martedì 24 marzo 2009

PREZZI SPECIALI PER CITY-AMBURGO!


Il nostro caro amico Danny Pugsley da Leeds ci informa con la solita puntualità molto british sui prezzi, davvero stracciati, dei biglietti per City-Amburgo, ritorno dei quarti di finale della Coppa UEFA in programma giovedì 16 aprile al City Of Manchester.
Ecco come funzionerà la prevendita:
  • Da mercoledì 26 a domenica 29 marzo gli "over" 16 pagheranno per tutti gli ordini di posti  "solo" 5 sterline
  • Da lunedì 30 marzo fino a mercoledì 8 aprile aumento da 5 a 10 sterline per gli "over" 16
  • Dall'8 aprile fino al giorno della gara il prezzo passerà da 10 a 20 sterline
Infine, last but not least, gli "under" 16 entreranno allo stadio pagando, per ogni ordine di posti, solo 1 sterlina!
L'appello è rivolto a tutti i Citizens sparsi nel mondo, quindi anche a noi italiani: chi può ne approfitti e non si lasci scappare, visti anche i prezzi molto favorevoli di compagnie aeree low coast e di hotel, per salire a sostenere i nostri amati Blues nella loro avventura europea!

lunedì 23 marzo 2009

CITY-SUNDERLAND 1-0: NEL SEGNO DI MICAH E VALERJ!



E' una vittoria meritata quella che i nostri Citizens sono riusciti a strappare al Sunderland in un bel pomeriggio di calcio al City of Manchester Stadium. 3 punti che fanno benissimo agli skyblues perchè, grazie al pareggio del West Ham di Zola, ora il settimo posto è a -4. Coach Hughes si presenta con un 4-2-3-1 che davanti a Given vede Richards, Onouha, Dunne e Zabaleta schierato insolitamente da terzino sinistro, i due addetti a spezzare le azione biancorosse e a ripartire sono Kompany e De Jong e in attacco schieriamo Wright-Phillips, Elano e Robinho a supporto dell'unica punta Bojinov. A dimostrazione di tutto l'affetto che i mancunians hanno per quest'ultimo, ci sono stati cori e ovazioni che lo hanno accompagnato per tutta la durata della sua permanenza in campo. 

Il primo episodio della partita è a nostro favore: al 16', infatti, l'arbitro Tanner espelle McCartney per un fallo da dietro su SWP lanciato verso la porta avversaria. Pochissimi minuti dopo abbiamo l'occasione di concretizzare la superiorità numerica grazie a un rigore assegnatoci giustamente a causa di un intervento di Malbranque su Richards in area. Sul dischetto va Robinho: parte la sua rincorsa, si ferma, riparte ancora e la sua fiacca conclusione viene agilmente parata da Fulop. Allora i black cats acquistano morale e si fanno vedere in avanti, ma la loro migliore occasione di questo primo tempo arriva con un tiro da una ventina di metri di Jones che, però, viene parato senza problemi da Given.

Nella seconda frazione è ancora City: al 10' Bojinov e Richards liberano Wright-Phillips con una bella trama di passaggi, ma Shaun spreca calciando alto. Passano solo 60 secondi, Bojinov guadagna una punizione sulla trequarti avversaria, la va a battere Elano che scodella al centro dell'area e Micah Richards segna di testa il suo 3° gol in carriera con la maglia del Manchester City! Al 65' torna in campo Bellamy che rileva Bojinov, sommerso dagli applausi di tutto il COMS. Qualche minuto dopo c'è anche spazio per Gelson Fernandes e Garrido, subentrati a Kompany e Richards. I black cats attaccano, ma ci difendiamo con estremo ordine, anzi: addirittura potremmo raddoppiare in più occasioni arrivate dai numerosi contropiedi. L'unica palla-gol del Sunderland da segnalare è il colpo di testa di Cissè salvato quasi sulla linea da un'acrobazia di De Jong.

Così arriva la sesta vittoria casalinga di fila...e noi Citizens possiamo continuare a sperare nella qualificazione all'Uefa!

Mario Caputo

venerdì 20 marzo 2009

AALBORG-CITY 5-6: CHE SUPPLIZIO!


"Maybe Lady Luck was looking for us tonight!": "Forse la Dea Bendata ha avuto un occhio di riguardo per noi stasera!"
Se c'è una dote che a Mark Hughes non difetta è la franchezza nell'esternare il suo pensiero ai media. Abbiamo passato il turno fortunosamente, guai a non riconoscere la realtà dei fatti!
Il ritorno degli ottavi di Coppa UEFA di ieri ha visto un City indecifrabile per un tempo, il primo, di fronte al non gioco esibito quasi con irridenza dai padroni di casa danesi. Pur avendo per larghi tratti l'iniziativa l'undici scelto dal tecnico gallese sembrava partecipare a un'amichevole, tanto il ritmo del gioco era blando. Il trio di fantasisti alle spalle di un ancora acerbo Chad Evans? Non pervenuto, o quasi! Tra tutti Robinho, come spesso gli succede ultimamente, pare la spaesata controfigura di quel grande campione brasiliano abituato a far brillare di gioia il suo pubblico. Il resto della squadra? Tolti i due gladiatori Dunne e Onuoha al centro della difesa ed un finalmente ritrovato Micah Richards, il City ieri è stato un pianto assoluto! Nella ripresa l'Aalborg, incitato dai suoi 9mila fans, ha posto l'assedio alla porta di Given favorito dal nostro dissennato arretramento. Hughes dalla panchina pareva fulminato da un colpo di sonno: in piedi guardava senza agire in alcun modo il nostro progressivo tracollo e solo il maledetto infortunio muscolare capitato a Bridge lo svegliava dal suo torpore costringendolo alla sua sostituzione forzata col basco Garrido.
Maledetto infortunio, ma perché? Beh, Bridge pur non facendo cose trascendentali almeno è in grado di coprire bene la sua fascia di competenza. Garrido, appena entrato, ha compiuto un criminale quanto inutile fallo da rigore al 61° e, non si sa come, il modesto arbitro transalpino ha volto il suo sguardo altrove. Meno male, altrimenti fossero passati in vantaggio già allora i nostri avversari avrebbero tracimato! E invece ... beh, quando a 4 dalla fine credevamo tutti in una qualificazione in fin dei conti agevole, l'Aalborg all'improvviso ha trovato il primo gol. Shelton, il loro attaccante giamaicano, pare si sia addirittura aggiustato col braccio il pallone prima di scaricarlo alle spalle di Given ma, nel laocoontico viluppo di braccia, gambe e teste che era diventata dal 60° in poi la nostra area di rigore, era difficile che quell'arbitro vedesse!
Cosa avrebbe fatto un grande club messo così alle corde per difendere il 2-0 casalingo di appena una settimana fa? Lo capirebbe anche un neofita del calcio: fare possesso palla fino al fischio finale! Peccato solo che chi del possesso insistito della sfera è un grandissimo interprete, cioè Robinho, era stato misteriosamente sostituito a dieci dalla fine dal solito Hughes. Ci siamo così fatti schiacciare come sardine a ridosso della nostra area e, un corner dopo l'altro, al 93° Evans ha stolidamente toccato con la mano una palla vagante a 3 metri dalla linea di porta. Rigore contro stavolta visto e immediato raddoppio che ci condanna ai supplementari: che supplizio!
Trenta minuti di pura accademia: noi a riprenderci dallo choc per l'uno/due appena subito, loro ringalluzziti dalla facilità con cui avevano pareggiato i conti dell'andata. Il redde rationem è quindi avvenuto ai calci di rigore: la scelta di tuffarsi sempre alla sua destra ha favorito il nostro bravissimo Given che, con 2 belle parate, ci ha qualificato per i quarti di finale. Che sospiro di sollievo!
Ora ci attende l'ostico Amburgo di Martin Jol, ex tecnico degli Spurs londinesi, dove fino a poco fa militavano i nostri Kompany e de Jong. Andata laggiù il 9 aprile e, una settimana dopo, il ritorno fra le mura amiche del COMS. Fra tanti dubbi sul nostro futuro in Europa alberga una sola certezza: peggio di ieri sera i ragazzi skyblues non dovrebbero fare, no?

