
lunedì 1 dicembre 2008
CITY-RAGS 0-1: DURA LEX, SED LEX!

sabato 29 novembre 2008
PIERANDREA: CITY GIA' QUALIFICATO!

Da una delle più belle contrade della nostra penisola, il Salento, ci scrive un amico nonché grandissimo appassionato della squadra Skyblue di Manchester:
Caro Renato,
ti scrivo mentre rivedo per l'ennesima volta la vittoria del City contro l'Arsenal ed ho ancora negli occhi il successo sullo Schalke.
Ripenso alle trasferte di giusto 10 anni fa sui campi di York e Northampton: che differenza con l' Arena di Gelsenkirchen!!! Leggo sulla stampa specializzata e dalle dichiarazioni di Hughes che il City ancora non è matematicamente qualificato per il prossimo turno della competizione Uefa. Nessuno si è accorto che il City, se anche dovesse perdere entrambi gli incontri futuri, sarebbe già qualificato????
Questo poiché non può essere superato da più di 2 squadre.
Assodato che il Racing di Santander ha 2 punti con una sola gara da giocare (nell'ultima giornata proprio contro di noi) e può solo giungere a 5, si può notare che le altre due partite da disputare sono scontri diretti che non ci possono togliere dai primi tre posti del girone A.
Nella prossima giornata c'è Schalke contro Twente, dove lo Schalke ha solo questa partita da disputare e vincendo ci supererebbe, mentre con qualsiasi altro punteggio non potrebbe neppure raggiungere il City, avendo solo 4 punti.
E comunque con una vittoria i tedeschi bloccherebbero il Twente a quota 3. Nell'ultima giornata poi ci sarebbe Twente contro PSG. E' evidente che se anche la squadra parigina vincesse al City of Manchester avrebbe solo 4 punti con gli olandesi a 3 e quindi solo una delle due potrebbe superare (PSG) o raggiungere (Twente) il City a quota 6. Fermo restando che con un arrivo a parità di punti con il Twente, i Citizens avrebbero comunque la qualificazione per la vittoria nello scontro diretto.
Scusate la mia lunga spiegazione, ma era solo per dire che siamo l'unica squadra di Coppa UEFA che, pur avendo giocato solo 2 match, è già qualificata a 2 giornate dalla fine. Il Milan, infatti, ne ha giocate già 3 di gare!
Un abbraccio e ti auguro (come mi auguro) una domenica piena di soddisfazioni e sorrisi post derby!
Pierandrea Casto - LECCE
venerdì 28 novembre 2008
GELSENKIRCHEN, THE DAY AFTER!
Ancora qualche osservazione sulla partita di ieri, dopo una lunga e affettuosa chiacchierata con Ian ed altri amici Mancunians di ritorno dalla vittoriosa spedizione in Germania.
1) CHE STADIO!
60mila spettatori e un tutto esaurito per un semplice match di Coppa UEFA non sono certo pochi. Ebbene gli ordinatissimi fans del City presenti lassù son tornati addirittura estasiati per l'accoglienza ricevuta dalla tifoseria più calda di Germania. Colpo d'occhio, come la foto qua sopra dimostra, eccezionale e atmosfera da grandissime occasioni nello stesso stadio dove pianse per un'espulsione forse frettolosa un certo Wayne Rooney ... che dire di più, amici?
2) CHE DIFESA!
Il quintetto Hart/Richards/Kompany/Dunne/Garrido, messo in campo più per una situazione d'emergenza che per convinzione reale da Mark Hughes, ha favorevolmente impressionato tutti. Micah spostato a destra dimostra appieno il suo valore d'incontrista e non dimentichiamoci come è in questo ruolo che s'è conquistato la maglia della nazionale inglese. Javier Garrido, dopo un duro apprendistato sotto Svennie e qualche perplessità del suo attuale manager, ha terminato brillantemente il suo apprendistato: sa coprire bene la sua fascia sinistra e sa attaccare quando serve. Ma è soprattutto la coppia dei due centrali a dare più tranquillità al resto della squadra! Se Dunne è roccioso, il belga Kompany è sfolgorante nelle sue chiusure puntuali e, come l'azione del gol del vantaggio di ieri conferma, ha talento nell'ispirare il nostro attacco.
3) CHE IRELAND!
Non ci sono più aggettivi o sostantivi sufficenti per descrivere la stagione ad altissimo livello di questo ventenne irlandese di Cork. Da brutto anatroccolo col complesso della caduta dei capelli a Principe delle Palle Perse e Tramutate in gol mai banali, anzi addirittura geniali: Steve Ireland è la dimostrazione vivente che non bisogna nascere per forza in Brasile per essere considerato un Number One, anzi uno ... Special One! Il suo segreto? La passione maniacale, durante il suo tempo libero, per le arti marziali: lo ha confessato lui stesso a inizio anno ai nostri amici di King Of Kippax, spiegando che così riesce a veicolare meglio i lampi di classe che, dalla sua scatola cranica, volgono su e giù verso le sue masse muscolari. Calvo e felice, Irelandinho viaggia su e giù per il Lancashire con la sua bizzarra Land Rover dai cerchi in lega color Pink Panther. Il che, come scriveva il nostro indimenticabile Giovannino Guareschi, è bello e istruttivo: soprattutto in vista del derby di domenica pomeriggio al nostro meraviglioso City Of Manchester Stadium!
giovedì 27 novembre 2008
SHALKE-CITY 0-2: L'ORGOGLIO DEL CAPITANO

