il suo allontanamento può rilanciare le nostre ambizioni. Chi vivrà, vedrà, amici Citizens della penisola: si parla di Mancini, Rijkaard, persino dei ritorni di Keegan o di Pearce o addirittura del galantuomo Eriksson. Per me basta che si cambi, e al più presto possibile!

martedì 30 dicembre 2008

ECCO LA MASCOTTE ITALIANA DEL CITY!


Si chiama Valerio Massimo, ha 7 anni, è già un promettente calciatore in erba ed è romano verace il più giovane tifoso italiano del Manchester City. Papà Alessio, grande tifoso dei nostri Blues con molte presenze al vecchio e mai abbastanza rimpianto tempio del Maine Road, lo ha immortalato con legittimo orgoglio nella bella foto qui sopra. Io ho pensato di eleggerlo all'istante Mascotte dell'Italian Blue Moon: con l'augurio, da parte mia e di tutti gli altri appartenenti alla nostra bella branch, che il caro lupacchiotto possa un domani calcare per un provino la splendida cittadella sportiva del City a Carrington. Un nuovo Jimmy Grimble il piccolo Valerio Massimo? Magari fosse così, vero papà Alessio?

domenica 28 dicembre 2008

ROVERS-CITY 2-2: RIECCO UN PO' DI FORTUNA!


Rimontare due gol a meno di 10 minuti dal termine in casa dei Rovers, forse la squadra più tignosa e compatta di tutta la Premier League, non credo sia facile per nessuno. Ma quando si ha dalla propria parte un pizzico di fortuna ed una tifoseria splendida che sostiene sempre e comunque i suoi giocatori, l'impresa diventa possibile.
E l'impresa, sotto forma di una sciabolata di sinistro sotto misura del fantastico Denny Sturridge all'88° e del solito beffardo tocco da sotto di destro al 93° di Sua Maestà Robinho De Souza, si è compiuta! Terminiamo un 2008 denso di emozioni con questo pareggio arraffato con pochi meriti, certo, ma la speranza è che l'anno che verrà, a partire dai rinforzi in arrivo col mercato di riparazione di gennaio, sia indimenticabile per tutti noi che amiamo svisceratamente la parte blu di Manchester. Il 4 gennaio inizierà la meravigliosa FA Cup: sognare non è proibito, quindi ... Blue Moon / You saw me standing alone!

sabato 27 dicembre 2008

CITY-HULL 5-1: BOXING DAY INDIMENTICABILE!