giovedì 19 marzo 2009

IL CITY CHE VERRA'


Da Siena, nobile contrada della Selva, ricevo e pubblico molto volentieri alcune spassionate riflessioni calcistiche su Hughes, Robinho ed altro ancora del nostro caro amico Citizen Filippo Binella:
"Quando decollerà al vertice della Premier League il nostro club preferito? Beh, credo invece che sia solo questione di tempo! Ma non 2 o 3 giornate: quest'anno ormai ce lo siamo giocati e le nostre speranze si ripongono inevitabilmente solo sulla Coppa Uefa.
Detto questo è comprensibile che, dal momento che acquisti giocatori come Robinho (non propriamente l'emblema del pofessionismo) non puoi sperare: a) né che sia costante, b) nè che la smetta di fare la prima donna come faceva addirittura al Real.
Credo sia naturale che il brasiliano si aspettasse di giocare con compagni di reparto migliori e piuttosto affermati. S'è trovato a giocare invece in attacco, con tutto il rispetto, con l'uomo di cuore Bellamy e.....basta! Considerando poi che mediamente 7/11 della squadra si ritrovano solo quest'anno a giocare nel City, un gioco non brillante e dei risultati incostanti sono il minimo che ci potessimo aspettare!
Concludendo, Hughes io lo terrei stretto per almeno un altro anno. Via a malincuore Dunne (è un giocatore che per via del suo carisma non può stare in panchina, ma nemmeno è adatto alle ambizioni dei nostri colori) Vassell (poretto, stendiamo un velo pietoso!), Garrido o Ball (meglio il 1°), Elano (se non si trova una posizione in cui rendersi utile), Hamann e Benjani.
Per quanto riguarda il rientro di Petrov io cambierei indubbiamente modulo, più equilibrato e con meno esperimenti.
Given
Zabaleta-Richards-Kompany-Bridge
Wright Phillips-de Jong-Ireland-Petrov
Bellamy-Robinho.
con vari innesti tipo Onuoha, Elano, Sturridge e Bojinov.
Spero di aver espresso il mio pensiero!
BYE AND
CITY 'TIL I DIE ! ! !
Analisi molto efficace la tua, caro Filippo: solo io non rinuncerei più ad utilizzare al centro della difesa il potente e brillante Nedum Onuoha, ennesimo successo sfornato dalla meravigliosa Academy guidata da Jim Cassell!
RENATO

martedì 17 marzo 2009

IL RITORNO DI MARTIN PETROV


Il Daily Mail di stamane annuncia a chiare lettere il suo imminente ritorno in campo: Martin Petrov, tornante offensivo di fascia sinistra bulgaro, si è finalmente rimesso in sesto dal brutto infortunio patito durante le faticose gare di qualificazione ai prossimi europei con la sua nazionale.
Al posto di chi verrà inserito da Mark Hughes? Beh, alla luce delle ultime performance piuttosto deludenti coi nostri colori, sia la prestigiosa testata britannica che la stragrande maggioranza di noi fans non avremmo dubbi. L'indiziato numero uno a far posto allo scalpitante bulgaro dal sinistro mortifero è proprio Robson De Souza, in arte Robinho!
Parliamoci chiaro, amici: il football d'oltremanica richiede grande concentrazione, tenuta fisica esemplare, possesso palla mai troppo insistito, destrezza e decisione nel prevalere contro avversari sulla carta più deboli ma nella realtà delle cose disposti a tutto pur di portarsi a casa lo scalpo di qualsiasi pezzo da novanta dei grossi club.
Il signor Robinho sta per caso dimostrando di possedere tutte queste doti? Il suo manager attuale, di certo, non ha mai nascosto la sua schietta avversione verso i giocatori brasiliani. Sparky li considera talentuosi ma incostanti nel mettere a disposizione del collettivo le loro grandi doti tecniche. Una conferma del suo pensiero? Jo prestato a metà stagione ai diretti concorrenti dell'Everton ed Elano obbligato ad accettare il ruolo ingrato di gran faticatore del centrocampo pur di ritagliarsi un po' di spazio in prima squadra.
Amici, qui non c'è il due senza il tre! Ora che Martin Petrov, un idolo dei nostri cari amici del King Of Kippax, freme per rientrare da protagonista a scaldare i cuori della parte azzurra di Manchester, Mr. 32,5 milioni di pounds corre davvero il rischio di fargli da riserva!

lunedì 16 marzo 2009

CHELSKI-CITY 1-0: TRA DUBBI E CERTEZZE ...