Vittoria inattesa, per come è giunta, alla Gelsenkirchen Arena! I nostri ragazzi, benchè in formazione d'emergenza, hanno condotto una gara attenta e talvolta cinica lasciando sfogare i Royal Blue della Ruhr. E' soprattutto il capitano Richard Dunne a riscattarsi dalla brutta crisi d'identità culminata con la pessima prestazione in casa contro il Tottenham. Lui, un redivivo Didi Hamann e un Vincent Kompany travolgente nel ruolo di difensore centrale innalzano spavaldi una diga che i tedeschi non riescono in alcun modo a violare. Hart compie solo una parata decisiva, poi ... al 32° un lungo e preciso lancio di Kompany pesca alla perfezione Danny Sturridge sulla sinistra: il bambino prodigio non si fa intimidire dalle entratacce degli avversari e serve nel cuore dell'area di rigore un assist al bacio trasformato da Benjani: è 1-0!
Lo Shalke non riuscirà a riprendersi dalla botta, e a metà ripresa sarà il solito spettacoloso Irelandinho a raddoppiare scartando in modo irriverente il portiere tedesco: 2-0 e qualificazione ai 16esimi di Coppa UEFA ormai ipotecata!
I nostri meravigliosi Mancunians, giunti in almeno 6mila a sostenere la squadra, possono esultare tra lo sbigottimento del civile pubblico biancoblu. Non si soffre neanche più di tanto, da qui alla fine il City di Mark Hughes fa soprattutto accademia cercando di on stancarsi troppo in vista di domenica pomeriggio quando al COMS verranno a farci visitagl'insopportabili vicini di casa della periferia e della prima cintura di Manchester.
Ma questo è un altro discorso, amici Citizens! Per ora buonanotte a tutti e, naturalmente, COME ON CITY FOREVER!
mercoledì 26 novembre 2008
QUATTRO CITIZENS DA SIENA!

Caro Renato,
questo è il racconto di quello che abbiamo vissuto nei 3 giorni che ci hanno portato ad assistere al match vittorioso tra Man City e Arsenal, al mitico COMS!
Tutto inizia Venerdì 21 alle ore 5 del mattino quando parte il primo treno per Roma da Siena. (C'è da premettere che i “sacrifici” non sono stati pochi per poter raggiungere la nostra “Terra Santa”).
La serata pre-match sembra presentarsi troppo, veramente troppo, fredda! In giro per le strade pedonali della città si sfiorano gli 0 gradi e noi impreparati totalmente abbiamo la brillante idea di rifugiarsi, come nella migliore tradizione british, in uno dei pubs che affollano le vie traverse, quasi non illuminate, del centro.
La cena non poteva che essere a base di pies dai nomi più disparati e birra, intervallando Guinness alle migliori Ale del posto. Ma una volta finito nessuno sembra aver voglia di andare a letto e la serata continua fra semplici chiacchiere da bar e analisi tecniche degne del più in forma Mark Hughes; fatto sta che l'ora del rientro in camera è fissata per le 1e30. (Ora locale!!!!!!!!!!)
La nottata non ci ferma dall'essere già pronti e sciarpati per le 10! Frugale colazione da Caffè Nero e pronti per dirigersi nelle East Lands dove ci aspettano 3-4 ore per fare compere al City Store, prendere i biglietti e dirigersi al Maine Road Pub proprio accanto al COMS nel quale decidiamo di restare per un pie e qualche birra!
Qui facciamo la conoscenza di 2 mitici amici mancunians blues che sembrano essere davvero interessati alla nostra storia. Morale? 2 ore di conversazione con milioni di argomenti e un indirizzo email per tenersi in contatto durante l'anno, in attesa della prossima trasferta.
Match time is gonna come!!! Ci apprestiamo ad entrare in un COMS gremito e il boato è già ad un livello di decibel indescrivibile. L'emozione è forte e quando vediamo segnare Ireland, ormai rassegnati allo 0-0 prima dell'intervallo, saltiamo in piedi non curanti del freddo ingestibile!
Riposo, meritato riposo! Stiamo giocando bene, ma sembra che un solo “score” non sia sufficiente contro un sia pur mutilato Arsenal. Ma quando arriva la rete del nostro folletto brasiliano (Robinho, per i meno esperti) tutto fare sembra davvero fatta! Prende la palla e la fa rotolare con una maestria quasi impareggiabile, fino a che, a pochi minuti dal fischio finale, il nostro manager decide di offrirgli una vera standing ovation e sostiturlo con il più fresco Sturridge. Sembra che il giovane attaccante blues non abbia avuto nemmeno il tempo di respirare che si trova già nell'area dei gunners dove viene atterrato e realizza così il definitivo 3-0 su rigore!
Una serata magnifica ci aspetta degna dei più rosei programmi per il futuro, ma il tempo da trascorrere nella ventosa città che ci ha ospitato sembra volgere al termine. La notte non è densa di festeggiamenti perchè la passiamo in aereoporto a Liverpool, ma in cuor nostro sappiamo che questi giorni in “Terra Santa” ci hanno reso ancora più consapevoli della nostra fede light blue! C'mon city till we die, nella speranza di riuscire a condividere questa esperienza con qualcuno di voi!
2 Niccolò, Filippo e Andrea.
p.s. Le foto saranno allegate entro il 15-20 dicembre.
sabato 22 novembre 2008
CITY-ARSENAL 3-0: FINALMENTE GRANDI!

