martedì 29 aprile 2008

SE IL RE NON SI DIVERTE PIU'



"There is no smoke without fire!": non ci può essere fumo se non c'è un fuoco! Ian Dockry, oltre che un grandissimo amico, è una colonna portante del tifo Skyblue a Manchester e mi ha inviato questo salace commento in risposta alla mia curiosità sulle voci, ormai incontrollate, che danno per concluso a fine stagione il rapporto fra Sven Goran Eriksson e il City. E' stato lo stesso manager svedese, oggi, a confessare ai cronisti dei media britannici che, fino al termine della Premier League, non sono previsti più incontri di nessun genere fra lui e l'attuale azionista di maggioranza, Thaksin Shinawatra. La stragrande maggioranza di noi tifosi è ovviamente disorientata, annichilita, amareggiata. La rottura fra i due è ormai irreversibile e il motivo è presto detto: il Re non si diverte più da tempo e, incurante della stima che tifosi, addetti ai lavori e giocatori della rosa hanno per Svennie, ha deciso di cambiare manager. E' una decisione dettata dalla frettolosa incompetenza di chi ha acquistato il nostro glorioso club per due buone ragioni. La prima: malgrado decenni d'insuccessi, il City ha un incredibile numero di fans sparsi un po' in tutto il mondo e vanta una media spettatori fra le più alte d'Europa. La seconda: il nostro club, grazie anche a sponsorizzazioni intelligenti come quella della grandissima agenzia di viaggi Thomas Cook, è molto appetibile per la vendita di prodotti legati al merchandising sui ricchi mercati asiatici. La mancata conquista di un posto in UEFA, che sembrava certa a fine dicembre, deve aver fatto molto arrabbiare il ricco finanziere thailandese. Ma, in tutta sincerità, ci domandiamo un po' tutti noi Citizens: davvero Mr. Thaksin ha fatto tutto quanto in suo potere per allestire una rosa di giocatori così competitiva? Quanti soldi sono stati spesi nel mercato di gennaio? Oltre all'acquisto in extremis del solo Benjani, necessario per compensare la partenza alla Lazio di Rolando Bianchi, non è arrivato nessun altro grande giocatore. Nè Eriksson, nè altri manager al suo posto avrebbero potuto fare di più e meglio in soli dieci mesi! Il calcio, caro azionista di maggioranza, sfugge alla logica fredda del mondo degli affari: arrivare al vertice della Premier League in soli tre anni, quando si è reduci da almeno quindici annate di delusioni in serie, era ed è un'impresa titanica! Mandare via Svennie sarà solo una dispendiosa perdita di tempo e di denaro e, sia ben chiaro, troverà tutti noi fans italiani dei Blues totalmente solidali col bravissimo manager svedese. Su a Manchester c'è aria di rivolta: il fuoco appiccato dall'uomo d'affari del Sud Est asiatico sta già ardendo, per spegnerlo lui ha solo da rimangiarsi la decisione presa. Ma non lo farà: a noi Citizens piace un calcio che resti leale competizione fra clubs e non materia per esperti di project marketing. L'allontanamento di Svennie, caro Mr. Thaksin, ci sta deludendo assai! Ma non ti preoccupare per noi: useremo tutti i modi, naturalmente leciti, per fartelo capire!

lunedì 28 aprile 2008

ADDIO SOGNI EUROPEI!


L'ultima gara casalinga di questa Premier League è stata un vero incubo per noi Citizens! La sconfitta per certi versi incredibile (da 2-0 a 2-3 nei 25 minuti finali) contro il quasi retrocesso Fulham ha una sola, ragionevole spiegazione. Non possiamo regalare a questi livelli assenze pesanti come quelle dei tre difensori centrali (Richards, Dunne e Onohua), tutte in una volta! Infatti il City attuale ha pagato la fragilità del suo reparto difensivo contro i Cottagers londinesi pur avendo giocato un primo tempo assolutamente positivo.
L'1-0 al 10° minuto porta la firma di Stephen Ireland: delizioso il suo lob di destro su assist di tacco di Petrov che si spegne appena sotto il palo lontano della porta difesa da Keller! Al 20° il raddoppio arriva dopo un'azione travolgente di Vassell che, smarcato superbamente da un lancio geniale di Elano, si fa tutta la fascia destra e dal fondo mette in mezzo il più comodo dei palloni su cui si fionda implacabile il ritrovato Benjani. Il Fulham comunque si mostra sempre pericoloso e costruisce almeno 3 o 4 palle gol, tutte salvate alla grande da un Joe Hart ormai degno della chiamata in nazionale da parte di Don Fabio Capello. Pare una marcia trionfale, questa partita, e invece ... Invece nella ripresa sia per i due cambi davvero azzardati di Svennie (fuori Ireland e Vassell che stavano giocando bene), sia per quelli azzeccatissimi del redivivo Roy Hogdson, i Cottagers scavano falle enormi nel nostro pacchetto difensivo e, grazie a una vecchia conoscenza della serie A come l'ex canarino modenese Diomansy Kamara, ribaltano il risultato proprio allo scadere della gara. Hart, eroico persino nel cercare di parare il rigore del 2-2, compie altre parate stupende mentre in attacco noi sciupiamo almeno un paio di colossali palle gol per troppa precipitazione. Finisce con il gol della sconfitta che arriva al 93° e con l'amarezza composta dei nostri tifosi sugli spalti che comunque tributano applausi alla squadra e ad Eriksson nel loro giro di campo alla fine delle ostilità.
Ancora due trasferte proibitive (domenica prossima ad Anfield e poi l'ultima di campionato a Middlesborough) ci separano da un'estate che si annuncia colma d'incertezze sul nostro futuro. Probabile l'arrivo del promettente e treccioluto attaccante brasiliano Jo dal CSKA Mosca, sembrano altrettanto certe le partenze di Elano per Milano (sponda Inter) e di Dunne al Newcastle del nostro ex manager Kevin Keegan. Si vocifera anche di una trattativa con Rafa Benitez che porterebbe Michael Johnson in dote ai reds in cambio di Peter Crouch e soldi. E poi? Dobbiamo augurarci che Mr. Shinawatra non si abbandoni allo sconforto e che, dopo averci salvati dal tracollo finanziario, dia seguito alla promessa fatte dieci mesi fa. Primo anno fra le prime dieci, secondo anno alla ricerca di un posto in Europa, terzo anno a caccia di una fra le prime 4 posizioni al vertice: ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta e quindi ... fingers crossed, miei cari amici Citizens!