Scrivere di una sconfitta non è mai piacevole, soprattutto dopo che il City delle ultime settimane aveva fatto sperare in un risultato migliore. Gli uomini di Mark Hughes non hanno giocato di sicuro la loro miglior gara, ma hanno avuto la sfortuna di incontrare un Chelsea rivitalizzato dalla cura Hiddink e che sta esprimendo un calcio di ottima fattura. Il City tuttavia si è piegato ai londinesi, ma non è stato di certo travolto come era accaduto un anno fa quando il passivo fu imbarazzante.
L'1 a 0 finale ha mostrato infatti come i mancuniani siano riusciti a limitare i danni contro una delle squadre tra le migliori nel panorama europeo e come abbiano trovato un ottimo centrale nel giovane Onuoha, di gran lunga il migliore in campo. Altre note positive sono venute dall'argentino Zabaleta, autentico motorino a centrocampo (davvero ottima l'idea di Hughes nell'averlo spostato in quella zona del campo) e dal graduale rientro del bulgaro Bojinov che ha mostrato qualche sprazzo del suo talento nei pochi minuti in cui ha calcato il terreno di gioco.
E' naturale di come non ci siano solo lati positivi in questa ventinovesima giornata di premier: prime note stonate sono di sicuro la prestazione di Robinho ed Elano che sono tornati ad essere due autentici fantasmi. Elano nella posizione di vertice alto di centrocampo sembrava camminare per il campo, incapace di dare il ben che minimo di aiuto sia a Zabaleta che a Caicedo.
Hughes purtroppo è stato costretto, per le assenze di Kompany e De Jong, a riproporre contemporaneamente Elano e Ireland e questo ha penalizzato anche l'irlandese che, per creare una cerniera nella mediana, ha dovuto limitare le sue incursioni in fase offensiva. Il peggiore comunque è stato Robinho che ha vagato, come ormai gli capita spesso, per il campo, sbagliando anche i passaggi più facili e risultando inefficiente sia in fase avanzata che in fase di ripiegamento. Il talento brasiliano in questo momento è deleterio per i citizens tanto che la migliore gara degli uomini di Hughes è stata proprio contro l'Aston Villa quando è mancato proprio Robinho. Tante volte è stato proprio l'allenatore Hughes oggetto di critica da parte nostra e di buona parte della tifoseria, ma in questo frangente della stagione non si può proprio rimproverare nulla al tecnico gallese.
La nostra squadra gioca un piacevole calcio, anche se il cronista di Skyitalia Massimo Marianella (quello che chiamava sempre il nostro ex terzino Stephen Jordan con il nome Simon!) la pensa diversamente. Oggi in telecronaca ha affermato che il City gioca quest'anno davvero un calcio brutto, ma sinceramente se così fosse il City non sarebbe il quarto attacco del campionato insieme all'Arsenal! Il fatto è che Marianella ha un'antipatia molto profonda per noi. Probabilmente non ha visto molto spesso gli uomini di Hughes quest'anno, intento com'è ad elogiare il suo Arsenal ed il Chelsea.
Sicuramente ci sono state occasioni in cui Wright Phillips e compagni hanno trovato difficoltà a superare difese ermeticamente chiuse, ma io ed altri ricordiamo quante volte il City abbia espresso un gioco fatto di passaggi di prima e triangolazioni degne dell'élite del calcio europeo. A queste critiche comunque noi del City siamo abituati e non ci toccano più di tanto, visto che siamo abituati a non essere privilegiati dalla stampa italiana. Ora ciò che conta è proseguire il sogno europeo e sperare che i brasiliani si sveglino finalmente da questo brutto letargo. La primavera è alle porte!
PIERANDREA CASTO

venerdì 13 marzo 2009

CITY-AALBORG 2-0: 3 MOSCHETTIERI ... + UNO!


E' all'insegna di un ritrovato spirito di gruppo che Mark Hughes, alla vigilia di quest'andata degli ottavi di Coppa UEFA, si era insolitamente sbilanciato coi cronisti di tutto il mondo accorsi a Carrington. "Finalmente nel nostro spogliatoio sono riuscito a far capire una cosa molto importante: hanno diritto di restare al City solo quei giocatori disposti a impegnarsi fino in fondo in qualsiasi partita, in campo o in allenamento!" ha esclamato gonfiando il petto Sparky.
In effetti, come già avevamo visto la scorsa settimana nel bel match casalingo vinto contro l'ambizioso Aston Villa, i nostri amati Blues si sono mossi con un mix di prudenza, grinta e intraprendenza che ha stupito piacevolmente il pubblico accorso al COMS e noi fans italici, sfegatati spettatori della diretta televisiva su Sportitalia.
Questi danesi dell'Aalborg, non dimentichiamolo, hanno disputato in autunno con onore la Champions League avendo vinto il titolo nazionale la scorsa stagione. Ebbene, fin dalle prime battute di gioco, il City ha imposto la legge della squadra consapevole di essere più forte tecnicamente e tatticamente. Sugli scudi, naturalmente, il meraviglioso trio di fantasisti Ireland-Robinho-SWP, sorretti dalle corse sfrenate e dai generosi tackles di un Pablo Zabaleta che, a due terzi della stagione, dimostra sempre più di essere un meraviglioso incontrista.
Caceido va in gol al 7°, su splendido assist di Robinho, poi il monologo dei nostri skyblues trova il culmine alla mezz'ora con lo splendido destro del nostro nazionale Shaun Wright Phillips: ottavo gol in stagione per lui e non è poco! Certo, non bisogna dimenticare l'assestamento della nostra difesa che, attorno ai sempre più convincenti Dunne e Onuoha, dà prova di una solidità e di una compattezza incredibile. Uno dirà: ma c'è voluto tutto questo tempo per Hughes? Infortuni e, soprattutto, incompatibilità con certi giocatori sono stati per me la causa di questa lunga attesa.
Il resto della gara se ne va con i nostri moschettieri che costruiscono e buttano al vento almeno sei o sette possibilità concrete di aumentare lo score in vista del ritorno fra una settimana.
Elano, come al solito, non convince troppo con quei suoi lanci lunghi francamente incomprensibili ma si batte lo stesso come un leone. Staffetta al 15° della ripresa fra Big Phil e il sempre più promettente e battagliero gallese Chad Evans e, negli ultimi minuti quando la pressione dei generosi ma inconcludenti campioni di Danimarca si fa più intensa, ritorna in campo dopo almeno 7 mesi con un'insolita chioma fulva e riccioluta il 19enne Kevin Etuhu.
Pubblico in festa, un'altra serata felice in compagnia dei Blues mancuniani è trascorsa: che volete di più, amici Citizens? E' pur sempre una stagione di transizione, questa: non dimentichiamolo, please!

mercoledì 11 marzo 2009

DIECI ANNI FA ...


... sapete dove giocava il nostro caro Manchester City? Precisamente nella Nationwide Division 2, vale a dire la serie C italiana! A ricordarlo a tutti noi provvede in questi giorni un curioso topic dell'affollato forum on line Mancity.net che, con una punta di velata nostalgia, ricorda come a battagliare in campetti terribili dell'Inghilterra come Lincoln, Northampton, Doncaster e York ci andarono in completo giallonero (la nostra curiosa divisa da trasferta di allora) i signori:
Nigel Clough, Shaun Goater, Richard Jobson, Lee Crooks, Paul Beesley, Michael Brown, Nick Weaver, Tommy Wright, Stephen Rimmer, David Morley, Barry Conlon, Murtaz Shelia, Ray Kelly, Craig Russell, Chris Greenacre, Neil Heaney, Gerard Wiekens, Ged Brannan, Tony Vaughan, Kakhaber Tskhadadze, Lee Bradbury, Ian Bishop, Kevin Horlock, Scott Hiley, Alan Bailey, Neil Morley, Andrew Porteous, Alan Reilly, Michael Brown, Paul Dickov, Gary Mason.
Sarebbe bene ricordarcene, amici Citizens italiani, quando spesso insistiamo a cercare il pelo nell'uovo nel dibattere i problemi del City odierno. Allora, come si dice sotto al Cupolone, non c'era trippa per gatti. Nel senso che di sterline ce n'erano giusto il necessario per pagare, a scadenze non sempre puntuali, questo o quel giocatore che, perciò, attuava ogni tanto il cosiddetto sciopero bianco. Tutto il mondo è paese, no?
Quell'annata finì, come ognuno di noi sa, in gloria con il famoso e drammatico spareggio di Wembley contro il Gillingham di cui ho recentemente parlato per celebrare il nostro bomber scozzese Paul Dickov. E questa come finirà? Beh, affrontiamo squadroni come Arsenal, Chelsea o i perfidi cugini della periferia lottando per un non disprezzabile settimo posto in Premier League. Direi che, per ora, può bastare. Per ora ...

domenica 8 marzo 2009

TIFARE CITY SIGNIFICA ...