lunedì 17 novembre 2008
HULL-CITY 2-2: CUORE E BATTICUORE

Non smettiamo mai di emozionarci, cari amici Citizens, quando in TV trasmettono le gare dei nostri beniamini! In un senso o nell'altro gioie e dolori, scene raccapriccianti e momenti di autentica classe, si dipanano invariabilmente nel corso dei novanta minuti. Il combattuto e sofferto pareggio di ieri contro i Tigers del Sud Yorkshire riassume alla perfezione il momento davvero difficile che stiamo attraversando.
Dunne squalificato viene sostituito, dopo un lungo ballottaggio, con l'israeliano ex Chelsea Tal Ben Haim? Ebbene, la prima perla dell'incontro la dobbiamo proprio a lui che al 14°, sbagliando un retropassaggio semplice semplice verso il portiere, ci procura due disgrazie al prezzo di una! La prima è che la sfera viene intercettata per il più comodo dei gol dal francese ex Rangers Cousin. La seconda? Joe Hart, nel disperato tentativo di evitare il gol, vede la sua caviglia destra finire sotto la massiccia mole dell'attaccante avversario. Infortunio grave per lui, che starà fuori per almeno un mese saltando le prossime delicate gare di Premier e di Coppa UEFA. Entra al suo posto Kasper Schmeichel e, credetemi, non sarà la stessa cosa doverci affidare a questo danesino figlio d'arte e alle sue frequenti pause d'azione. Grazie per la frittatona, goffissimo Tal!
La gara sembra in discesa per i padroni di casa e invece ... al 37° una nostra apparentemente innocua azione d'alleggerimento viene interrotta dalla loro difesa ma ecco che la follia s'impadronisce di un loro difensore, tal Kemil Zayatte che, tra lo stupore di tutti, s'inventa un assist al bacio per il nostro pelatino di Cork. Stevie Ireland la mette e siamo, direi immeritatamente, sull'1-1!
La personalissima visione del calcio del nostro mister, infatti, costringe due campioni del calibro di Jo ed Elano a guardare dalla panchina il modesto tran tran di due loro sostituti più degni di giocare in una provinciale che in un club ambizioso come il nostro. Spiace dirlo, ma vedere gli attuali Vassell e Benjani giocare come macchinine di un autoscontro virtuale mentre fanno a sportellate inutilmente con i loro avversari di giornata, beh, a me personalmente dà una certa stretta al cuore!
Il primo tempo sta per finire in perfetto equilibrio quando allo scadere Garrido scende sulla fascia sinistra e mette al centro dell'area dei Tigers un intelligente palletta rasoterra. Chi secondo voi andrà ad impattare con un colpo da biliardo di destro che finirà nell'angolino a sinistra della porta dell'Hull? Il solito, geniale Bald One! Si va all'intervallo sul 2-1, convinti di aver finalmente un minimo di fortuna dalla nostra parte. Ireland è davvero uno dei pochi, assieme all'infaticabile Robinho e a Shaun Wright Phillips, a dare il massimo per i nostri colori. Tutti gli altri? A corrente alternata mischiano buone giocate ad errori da principianti, vuoi vedere che Mark Hughes di tutto ciò è il principale responsabile?
Alla ripresa delle ostilità il caos s'impadronisce dei nostri amatissimi Blues e, malgrado questi Tigers non siano certo il massimo della concretezza e della potenza d'urto, fatichiamo a fare possesso palla e, quel che più conta, non costruiamo mai delle potenziali azioni da gol per mettere al sicuro la vittoria in trasferta. Di nuovo Hughes sposta sciaguratamente le sue pedine rimettendo, come la scorsa domenica contro gli Spurs, Robinho a fare l'unica punta e Wright Phillips a fare il centrale di centrocampo: Benjani e Vassell? Confinati sulle due fasce laterali non fanno gioco nè coprono (!!!).
Consegniamo quindi il pallino del gioco ai gialloneri di casa che, su un calcio di punizione dal limite, trovano il meritato pareggio. A punirci è un nostro ex mai troppo rimpianto. Geovanni, approfittando sapientemente dell'inesperienza di Schmeichel nel posizionare la nostra barriera, la mette anche grazie alla deviazione sfortunata di Kompany: è 2-2 al 60°!
Il risultato rimarrà questo malgrado un'altalena di emozioni dall'una e dall'altra parte. Due palle gol invitanti per noi le sbaglia con imprecisione davvero scientifica Vassell e, al fischio finale, i Tigers esplodono in una gioia incontenibile: perchè?
Dal loro punto di vista c'è da capirli: temevano il nostro pressing asfissiante (non pervenuto per quasi tutto l'incontro) e le nostre ripartenze fulminee. Hughes, a sua volta, ha confessato di essere soddisfatto per il pareggio e per la prestazione dei suoi: contento lui solo, forse!
Ora siamo dodicesimi a 3 soli punti dall'ultima e ci attendono tre match uno più difficile dell'altro: Arsenal in casa sabato 22, Shalke in trasferta giovedì 27 e, solo 3 giorni dopo, un drammatico derby in trasferta allo swamp. Ma con 200 milioni di sterline da spendere per il mercato di gennaio, dice qualche inguaribile ottimista!
giovedì 13 novembre 2008
PAUL DICKOV, LA VESPA