venerdì 25 aprile 2008

SENSAZIONI MANCUNIANE DI ALEX


Cari amici italiani del City,
ritornare nella patria del football è un viaggio mai banale alla riscoperta di piaceri che nel nostro paese non provo più da qualche tempo. Dopo essere stato sia ad Anfield che all'Emirates di Londra per lavoro nello scorso mese di febbraio, la prospettiva della trasferta in compagnia di un collega nonchè amico come il nostro presidente Renato mi ha elettrizzato fin da subito. Ho avuto il piacere di conoscere una persona davvero in gamba, socievole, che fa della passione per i blues un vero credo. La stessa passione che ci accomuna e che ci ha permesso di vivere tre giorni a mio avviso indimenticabili. C'è stata prima la parentesi "liverpooliana" con la visita allo storico Cavern Pub e un pomeriggio all'insegna della grande musica rock, in compagnia di persone di età ed estrazioni completamente differenti. Poi la domenica siamo andati al Sunday's Match del COMS, in compagnia di un altro nostro caro amico, il pacioso Ian Dockry da Middleton, non prima di aver incontrato il presidente del CSA Alex Channons e tanti amici responsabili di alcune branches (= club di tifosi) del City in un pub nelle vicinanze dello stadio. Il calcio inglese ed il suo contorno sono lontani anni luce dalla nostra concezione di vivere una giornata all'insegna dello sport. Concetti forse banali ma che vanno ripetuti se vissuti in prima persona. Io e Renato abbiamo avuto questa fortuna! Gioire ai gol di Darius Vassell e di Martin Petrov, ben due a pochi metri dal campo, sotto la porta difesa dall'ex Calamity James, è stato come rivivere certe emozioni provate da bambino quando mi recai al luna park per la prima volta. Senza parole, indescrivibile e soprattutto non riassumibile in poche righe, anche a giorni di distanza. A tutti gli amici skyblues consiglio vivamente di aggregarsi in occasione della prossima trasferta. Solo così si può apprezzare la bellezza di un mondo lontano dal nostro, ma non per questo irraggiungibile. Questo grazie anche alle numerose opportunità low coast che alcune compagnie aeree offrono da alcuni anni: a presto e, naturalmente, . . . C' m On City Forever!
ALEX MARIANI (giornalista sportivo del Gruppo Blu di Telelombardia)

martedì 22 aprile 2008

CITY-POMPEY 3-1: REFERENDUM PRO SVEN!



“La donna è mobile /qual piuma al vento!”: Giuseppe Verdi mai avrebbe immaginato che, a poco più di un secolo dalla sua morte, questa celebre aria tratta dal Rigoletto, con al posto di quei versi nome e cognome del nostro mister, sarebbe stata cantata più volte nella stessa partita da quasi 40mila tifosi del Manchester City! Il motivo? Da alcuni giorni parecchi giornali avevano riportato brani di un’intervista di Mr Thaksin in cui veniva messa in discussione la conferma di SGE per la prossima stagione. Già al nostro arrivo al COMS io e l’amico Alex Mariani – autore della bellissima foto qui sopra – eravamo rimasti colpiti dal nugolo di cronisti a caccia di giudizi sull’operato di Svennie da parte dei supporters skyblues presenti. La piena solidarietà col nostro manager, messo in discussione dal tycoon thailandese sia per la posizione in classifica che per la qualità del gioco, è stata cantata a pieni polmoni da tutti noi e i giocatori messi in campo da SGE lo hanno ripagato con una prestazione davvero gagliarda.
Un bel 3-1 ai Pompey del nostro affezionatissimo – soprattutto nella sciagurata azione del primo gol di Vassell! – ex Citizen David James e di un altro ex Blue, l’irritante e spocchiosissimo stopper parigino Sylvain Distin: ecco cosa ci voleva per celebrare la prima volta della nostra branch italiana nel meraviglioso impianto del City of Manchester! Davanti al solito insuperabile Joe “Brave” Hart la difesa, per via delle contemporanee assenze di Richards, Onohua e Sun Jihai, vedeva all’esordio nell’insolita posizione di terzino destro addirittura Elano, quindi centrali il capitano Dunne e Corluka e, a sinistra, il roccioso mancino Ball. A centrocampo erano schierati in mezzo, con il compito di spezzare la trame di gioco avversario e di suggerire le ripartenze fulminee in attacco, due giovani brillanti come Gelson Fernandez e Michael Johnson. Quindi tre mezze punte (Vassell, Ireland e Petrov) dietro all’unica punta di ruolo, il veloce e sgusciante ex Pompey Benjani, dovevano seminare il panico fra i vari Campbell, Lauren, Hreidarsson e il già citato Distin: difensori troppo compassati per poter reggere a lungo il dinamismo incessante dei nostri Blues!
Infatti, dopo una partenza che sembrava favorevole agli uomini di Harry Redknapp e Joe Jordan - caro vecchio Squalo rossonero, oltre ai denti davanti hai perso pure i capelli, mannaggia come passano gli anni! – il pressing asfissiante di Gelson e le illuminate intuizioni di Johnson hanno dato i primi frutti. La doppietta al 10° e al 13° di Vassell e di Petrov (di destro, il suo piede sbagliato!) pareva aver messo in cassaforte il risultato. Ma una mancata respinta della difesa su corner al 24° rimetteva in gioco i Pompey grazie a un colpo di testa millimetrico di Utaka nel caos disorganizzato della nostra difesa. Il migliaio di sudditi della Cornovaglia, presenti nel Colin Bell Stand con tanto di banda e tamburi, s’infiammava all’improvviso: l’urlo, intenso quanto monocorde, di “POMPEY, POMPEY!” era però subito coperto dal controcanto dei meravigliosi Reddishblues, cuore pulsante del popolo azzurro di Mancunia. “BLUE MOON / MISUNDERSTANDING ALONE!”: la scossa elettrica del nostro splendido pubblico era come miele per i muscoli e le menti dei nostri atleti! Proprio nel finale del primo tempo dapprima abbiamo registrato la giusta espulsione per fallo da ultimo uomo dell’islandese Hreidarsson. Poi una parata capolavoro di James su un sinistro maligno a rientrare di Vassell andava a togliere le ragnatele all’angolino alto di destra della porta sotto il North Stand: il settore dove eravamo sistemati noi italiani ieri!
La ripresa, malgrado la superiorità numerica, vedeva i nostri ragazzi un po’ in affanno alle prese con le veementi offensive condotte soprattutto dall’ex Udinese Sulley Muntari. Si stirava anche il nostro capitano, sostituito dall’esordiente ventenne "Little" Sam Williamson: schierato terzino sinistro con spostamento al centro del tuttofare Michael Ball, "Little" Sam si batteva come un leone correndo a perdifiato su e giù per il campo. Benjani sbagliava un paio di gol che sembravano fatti per poi chiudere la gara, dopo un’azione insistita al 74°, con un destro angolato che impietriva prima James e poi lo spicchio di folla proveniente da Portsmouth. Da qui alla fine il tempo per registrare due prodigiose parate del futuro portiere della nazionale inglese (il nostro fantastico Hart), poi il fischio finale e i canti festanti della folla dei Blues subito gettatasi nel centro di Manchester a riempire (noi con loro!) gli accoglienti pubs per festeggiare con fiumi di birra Guinness: che cosa stupenda, amici, aver fatto la nostra parte di tifosi praticanti! Ottava posizione per ora consolidata, con record di punti fatti in un campionato, da quando esiste la Premier League (1992/1993), già battuto pur dovendo disputare ancora tre gare. Ma il bello, amici miei, deve ancora venire: ben inteso, la prossima volta che torneremo su a Manchester, siete invitati anche voi!

giovedì 17 aprile 2008

L'ACADEMY VINCE LA FA CUP!