(foto di Richard Tucker)

Tifare City è... vedersi arrivare per sms da un milanista: “Non avrete mai Kakà”, ricordandosi che TU tifavi City. E questa dovrebbe essere per te un'onta.

Tifare City è... sentirsi dire anche: “Ma aspetta, il City è quello dove gioca Rooney, no?”

Tifare City è... Ricordarsi del Gillingham. E in Italia non è facile.

Tifare City è... Quella meravigliosa foto di Goater circondato dai tifosi fuori da Maine Road, come una persona qualunque.

Tifare City è... subire (ancora per poco, speriamo) le angherie dei simpatizzanti dei rags ai quali rispondere “Zitto tu, che giochi a Salford, vai a fare il derby con lo Stockport!”. E la maggioranza non capisce cosa tu abbia detto. A quel punto hai vinto.

Tifare City è... Odiare col cuore C.Ronaldo ma sperare che si vesta di skyblue, prima o poi. E ciò in qualche modo significa amare il calcio. Perchè sarà anche presuntuoso, ma ammettiamolo: è decisivo.

Tifare City è... Inventare le banane gonfiabili da piazzare sugli spalti senza intenti razzisti.

Tifare City è... Essere la prima squadra di Manchester per tre giorni, finchè i rags non vincono la Coppa dei Campioni, e ricordarsi di quei tre giorni vantandosene.

Tifare City è... tremendamente difficile, a volte, ma la fede rags senza i trionfi se ne va, la fede citizens, che è vissuta, resta.

Tifare City è... l'ultima dell'Emiro (“chi prendiamo oggi? Messi o Buffon?”)

Tifare City è... tanto tempo fa, sul Guerin Sportivo, cercare i risultati di Championship per vedere come va, e scoprire che per fortuna non va male.

Tifare City è... subirsi il fratello scarso di Wright-Phillips finchè non torna quello vero. Per fortuna!

Tifare City è... al mercato vedere uno con la t-shirt azzurra “Mancs, not yanks” e mettersi a ridere perchè non ti aspettavi mai d'incontrare un altro citizen nella provincia lombarda.

Tifare City è... pagina 295 del televideo ogni maledetta domenica sera non estiva!

Tifare City è... gli alunni che ti dicono il lunedì “Prof, ha visto? Il City ha vinto!”

Tifare City è... essere sempre e comunque romantici e controcorrente!

City till we die!

FABIO R.

venerdì 6 marzo 2009

CITY-VILLA 2-0: NOI ITALIANI C'ERAVAMO!


Mercoledì 4 marzo 2009, ore 11 di un mattino piovosissimo, a Malpensa. Finalmente lo speaker chiama a presentarsi all'imbarco tutti i passeggeri del volo FlyBe diretto a Manchester: io non sto più nella pelle! E' il gran giorno del match di Premier scelto per la mia abituale trasferta per una gara casalinga del nostro City in Premier. Salgo sull'aereo già in trance e, per ammazzare l'ora e venti di volo, sfoglio un paio di quotidiani riflettendo sulla nostra stranissima stagione. Gol segnati finora = 43, davvero molti se si pensa che non abbiamo in organico un centravanti vero! Gol subiti = 36, ahimè sono un'enormità ed alcuni sono stati davvero clamorosi per il modo sciagurato in cui li abbiamo incassati. Cosa attendersi per stasera? Assenze importanti si annunciano: Bellamy, Robinho, Richards oltre ai soliti lungodegenti Petrov e Johnson. A farci visita saranno i Clarriet&Blues di Birmingham, autori finora di una stagione formidabile, addirittura quarti in classifica e quindi in piena lotta per un posto nella prossima edizione di Champions League. Un cliente davvero difficile, sulla carta, il club guidato dal nostro ex nell'81/82 Martin O'Neill, eppure ...
Atterraggio in perfetto orario, fuori il tempo si annuncia poco nuvoloso e un po' ventoso: mi avvio in sala d'attesa perché da Roma arriverà nel giro di una mezz'oretta un Citizen DOC conosciuto su FB. Alessio Rizzo compare all'improvviso, avvolto in una sciarpone skyblue fine Anni Novanta. Tempo un paio di minuti ed è come se ci conoscessimo da anni! Lo guardo ammirato mentre mi parla della sua passione, che è anche la mia, per la storia e le tradizioni di un club speciale come è il nostro Man City.
Dall'areoporto ci spostiamo alla Rail e, sorpresa delle sorprese, scopriamo che nevica e pure parecchio! Un segno del destino? Mah, fatto sta che dopo una decina di minuti le nuvole piano piano si diradano ed il cielo diventa sempre più blu. Alla Rail c'è un piacevole trenino che, in soli 20 minuti, ci accompagna tranquilli in centro città. Lì abbiamo prenotato un hotel proprio dietro Piccadilly Square e scopriremo quanto sia comoda questa sistemazione al momento di trasferirci allo stadio. Il bus 216, infatti, va e viene da qui fino al City Of Manchester impiegando 10 minuti, un quarto d'ora al massimo: d'altra parte noi siamo il City e giochiamo a Manchester, mentre altri vanno a rischiare l'incolumità personale verso la rovente periferia di Salford ... lasciamoli pure andare, gli stramaledettissimi rags, al loro destino!
Arriviamo allo stadio verso le otto e, appena entrati, ci accolgono i nostri cari amici Mancunians Ian e Phil. Con loro ripeto gli stessi riti propiziatori di ogni mia presenza sugli spalti: birra Forster acquistata nel Bert Trauttman Corner, strizzatina d'occhio maliziosa alle bariste davvero carine, poi come sempre la mamma di Ian, supertifosa baldanzosa che ha appena compiuto 73 anni, mi abbraccia e fa per la prima volta la conoscenza di Alessio. "Ah, che simpatici questi Popists italiani!" mormorerà poi compiaciuta di noi a suo marito John, rimasto a casa perché totalmente a digiuno di football.
A dieci minuti dall'inizio prendiamo posto nel nostro settore: è il 140, leggermente laterale rispetto alla mitica curva del North Stand, cuore che batte incessantemente per i nostri amati Blues. Io e Alessio rimaniamo estasiati: l'atmosfera è magnifica, il calcio qui è davvero una religione e noi, assieme agli altri 40.173 spettatori di questo City-Villa, ci sentiamo come i componenti di un coro gospel, partecipi come i giocatori, la terna arbitrale e i dirigenti ad una messa cantata di vero calcio!
Fischio d'inizio e si vede subito che sarà una grandissima partita! Il 4-2-3-1 di Hughes ha un solo anello debole: l'ecuadoregno Caceido, unica punta, non riesce a difendere un pallone che sia uno e per giunta si fa schiacciare all'indietro dalla ferrea difesa dei Villans. Tolto lui, gli altri Citizens però giocano tutti alla grande. E il pubblico? Ragazzi miei, ho ancora i brividi addosso a scriverne adesso! Qua e là la pancia del North Stand eccheggia di borbottii che, in un batter d'occhio, si trasformano nei leggendari canti ben noti a tutti: in campo, intanto, al 21° capita la prima grossa occasione sui piedi di Wright Phillips dopo fraseggio vorticoso con Elano e Ireland: sinistro fuori di un soffio! E' il prologo del gol che giunge un minuto dopo: lancio smarcante di Elano di nuovo a Shaunie che, mentre sta per fulminare dalla sinistra l'incolpevole Friedel, è messo giù da Milner. Il ref, impeccabile, indica subito il dischetto del rigore e, trenta secondi dopo, Elano trasforma dopo aver preso una strana rincorsa con un destro a mezz'altezza solo intuito dal bravissimo portiere statunitense dei Villans: 1-0 per noi!
La gara continua su ritmi elevati, c'è quel Luke Young che fa davvero prodigi sulla due fasce per loro ma, stasera, da entrambi i lati Zabaleta e Bridge sono colonne invalicabili, per lui come per gli altri suoi compagni. Le occasioni si susseguono da una parte e dall'altra, il primo tempo finisce e gli applausi per i nostri fioccano convinti: chissà se nella ripresa ...
Nell'intervallo la gente sciama verso l'immenso corridoio che collega tutti i settori dello stadio: nessuno che fa casino, visi sereni, tanti, tantissimi bambini accompagnati dai papà, dalle mamme e in certi casi dai nonni si sentono protagonisti anche loro dell'evento sportivo cui assistono. Questa è l'Inghilterra degli stadi, amici miei: paragonarla alla nostra povera Italia sarebbe un sacrilegio! Perché? Beh, i media come da noi cercano di seminare zizzania provocando qualche polemica ma loro, i giocatori e gli addetti ai lavori, conoscono una sola regola: tutto finisce lì, nel rettangolo di gioco, perchè i tifosi non vanno provocati con atteggiamenti spocchiosi, con simulazioni, o con dichiarazioni irrresponabili prima o dopo le gare: da noi, invece ...
Il secondo tempo, se possibile, è ancora più bello del primo! O'Neill sostituisce subito Davies, difensore centrale, con Carew, solido centravanti ex Roma e la potenza d'urto dei Villans minaccia sfracelli. Può il City difendere a lungo un vantaggio così esiguo? Sì, se si hanno a disposizione due difensori centrali come quelli di ieri: mai visto un Dunne così puntuale a spazzar via palloni e a far sportellate nei limiti di un sano agonismo, mai visto un Onuoha calmo e allo stesso tempo ruggente nel sopraffare qualsiasi iniziativa a pochi passi da Given. In compenso quando dalla nostra area di rigore possono ripartire i vari SWP, Elano ed Ireland lo spettacolo è garantito! Gioco a due, massimo tre tocchi che migliora di colpo quando, uscito Caceido, entra il giovane e puntiglioso Chad Evans: un secondo dal suo ingresso, di petto appoggia un bel cross da sinistra di Bridge all'accorrente Elano che spara di sinistro costringendo il solito Friedel ad una superparata in corner. Tutto sotto ai nostri occhi!
Il finale è palpitante, sembra che i Villans da un momento all'altro possano pareggiare e invece, a due dal termine, l'apoteosi! Il reaparecido Bojinov, entrato per pochi minuti di alta classe al posto di un Elano che ha ormai dato tutto, appoggia preciso a SWP sulla sinistra. SWP scambia in un nanosecondo con Ireland e va a raccogliere l'invito del suo compagno per estrarre dal suo cilindro magico un destro beffardo che va a spegnersi nell'angolino basso alla sinistra di Friedel. E' il 2-0 finale, ci abbracciamo tutti come se fossimo vecchi amici che han vinto al superenalotto: da quanti anni il City non giocava una partita così bella?
Ora siamo ottavi in classifica ma, quel che più conta, abbiamo una squadra che lotta e si diverte. Ce n'è voluto di tempo, ma io e Alessio torniamo felici in Italia, convinti di aver dato il nostro piccolo contributo alla causa di un City finalmente vincente, e senza discussioni!