La gioia per un gol insperato è indescrivibile. Ma quando la tua squadra si gioca la promozione dalla Seconda alla Prima Divisione a Wembley, nel tempio del calcio britannico, e si trova a due minuti dal termine sotto di 2 reti, a quale Arcangelo o Santo del Paradiso puoi appellarti per risorgere dalle tue ceneri?
30 Maggio 1999: il Manchester City è precipitato dopo molte polemiche intestine fra soci e giocatori in Seconda Divisione e, alla tolda di comando, c'è un manager tosto e risoluto di nome Joe Royle. Shaun Goater è la punta di diamante, un giovanissimo Nicky Weaver esordisce in porta, migliaia di Skyblues - tra loro anche due o tre nostri attuali soci torinesi - si sobbarcano trasferte in giro per i campetti delle terribili provinciali in ogni angolo dell'Inghilterra. Naturalmente gli sfottò delle altre tifoserie rivali si sprecano! Com'è come non è i nostri Blues si giocano la promozione nei temutissimi play offs (gara unica) contro un quasi sconosciuto club del Dorset, contea a sud-est di Londra. I biancazzurri (che coincidenza!) del Gillingham sono allenati da un tizio con un cappellino a visiera di quelli che non se lo levano nemmeno quando vanno a dormire. E' l'attuale manger dello Stoke City, Tony Pulis, e sa di partire nettamente sfavorito.
Pronti via e il nostro City, in divisa giallonera stile Penarol di Montevideo, parte lancia in resta convinto di fare un solo boccone degli avversari. Dominiamo per larghi tratti la gara ma, dopo parecchie occasioni mancate di un soffio, il Gillingham reagisce diventando sempre più minaccioso. 0-0 alla fine del primo tempo e i nostri tifosi, almeno 70mila giunti con ogni mezzo a Londra sicuri di fare festa, cominciano a essere perplessi. E infatti ...
Il secondo tempo è una lunga serie di palle gol costruite da una parte e dall'altra e vanificate spesso dalla bravura dei due portieri, finchè il Gillingham non va in vantaggio e, neanche una manciata di minuti dopo aver incassato senza danni la nostra furente reazione, raddoppia col più classico dei contropiedi. Due gol stupendi, bisogna ammetterlo, i loro! La finale è ormai agli sgoccioli, i nostri giocatori mestamente portano la sfera sul dischetto del centrocampo, quando all'improvviso ...
Dapprima parte un coro, poi viene giù tutto lo stadio: sono forse i tifosi del Gillingham impazziti di gioia che già inneggiano alla promozione insperata? Non solo loro, miei cari! Sale ruggente e incredibilmente ebbro di orgoglio anche l'urlo dei 70mila Mancunians. Sei minuti alla fine e siete sotto di 2 gol? Sarebbe quasi impossibile farcela, ragazzi, ma dovete sapere che noi non vi abbandoneremo mai! Questo è l'ossigeno che va subito in circolo nelle menti e nei cuori degli uomini di Joe Royle.
A quattro dal termine Kevin Horlock, il nostro n° 6, accorcia le distanze risolvendo una mischia. Il Gillingham comincia a rintanarsi dietro come un pugile a caccia delle sue ultime forze per difendere una sudata vittoria ai piunti. Ma, in un angolino della nostra metacampo, pronto a sferrare l'uppercut che manderà al tappeto le ambizioni dei rivali del Dorset, si annida The Wasp, la Vespa come poi Royle soprannominò l'autore del leggendario gol del 2-2.
Paul Dickov, scozzese piccolo ma tignoso, s'inserisce rapido coma una mangusta su un pallone vagante scagliato "in the box" ed esplode una sassata di destro che s'infila tra il tripudio dei nostri Blues sotto la traversa.
Supplementari senza esito, poi ai rigori quel City ribalterà il risultato da 0-2 al 5-3 definitivo. Promozione assicurata, quindi, e l'anno dopo ne seguirà un'altra definitiva in Premier League!
Paul Dickov detto la Vespa, classe 1972, pur soffrendo una miriade d'infortuni muscolari gioca ancora e ogni tanto segna pure nella Championship coi nostri vicini del Blackpool. La gioia per quel gol storico sia sempre di monito per noi tifosi Blues che oggi avvampiamo di piacere per lo squadrone di Micah e Robson De Souza. Anche adesso che ci definiscono con una malcelata irriverenza il club più ricco del pianeta questa rimane la nostra vera ricchezza. Aver riempito Wembley per i Play Offs di Second Division, aver esultato come se avessimo vinto la FA Cup o la Champions League per quella fantastica rimonta firmata Paul Dickov: la Vespa che ha saputo pungere al momento giusto!
martedì 11 novembre 2008
ELANO: HUGHES MI TRASCURA!

Un grande professionista, sensibile e attaccatissimo al nostro club, adorato dalla parte blu di Manchester e capace di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo e dell'attacco: Elano Blumer è tutto questo, ma la domanda che io e tanti altri tifosi del City ci poniamo è una sola. Perché sta giocando così poco?
Il grande talento brasiliano ha rilasciato oggi al sito di SKYSPORTS un'intervista in cui confessa di non capire l'attuale ostracismo nei suoi confronti del suo manager Mark Hughes. “Quando gioco cerco di fare tutto quel che lui mi raccomanda ma quando esco lui non mi ha ancora mosso alcuna critica personale!” così Elano si sfoga col cronista britannico. E ancora: ”E' nel suo diritto farlo, lui è il manager e io solo uno dei tanti componenti del City che fa del suo meglio per presentarsi puntuale ad ogni allenamento. Ogni esclusione dalla formazione titolare mi rende sempre più triste!”.
Il Daily Mail aggiunge oggi che stia ormai per concludersi la sua avventura a Manchester e che Hughes non veda l'ora di disfarsene, mettendolo sul mercato già a gennaio a disposizione del miglior offerente. Sinceramente non riesco a crederci!
La sua classe eccelsa nel colpire la palla indifferentemente col destro o col sinistro, lo spirito di sacrificio che ne fa un autentico jolly capace di cantare e portar la croce contemporaneamente, il fatto stesso che sia stato il primo vero campione acquistato dal nostro precedente patròn Thaksin Shinawatra: tutto questo m'impedisce di credere che il manager gallese voglia cedere Elano Blumer. O davvero Hughes ha scambiato il nostro spogliatoio per quello di una squadretta di Championship? Nel qual caso i giorni che trascorrerà a guidare il nostro amato club sarebbero davvero contati!
domenica 9 novembre 2008
CITY-SPURS 1-2: HUGHES, DATTI UNA MOSSA, SE NO ...