Piccoli fenomeni Blues crescono, eccome! Il settore giovanile del nostro club è considerato all'avanguardia non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo calcistico. Osservatori, allenatori, dirigenti, massaggiatori, persino gl'insegnanti del college dove studiano i giovani virgulti selezionati dal board per rappresentare, a partire dai 13 anni d'età, i colori skyblues di Manchester: questi personaggi che lavorano alacremente, magari per poche sterline, sono una forza della natura! Ieri sera, nella finale di ritorno contro il Chelsea vinta 3-1 (all'andata a Stamford Bridge un buon pareggio per 1-1), i nostri giovani UNDER 18 sono stati guidati da Mr Genius Jim Cassell a un trionfo atteso quanto meritato. Ventimila nostri sostenitori sugli spalti del COMS hanno potuto applaudire trame di gioco scintillanti, dai e vai continui sulle fasce laterali da far invidia ai più esperti e scafati titolari della prima squadra di SGE. Sugli scudi, vista il forfait dell'ultima ora del bomber Daniel Sturridge, la prestazione del ragazzo prodigio slovacco Vladimir Weiss. Un gol su punizione da antologia, ma soprattutto numeri d'alta scuola nell'uno contro uno contro avversari presto ridimensionati a semplici birilli, Vlade ha davanti a sè un futuro davvero luminoso. E' davvero un tornante di fascia coi fiocchi, amici, e presto esordirà anche lui con i grandi! Cantare Blue Moon mentre questi baldi giovanotti alzavano festanti il loro meritato trofeo avrà fatto venire i brividi soprattutto ai vecchi tifosi del City, gl'innamorati di Maine Road! Loro, del calcio moderno e delle sue stucchevoli esibizioni di professionismo lontano anni luce dai sacrifici dei calciatori di una volta, ne hanno piene le scatole! Lacrime di gioia e libagioni abbondanti nel dopogara: quale miglior medicina per rievocare i bei tempi andati? Come on Blue Lads, future is ours!

PS: Vibrazioni positive riscaldano il mio cuore mentre preparo i bagagli per la gita del prossimo week end a Manchester. Mi accompagnerà l'amico e collega Alex Mariani, un altro grande appassionato di calcio inglese e del City. Lassù la nostra branch italiana, prima della gara casalinga contro il Portsmouth dei cari vecchi ex David James e Sylvain Distin, riceverà in un pub vicino allo stadio un premio dai Reddishblues per aver dato una mano ai tifosi Blues disabili. Al ritorno ne avremo di cose da raccontare: arrivederci a presto, amici!

domenica 13 aprile 2008

SCACCO MATTO DI DARIUS!


Vittoria scacciacrisi nella difficile trasferta di Sunderland per i ragazzi di SGE: un 2-1 sofferto e favorito di certo dal solito folkloristico arbitro Riley che, per una volta, si traveste da salvatore della patria per i nostri colori. Il piccolo e spennacchiato ref ci regala infatti, poco oltre la metà della ripresa, un penalty per una leggera spinta di un difensore dei Black Cats sul giovane Sturridge. Trasforma con freddezza Elano Blumer, poi pareggio immediato con gran gol di testa dei biancorossi del Nord d'Inghilterra e, a tre dalla fine, gol della vittoria rocambolesco del discusso ma generoso attaccante Darius Vassell.
Sturridge & Vassell: i due cambi effettuati ieri da Svennie hanno funzionato, eccome! Per ora scaliamo di un posto in classifica, passando dal nono all'ottavo posto, in attesa di vedere come finirà oggi ad Anfield la sfida fra i Reds di Benitez e i Rovers di Hughes. La gioia per la vittoria di ieri è doppia se pensiamo che manager dei nostri avversari di ieri è un certo Roy Keane, terribile gambizzatore in un derby di Manchester dopo meno di un minuto del nostro povero difensore Alfie Haaland.
A distanza di anni lo squallido ex centrocampista dei rags e della nazionale irlandese non si è mai pentito di quell'intervento: pare addirittura che se ne vanti, quando interviene a qualche festicciola con i suoi tifosi che, giustamente, lo adorano perché altrettanto squallidi come lui!
Il magnifico gol di destro del nostro caro Darius - un autentico colpo da biliardo! - è arrivato a 3 minuti dal termine. A me ricorda uno scacco matto al termine di una sfida della famosa serie mondiale fra Boris Spasskij e Bobby Fisher: che goduria vedere l'arrogante Mr Roy a testa china!
Gaudeamus igitur, amici Citizens, in attesa di assistere, io e alcuni amici della nostra branch italiana, dal vivo domenica prossima al COMS a un palpitante City-Portsmouth ... ma ne parleremo diffusamente più avanti!

venerdì 11 aprile 2008

CASTILLO: MESSICO E NUVOLE?



Viene in mente la celebre canzone del duo Jannacci & Conte quando uno pensa a Nery Castillo. Perché? “La faccia triste dell’America / il vento suona la sua armonica”: così recita il ritornello della struggente canzone. In effetti il giovane messicano è stato finora un autentico rebus per noi tifosi del City. Arrivato in prestito dallo Shaktar Donietz a gennaio, questo esterno mancino, abituato però a giocare sulla destra del fronte offensivo, è tuttora un corpo estraneo nel 4-2-3-1 voluto da Svennie. Le poche volte che è stato impiegato non ha mai brillato per iniziative individuali, preferendo stare a rimorchio della manovra dei suoi nuovi compagni. Fuori dal campo invece Castillo ama la bella vita al punto da essersi fatto beccare, mano nella mano con un’attricetta, dai soliti giornali scandalistici durante una notte brava a Londra.
“Queste son situazioni di contrabbando!” ancora i versi del duo meneghino/astigiano ci vengono in soccorso nel prevedere le giustificazioni puerili che Nery avrà dato al suo allenatore all’indomani della sua bravata. Sarà una carriera mordi e fuggi la sua con i colori skyblues? Mancano poche partite alla fine della stagione per smentire la mia previsione: dalla Germania mi scrive Alfonso, mio caro amico connazionale di Nery nonché suo tifoso speciale, sostenendo che a Manchester dovrebbero dargli più tempo. Ahimè, caro amico mio: continuando a comportarsi così poco professionalmente, Castillo sarà solo una meteora di passaggio nelle Eastlands! Con il convalescente Bojinov sulla rampa di lancio lo spazio per emergere si restringerà sempre più e un mesto ritorno in Ucraina attende ormai questo attaccante dell’America centrale, uno troppo ... Messico & Nuvole per affermarsi nel difficile mondo della Premier League!

sabato 5 aprile 2008

E SE ARRIVASSE IL GAUCHO?