lunedì 2 marzo 2009

WEST HAM-CITY 1-0: SENZA UN CENTRAVANTI VERO ...


Sconfitta bruciante e, forse, immeritata del City ad Upton Park ad opera di un duo di quasi esordienti, l'ugandese ex Brescia Savio e il gallese Collison, proprio quando il match sembrava destinato a un'equa spartizione della posta in gioco.
Non facciamoci condizionare dalle solite chiacchiere in libertà del telecronista SKY di turno! Ieri, infatti, ben poco aveva costruito in fase di attacco la sbarazzina squadra dell'Est londinese allenata dall'indimenticabile Tamburino Sardo Gianfranco Zola. Un City davvero ben messo là dietro stava approfittando dell'ottima vena di Dunne e Onuoha, saggezza più gioventù, in grado di spazzare senza problemi i tentativi spesso confusi dei vari Cole e Di Michele.
Addirittura le uniche vere palle gol le avevamo costruite noi con Robinho, sfortunatissimo a non ribadire in gol due tentativi sotto misura con Green che pareva ormai battuto, e invece ...
Invece il grave e del tutto casuale infortunio capitato alla fine del primo tempo all'albanese Behrami ha costretto Zola ai ripari. E' entrato questo giovane centrocampista di fascia 19enne che, lungi dal provare un benchè minimo turbamento per essere all'esordio in Premier League, ha svariato in lungo e in largo su tutto il fronte offensivo degli hammers. Al 70° il patatrac: grande azione in solitaria sulla sinistra, palla sul destro e tiro a rientrare che costringe il nostro Given a una deviazione spettacolare ma inutile. Infatti, pronto come un falco, Collison ha deposto alle sue spalle il più facile dei tap in e, per il nostro City, è stata notte fonda!
La mancanza cronica di una prima punta in grado di battagliare alla pari con difensori centrali di peso come quelli di ogni club partecipante alla Premier viene a galla proprio in questi momenti. Bellamy, pur bravissimo, non è e non sarà mai adatto a fare il centravanti e l'ecuadoregno Caceido, entrato al 20° per sostituire l'infortunato Richards, è ancora acerbo per certi palcoscenici.
Portiamo così a casa l'ennesima sconfitta in trasferta di questa strana stagione e, allo stesso tempo, io e il mio caro amico romano Alessio Rizzo ci prepariamo alla nostra trasferta su al COMS per la gara interna di Premier contro l'ambizioso Aston Villa di Martin O'Neill.
North Stand, Italian City fans are cooming back again!