Piove, anzi diluvia sul bagnato mentre 41mila impavidi spettatori sfidano le ire di Giove Pluvio per assistere a un grande classico della Premier League. City contro Spurs, nell'anno di grazia 2008, è stato un drammatico spareggio fra due nobili partite questa stagione con grandi ambizioni. Hanno vinto gli ospiti dell'East End londinese approfittando cinicamente delle sciocchezze perpetrate da due nostri giocatori. Eppure il City, trascinato dalla verve dei due imprendibili folletti Wright Phillips e Robinho, era partito benissimo! Una meravigliosa combinazione fra i due schiodava il risultato al quarto d'ora: gol in tap in del paulista ma, poco dopo, uno sciaguratissimo Gelson Fernandes, promosso titolare dopo tanta panchina in Coppa UEFA, s'era beccato due cartellini gialli per due fallacci censurabili. Rimasti in dieci quando non era ancora scoccata la mezz'ora di gioco, ha poi provveduto Richard Dunne, capitano nonchè miglior giocatore del City negli ultimi 4 anni, a regalare il gol del pareggio ciccando ignobilmente una palletta insignificante a metà campo. Un'autostrada s'è spalancata davanti a un incredulo Darren Bent: fuga repentina e tiro imprendibile su Hart proteso vanamente in uscita. Amici Citizens, come pensare positivo avendo di fronte non più il club tremebondo e indisciplinato dell'era Ramos, ma un undici con l'acqua alla gola ben condotto ora dal vecchio bucaniere Harry Redknapp?
Esce un pur combattivo Vassell per l'esperienza e il senso della posizione di Didi Hamann. Ma non serve a nulla perché, malgrado i dieci in Skyblue si battano come leoni spinti dal tifo assordante del North Stand, si vede lontano un miglio che il Tottenham, prima o poi, riuscirà a farsi nuovamente largo fra le maglie troppo larghe della nostra difesa.
Dopo un paio di nostri tentativi infruttuosi in attacco, Germaine Jenas trasforma un lungo lancio dei suoi centrocampisti in un assist al bacio per il solito, ineffabile Bent che, bellamente ignorato dalla nostra coppia centrale Richards-Dunne, trova l'angolino lontano alla destra di un incolpevole Hart per il gol, strameritato, della vittoria degli Spurs.
L'assedio, commovente ma inefficace sotto il diluvio mancuniano, culminerà in tanti attacchi a testa bassa verso la porta di Gomes. Dunne, a coronamento dell'ennesima prova da incubo, si fa cacciare a 5 minuti dal termine per un goffo fallo da ultimo uomo su ... indovinate chi? Sempre Bent, of course!
Al fischio finale di Dean, teatrale ma indubbiamente bravo, ci separano adesso due miseri punti dalla coda della classifica. Caro Hughes, chissà se ti sei accorto che oggi avevi almeno altri due cambi a disposizione? Dimenticarsi in panca due grandi campioni come Elano Blumer e Jo, anche con la squadra in dieci, mi è parsa un'autentica fesseria!
Ora ci attende una settimana di polemiche per preparare l'ennesima battaglia di questa grama stagione: il Sud dello Yorkshire si stringerà di certo attorno ai neopromossi Tigers dell'Hull City. Guai a te, Mark, se non cambiamo registro!
venerdì 7 novembre 2008
CITY-TWENTE 3-2: CHI BEN COMINCIA ...

Hughes pone termine all’esperimento di Richards terzino sinistro riconsegnando una maglia da titolare a Javier Garrido. A centrocampo si rivede dopo un bel po’ di tempo Gelson Fernandes ma la sorpresa maggiore è l’esordio stagionale dell’attaccante e gran lottatore Darius Vassell a fianco di Jo. In panchina finisce Elano mentre non è nemmeno convocato il pur bravo Vincent Kompany: chissà perché?
I nostri accusano il colpo e vanno in confusione fino all’intervallo, perdendo banalmente palloni su palloni. Il trio meraviglia Robinho-Ireland-Wright Phillips non ne azzecca una che sia una, vanificando il duro lavoro del povero Jo, lasciato solo a combattere duri corpo a corpo contro gli scorbutici difensori olandesi.
Alla ripresa delle ostilità si capisce che Mark Hughes deve aver alzato un po’ la voce coi suoi. Riprende asfissiante il nostro pressing e, soprattutto, sale finalmente in cattedra Sua Maestà Robson De Sousa, in arte Robinho. Il City Of Manchester e noi, attenti telespettatori di Sportitalia che seguiamo tesi come corde di violino l’evolversi della gara, andiamo in estasi al minuto 56.
Nemmeno dieci minuti e, sul solito calcio d’angolo dalla destra, Hart e soci si esibiscono nel solito balletto degli equivoci che, nella costernazione generale, si conclude col gol che riaccende di nuovo la gara: 3-2! Elano rileva Vassell (buon rientro anche il suo!) mentre, dagli spalti, tifosi dell’una e dell’altra parte incitano a gran voce i propri beniamini.
mercoledì 5 novembre 2008
21 ANNI FA A MAINE ROAD ...

