venerdì 13 marzo 2009

CITY-AALBORG 2-0: 3 MOSCHETTIERI ... + UNO!


E' all'insegna di un ritrovato spirito di gruppo che Mark Hughes, alla vigilia di quest'andata degli ottavi di Coppa UEFA, si era insolitamente sbilanciato coi cronisti di tutto il mondo accorsi a Carrington. "Finalmente nel nostro spogliatoio sono riuscito a far capire una cosa molto importante: hanno diritto di restare al City solo quei giocatori disposti a impegnarsi fino in fondo in qualsiasi partita, in campo o in allenamento!" ha esclamato gonfiando il petto Sparky.
In effetti, come già avevamo visto la scorsa settimana nel bel match casalingo vinto contro l'ambizioso Aston Villa, i nostri amati Blues si sono mossi con un mix di prudenza, grinta e intraprendenza che ha stupito piacevolmente il pubblico accorso al COMS e noi fans italici, sfegatati spettatori della diretta televisiva su Sportitalia.
Questi danesi dell'Aalborg, non dimentichiamolo, hanno disputato in autunno con onore la Champions League avendo vinto il titolo nazionale la scorsa stagione. Ebbene, fin dalle prime battute di gioco, il City ha imposto la legge della squadra consapevole di essere più forte tecnicamente e tatticamente. Sugli scudi, naturalmente, il meraviglioso trio di fantasisti Ireland-Robinho-SWP, sorretti dalle corse sfrenate e dai generosi tackles di un Pablo Zabaleta che, a due terzi della stagione, dimostra sempre più di essere un meraviglioso incontrista.
Caceido va in gol al 7°, su splendido assist di Robinho, poi il monologo dei nostri skyblues trova il culmine alla mezz'ora con lo splendido destro del nostro nazionale Shaun Wright Phillips: ottavo gol in stagione per lui e non è poco! Certo, non bisogna dimenticare l'assestamento della nostra difesa che, attorno ai sempre più convincenti Dunne e Onuoha, dà prova di una solidità e di una compattezza incredibile. Uno dirà: ma c'è voluto tutto questo tempo per Hughes? Infortuni e, soprattutto, incompatibilità con certi giocatori sono stati per me la causa di questa lunga attesa.
Il resto della gara se ne va con i nostri moschettieri che costruiscono e buttano al vento almeno sei o sette possibilità concrete di aumentare lo score in vista del ritorno fra una settimana.
Elano, come al solito, non convince troppo con quei suoi lanci lunghi francamente incomprensibili ma si batte lo stesso come un leone. Staffetta al 15° della ripresa fra Big Phil e il sempre più promettente e battagliero gallese Chad Evans e, negli ultimi minuti quando la pressione dei generosi ma inconcludenti campioni di Danimarca si fa più intensa, ritorna in campo dopo almeno 7 mesi con un'insolita chioma fulva e riccioluta il 19enne Kevin Etuhu.
Pubblico in festa, un'altra serata felice in compagnia dei Blues mancuniani è trascorsa: che volete di più, amici Citizens? E' pur sempre una stagione di transizione, questa: non dimentichiamolo, please!

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