venerdì 27 febbraio 2009

CITY-FC COPENHAGEN 2-1: UNA VITTORIA CON DEDICA A …


“Ho saputo mercoledì mattina che era morto mio cugino, uno dei miei migliori amici, e dedico alla sua memoria questa doppietta!” Craig Bellamy, descritto da tutti i media anglosassoni come una specie di mercenario sempre a caccia di un maxi ingaggio, ha un cuore grande così e noi, tifosi Citizen italiani, lo abbiamo compreso subito!
Ieri sera, sotto la pioggia battente che ha accompagnato City e FB Copenhagen nel loro ritorno dei sedicesimi di Coppa UEFA, il bomber gallese ha letteralmente trascinato i suoi compagni di squadra alla vittoria. I suoi gol, entrambi belli e rapinosi, sono venuti solo nel finale, al 73° e all’80°, e hanno coronato una prestazione agonisticamente valida di tutti gli undici Blues prescelti da Hughes. Già nel primo tempo si vedeva lontano un miglio come il gioco di rimessa dei vari Robinho (finalmente in ripresa, ma quanti gol sbagliati!), Ireland e Shaun Wright Phillips avrebbe sfiancato un po’ alla volta la strenua difesa dei danesi.
Non è solo al cugino di Craig che vorremmo fosse dedicata la qualificazione storica del nostro City agli ottavi della futura Europa Cup.
Io e gli altri iscritti a Italian Blue Moon ricordiamo oggi con una certa commozione la scomparsa, dovuta a breve malattia, del nostro grande amico Peter Gatrell. Peter era il presidente della Disable City Branch, vale a dire il club che raggruppa quei tifosi della parte blu di Manchester che hanno handicap fisici. Io e Alex Mariani lo dovevamo incontrare, dopo esserci scambiati parecchie mail nei mesi precedenti, alla riunione dei cari Reddishblues al Townley Pub nell’aprile del 2007. Volevamo consegnargli di persona una donazione necessaria a comprare qualcosa che potesse alleviare l’invalidità permanente di qualche iscritto della sua branch. Peter, quel giorno, doveva festeggiare assieme alla moglie Sue e alle sue due figlie la sua deliziosa nipotina: ma lasciò al nostro comune amico Alex Channons una toccante lettera di ringraziamento, che conservo gelosamente, a tutti noi di Italian Blue Moon.
Avrei tanto voluto incontrarlo di persona la prossima settimana in occasione della gara infrasettimanale di Premier con l’Aston Villa, e invece …
Riposa in pace, caro Peter! Per noi fans italiani sarai sempre la grande anima di questa fetta particolare dei Blue Mancunians!

lunedì 23 febbraio 2009

REDS-CITY 1-1: CHI LA FA L'ASPETTI!


Chi la fa, l'aspetti! Ho ancora negli occhi la bella quanto sfortunata prestazione del City all'andata contro la corazzata agli ordini di Rafa Benitez. Quel giorno fummo rimontati anche grazie all'espulsione di Zabaleta per dubbio fallo sul loro regista di centrocampo nonché abile cascatore Xavi Alonso: si era sul 2-1 per noi a una ventina di minuti dal termine. Dopo i reds avrebbero completato la rimonta con un assedio disordinato quanto produttivo causa le ripetute amnesie della nostra difesa guidata da Dunne, ma a me e a molti altri rimase l'amaro in bocca per il comportamento poco signorile del nazionale iberico campione d'Europa.
Chi la fa l'aspetti! Nella foto qui sopra la grinta gioiosa del nuovo talento olandese del centrocampo, Nigel de Jong, ieri il miglior uomo in campo, sintetizza alla perfezione il pareggio colto con pieno merito dal City ad Anfield Road, lo stupendo tempio dei Red Scousers.
Si osserva un primo tempo condotto con grande equilibrio tattico, grazie anche alle scelte per una volta assennate, di Hughes. Il manager gallese, dovendo sopperire alla grave assenza di Wright Phillips, si inventa un trio di centrocampisti centrali (Zabaleta, Kompany e de Jong) tenaci quanto produttivi martelli a difesa della propria area. Risultato? Il temuto assedio dei reds secondi in Premier alla porta di Shay Given non sortisce effetto, anzi! Alcune vivaci ripartenze ispirate dal solito folletto di Cork, Steve Ireland, e la ritrovata vena della stella Robinho invece preoccupano non poco la Kop e, al 6° della ripresa, i nostri amati Blues vanno in vantaggio!
Chi la fa l'aspetti! Sull'asse de Jong-Kompany il pallone arriva all'ex Craig Bellamy che fa secco Reyna anche grazie a una deviazione del connazionale Arbeloa. Su Anfiled scende all'improvviso il gelo, mentre i generosi Mancunians presenti innalzano i soliti cori gioiosi. Vuoi vedere che ...?
A riportarci coi piedi piantati per terra provvede al 78° il meraviglioso olandese tuttofare Kuyt, approfittando dell'unica distrazione difensiva di Dunne: pareggio in fondo giusto doveva essere e pareggio è stato ma, diciamolo in tutta franchezza, se questo Liverpool pretendeva di lottare fino in fondo coi nostri odiati cugini per il titolo, ieri ha perso ogni speranza.
Chi la fa l'aspetti! L'amarezza dell'andata è così finita nel dimenticatoio e ora non resta che concentrarci sul ritorno dei sedicesimi di Coppa UEFA contro i bianchi del FC Copenhagen. Partiamo da un 2-2 che ci permetterà di giocare il calcio che preferiamo: quello fatto di ripartenze sapientemente orchestrate e talvolta finalizzate in prima persona dal nostro uomo squadra The Bald One, al secolo Steve Ireland.
Dita incrociate, amici, e come sempre ... City Till We Die!

giovedì 19 febbraio 2009

IL PUNTO BY PIERANDREA CASTO


(Statua di Colin Bell al Museo del COMS-foto di Richard Tucker)
Ritorno a scrivere del City dopo qualche settimana di assenza, ma senza che il campionato dei citizen abbia subito cambiamenti eclatanti. Dopo la finestra di mercato di gennaio, la rosa è sicuramente più competitiva di quanto fosse alla fine di agosto. Tuttavia reali cambiamenti nei risultati e, soprattutto, nel gioco non ci sono stati, anzi! Se la squadra prima alternava partite scadenti a goleade eclatanti, nell'ultimo mese e mezzo si sono alternate vittorie sofferte a umiliazioni degne della retrocessione nella allora Second Division del 1998.
Non è giusto nel calcio addossare tutte le colpe a un'unica persona, ma in questa situazione non si può che incentrare l'indagine di colpevolezza su Mark Hughes. Ve ne spiego il motivo: senza nulla discutere sulla bravura dell'ex centravanti del Chelsea, che ammiro per la sua compostezza e l'educazione che mantiene in panchina e in sala stampa, ci sono troppi indizi che spingono ad indicare lui come caprio espiatorio di quest'annata fin qui tutt'altro che spettacolare.
In primis il manager gallese non è riuscito a creare un gruppo che fosse unito sia fuori che soprattutto in campo dove si possono notare ad ogni gara solo ed esclusivamente grandi individualità senza che vi sia intesa tra i singoli.
Secondo indizio è la mancanza di manovre ben orchestrate. Davanti a formazioni ben chiuse (esempio lampante la gara di Stoke), Ireland e compagni seguono sempre passaggi orizzontali, lasciando il destino di ogni azione all'ingegno individuale.
Terzo e ben più grave indizio è sicuramente lo scontro tra il tecnico e i giocatori leader della squadra: Robinho non gioca bene dalla trasferta di Blackburn ed Elano, con Hughes in panchina, non ha mai disputato una gara degna del suo nome. Entrambi hanno invece messo in ginocchio i nostri "azzurri" nell'amichevole di Londra. L'unico significato che mi viene in mente è che alcuni giocatori non si impegnino a pieno in maglia skyblue e l'esplosione di Jo nelle fila dell'Everton ne è la riprova più evidente. Quest'ultimo è un segnale allarmante di come ci sia una frattura molto forte all'interno dello spogliatoio, che non deve essere letto esclusivamente dando la ragione a Elano e soci. Questa è una situazione frequente nelle squadre di un certo spessore, e chiarisce inequivocabilmente che serve al City un allenatore che sappia gestire meglio il rapporto con le "prime donne". Guardo con nostalgia ai tempi di Pearce quando ogni giocatore dava il 150% anche perché stimolato da un allenatore sanguigno.
Stasera in Danimarca si gioca una gara importantissima perché dopo le delusioni in Coppa di Lega e FA Cup, solo attraverso la coppa UEFA si può sperare di alzare un trofeo a distanza di 33 anni dall'ultimo trionfo. Ci aspettano i temibili danesi del Copenhagen, ancora in letargo nel loro campionato nazionale e quindi concentrati più che mai sulla gara odierna. Facendo tesoro di quanto accaduto ieri tra Aalborg e Deportivo La Coruna (3 a 0 per gli altri danesi ancora rimasti in gara in questo torneo) è necessaria una prestazione ottimale. Anche perché tra oggi e domenica ad Anfield contro il Liverpool si deciderà probabilmente il futuro di Hughes sulla panchina del City. I risultati non possono più attendere soprattutto perché ad oggi anche i campioni più bravi sembrano bidoni una volta indosso la maglia del City.
PIERANDREA CASTO