15 agosto 1987, Maine Road, tempio oggi demolito del Manchester City: la fervida fantasia di un nostro grande tifoso inventore di giocattoli, tale Allen Busby, crea l'oggetto simbolo del fan inglese in cerca di redenzione dalla terribile accusa di hooliganismo.
E' una banana gonfiabile di 7 metri circa di diametro. Allen e il suo amico Mike Clarke riescono non si sa come a fare fessi gli occhiuti poliziotti e il servizio d'ordine del City: l'Inflatable Banana, la prima della storia del nuovo tifo britannico, diventerà leggenda!
lunedì 3 novembre 2008
BOLTON-CITY 2-0: ALTRA BATOSTA!

Un City davvero dimesso quello che ha perso meritatamente il derby della Greater Manchester contro il Bolton! E' stato un altro 0-2 senza attenuanti al termine di una prestazione a tratti sconcertante degli undici scelti da Mark Hughes per questa trasferta. Lascia sempre più perplessi in noi tifosi la sua scelta di accantonare fra le riserve Ball e Garrido, due mancini pieni dal rendimento finora non così disprezzabile, per puntare sul talentuoso Micah Richards come nuovo terzino sinistro. Reparto difensivo incerto, centrocampo che ha perso lo smalto di certe grandi prestazioni casalinghe, attacco semplicemente inesistente: la zona retrocessione non è poi così lontana, caro Mr Hughes! Ciliegina finale sulla torta un altro imbarazzante autogol del povero capitano Dunne. Mamma mia, che brutto momento stiamo passando! Ora non ci resta che voltare pagina al più presto e, ignorando volutamente le voci allettanti di grandissimi colpi di mercato a gennaio, augurarci un pronto rilancio nella prima gara del girone europeo di Coppa UEFA.
venerdì 31 ottobre 2008
BORO- CITY 2-0: REF & THE CITY

Comincia a farsi pesante, amici Citizens, il bilancio stagionale dei viaggi del nostro club fuori dal City Of Manchester Stadium! Altra prestazione timida al cospetto di avversari che dovevano riscattare il pesante 0-5 contro il Chelsea di Scolari e inevitabile sconfitta.
L'attenuante ci sarebbe: il solito arbitro o "ref", come lo chiamano nel Regno Unito, diciamo così immaturo per una ribalta importante come la Premier League. Dicono che il signor Mason abbia abboccato alla grande al cascatone del gigantesco Wheater su un tackle robusto e poco più del nostro giovincello Sturridge e che, in aperto contrasto col segnalinee vicino all'azione, abbia indicato troppo frettolosamente il dischetto del rigore della nostra area.
Si era quasi al 20° della ripresa e la trasformazione in gol di Afonso Alves ha cambiato improvvisamente volto a una gara dove eravamo stati noi i più pericolosi. Non è un caso se il giovane Turnbull, portiere avversario, è stato eletto alla fine !Man Of The Match"!
Il raddoppio a tempo scaduto del Boro è la ciliegina sulla loro torta: a noi Blues resta l'amarezza per non aver concretizzato le cinque o sei palle gol costruite prima del rigore contestato. Mark Hughes, scuro in volto, si è detto giustamente preoccupato per il modesto ruolino di marcia dei suoi ragazzi in trasferta.
Notevole però è il malumore di parecchi Citizens al seguito della squadra lassù al Nord d'Inghilterra nel constatare come il quartetto difensivo comprendesse, da destra a sinistra: Onuoha, Ben Haim, Dunne e Richards, schierato per la prima volta in carriera sulla fascia sinistra e parecchio spaesato in una posizione a lui totalmente ignota prima di ieri sera.
Pazienza, ci attende adesso il derby della Greater Manchester nel posticipo domenicale contro il Bolton attualmente penultimo in classifica: diretta TV su Sky Calcio canale 205, vuoi vedere che stavolta ...
martedì 28 ottobre 2008
DAL NOSTRO INVIATO A MANCHESTER
Manchester, Eastlands: domenica 26 ottobre, nona giornata di Premier League: ci siamo!Camminando verso lo stadio, alzo gli occhi e vedo azzurro sopra di me! Azzurro in strada, presagio di buena suerte, di quella che sarà una domenica di festa, scandita dal ritmo brasileiro dei nostri due campioni paulisti - manca purtroppo Jo, peccato! - oggi in campo.
Seguo i tifosi, mi lascio guidare dal loro fluire ordinato e allegro: arrivo al COMS con una buona mezz'ora d'anticipo ma davvero non c'è fretta! Tanto io ho il mio posto, quattro file sopra il bordocampo, ignaro di quello che sarà lo spettacolo proprio di fronte ai miei occhi, a pochi metri. Di fianco a me un signore, già sull'età, ogni tanto butta l'occhio sul mega scherma dove scorrono immagini di un passato glorioso: immagini suggestive di Maine Road, Bert Trautmann e il trio di Mexico 70, Helen The Bell e Denis Tueart, Malcolm Allison e Neil Young ... mio Dio, ho letteralmente i brividi quando la curva trascina tutto lo stadio a cantare Blue Moon!
One life, one love, one city. Lo speaker annuncia che con lo Stoke, mai vincente lontano dal Britannia Stadium ma sospinto da un tifo costante ed incessante, si giocherà la centesima partita al City of Manchester. Presagio di festa, così sarà.
Sin dalle prime battute del match si intuisce il netto divario tra le due formazioni: modesti i Potters, così in un battibaleno Robinho li trafigge su perfetto assist di Elano Blumer. Vedo il gol un pò lontano in prospettiva, ma tanto basta per balzare sulla mia sedia. L'unico sussulto della gara firmato Stoke viene sventato con grande bravura da Joe "Lion" Hart, fresco di rinnovo contrattuale per altre cinque stagioni in maglia skyblue.
Nella ripresa ecco che divento lo spettatore privilegiato di uno show, a ritmo di samba, al ritmo di Robinho, sempre più uomo squadra. Il bambino prodigio di Birmingham Daniel Sturridge, subentrato nel finale della prima frazione a un claudicante Ched Evans, si trasforma in delizioso assist man e lo manda facilmente in rete. Un boato del North Stand mi sommerge piacevolmente quando Danielino sfiora il tris: Sorensen coraggiosamente glielo nega. Si rifà poco più avanti, la magica coppia Sturridge-Robinho, con l'azione meravigliosa del terzo e definitivo gol. Esulto assieme al mio settore mentre squarci di sole trafiggono un cielo nero, diventato scuro improvvisamente con un violento acquazzone che accompagna gran parte del secondo tempo. Il folletto carioca esulta saltando, quasi come se volesse abbracciare uno alla volta tutti noi, 44mila spettatori festanti del COMS. Noto con ammirazione che lo spicchio di folla arrivato a sostenere lo Stoke non smette di tifare, composto malgrado la sconfitta, i propri beniamini: quasi come da noi in Italia, vero amici Citizens?
Game, set, match: il nosro City non corre, non riesce ad abbuffarsi, forse non vuole. Esco dallo stadio sotto la pioggia, fitta, tipica del Nord dell'Inghilterra. Sono contento, chiudo gli occhi e, nel salire sull'aereo che mi riporterà lunedì mattina alla Malpensa, rivedo Robinho saltare, felice dopo questa sua prima tripletta a Manchester. C'm on City forever!
Alex Mariani - ITALIAN BLUE MOON
domenica 26 ottobre 2008
CITY-POTTERS 3-0: TRIPLO ROBINHO!