Diciottesimi dopo diciotto turni di Premier e quindi in piena zona retrocessione, eppure ... Sono in più di 45mila presenti sugli spalti del COMS dopo la vergognosa disfatta sul campo del WBA della domenica precedente. Mark Hughes dev'essersi fatto un bell'esame di coscienza sentendo traballare sempre più pericolosamente la sua panchina: perché? Al fischio d'inizio della delicata sfida casalinga contro i Tigers si rivede titolare, per di più restituito al suo ruolo naturale di centrocampista centrale, Elano Blumer. Il suo innesto prevede Kompany al suo fianco con Wright Phillips sulla destra e Ireland a sinistra e l'inedita coppia d'attacco Caceido-Robinho: tiriamo tutti un bel respiro di sollievo. Macché Lazio o Espanol o chissà quale altra destinazione possibile, il nostro manager deve finalmente aver capito che il destino di Elano e il suo sono indissolubili. Lasciando partire il prezioso talento ex Santos Hughes ha finalmente capito che firmerebbe, con effetto pressoché immediato, il suo divorzio dal City.
La squadra ha solo un momento di imbarazzante pausa nei primi minuti, quando il solito erroraccio del capitano Dunne mette Marlone King a tu per tu con Hart al limite della nostra area di rigore. Tiro angolato sul palo del portiere in uscita, ma Joe salva alla grandissima mettendo in corner. Meno male, amici Citizens, perché se i gialloneri del Sud dello Yorkshire, autori finora di una grande stagione, avessero segnato per primi ieri avremmo assistito a un altro psicodramma collettivo dei nostri ragazzi in skyblue!
Invece abbiamo trovato le contromisure e, giocando un po' come il gatto col topo, Elano e Kompany si sono ritrovati di colpo a spezzare la manovra lenta e inconcludente degli avversari distribuendo miriadi di palloni invitanti sulle fasce. Là davanti è stato un vero piacere scoprire che l'ecuadoregno ex oggetto misterioso Big Felipe Caceido, ultimissima scelta del nostro attacco, è un gran bell'attaccante. Uno due rapinoso su azioni innescate dal genio della lampada di Cork, l'inesauribile Irelandinho che tanto ci fa godere dall'inizio di questa stagione pazzesca.
I Tigers sembrano fantasmi e continuano ad attaccare dissennatamente scoprendo voragini enormi di fronte alla loro porta. E' un gioco da ragazzi infilare la nona e la decima rete per Robinho, vero campione e giocatore ovunque perchè finalmente sostenuto da un centrocampo all'altezza e non più costretto a cercarsi palloni qua e là per il campo. Finisce 4-0 il primo tempo e resterà a lungo impressa nella mente l'immagine dei poveri Tigers che, invece di rientrare negli spogliatoi, vengono tenuti a rapporto sotto il loro spicchio di curva nel Colin Bell Stand da un coach Brown assai adirato.
Ripresa con Richards e Caceido giustamente risparmiati in vista della difficile trasferta di Blackburn di domenica prossima. Spazio finalmente al giovane e finora misteriosamente trascurato Nedum Onuoha e al solito Jo bello senz'anima incapace di mostrare anche solo minimamente il suo reale valore. Pura accademia inframezzata dal loro gol della bandiera e dal quinto nostro, realizzato dal solito meraviglioso Bald One su strepitoso assist di Robinho. Il nostro pubblico finalmente impazzisce di gioia e, quando il ref decreta la fine delle ostilità, risaliamo in classifica al quindicesimo posto. La zona retrocessione incombe sempre minacciosa, ma se pensiamo che gli avversari di oggi, strabattuti alla grande, sono solo sei punti sopra di noi e sono attualmente settimi ...

sabato 20 dicembre 2008

E' NATALE: LETTERINA A GESU' BAMBINO


Caro Gesù Bambino,
chi ti scrive tifa per una squadra di calcio inglese che è improvvisamente diventata, dall'oggi al domani, la più ricca del mondo. Siamo passati dalle molte promesse e dalle inesistenti certezze di un discusso uomo d'affari del Sud Est asiatico ai dobloni illimitati di un paio di emiri di Dubai proprio nell'ultimo giorno del mercato. E' stato come aver vissuto quotidianamente di stenti e di privazioni continue ed esserci improvvisamente svegliati nel lusso più sfrenato: caro Gesù mio, siamo tutti ancora così sconvolti da tutto questo benessere che ...
Insomma, stropicciandomi gli occhi mi domando spesso cosa volere per fare grande davvero il mio City: un vero centravanti di sfondamento? Il miglior portiere del mondo, per giunta un mio connazionale? Un difensore centrale all'altezza delle nostre ambizioni? Un manager diverso da quello attuale? Oppure ...
Oppure, diranno molti miei lettori qui, le quattro cose tutte in una volta, magari già a gennaio.
I sogni son desideri e, se non il 25 dicembre vicino al Presepe, una settimana dopo io mi attenderei un paio di novità su a Manchester! Il tuo fedele Citizen, che per ora soffre sotto la Mole a vedere gli stenti dei ragazzi di Hughes, si è un po' stufato di essere preso in giro da amici e parenti a conoscenza della sua strana passione per gli skyblues delle Eastlands.
Su dai: accontentalo per una volta sola, fai in modo che, dieci anni dopo il drammatico spareggio di promozione in 1st Division col Gillingham, io e gli altri carissimi 127 (!!!) amici Citizens sparsi un po' in tutt'Italia si possa fare un bel viaggetto in Inghilterra o, magari, a Istanbul. Decidi tu!

venerdì 19 dicembre 2008

COPPA UEFA: SORTEGGIO FAVOREVOLE!