Il Daily Mail di stamattina se ne esce con una notizia che avrebbe del clamoroso: nei giorni scorsi emissari del presidentissimo Shinawatra avrebbero incontrato il procuratore di Ronaldo de Assís Moreira, fantasista 28enne del Barcellona meglio noto col soprannome di Ronaldinho. Ma come, commenta qualche Citizen particolarmente allarmato, difficilmente conquisteremo un posto nella Coppa UEFA 2008/09 e andiamo a trattare uno dei tre giocatori più popolari del mondo?
In realtà, cari amici, esiste una concreta possibilità di qualificazione ed è questa. Da alcuni anni l'UEFA dà il diritto di iscrivere, addirittura direttamente al tabellone finale, la società europea che abbia vinto la Fair Play League continentale. Cosa sarebbe questa manifestazione? In pratica tutte le federazioni del vecchio continente partecipano a una gara dove vengono conteggiati cartellini gialli, rossi, multe e sanzioni varie, comportamento delle rispettive tifoserie di ogni campionato europeo. In questa classifica attualmente è in testa il campionato inglese, seguito a pochissimi punti da quello norvegese. Ebbene, nella Premier 2007/08, il nostro City è al primo posto con un discreto vantaggio sui vicini di casa del Wigan: non male, vero?
Ecco spiegata adesso la sicurezza con cui il nostro board va alla ricerca di rinforzi prestigiosi per la prossima stagione: e non c'è alcun dubbio che un campione sia pure in crisi come il Gaucho di prestigio ne darebbe davvero tanto ai nostri amati Skyblues!

mercoledì 2 aprile 2008

PICCOLO VOCABOLARIO DEI BLUES


La prima stagione dell’era Eriksson-Shinawatra volge stancamente al termine. Le nostre migliori cartucce, ormai è chiaro, noi Blues ce le siamo sparate tutte o quasi nel girone d’andata! Dopo prestazioni così anonime, come quella di sabato scorso a Birmingham, molte domande sorgono spontanee. Ad esempio, come mai la qualificazione in Europa diventa sempre più un miraggio? Nel mentre noi ci stracceremo le vesti come festeggeranno gl’insopportabili e boriosi cugini rags i nuovi ineluttabili trionfi del sempiterno collezionista di cavalli da corsa Sir Alex in Inghilterra e in Europa? Che ne pensiamo, noi Citizens, del loro nuovo idolo, quell’insopportabile campione portoghese che minaccia di segnare in continuazione da qui all'eternità? Fino a quando le torrenziali piogge primaverili infesteranno le lunghe giornate dei leali sostenitori di Dunne e soci al lavoro, a casa o nei pubs della Greater Manchester?
Don’t worry, be happy! Una delle caratteristiche che distinguono noi Blues dalle altre tifoserie è, se ancora non l’avete capito, l’ironia con cui consideriamo i successi altrui e le disgrazie calcistiche dei nostri beniamini. Però, quando ficchiamo il naso in casa d’altri, usiamo un vocabolario tutto nostro. Qui di seguito proverò ad elencare i soprannomi più curiosi di altre società, tifoserie e loro giocatori.

Rags = sostenitori dell’altro club di Manchester (con questo termine vengono chiamati gli assorbenti per uso esclusivamente femminile già usati e, di conseguenza, di un vigoroso rosso scuro, lo stesso che caratterizza quelle loro orribili divise sociali).

Scum = immondezzaio, così chiamiamo affettuosamente l’Old Trafford, per i suoi frequentatori abituali il Tempio dei Sogni, per noi che lo abbiamo appena violato dopo ben 39 anni di digiuno è adesso il Tempio … degl’Incubi!

Tranaldo = ala destra del medesimo club attuale capocannoniere della Premier League (al suo cognome usiamo abbinare la particolare passione per il travestimento resa celebre nel mondo della musica disco dai Village People).

Notlob = è il nomignolo con cui poco affettuosamente chiamiamo i cuginastri Wanderers della periferia nordoccidentale. Perché? I loro fans pare che siano così incompetenti in materia calcistica che noi, e anche altre tifoserie inglesi, per dileggio invertiamo il vero nome del loro club!

Gooners = appellativo con cui soprannominiamo i Gunners dell’Arsenal. Gioco di parole raffinato che sostituisce la particella “Gun” (= Cannone) con “Go On” (= va avanti, si trascina): nulla di personale verso i loro tifosi, con cui andiamo d’amore e d’accordo da una vita, l’espressione vuol solo essere tendenzialmente meno battagliera e più pacifica!

Scousers = tifosi del Liverpool e dell’Everton, che noi identifichiamo al di là delle loro diverse fedi calcistiche con lo stesso nome perché, incredibile a dirsi, tra loro nascono, si accoppiano, vivono e muoiono senza mai un solo litigio. Ma che razza di tifo contro è il loro? Boh! Sono così soprannominati per via del dialetto locale, notoriamente criptico soprattutto dopo qualche abbondante libagione con gli amici ai docks del loro splendido porto.

Ref = è l’arbitro come viene affettuosamente chiamato persino quando ci fischia contro in maniera ignobile rigori come quello del St Andrews sabato scorso. A differenza di noi italiani, esperti mondiali di dietrologia sulle simpatie o antipatie arbitrali, a Manchester sponda skyblue come nel resto del Regno Unito gli arbitri non fischiano mai pro o contro. Si dividono semplicemente in capaci ed incapaci: punto e basta!
Allora, amici: cosa ne dite di questo vocabolario essenziale del vero tifoso del Man City?

venerdì 28 marzo 2008

UNA PARTITA DELICATA, MA ...


Birmingham, città di quasi un milione di anime, vanta ben tre grandi club professionistici ad alti livelli. Se Aston Villa (il club più vincente) e West Bromwich (il più antico) vantano tifosi un po’ in tutto il Regno Unito e persino all’estero, i Dark Blues del Birmingham City che andremo ad affrontare domani al civettuolo stadio St. Andrews (nella foto qui sopra) sono la squadra che ha più tifosi in città. Presieduti attualmente da David Gold, chiacchierato e ricchissimo tycoon dei pornoshop, i nostri avversari di domani sono per tradizione una formazione battagliera, abituata a fare su e giù fra Premier e Championship con grande disinvoltura. Li allena l’ex ct della nazionale scozzese Alex Mc Leish, un tipetto strasicuro di riuscire a salvare il club, attualmente 17esimo, dalla retrocessione. Il derby fra Citizens - loro sfoggiano di solito una divisa blu notte, noi in trasferta opteremo per la classica divisa bianca con fascia trasversale azzurro cielo - promette scintille! A loro mancheranno due pezzi da novanta come il difensore Steve Ridgewell, squalificato per 2 turni, e il centrocampista nazionale scozzese James Mac Fadden, infortunato a un ginocchio. Noi dovremo fare a meno dei lungodegenti Richards e Ball ma rientrerà dal primo minuto l'esperto martello del nostro centrocampo: quel Didi Hamann finora prezioso sia nel distruggere il gioco altrui che nel far ripartire le nostre trame offensive. In attacco dovrebbe partire titolare, assieme ad Elano, il redivivo belga Emile Mpenza: infatti Benjani sarà di ritorno solo stasera tardi dalla trasferta per le qualificazioni al prossimo mondiale con la nazionale del suo paese, lo Zimbabwe, e difficilmente SGE lo rischierà sull'insidioso terreno del St. Andrews.
Fischio d'inizio sabato pomeriggio alle 16 ore italiane: il sesto posto è ancora a portata di mano? Beh, dipende molto da come finirà domani: se il nostro amato City dovesse ripetere la prova incolore e mediocre di sabato scorso coi quasi cugini del Bolton, addio sogni di gloria! Incrociamo le dita, amici: considerando che siamo l'unica squadra della Premier a non aver battuto un solo calcio di rigore, volete vedere che proprio al St Andrews ...

lunedì 24 marzo 2008

BERT TRAUTMANN: STORIA O LEGGENDA?