martedì 21 ottobre 2008
NEWCASTLE-CITY 2-2: CHE OCCASIONE SPRECATA!

Comunardo Niccolai era un ottimo stopper del Cagliari campione d'Italia 1970 nonché titolare, nello stesso anno, della nazionale nei famosi mondiali del Messico. Ieri sera al St James Park Richard Dunne, forse invidioso della fama indiscussa che il povero Niccolai s'era conquistato nella sua lunga carriera, ha provato ad emularlo segnando nella nostra porta un autogol semplicemente da antologia!
Era il 62° minuto di una gara tesa e combattuta. Corner di Geremi con traiettoria tesa ma assolutamente facile da controllare per il nostro capitano, solo soletto, sul limite dell'area piccola. E invece è successo il patatrac: la follia s'è impadronita, in quel lungo e maledetto istante, dell'esperto difensore irlandese che, al volo, ha spedito di sinistro la sfera nell'angolino sul palo alla sinistra dell'esterrefatto Hart. I padroni di casa erano rimasti in dieci dal 13° minuto per l'espulsione di Beye (fallo da ultimo uomo e da dietro in piena area di rigore su Robinho lanciato a rete) e il nostro fantasista aveva trasformato con freddezza il rigore dell'1-0. I ragazzi in skyblue, invece di controllare agevolmente la situazione tattica così favorevole, si sono letteralmente addormentati in campo malgrado la folla dei Magpies urlasse tutto il suo disappunto verso l'arbitro Styles, reo solo di aver sanzionato alla perfezione un fallo così enorme del difensore di casa. Nessun pericolo dalle parti di Hart, ma anche tanta, tanta imprecisione nella nostra circolazione di palla e quasi nessuno stimolo a ricercare prima dell'intervallo il gol del raddoppio. Il Newcastle, giova ricordarlo, sta attraversando un momento drammatico della sua lunga storia perché, in attesa che il suo attuale proprietario trovi un nuovo compratore, si sta barcamenando con un manager a tempo limitato. Insomma, quando mancava solo una manciata di minuti alla fine del primo tempo, la crudele legge del contrappasso s'è materializzata attraverso il fortunoso gollonzo del redivivo Shola Ameobi, un attaccante che segna un gol ogni 50 presenze in Premier.
Ben tre rimpalli incredibili fra i nostri difensori e lui che, trovatosi solo davanti a Hart, cicca letteralmente il pallone spedendolo con una traiettoria velenosa nel set alto alla sinistra. 1-1 e tutto da rifare per noi, ma abbiamo contro una squadra in dieci, e quindi ... Alla ripresa delle operazioni il nostro City sembra una squadra di collassati che vaga su e giù per il campo, mentre i bianconeri del Nord d'Inghilterra giganteggiano fra un tackle e l'altro attaccando in massa la nostra povera difesa. Diciamolo chiaramente, amici Citizens: l'autogol del nostro povero Dunne, anche se assurdo, è stata la diretta conseguenza dei venti minuti più brutti di questa nostra strana stagione!
Preso il gol e perso anche per infortunio, speriamo non grave, Micah Richards, i ragazzi hanno cercato di chiudere nella loro metacampo il Newcastle alla ricerca disperata del pareggio. Tolti il solito genietto Ireland e il lucido e generoso Ben Haim, però, quanta mediocrità in tutti gli altri giocatori! C'è voluta una gran giocata a 5 minuti dal termine di un Robinho altrimenti pallida fotocopia del campione ammirato nella Selecao per mandare in rete il magico talento di Cork: 2-2 finale, primo pareggio in stagione ma anche enorme delusione per noi tifosi che, da una squadra con mezzi e con nomi così altisonanti, ci aspettiammo di meglio dello squallore attuale!
Domenica prossima arriverà al City Of Manchester la neopromossa Stoke City e, quel che più conta, sarà sugli spalti l'inviato speciale di Italian Blue Moon Alex Mariani. Caro Alex, mi raccomando: nella buona come nella cattiva sorte sostieni fino in fondo gli azzurri di Manchester anche da parte nostra e, soprattutto, mandaci appena puoi il tuo approfondito reportage!
giovedì 9 ottobre 2008
ROBINHO SU PHOTOSHOP

martedì 7 ottobre 2008
COPPA UEFA: ECCO IL GIRONE DEL CITY!