Archiviata in fretta la prova incolore di ieri a Santander, dove nemmeno il lampo finale del gol tardivo di Big Phil Caceido ha riscattato la deludente prova collettiva di Richards e compagni, è arrivato pochi minuti fa un sorteggio davvero benevolo a rinfrancare i cuori di noi Citizens.
Nell'urna di Montecarlo abbiamo beccato i danesi del Copenhagen, squadra non certo irresistibile. Andata in Danimarca il 19 febbraio e ritorno, una settimana dopo al COMS, il giovedì sera 26 dello stesso mese.
Dovessimo eliminare questo club, ci capiterebbe la vincente di Aalborg-Deportivo La Coruna, da affrontare il secondo e il terzo giovedì di marzo 2009. La strada verso Istanbul sembrerebba in discesa, ma questo City saprà essere competitivo per allora o continuerà nel suo attuale perdurante grigiore? Chissà!

mercoledì 17 dicembre 2008

HUGHES CONFERMATO, MA ...



Un senso di precarietà sta avvolgendo il City. Malgrado le dichiarazioni esplicite di Garry Cook, il nostro a.d. piovutoci in casa dopo una lunga esperienza alla Nike negli States, il tecnico gallese è il primo a sapere che la pazienza nei suoi confronti si sta rapidamente esaurendo. Perché?

Quart'ultimi dopo 17 giornate di campionato, Richards e soci si stanno macchiando di una colpa agli occhi di noi fans imperdonabile: non sono ancora una squadra! I fedelissimi partecipanti ai vari forum su Internet, gli spettatori paganti al COMS e molti osservatori competenti della Premier League non mettono in dubbio l'impegno di questo o quel giocatore skyblue. Quel che salta agli occhi di tutti, però, è la mancanza di coesione fra i vari reparti. Questione di modulo sbagliato? Non solo!

Il 44enne Mark Hughes è reduce da quattro consecutive brillanti stagioni trascorse a Blackburn a forgiare una squadra che, partendo ogni anno con l'obiettivo di conquistare la salvezza, finiva sempre per stupire tutti con risultati eccellenti. Certo, gl'inizi non sono stati facili perché ancora sono fresche in noi le gravi traversie della precedente proprietà del nostro club. Nulla da eccepire, quindi, su come il gallese s'è mosso sul mercato visto che il takeover dell'ADUG, capitanata da Sheick Mansour e da Kaldhoon Al Mubarak, si concretizzò solo 24 ore prima che si chiudessero le operazioni di compravendita dei giocatori.

E' arrivato Robinho, grandissimo talento brasiliano in grado di accendere la fantasia del Bernabeu contribuendo fattivamente alla conquista del titolo della Liga nel il Real Madrid. Poi basta? Beh, non è che i volti vecchi e nuovi che hanno calcato e tuttora calcano i campi d'allenamento a Carrington prima agli ordini di Sven Goran Eriksson, poi dello stesso Hughes siano da buttare. Anzi!

La verità è che il nostro City soffre maledettamente ogni avversario, in casa e fuori, perchè manca ancora uno spirito di gruppo. Ognuno dà l'impressione di lottare per sè ma di non volere, o forse più probabilmente non sapere farlo per il club che lo stipendia. Le dichiarazioni forse inopportune ma fondamentalmente sincere di Elano prima e di Robinho poi sono chiare: nello spogliatoio c'è un timore diffuso a non essere all'altezza dei grandi investimenti appena fatti e ancora da fare degli emiri di Abu Dhabi.

Il nostro manager queste cose le sa, ma dimostra di non capire come fare a dare la scossa ai suoi atleti sempre più disorientati. Elano e Jo, colpevoli ai suoi occhi di scarso impegno in allenamento o di vita al di fuori del calcio poco consona ai canoni di un atleta, sarebbero stati messi sul mercato già a gennaio a disposizione del miglior offerente. Allo stesso tempo Lassana Diarra, brillante centrocampista parigino in forza al Portsmouth, avrebbe rifiutato la ricca offerta proveniente da Hughes preferendo il nuovo Real targato Juande Ramos.

La fama di sergente di ferro del gallese dev'essersi sparsa in tutti gli spogliatoi del Regno Unito e, forse, d'Europa! Muoia Sansone con tutti i Filistei? Stai in campana, Mark, perché i tuoi datori di lavoro sono arabi molto più illuminati di quel che pensi. Loro, la Bibbia, la conoscono a menadito e, prima di far la fine dei Filistei, daranno senza esitazioni un bel calcio nel didietro a Sansone!

lunedì 15 dicembre 2008

A NATALE IL CITY VA IN BIANCO!