C’è un’immagine che riassume, meglio di tante altre, la storia tormentata e a suo modo ineguagliabile del nostro adorato City. 1956, stadio di Wembley, è appena terminata una memorabile finale di FA Cup vinta 3-1 contro l’altro club denominato City e vestito in blu: il Birmingham. Il nostro portiere di allora, il tedesco di Brema Bert Trautmann, sorride felice circondato dai suoi compagni. Beh, il suo più che un sorriso è una smorfia che nasconde un dolore terribile: infatti il grande Bert, a un quarto d’ora dal termine e sul punteggio di 2-1, si era fratturato l’osso del collo in un terribile contrasto aereo con un attaccante avversario! Si era rialzato come se niente fosse successo, il nostro eroe, ed aveva subito ripreso posto fra i pali terminando stoicamente quella finale e rendendosi addirittura protagonista, in condizioni così menomate, di grandi salvataggi.
Quel successo sportivo Bert Trautmann non se l’era conquistato per caso, anzi! La sua esistenza terrena fu pesantemente segnata dalla data di nascita, 1923, e dalla nazione in cui venne alla luce. La Germania di allora, preda di uno dei più feroci regimi dittatoriali d’ogni epoca, lo vide all’età di soli 10 anni aderire alla gioventù hitleriana: la scelta, c’è da giurare, non fu certo libera! Il secondo conflitto mondiale vide un giovanissimo Bert militare sotto le insegne del Terzo Reich come paracadutista. Fu catturato sul fronte russo ma, sfuggito alle grinfie di Stalin, l’esercito di Sua Maestà britannica lo trattenne come prigioniero di guerra trasferendolo ad Ashton, cittadina alle porte di Manchester famosa oggi per aver dato i natali a un certo Simone Perrotta.
Qui Bert, che in gioventù aveva giocato a calcio ma nel ruolo di centrocampista, venne una volta provato in porta durante una partita fra prigionieri. Lo vide il St. Helen, microscopico club di Second Division, e nel 1945 iniziò la sua lunga e gloriosa carriera sui campi di calcio inglesi. Quando nel 1949 lo acquistammo noi Citizens, però, successe il finimondo! Le cronache dell’epoca parlano di una manifestazione, al grido di “Off the Germans!”, a cui parteciparono 40mila cittadini indignati per il suo ingaggio in un club professionistico. Le ferite della seconda guerra mondiale non si erano ancora emarginate, ma Bert mise a tacere in pochissimo tempo chi non lo vedeva di buon occhio per la sua nazionalità.
Coraggioso, dotato di grande tecnica e colpo d’occhio fuori dal comune, leale in campo e fuori: in breve l’ex paracadutista sospettato di simpatie hitleriane si guadagnò l’affetto e la stima di tutti i veri appassionati di football del Regno Unito. Quella finale coronò l’apice del suo successo sportivo ma, qualche mese più tardi, il destino fu davvero crudele col povero Trautmann! Perse infatti, in circostanze mai chiarite, in un incidente stradale a pochi passi da casa l’unico figlioletto di soli 6 anni.
Una disgrazia personale, questa, che Bert tenne accuratamente fuori dal rettangolo di gioco. Rimase intrepido guardiano del nostro City, col suo sguardo fiero ed il sorriso eternamente stampato sulle labbra, per quindici stagioni dal 1949 al 1964 quando, alla presenza di 60mila tifosi entusiasti e riconoscenti, il tempio di Maine Road ospitò la sua gara d’addio.
Oggi vive con la sua seconda moglie in un piccolo bungalow a Valencia, in Spagna.
Per chi volesse approfondire la conoscenza del formidabile portiere tedesco consiglio caldamente la biografia scritta da Alan Rowlands “TRAUTMANN – THE BIOGRAFY”. La potete ordinare sul sito inglese di Amazon http://www.amazon.co.uk/ e, per chi conosce l’inglese e ama il City e la sua leggenda, è un vero cimelio!

lunedì 17 marzo 2008

CITY-SPURS 2-1: FINALMENTE!

Ci sono squadre o giocatori che vantano una lunga tradizione positiva quando incrociano le loro strade con quella del Manchester City. I Tottenham Hotspurs, dalla magica serata del 2003 in cui li battemmo al White Hart Lane in un mitico ottavo di finale di FA Cup rimontando da 0-3 fino al 4-3 finale pur giocando con un uomo in meno, avevano sempre vinto. O di riffa o di raffa, nettamente o in modo rocambolesco come all'andata di questa Premier (i gol della loro vittoria per 2-1 entrambi irregolari), gli Speroni dell'Est di Londra ce la facevano sempre! Gente come Robby Keane, Paul Robinson e Steed Malbranque, poi, inanellavano prestazioni super praticamente solo quando si trovavano di fronte i nostri giocatori: insomma una vera e propria maledizione! Quando il solito Malbranque, approfittando di una leggerezza colossale del nostro povero Corluka sull'out destro, ha innescato alla velocità della luce l'accorrente Chimbonda che, a sua volta, ha servito il più comodo degli assist al solito bomber irlandese ex Inter ... ragazzi, quanti di noi hanno avuto la tentazione di spegnere la TV maledicendo il destino cinico e baro?
0-1 a metà del primo tempo poteva significare l'ennesima bruciante sconfitta, e invece ...
Da lì in poi i nostri ragazzi Skyblues si sono rimboccati le maniche e, spinti dal gran tifo dei non molti tifosi presenti ieri al Sunday game, hanno reagito virilmente.
Qualche buona azione a due tocchi fra i vari Elano, Johnson e Castillo si è finalmente vista e, dopo il preoccupante grigiore dell'ultimo mese e mezzo, il City ha prima pareggiato fortunosamente con Steve Ireland al 59° per poi mettere la freccia al 72° con un colpo di testa stupendo del "Wonder Guy" Nedum Onohua. Assist entrambi partiti dal piede magico di un ritrovato Elano Blumer: era ora che il nostro fantasista brasiliano tornasse in condizioni accettabili! Ora siamo all'ottavo posto con buone possibilità di agganciare il sesto se non , addirittura, il quinto.
Oggi intanto ci sarà un incontro fra SGE e Mr Thaksin, appena tornato apposta dalla sua Thailandia, per definire le linee della campagna di rafforzamento dei nostri adorati Blues.
Dita incrociate, amici! Se, come appare probabile, Shinawatra riuscirà a transare col governo del suo paese pagando una multa ragionevole per i reati finanziari a lui addebitati, i suoi mitici 700 milioni di sterline saranno a nostra completa disposizione: e allora sarà davvero lecito sognare la nascita di un grandissimo City!