6 novembre, ore 20.00: MAN CITY - TWENTE ENSCHEDE (NL)
27 novembre, ore 20.00: SCHALKE 04 (D) - MAN CITY
3 dicembre, ore 20.00: MAN CITY - PARIS ST GERMAIN (F)
18 dicembre, ore 20.00: RACING SANTANDER (E) - MAN CITY
Praticamente impossibile dare giudizi di primo acchito sul sorteggio della prima fase a gironi della Coppa UEFA. Sappiamo che passeranno questo turno le prime tre. Due i motivi, però, per sentirsi moderatamente ottimisti. Il primo è che, facendo tutti gli scongiuri del caso, fin dall'esordio contro gli olandesi allenati dall'ex ct della nazionale inglese Mc Claren avremo a disposizione giocatori attualmente in infermeria importanti come Darius Vassell, Michael Johnson e Benjani Mwaruwari. Il secondo è che, nelle scorse stagioni trascorse a Blackburn, Mark Hughes ha sempre avuto picchi di rendimento più alti proprio a partire da novembre. In attesa di arrivare a gennaio, mese decisivo per comprendere quale altro pezzo pregiato arricchirà la nostra rosa col denaro elargito generosamente dallo Sceicco Mansour, gli esami per Richards e compagni proseguono a ritmo forsennato. In alto i cuori, amici Blues, per ora la speranza di vedere il City in Italia è rimandata alla prossima primavera!
lunedì 6 ottobre 2008
CITY-REDS 2-3: THE DAY AFTER
Come ci si sente, amici Citizens, dopo aver sfiorato una grande impresa? Sguardo perso nel vuoto, ossa rotte, sensazione di nausea, ricerca scriteriata sul perchè o per come le cose non sono andate per il verso giusto. Per un tempo, il primo, il rinnovato City di Mark Hughes ha giocato come il gatto col topo: avevamo di fronte il grande Liverpool di Gerrard e di Torres, mica una squadretta qualsiasi! Ebbene, con infinita umiltà e pazienza, i nostri ragazzi hanno tenuto botta di fronte ai fraseggi infiniti del centrocampo di Rafa Benitez, cercando di replicare con improvvise percussioni nel cuore della loro difesa più impenetrabile dell'Invinciblie Armada. A loro il dominio del gioco, a noi i gol! Increduli ed ebbri di gioia abbiamo assistito ai due gol di Steve Ireland e, gemma davvero inattesa, dell'orgoglioso terzino sinistro basco Javier Garrido: una foglia morta alla Mariolino Corso d'annata sulla quale si è vanamente proteso un solitamente imperforabile Pepe Reyna!
Alla ripresa delle ostilità i reds hanno continuato a ruminare il loro calcio totale, fatto di possesso palla persino esasperato ma anche di pericolosi cambiamenti di ritmo capaci di stendere in un attimo qualunque difesa. Il Nino madrileno si è così materializzato dal nulla nel cuore della nostra area di rigore finalizzando l'ennesima incursione pericolosa sulla destra del suo connazionale Arbeloa: il 2-1 ci ha fatto scorrere immediatamente brividi intensi sulle nostre schiene, e infatti ...
Il patatrac, l'episodio sfavorevole che ha sconvolto gli equilibri di questa sfida comunque ben preparata dal nostro Mark Hughes, è arrivato al 67°. Un'entrataccia sconsiderata di Pablo Zabaleta su Xavi Alonso gli è valsa la sacrosanta espulsione: un paio di minuti dopo il loro giovane stopperone Skrtel ha commesso un bruttissimo intervento a martello sul gluteo sinistro di Jo, costretto ad uscire lasciando il nostro attacco senza un prezioso punto di riferimento. Cosa è successo? Ma diamine, amici, noi siamo il City, mica i rags!
I cugini, mannaggia a loro, non hanno che da lamentarsi, e subito vengono accontentati: vedi rigore calsalingo contro il Bolton, o gol con chiara trattenuta al portiere segnato sabato nella trasferta di Blackburn! I buchi di bilancio dei Glazer, d'altra parte, vanno chiusi in qualsiasi modo, altrimenti sai la moria della vacche nel lontano Bangladesh o nel Vietnam, dove miriadi di bimbi inermi lavorano indefessamente alla produzione dei loro fottutissimi articoli griffati? Inutile, loro sono e restano il Potere Consolidato, noi non lo diventeremo mai!
Invece è successo l'inevitabile: in più e migliori di noi come intensità di gioco, i reds hanno dapprima pareggiato al 73° con Torres – uscita davvero avventata di Joe Hart sul corner di Gerrard! - per poi trovare il gol del 3-2 finale col generosissimo olandese Dirk Kuyt, l'uomo ovunque del meraviglioso complesso di Benitez.
Il ritrovato Elano è stato il migliore dei nostri, ma va detto che nessuno dei Citizens, compreso l'irruento Zabaleta, ieri ha giocato sotto la sufficenza: è che loro, la squadra capolista della Premier, forti lo erano anche prima del match di ieri. Se poi gli episodi favorevoli han girato tutti in direzione della Merseyside ...