Ecco l'ingresso della freccia umana Shaun Wright Phillips al party, tenuto in un locale esclusivo di Manchester, al quale son intervenuti tutti i giocatori del nostro City. Un party, come è uso fra i calciatori della nostra società, che è servito per raccogliere fondi che verranno distribuiti ad un'associazione di volontariato che si occupa dei disabili più gravi del Lancashire.
Bravi ragazzi, è da questi gesti che si riconoscono i veri campioni!

domenica 14 dicembre 2008

CITY-EVERTON 0-1: CORNUTI E MAZZIATI!


Le premesse per assistere ad una gran partita c'erano tutte: vuoi che l'attacco skyblues è il secondo migliore della Premier League con 30 gol, vuoi che l'Everton di Moyes dà il meglio di sè in trasferta, vuoi anche che oggi rientrava Robinho dopo i malanni alla caviglia e che il capitano dei Toffees è il fischiatissimo Phil Neville ... E invece niente!
Ci pensa il City , forse il più brutto degli ultimi due anni, a rovinare tutto. Il primo tempo in realtà si gioca su discreti livelli, con l'Everton che già al 9° coglie 2 traverse con Arteta su punizione e,sulla successiva respinta, con il belga Fellani. Al 12° l'unica azione degna di questo nome confezionata dai ragazzi di Hughes: scambio di prima in tuttà velocità tra Elano, Robinho e Benjami che imbecca l'inserimento di Stephen Ireland che calcia di poco alto sopra la traversa. Al 23° si rivede anche Elano, lanciato dal folletto di Cork, che però si fa neutralizzare un gran bel sinistro dallo statunitense Timmy Howard (altro fischiatissimo ex dei Red Devils). Ma al 27° è ancora il basco Arteta, con un gran siluro da fuori area, a scaldare i guantoni del bravissimo Joe Hart, osservato speciale in tribuna da Stuart Pearce, vecchia conoscenza Citizens nonchè selezionatore dell'under 21 dei Tre Leoni.
L'ultimo sussulto del primo tempo è offerto da una cavalcata a tutta birra di Wright-Philips che scocca un gran destro che sfiora la parte alta della traversa tra la costernazione del nostro North Stand. Con la ripresa entra in campo Jo (che risulterà poi tra i peggiori in campo) al posto di un inesistente Benjani. Tutto il resto è.....noia, come direbbe "Old" Califano! Infatti non succede nulla, neanche un tiro in porta da una parte e dall'altra, fino al 71° quando Ireland piazza un bel piattone che è però bloccato da Howard. Ma in questo deserto di emozioni non poteva mancare la beffa finale: angolo per l'Everton (regalato inspiegabilmente da un Dunne come al solito stralunato nei rinvii difensivi) che trova lo stacco dell'australiano Cahill. E' sovrastato il povero Micah Richards: Cahill pesca il jolly ed infila l'incolpevole Hart. Zero a uno e tutti a casa; il City di Hughes si conferma lento, macchinoso e prevedibile nelle trame di gioco (vivacizzate solo dalla fantasia di Ireland e dalla velocità di Wright Philips).
Mark Hughes, fischiatissimo a fine gara, ora rischia davvero il posto. Manca palesemente una prima punta che sappia fare da torre per gli inserimenti di Robinho e Ireland ( tra Jo, Benjami e Vassell non si è cavato un ragno dal buco) e un play-maker in mezzo al campo (Elano e Kompany, comunque positivi, si sono limitati alla fase difensiva e di contenimento).
Non ci voleva questa sconfitta, ora le cose si fanno pesanti per i nostri colori: le ambizioni di inizio stagione vanno assolutamente ridimensionate almeno fino a gennaio, quando solo un massiccio investimento sul mercato potrà evitare continue delusioni.