sabato 15 marzo 2008

CHE NE SARA' DI NOI? IN ESCLUSIVA IL CITY DEL 2008

Nel mondo del calcio è cosa risaputa che le fondamenta per la squadra della stagione successiva si piantino in primavera.
In particolare, aprile è un crocevia importante per decidere quali strategie adottare durante il calcio mercato estivo.
Il board del nostro City sta vivendo una situazione ancora molto incerta. Da un lato SGE batte cassa verso il patron Shinawatra, che dal canto suo temporeggia a rendere disponibili i famosi 40 milioni di pounds promessi per il mercato estivo.
Ammesso che il tecnico per il 2008-09 sia ancora SGE, perché ...
In questo articolo dai contenuti esclusivi mi impegno a fornire ipotesi di lavoro e anticipazioni sul futuro del club, analizzando la situazione ruolo per ruolo.
ALLENATORE : Si è parlato molto del futuro del manager svedese, soprattutto in relazione ai risultati non proprio eccelsi fin qui ottenuti, che non accontentano pienamente l'ambizioso Mr Thaksin. Il magnate thailandese infatti, non essendo uomo di calcio, si aspettava di raggiungere l'Europa che conta già alla prima stagione alla guida del club, cozzando però con quelle che sono le logiche calcistiche. Perciò si è parlato recentemente di un avvicendamento di SGE con Roberto Mancini, in rotta con l'Inter e col suo patron Massimo Moratti. Fantacalcio! Credo davvero che Svennie resterà perché è legato al nostro club da un ricco triennale e, soprattutto, da un entusiasmante progetto. Quest'ipotesi azzardata potrebbe verificarsi solo qualora lo svedese scegliesse di lasciare la panchina per ricoprire l'incarico di direttore sportivo, scegliendo così il suo allievo-pupillo ai tempi della Lazio come commissario tecnico. Il che significherebbe due alti stipendi difficilmente sopportabili per la società.
PORTIERI: Confermatissimo il giovane Joe Hart che, il prossimo anno, sarà affiancato da Kasper Smeichel, attualmente in prestito in 1st Division al Coventry per farsi le ossa e tornare con un bagaglio di esperienza maggiore.
Il board non vorrà spendere denaro per un ruolo che è già coperto in prospettiva, vista la stagione più che positiva del portiere dell'under 21 britannica.
DIFENSORI: Difesa e attacco sono i veri punti interrogativi. Potrebbe accadere una vera e propria rivoluzione del reparto arretrato. Nel senso che Richards, nonostante il fresco rinnovo di contratto, è appetito da molti grandi club europei, su tutti Chelsea e Juventus. Di fronte ad una grossa offerta potrebbe partire. Anche il nostro capitano Richard Dunne, svincolabile per il paragrafo 17 Fifa per soli 6 milioni di euro, potrebbe trovare fortuna e ricchezza altrove, ma sono in corso le trattative per il rinnovo. Sono solo voci, però!
Alla fine credo che la coppia centrale rimarrà intatta, ma allo stato attuale delle cose non abbiamo questa sicurezza.
Anche Nedum Onouha è richiesto da West Ham e Portsmouth. In entrata attenzione a Konko, dinamico terzino del Genoa, allo statunitense Bocanegra del Fulham e al sempre di moda Chiellini della Juventus.
CENTROCAMPO: Serve un incontrista che possa far rifiatare la coppia Hamann-Johnson, considerando che il nazionale croato Corluka, spesso utilizzato a centrocampo, rende di più come difensore.
Anche sulle fasce servono alternative per l'instancabile mancino Petrov e per il brasiliano Geovanni. Incerto il futuro di Stephen Ireland che potrebbe essere ceduto in prestito in Premier League per giocare con maggior continuità.
Sembra che SGE abbia stanziato 17 milioni di euro del budget per acquistare la talentuosa mezzala croata della Nazionale e della Dinamo Zagabria, Luka Modric.
Altro obiettivo gradito al tecnico potrebbe essere Nigel Reo-Coker dell'Aston Villa.
ATTACCO: Nulla è stato ancora deciso. Tutto dipende da tre fattori: l'eventuale riscatto di Bianchi da parte della Lazio (che sembra certo), il recupero dopo un gravissimo infortunio di Bojinov e i vari rientri dai prestiti (Samaras, Corradi, Dickov).
Il reparto va senz'altro sfoltito, specie dai vari Mpenza,Evans, etc, quasi mai utilizzati dal mister.
Pronto il rinnovo per il suo pupillo Darius Vassell, Eriksson sarebbe pronto ad accaparrarsi lo spilungone Peter Crouch, altro suo prediletto dai tempi della nazionale inglese, ammesso che Rafa Benitez accetti di privarsene.
Un sondaggio è stato fatto anche per l'attaccante tedesco Lukas Podolski, ma l'approdo di Klinsmann al Bayern Monaco potrebbe essere un ostacolo insormontabile per l'operazione.
Altro nome caldo, seppur difficile da concretizzare, è quello del nazionale brasiliano Luis Fabiano del Siviglia. "O Fabuloso", capocannoniere della Liga con 19 centri, è in rotta con il suo club attuale e vorrebbe tentare la fortuna in Premier League.
E' certo che, almeno per l'attacco, la dirigenza abbia in pugno qualche grande nome.
Come abbiamo visto è ancora presto per definire la squadra che verrà, ma di certo dobbiamo confidare nell'esperienza di SGE e sperare che il tanto sospirato budget venga speso con oculatezza. Auguriamoci che il cielo di Manchester, parafrasando una famosa canzone del compianto Rino Gaetano, sia sempre più ... Blues!
CARLO TAGLIAGAMBE


giovedì 13 marzo 2008

IL PICCOLO CAPOLAVORO DI GARY

Ci sono molti modi per far conoscere al mondo intero come e quanto si ama la nostra squadra del cuore. Seguirne le imprese calcistiche, però, non basta: ci vogliono anche doti particolari come un profondo rispetto per le tradizioni che distinguono il proprio club da un altro. Sulla sponda skyblue di Manchester, ad esempio, non mancano tifosi davvero speciali. Come Gary Standford, 38enne di Salford, cittadina della prima cintura del capoluogo delle Eastlands molto, anzi troppo, a ridosso dello stadio degli acerrimi rivali rags: l’Old Trafford, altrimenti noto a noi Blues con lo sprezzante epiteto di swamp (= palude). Gary ha 38 anni e, passando e ripassando migliaia di volte in vita sua sotto le mura di quello stadio, deve aver covato a lungo il progetto che gli ha dato il meritato quarto d’ora di celebrità. Fin da bambino il nostro amico coltivava la grande passione per i Lego, quei famosi mattoncini di plastica creati in Danimarca per cui andavo pazzo anch'io durante l’infanzia. Venne il 2003 e fu presa dal comune la decisione, traumatizzante per tutti i tifosi del City, di abbattere il loro glorioso impianto, costruito nel lontano 1923 in Moss Side. Maine Road sarebbe diventato un cumulo di macerie: come tramandarne a imperitura memoria la sua fama di "Wembley del Nord Est"? Ma naturalmente ricostruendo fedelmente l’originale con i mitici Lego!
Nella foto qui sopra, inviatami da Roberto Rosica, un nostro nuovo grande amico appassionato di calcio britannico, Gary mostra giustamente orgoglioso il risultato finale del suo progetto: spendendo complessivamente £ 1.500, il nostro eroe ha ricostruito Maine Road con quasi mezzo milione dei famosi mattoncini. “Ci si è messo di mezzo pure il maghetto Harry Potter ad ostacolare il mio lavoro!” ha confessato in un’intervista della BBC nel giugno del 2007 “Infatti la casa cinematografica che produce i suoi film ha per un certo periodo obbligato l’industria danese dei Lego a lavorare in esclusiva solo per loro: ho quindi dovuto pazientare per parecchi mesi prima di vedermi consegnare il materiale richiesto per terminare la costruzione del mio piccolo Maine Road!”.
Ora pare che il tifo organizzato del City voglia convincere il geniale Mr Standford a mettere a disposizione di tutti gli appassionati questo meraviglioso plastico nel Manchester City Museum, a pochi passi dal COMS. Non è da tutti celebrare così degnamente la memoria storica del proprio club: vero, amici Citizens dell’Italia?


martedì 11 marzo 2008

CHE SUCCEDE, SVENNIE?