domenica 15 febbraio 2009

POMPEY-CITY 2-0: MAL DI TRASFERTA!

Encefalogramma piatto. Giocatori che sembrano addirittura svogliati o indifferenti guidati da un manager che dà chiaramente l'impressione di capire poco dell'andamento di ogni gara. Mal di trasferta confermato anche ieri da un City che, pur privo dello squalificato Wright Phillips e all'ultimo momento di Micah Richards, è stato irriso per l'ennesima volta in stagione da avversari tutt'altro che irresistibili. La foto qui sopra riprende il momento della sostituzione, forse tardiva, di uno spento Robinho tre minuti prima di subire il gol del vantaggio dei Pompey.
Era il 67° e prima, incredibile ma vero, nè i padroni di casa nè noi avevamo costruito la parvenza di una palla gol. Loro, per lo meno, provavano a dare tutto quel che avevano per metterci in difficoltà. Noi ci difendevamo con ordine ma, una volta che riconquistavamo la palla, non eravamo in grado di creare azioni offensive importanti. Perché?
L'indice accusatorio, comunque, non va posto solo nei confronti dell'asso brasiliano. Tolti il quasi esordiente Shaleum Logan e la colonna della difesa Nedum Onuoha, nessuno si è salvato dalla bocciatura solenne di Fratton Park. Novanta minuti senza tirare in porta e soprattutto senza assommare più di due passaggi esatti mettono ora sulla graticola Mark Hughes. I tifosi su a Manchester non sanno più cosa pensare del manager gallese così duro e inflessibile nel far rispettare le regole dello spogliatoio eppure così povero di insegnamenti quanto a trame di gioco. Cresce il disappunto, ora però si fa fatica a nascondere la rabbia, nei forum su Internet e nei dialoghi concitati fra una Guinness e un fish & chips, verso un personaggio che si è presentato con ottime referenze per il suo lavoro a Blackburn. Intanto a Città del Messico pare che l'allenatore di quella nazionale, stufo di un ambiente che molto ha promesso e poco o nulla ha mantenuto, stia per far le valige diretto ancora una volta nel Regno Unito. Il suo nome? E' un certo Sven Goran Eriksson: vuoi vedere che ...

giovedì 12 febbraio 2009

RYAN AIR CI PORTA A TIFARE CITY!


Salve a tutti, amici della parte blu di Manchester! Colgo l'occasione della nuova promozione Ryanair per dedicare un post agli amici del blog riguardante la squadra del Manchester City. Le nuove vantaggiosissime tariffe della compagnia irlandese creano qualche occasione in più per andare a vedere dall'Italia una partita al City of Manchester Stadium e per tifare Robinho & C. Ecco le occasioni a nostra disposizione fino ad Aprile dal Nord della penisola.
Tutte le partenze sono da Orio al Serio, gli orari indicati sono sempre quelli locali (ora italiana o ora inglese). I biglietti sono soggetti a disponibilità e finiscono molto in fretta.Il 4 Marzo alle 19.45 si gioca Manchester City - Aston Villa.Per l'andata c'è un volo il 3 Marzo che parte alle 17.50 e arriva alle 19.45 al costo di € 0,01.
Per quanto riguarda il ritorno si può scegliere tra:
5 marzo 19.35 - 22.45 al costo di € 10;
7 marzo 19.35 - 22.45 al costo € 0,01.
Il 21 Marzo alle 15.00 si gioca Manchester City-Sunderland. L'andata del 19 marzo costa € 10, partenza alle 17.50 e arrivo alle 19.45.
C'è un volo di ritorno la sera stessa del match che parte alle 19.35. C'è il rischio di non arrivare in tempo per prendere il volo. Dipende molto dal mezzo di trasporto che si utilizza per raggiungere l'aeroporto, il costo è di € 48,11. Una soluzione più tranquilla, forse un po' troppo tranquilla, ci sarebbe il 24 Marzo e costa solo un centesimo.
L'11 Aprile alle 15.00 si gioca Manchester City-Fulham. Forse questa è la più difficile da organizzare, l'andata costa € 39,79 ed è il 9 Aprile con partenza alle 18.50. Il ritorno da un centesimo c'è, ma bisogna attendere fino al 14 Aprile con decollo da Manchester alle 20.35.
Il 18 Aprile alle 15.00 si gioca Manchester City-West Bromwich.
Per l'andata c'è un volo il 16 Aprile alle 18.50, prezzo del biglietto € 19,80. Anche questa volta possiamo scegliere tra due ritorni, uno la sera stessa della partita (alle 20.40) quindi con un po' di ansia e uno qualche giorno dopo (il 21 Marzo). Entrambi a € 0,01.
I biglietti da un centesimo sono acquistabili solo fino al 15 Febbraio. Purtroppo non ho trovato offerte per la prossima sfida di Coppa Uefa contro il Copenhagen. Naturalmente c'è un solo sito dove verificare date, orari, prezzi e naturalmente per prenotare:
http://www.ryanair.it/

Se non sapete come si ottengono i voli a un centesimo, leggete qui:


Ogni occasione è buona per partire... e per tifare Man City!

LORENZO City Till I Die

domenica 8 febbraio 2009

CITY-BORO 1-0: GIVEN, AN INSTANT HEROE!



Mai, a memoria di Citizen, l'esordio di un portiere a custodia della nostra porta è stato più felice di quello del nazionale irlandese Shay Given! Quattro paratone una più bella dell'altra, tre delle quali con un fastidioso sole in faccia, hanno stupito piacevolmente tifosi e addetti ai lavori presenti ieri sugli spalti del City of Manchester. Il Sunday Telegraph, a tal proposito, ha coniato per Shay un appellativo davvero azzeccato: "instant heroe"!