Tra i migliori del match vi segnalo:
-Hart 7: Efficace su Arteta a più riprese e incolpevole sul gol.
-Kompany 7: E' una diga e si può notare la sua crescita di partita in partita.
-Elano 6,5: Finalmente Elano!!Le sue geometrie sono mancate molto fino ad oggi. Primo tempo ottimo,cala nella ripresa come tutti i compagni ma è tra i pochi a salvarsi nello sfracello finale.
-Ireland 7: E' l'unico a crederci veramente. Sempre generoso e sfuggente ma non è accompagnato a sufficienza dai colleghi del reparto offensivo.
Tra i peggiori:

-Benjani 4: avevo già espresso le mie perplessità su questo ragazzo un anno fa a Renato quando, pagandolo a peso d'oro, lo strapppammo ai pompeys. Di lui si ricorda un gol nel derby con lo United, ma,in un anno di City, non può certo bastare.
-Jo 4: E' forse anche peggio del compagno che ha sostituito....
-Dunne 5: Non me ne voglia il capitano, ma pasticcia troppo in difesa e spazza il pallone senza mia pensarci una volta. Il risultato? Regala il corner all'Everton per il gol finale!

CARLO TAGLIAGAMBE

giovedì 11 dicembre 2008

JOEY, AVANZO DI GALERA?



Alla vigilia di un City-Everton che si annuncia assai palpitante, chissà quanti fans, nell'una e nell'altra sponda blu di Manchester e Liverpool, ricorderanno un ex così scomodo che più scomodo proprio non si può: Joey "Jail Bird" (Angelo Prigioniero) Barton.

Sei anni trascorsi ne vivaio dei Toffees di cui era ardente sostenitore, poi 130 partite e 15 gol coi nostri colori dal 2002 al 2007, venduto poi alla cifra rispettabile di 5,7 ml £ ai Magpies di Newcastle. Questo ragazzo, cresciuto nelle giovanili del club di Goodison Park, abitava con la sua chiacchierata famiglia a due passi da casa Rooney. Per me Joey rappresenta davvero tutto quel che non si dovrebbe fare dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Rissoso, irascibile, autore di colossali bevute e altrettanto colossali scazzottate fra Liverpool, sua città natale, e le Eastlands, Joey sta dilapidando un discreto talento di centrocampista tuttofare perché vittima di un gran brutto carattere. Eppure...

Eppure nel City povero di mezzi finanziari ma estremamente ricco di pathos e d'imprevedibilità forgiato con grande fatica da Mr Psycho, al secolo Stuart Pearce, Barton è stato a suo modo un vero trascinatore. Lasciamo perdere per un momento i suoi problemi con l'alcool per concentrarci esclusivamente sui suoi meriti calcistici. Joey si è sempre battuto con tutto se stesso distribuendo assist, lottando su ogni palla vagante, crossando con quel suo interno destro inconfondibile. Vogliamo crocifiggerlo per quel che ha combinato? Facciamolo pure, ma non dimentichiamo un episodio che ha tragicamente condizionato la vita di questo nostro ex giocatore.

Joey a 19 anni dovette sorbirsi a casa sua l'arresto in diretta di suo fratello 16enne, colpevole di aver assassinato a sangue freddo e a scopo di rapina un uomo all'uscita di un pub della Merseyside. Joey, a condanna eseguita, va sempre tutte le settimane al carcere londinese a trovare suo fratello: non lo ha mai rinnegato, lui! Joey ha mangiato pane e violenza con la naturalezza con cui certi giovani bellimbusti di casa nostra spacciano o sniffano oggi nell'intervallo delle lezioni a scuola. Loro, figli di papà che hanno fatto il '68 e non se ne vergogneranno mai, li assolviamo mentre Barton, personaggio pubblico esattamente come il cocainomane dichiarato Diego Armando Maradona, è pubblicamente messo alla gogna dai solerti e francamente insopportabili commentatori di Sky Sport: qualcosa non va? Direi parecchie cose!

Permettetemi quindi, cari amici Citizens, di portare rispetto verso questo asociale disposto comunque a mettere sempre la faccia e a pagare di persona i suoi gravi sbagli comportamentali.

Joey Barton uguale avanzo di galera? Equazione fin troppo facile da fare, ma io credo fermamente nella sua voglia di risalire la china: in ricordo delle sue molte gagliarde prestazioni, cerca di tenere duro, ragazzo Blue!

lunedì 8 dicembre 2008

FULHAM-CITY 1-1: UN BUON BRODINO!