Prosegue la serie infinita di prestazioni deludenti del nostro City e, pur non dimenticando la splendida impresa del derby vinto in trasferta, Sven Goran Eriksson sale sul banco degl’imputati. Anche nella gara persa malamente contro il modesto Reading abbiamo attaccato poco e male: l’unica vera palla gol, sullo 0-0, è capitata sul piedone ruvido del pur bravo difensore croato Vedran Corluka, poi il nulla o quasi! L’accusa più grave? Per molti tifosi l'ex manager della nazionale inglese insiste a far giocare la squadra col modulo scelto ad inizio stagione, un 4-5-1 considerato poco spettacolare e, soprattutto, poco redditizio in Premier League. Stupisce come la rosa attuale, malgrado le partenze a gennaio di Rolando Bianchi e di Georgios Samaras e l’ancor lunga convalescenza del povero Valerj Bojinov, annoveri comunque una batteria di attaccanti da far invidia a parecchi clubs più ambiziosi di noi. Caro Svennie, perché ti ostini a lasciar solo in attacco l’ex bomber dell’Auxerre e del Portsmouth Benjani mentre languono in panchina il talentuoso messicano Nery Castillo e il giovanissimo ecuadoregno Big Phil Caceido? Emile Mpenza, poi: che fine ha fatto?
Intanto, ennesima nota negativa di questo momento davvero difficile, s’è fermato pure il capitano: il nostro stopper irlandese Richard Dunne dovrà star fermo ai box almeno un paio di settimane e domenica prossima ci toccherà affrontare al COMS la nostra bestia nera, il bellicoso Tottenham recente vincitore della Carling Cup, con una difesa forzatamente improvvisata.
Piove sul bagnato, certo, ma per una salutare inversione di tendenza io credo che l’esperto manager svedese rivedrà a questo punto la nostra tattica di gioco. Due punte fisse là davanti minaccierebbero di più i portieri avversari concretizzando meggiormente il duro lavoro avanti e indietro dei due stantuffi che devono presidiare le due fasce laterali. Forza e coraggio, Svennie! A questo punto della stagione devi rischiare qualcosa se davvero il nostro City vuol raggiungere l’obiettivo Europa: altrimenti le prime nubi minacciose cominceranno ad addensarsi sul tuo orizzonte!

giovedì 6 marzo 2008

CHI BEVE BIRRA? TIFA PER IL CITY!


Chi non beve una birra in compagnia … sembra essere questa la filosofia di vita che contraddistingue ogni vero appassionato del Manchester City che si rispetti! La foto qui sopra mostra alcuni iscritti al MCFC Official Club Cheadles mentre celebrano, felici come pasque, una vittoria dei giovani virgulti della valorosa Academy di Jim Cassell a Norimberga, in Germania.
Bionda o scura, rossa o con il classico rinforzino a base di whiskey, la “ale”, bevanda rinfrescante e tonificante come nessun’altra sulla faccia della terra, scorre tuttora a fiumi all’interno dello stupendo City Of Manchester Stadium. Com’è possibile, direte voi? Nei lunghi corridoi che portano sugli spalti, qua e là, solerti volontari distribuiscono a modici prezzi quantità industriali del prezioso nettare dietro ad appositi banconi. Le più prestigiose marche bene in vista, spulciando il programma ufficiale del match casalingo in programma, i tifosi Blues socializzano tranquilli sotto il ferreo controllo degli stewards. E’ tutto un formicolio di gente che trotterella nella immensa pancia dello stadio: fra un settore e l’altro, capita di vedere bambini rincorrersi festanti fra le gambe di arzille vecchiette nostalgiche del fascino teutonico di Bert Trautmann. O di ascoltare risate di smisurata estensione uscire dalle gole di omaccioni all’apparenza burberi, in realtà tenaci cultori della storia del nostro glorioso club e dei suoi eroi. C’è chi commemora estasiato la famosa rovesciata di Dennis Tueart nella finale di League Cup vinta nel 1976, chi rievoca con lo sguardo lucido il suono della campanella di Helen The Bell quando trascinava a sé tutto il Maine Road, chi prende in giro amabilmente un amico distratto dagli occhi azzurri di qualche lady di passaggio, chi accenna a qualche canto del magico Kippax. Ma tutti, invariabilmente, hanno il classico bicchiere di carta pieno fino all’orlo di birra, anzi: di “ale”!

lunedì 3 marzo 2008

CITY-WIGAN 0-0: QUALCOSA NON VA!


Davanti a circa 40mila spettatori il nostro City delude le attese fallendo la rincorsa al tanto agognato quarto posto.
Partita povera di emozioni e di colpi di scena al COMS.
Eppure le premesse sembravano buone quando dopo appena 6 minuti Darius Vassell incornava di testa un perfetto cross di Michael Ball costringendo al miracolo il portiere dei "latics" Kirkland.
Poco dopo sarà il nostro Joe Hart ad essere impegnato da Palacios, rispondendo per le rime.
Nella ripresa assistiamo ad un assedio dei Blues: prima Benjani, poi Vassell ed infine il messicano Nery Castillo impegnano severamente il portiere ospite, che però si fa trovare sempre pronto.
Nota negativa l'infortunio di Elano, toccato duro alla caviglia dagli avversari in più occasioni e costretto ad uscire ad inizio ripresa sostituito dal giovane ma ancora acerbo ecuadoregno Big Phil Caceido.
Pronto si è fatto trovare anche Joe Hart sulle conclusioni di Marlone King e del nostro mai troppo rimpianto ex Sibierski.
Fiducioso sul futuro del club si è comunque dimostrato Mr. Sven Goran Eriksson che a fine partita ha così commentato: "Dobbiamo ancora lavorare molto; stasera abbiamo cercato il gol a più riprese, come del resto avevamo già fatto contro l'Everton, ma siamo stati anchge un pò sfortunati. E' un periodo un pò così! Vanno anche fatti i complimenti al Wigan che è una squadra tosta, e che ha impegnato la nostra difesa con delle ottime ripartenze su contropiede."
Ovvia, d'altro canto, la delusione per questo risultato da parte di giocatori e tifosi, che non hanno comunque fatto mancare il loro sostegno alla squadra.
Onestamente credo che con un pizzico di fortuna in più il City avrebbe potuto tranquillamente vincere, ma la squadra ha confermato le sue carenze sotto porta.
Come già ho avuto modo di confidare a Renato, l'attaccante dello Zimbawe Benjani non mi è mai sembrato un rinforzo adeguato per chi punta al quarto posto della Premier League.
Tanto valeva tenersi stretti il buon Rolando Bianchi, magari facendolo giocare di più: la sua firma, in questi incontri difficili e contro difese chiuse a riccio, lui la lasciava spesso e volentieri!
La mancanza di un bomber da 10-15 gol pesa molto sulla nostra stagione. A mio modesto parere avremmo 5-6 punti in più regalati dai gol di un cannoniere di razza.
Tornando alla partita, va spezzata senz'altro una lancia in favore del giovane portierino Joe Hart, spesso criticato un po' pesantemente ma ieri decisivo con le sue parate.
Anche capitan Dunne si è disimpegnato bene, nonostante avesse avuto a che fare con un gigante difficile da marcare come Emile Heskey ; così come han fatto benissimo Nedum Onohua, chiamato al difficile compito di sostituire l'infortunato Richards, e il solito Vedran Corluka.
Michael Ball si è reso protagonista di un'ottima prestazione grazie alle sue sgroppate concluse con buoni cross sulla fascia sinistra.
Male invece l'attacco, e in particolare Vassell e e il già citato Benjani, confusionari e spreconi sotto porta.
Che dire, speriamo in tempi migliori ... ma, intanto, accontentiamoci di puntare alla UEFA, che è già un bel traguardo considerando quanto si stiano dimostrando forti le altre squadre in lotta con noi.
Come on City!!!
CARLO TAGLIAGAMBE

giovedì 28 febbraio 2008

STAGIONE FINITA PER RICHARDS!