Un Boro giunto con l'acqua alla gola e ben messo in campo da Southgate ha subito per larghi tratti la superiorità tecnica e tattica degli skyblues di Mark Hughes. Però il brasiliano Afonso Alves, in un modo o nell'altro, s'è presentato davanti a Given come per una sfida all'OK Corrall. Le ha provate tutte, l'ex attaccante dell'Herenveen, pur di segnare un gol che sarebbe stato pesantissimo da rimontare: ma il nuovo n°37 giunto pochi giorni fa dal Newcastle ha sfoderato il meglio del suo repertorio di infaticabile perfezionista.

Craig Bellamy ha così potuto porre la sua inconfondibile firma a una gara tesa, combattuta ma in fondo vinta con pieno merito dal nuovo City di Mark Hughes. Siamo sinceri, amici: dopo tante critiche spesso ingenerose, rendiamo finalmente atto al manager gallese che, per dare una fisionomia ben precisa al nostro amato club, c'era davvero bisogno di un terzino sinistro finalmente disinvolto (Wayne Bridge), di un centrocampista infaticabile e dal senso innato della posizione (Nigel de Jong), di una punta veloce, potente e con la tigna giusta per segnare gol a grappoli (Bellamy, appunto) e, last but not least, di un portiere più esperto del bravissimo ma forse ancor troppo acerbo Hart.

Tutti molto bene gli undici scelti da Hughes per la gara di ieri, con la sola preoccupante eccezione di Robinho. L'ex Santos e Real Madrid è evidentemente distratto dalle accuse, tutte da dimostrare, di tentata violenza nei confronti di una ragazza in un night di Leeds. Passerà anche questa, vedrete! Ora ci attende, sabato prossimo alle 17 ora italiana, il recupero di campionato a Fratton Park contro i Pompey di Tony Adams: riusciremo finalmente a sconfiggere il nostro cronico mal da trasferta? Lo scopriremo solo vivendo!

venerdì 6 febbraio 2009

DI PADRE IN FIGLIO ...

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PLATINI? NON SA QUEL CHE DICE!



Ci mancava giusto lui, le roi Michel, a dire la sua sulla mega-offerta fatta dai nostri azionisti al Milan per Ricardo Kakà. Come tutti i veri ipocriti che si rispettino, l'ex campione juventino ha criticato pesantemente il nostro board, reo di avere offerto una cifra spropositata per l'acquisto di un singolo giocatore.
Vien da sorridere al pensiero che, a parlare così, sia proprio il grande giocatore per cui Giampiero Boniperti, su diretto mandato dell'Avvocato Gianni Agnelli e adoperando i soldi pubblici che il governo italiano erogava allora alla FIAT, spese una cifra ritenuta colossale e spropositata dai vertici del calcio mondiale di quei tempi.
Le parole usate a Londra da quest'uomo per censurare il comportamento dei nostri dirigenti muovono a profonda compassione. Ci domandiamo perché quella Juve, perché il Real o il Barcellona, l'Inter o il Milan e, soprattutto in Inghilterra, gli stramaledettissimi rags, Liverpool, Arsenal, Chelsea e Tottenham possono investire in lungo e in largo per acquistare chiunque a qualunque cifra, e noi del City no?
Caro Michel, le hanno mai spiegato la differenza fra sport e industria? Ha mai sentito parlare di libero mercato? Ai suoi tempi i numeri dieci venivano pagati a pane e salame, a rate fetentissime firmando megacambiali con le banche, oppure giocavano praticamente gratis solo per soddisfare la passione dei loro fantastici tifosi? Rifletta meglio la prossima volta che parlerà di noi e, ci creda, noi Citizens sparsi in tutto il mondo ci auguriamo di non dover ricevere dalle sue mani il prossimo trofeo internazionale che conquisteremo, tra l'altro, alla facciaccia sua!

domenica 1 febbraio 2009

POTTERS-CITY 1-0: MAL DI TRASFERTA!



Stoke City mi riporta ad una domenica di fine Ottobre, vissuta al Coms, spettatore privilegiato in terra inglese della prima tripletta sul suolo d’Albione di Robinho. Settimana di bufera per il brasiliano, in campo al Britannia, uno degli stadi più caldi e raccolti della Premier League. Bellamy e De Jong vengono confermati da Hughes titolari inamovibili, ma i potters rappresentano un ostacolo insidioso, con il coltello tra i denti e tanta voglia di salvarsi, costruendo l’impresa tra le mura amiche. Straordinario già prima del fischio d’inizio l’apporto dei nostri tifosi Citizens, che hanno “divorato” la breve distanza che separa le due città.
Kompany indossa ancora la fascia da capitano, vero condottiero in un pomeriggio soleggiato, ma molto freddo e ventoso. Ireland sciupa una grossa chance cercando la volèe invece di servire il liberissimo Robinho alla sua sinistra. Confermano di essere una formazione quadrata ma dalle qualità mediocri i biancorossi locali agli ordini di Tony Pullis.
Sprecano una buonissima occasione in contropiede i ragazzi di Hughes, quando da un calcio d’angolo potters, l’azione si trasforma in un amen da difensiva in offensiva, sull’asse Ireland-Bellamy-Robinho, con il brasileiro che colpisce “alla ciofeca” una palla comoda da spedire alle spalle di Sorensen. Un vero peccato. Il solito schema con rimessa lunga di Delap, ripetuta almeno in tre circostanze, non produce effetti alla generosa, ma compassata manovra dello Stoke City che in casa non subisce gol da quattro partite. Un primo tempo sonnecchiante viene ravvivato dalla mini rissa dopo la mezzora. SWP dopo un contrasto deciso, viene inseguito e steso da dietro da Rory Delap, giustiziere per l’occasione con tanto di calcetto di stizza con SWP a terra. L’arbitro non ci pensa due volte ed estrae il cartellino rosso. La temperatura del Britannia sale, diviene incandescente. Clamoroso all’ultimo respiro, al quinto minuto di recupero, il gran gol di testa di James Beattie – grave esitazione sul suo stacco di Wayne Bridge! - che fa esplodere il pubblico di casa e condanna un rinunciatario e pasticcione City ad un secondo tempo di passione. Non c’è gioco, l’accusa più grave che va rivolta al manager ex Blackburn, capace solo di mettere in campo nuovi acquisti senza dare un’impronta precisa alla squadra. Palla a Robinho: e se non inventa nulla? Se altri giocatori cardini mancano all’appello? Come manca la qualità nel bel mezzo del campo. Il tutto sotto lo sguardo attento dello sceicco Kaldhoon in tribuna. Avanti di questo passo la separazione non potrà che essere inevitabile, al di là delle conferme di facciata. Va bene che il suo guru, Alex Ferguson, è rimasto anni nell’altra metà della città senza vincere nulla, ma Hughes non ha il tempo a sua disposizione. A nulla valgono i tentativi Citiziens, con Elano, entrato nella ripresa, e due volte Bellamy, insieme ad un gol più facile da sbagliare che da segnare, “ciccato” da Robinho solo in area. Un mezzo rigore su Richards viene negato a quattro minuti dalla fine, le proteste lasciano il tempo che trovano. Tempo che è sempre meno amico di Hughes e del suo City che non scampa l’ennesima trasferta deludente della stagione.
City Till We Die! - ALEX MARIANI