Smaltiti i postumi di un derby perso un po' malamente, il nostro City, rabberciato dalle gravissime assenze di Richards, Robinho, Garrido, Elano, Petrov, Bojinov, Johnson e con Shaun Wright Phillips e Ball in condizioni fisiche davvero precarie, strappa un discreto pareggio a casa del Fulham nell'anticipo dell'ora di pranzo di sabato scorso.

Il gol iniziale di testa di Benjani viene pareggiato, poco prima della mezz'ora, dall'uomo-simbolo dei Cottagers Jimmy Bullard con Hart che, francamente, avrebbe potuto fare qualcosina di più! Hughes ha da risolvere parecchi problemi, nell'immediato raccoglie segnali positivi dalla coppia centrale di difesa, Dunne-Ben Haim, disinvolti ed efficaci nel chiudere la porta in faccia a una coppia d'attaccanti rapinosa come quella formata da Andy Johnson e Bobby Zamora.

La classifica di Premier ci vede anonimi frequentatori della colonna di destra in attesa di un match casalingo piuttosto insidioso sabato prossimo contro i Blue Scousers di Liverpool. I rumours sul mercato di gennaio parlano di una trattativa bene avviata con lo squinternato Valencia per assicurarsi ad una quotazione monstre già a gennaio il fantastico attaccante 27enne campione d'Europa David Villa. Jo verrebbe restituito al CSKA per ritrovare la vena realizzativa inspiegabilmente smarrita in Premier e in Coppa UEFA. Chi vivrà, vedrà: certo che se la Dea Bendata non ci assiste un po' di più di adesso, il futuro è ancora maledettamente incerto per i nostri magici colori!

giovedì 4 dicembre 2008

CITY-PSG 0-0: EVVIVA KOMPANY!



In 25mila, fra i quali abbiamo avvistato in tribuna il caro ex Nicholas Anelka, hanno assistito ieri sera a una partita non certo memorabile di Coppa UEFA fra City e Paris Saint Germain. Lo 0-0 finale, però, è meno deludente di quanto uno si possa immaginare. Perchè? Beh, uno dei motivi per cui ci si è divertiti è la gagliarda prestazione, l'ennesima di questa sua prima stagione a Manchester, del 22enne belga di origini congolesi Vincent Kompany. Esattamente come il mitico Marcel Desailly inventato in quel ruolo al Milan negli Anni Novanta da Don Fabio Capello, Kompany rasenta la perfezione nello svellere palloni su palloni dai piedi degli avversari, proponendo subito aperture deliziose ai suoi compagni di squadra non sempre pronti ad approfittarne.

Questo autentico baluardo davanti alla nostra difesa è servito a respingere con sufficente disinvoltura gli attacchi del club parigino, alla disperata ricerca di una vittoria per risalire in classifica nel girone A della Coppa UEFA. Stilisticamente inappuntabile, testa alta come un guerriero di una nobile stirpe della savana africana, Vincent si sta dimostrando il vero, grande colpo di mercato di Mark Hughes che lo volle fortissimamente dopo la prima amichevole estiva in Germania dello scorso luglio persa 0-1 contro l'Amburgo.

In attesa di capire quali saranno le prossime scelte del duo Hughes-Cook sul mercato di riparazione a gennaio (arriverà David Villa dall'indebitatissimo Valencia? Magari!), consoliamoci per certe magre prestazioni del nostro City con l'esplosione ad alto livello del belga, del redivivo Shaun Wright Phillips (soprattutto quando gioca a destra), di Ireland e di Robinho. Sabato, intanto, saremo ospiti al Craven Cottage, pittoresco stadiolo londinese, del grintoso Fulham di Roy Hogdson, sì, proprio l'ex allenatore dei nrazzurri morattiani un decina d'anni fa. Diretta su Sky a partire dalle 13,45 e, naturalmente, ... fingers crossed, amici!

lunedì 1 dicembre 2008

CITY-RAGS 0-1: DURA LEX, SED LEX!