La notizia, ahimè, era nell'aria da giorni ed è stata purtroppo confermata ieri. Micah Richards, il nostro esplosivo difensore 19enne di origine giamaicana, è stato operato ieri a Londra da un'equipe specializzata per rimuovere un'escrescenza cartilaginea dal suo ginocchio destro. Questo inconveniente non da poco penalizzava fortemente il ragazzo da tempo e solo così, adesso, si spiegano le sue prestazioni ultimamente piuttosto opache. Ecco perché i suoi prodigiosi balzi di tre e più metri per anticipare le punte avversarie erano diventati ormai una rarità! Ma che si dice a Manchester di questa grave assenza che, in prospettiva europea, potrebbe fortemente penalizzare il nostro amato City? Questo il lapidario giudizio di Ernie Barrow, amico nonché storico capotifoso abituato a seguire i Blues da almeno quarant'anni: "Don't worry, mates! Micah will certainly give us a brighter future when he'll be fit!". Vale a dire: "Non preoccupiamoci, ragazzi! Micah ci garantirà un futuro più brillante quando sarà guarito!". Una lezione di sano realismo da parte di un tifoso che, avendone viste di tutti i colori, capisce che, prima ancora del destino immediato del club per cui vive, viene la completa guarigione del più luminoso talento espresso nell'ultimo decennio dal football inglese. Il Paradiso, almeno quello spicchio colorato di blu che ha sede a Manchester, può attendere!

martedì 26 febbraio 2008

CITY-EVERTON 0-2: CHE BOTTA! SOLO GELSON SI SALVA.


Doveva essere la nostra partita: invece, è stata la loro! Di chi? Ma dei piccoli, rumorosi ma in fondo simpatici scousers (= nomignolo in slang con cui sono definiti gli abitanti di Liverpool e dintorni)! Loro, scesi in gran numero a Manchester per sostenere i loro adorati Toffees, hanno cantato imperterriti dall’inizio alla fine di una partita che, per noi Citizens, assume il valore di una sentenza inappellabile. Non arriveremo fra le Top Four per questa stagione, questo è poco ma sicuro! Scesi in campo con gli stessi undici che avevano trionfato a Salford domenica scorsa, Richards e compagni hanno mostrato fin dalle prime battute una fragilità preoccupante di fronte alla spavalderia degli avversari. L’Everton gioca semplice semplice, palla lunga e pedalare quando vengono attaccati: ma quando hanno il possesso della sfera, gli uomini brillantemente diretti da parecchi anni dal manager scozzese David Moyes hanno le idee ben chiare su come andare a rete. Discese fulminee sulle due fasce, dai e vai vorticosi e, soprattutto, ricerca costante di aggiramento della tattica del fuorigioco. Quando, come ieri sera, trovano avversari che il fuorigioco si dimenticano di farlo, come appunto i difensori del City impiegati da Svennie ieri sera, segnare più gol è un gioco da ragazzi! Archiviamo allora questa brutta prestazione collettiva, amici Blues, con il disappunto per l’espulsione davvero eccessiva sancita dal mediocre arbitro Rob Styles nei confronti di Martin Petrov (3 turni di squalifica per un calcetto di frustrazione a un avversario al 93°, lassù non si scherza col regolamento!), e con un’unica soddisfazione: l’ennesima bella prestazione del giovane centrocampista centrale Gelson Fernandez. Viene dall’arcipelago di Capo Verde ma ha la nazionalità svizzera questo autentico martello che, svolgendo un ottimo apprendistato con a fianco un vecchietto terribile come il tedesco Didi Hamann, migliora di partita in partita. Pressing asfissiante in ogni zona del campo, senso della posizione, fisico ancora in formazione, grinta da vendere: ieri sera il bravo Gelson sembrava un pesce fuor d’acqua tanto era marcata la differenza fra lui e gli altri, stranamente contratti o demotivati per tutta la partita. Ora ci attende un’altra gara casalinga più abbordabile: sabato prossimo verranno a farci visita i vicini di tangenziale del Wigan. Hanno l’acqua alla gola praticamente dall’inizio della stagione, i Latics, e sicuramente lotteranno come ossessi: e noi? Dita incrociate, amici: e speriamo che Svennie e il suo staff diano quella scossa salutare al nostro spogliatoio che serva a mettersi alle spalle la prestazione scadente di ieri!

venerdì 22 febbraio 2008

UN TRIO CHE FA BEN SPERARE



Mancano dodici partite alla fine della Premier League: il nostro City, eliminato prematuramente dalle due coppe nazionali, ha goduto di una provvidenziale settimana di riposo. Niente impegni agonistici per i nostri eroi che, in vista della volata finale per il raggiungimento di una posizione utile per partecipare alle Coppe europee la prossima stagione, hanno potuto ricaricare le pile sotto lo sguardo vigile del duo Eriksson-Backe.
Recuperato il giovane Michael Johnson, preziosa pedina di centrocampo, da un grave infortunio ai muscoli addominali, attendiamo con trepidazione che risorga al suo fianco dopo mesi di inspiegabile torpore Elano Blumer. Artefice di un inizio di stagione incredibilmente positivo, la talentuosa mezzala ex Santos avrà finalmente a disposizione un attaccante di razza in grado di finalizzare i suoi preziosi assist. Se infatti i vari Mpenza, Bianchi, Vassell e Samaras si erano dimostrati incapaci di sostenere il ruolo di unica punta nello schema tattico prescelto da Svennie, adesso la soluzione giusta per mettere a ferro e fuoco le difese avversarie dovrebbe essere stata trovata. Il rapace attaccante ex Pompey dello Zimbabwe Benjamin Mwaruwaru, detto Benjani, ha già fatto capire nel suo match d’esordio all’Old Trafford di cosa può essere capace. Con un solo allenamento nelle gambe coi suoi nuovi compagni, Benjani ha corso e lottato come un ariete per tutta la gara facendo a spingardate con la coppia Ferdinand-Vidic e segnando un gol di testa da opportunista di razza nell’area intasata da compagni e avversari. Facendo affidamento sul gran lavoro di un giocatore ovunque come Darius Vassell e sulla spinta costante, dalle fasce laterali, di Corluka e Ireland da una parte, e di Ball e Petrov dall’altra, il magico trio Benjani-Elano-Johnson promette sfracelli già a partire dalla sera di lunedì notte quando al COMS scenderà il bellicoso Everton della stella basca Mikel Arteta. Sono davanti a noi di soli tre punti, quindi … forza magico City: la tua rincorsa verso il quarto posto deve proseguire con una vittoria!