Al cospetto di un City Of Manchester ribollente di amore struggente per i ragazzi di Mark Hughes i nostri mefitici cugini hanno vinto con spietato cinismo ma con pieno merito il derby che verrà ricordato soprattutto per due episodi. Uno, l'espulsione del talentuoso ma eticamente riprovevole Nino di Madera, ha dato ossigeno alle nostre speranze di rimonta. L'altro, a pochi secondi dal fischio finale del bravissimo Webb, è stato il miracoloso scatto da centrometrista di Joe Hart a salvare in extremis la porta abbandonata per quel corner da cui era scaturita l'unica vera occasione da gol creata da Dunne e salvata sulla linea da O'Shea. Dal possibile pareggio nell'injury time al raddoppio dei rags vanificato con una prodezza, e poi?
Poi non resta che prendere atto che, al di là dell'antipatia epidermica che i volti dei nostri rivali di Salford e dintorni procurano, Alex Ferguson dispone di un gruppo di giocatori nettamente superiore, per ora, al City del suo ex allievo prediletto Mark Hughes.
Ahimè! Abbiamo sempre stentato a fare gioco, subendo costantemente nel primo tempo per via del divario troppo evidente a centrocampo dove i loro Fletcher e Carrick hanno imperversato in lungo e in largo sul povero isolatissimo Hamann. Sulle fasce laterali, poi, era davvero imbarazzante la pochezza di Vassell e di Robinho ieri di fronte al quasi esordiente Da Silva a destra e all'ex Monza e Trapani Patrick Evra dall'altra parte.
Quattro palle gol loro e una, del tutto casuale, sciaguratamente sprecata da Micah Richards convinto di essere - e non lo era! - in fuorigioco a due passi dalla loro porta. Al 41° la frittata è fatta e per Rooney è stato troppo facile il tap in a due passi dalla rete sulla corta respinta di Hart dopo il tiro di Carrick: 0-1 all'intervallo pesante come il piombo, amici!
I rags picchiano come fabbri ma, ammettiamolo, entro i parametri di un classico match all'inglese e, a pagarne le conseguenze, sembrano i poveri Micah e Shaunie, tartassati in decine di corpo a corpo. Ma giustamente Hughes rischia il tutto per tutto e, nella ripresa, sostituisce gl'incolori Didi e Darius con Elano e Zabaleta. Shaunie va sulla destra e il suo duello con Evra diventa la sfida nelle sfide di questo combattutissimo incontro. Anche Vincent Kompany si distingue per i suoi tackles sempre puntuali così come le sue aperture illuminanti. Quel che ci manca è un terminale accettabile in attacco! Robinho mostra infatti tutti suoi limiti atletici là davanti mentre Benjani semplicemente non la vede mai, la sfera rotonda, per suoi obiettivi limiti tecnici. Risultato? Anche se rimasti in dieci i rags non vengono mai impegnati sul serio con azioni da gol e fa davvero tenerezza la mossa finale di Dunne, stopperone dai piedi delicati come incudini, spostato costantemente in attacco nel convulso finale. 0-1 era e tale è destinato a rimanere! Resta, meraviglioso, lo spettacolo di civile passione degli Skyblues mancuniani sugli spalti: mai un attimo di tregua, l'attaccamento per i nostri colori è la prima ricchezza del nostro club.
Solo due imbecilli patentati come i signori Cristiano Ronaldo e Alex Ferguson, con la consueta spocchia da primi della classe, può avere il coraggio di lamentarsi del frastuono proveniente dagli spalti. Certo, basterebbe spostarli nelle vaste campagne dello Cheshire, magari nel giardino di Sir Alex medesimo, questi noiosissimi derby in cui, vedi un po' te, bambinelli viziati come il portoghese fighetto rischiano la reputazione venendo mandati a casa prima della fine perché beccati dal ref col ditino nella marmellata! La verità, caro Sir cavallaro e meno cari fans del club simbolo del Potere Consolidato, è che i vostri sogni di gloria non dureranno in eterno! Gl'imprenditori arabi di Abu Dhabi, guardando questi nostri tifosi impagabili per correttezza e fedeltà, hanno ormai capito che il loro investimento cospicuo, alla lunga distanza, finirà per ripagarli alla grande!