venerdì 5 giugno 2009

GIUGNO 2009: NASCE ITALIANBLUEMOON.IT!


Cari amici Citizens,
finisce la stagione 2008/09 e, come annunciato da qualche tempo, chiude i battenti anche questo blog dedicato al Manchester City. Visto il grande consenso che ci avete dato in questi due anni di vita, il blog trasloca altrove!
Il nostro nuovo sito www.italianbluemoon.it sarà un web magazine con tanto di redazione e testata giornalistica registrata. Ci occuperemo sempre e solo di City: le novità ed i rumours dell'ultima ora sulla nuova fantasmagorica era di Sheick Mansour, i grandi campioni del passato, due gallerie apposite che raccoglieranno foto e video per noi appassionati dei Blues mancuniani, il gemellaggio sportivo e artistico con i fans degli Oasis, la band dei cari fratelloni Gallagher ... di tutto e di più, insomma, riguardo alla parte skyblue di Manchester.
Inoltre vi ritroverete nel doppio ruolo di lettori e protagonisti: grazie alla sezione City Til We Die! potrete inviarci foto, corredate da vostri commenti, sulle vostre trasferte su a Manchester o su altre iniziative in Italia col nostro City in primo piano.
Sarete anche collegati tramite Facebook, il celebre network sociale, all'omonimo forum di supporters Blues d'Italia e d'Oltremanica.
Potrete tornare qui quando vorrete a rileggere gli articoli o a scaricarvi le foto di questi due intensi anni.
Ma, quel che più conta, vi raccomando adesso di scaricare nei vostri siti preferiti il nuovo link. Solo così potrete continuare a leggerci! Parteciperete così sempre più da vicino alle vicende umane, agonistiche e sociali del nostro e vostro club preferito di Premier League: grazie per l'attenzione e, come sempre, Come On City Forever!

Renato Tubére
http://www.italianbluemoon.it

lunedì 11 maggio 2009

UTD-CITY 2-0: CHE GRIGIORE!


Il 151° derby di Manchester, se da un lato regala agli stramaledettissimi cugini una vittoria che significa quasi certezza di conquista del 18° titolo nazionale, a noi Citizens lascia un pugno di mosche in mano. Colpiti al 18° da una punizione dal limite non certo irresistibile del Nino di Madera e definitivamente affondati dal raddoppio allo scadere del primo tempo ad opera del loro separato in casa, l'argentino Carlos Tevez: nulla ha funzionato nelle scelte tattiche, ancora una volta deludenti, fatte da Mark Hughes! I tre fantasisti alle spalle del poverocristo Caceido son parsi subito poco o per nulla ispirati. I due centrocampisti difensivi, mentre gli avversari ruggivano su ogni pallone, parevano due personaggi in cerca d'autore: mai una diagonale indovinata, pressing solo accennato e, per contro, un'enormità di palle perse preda dei famelici centrocampisti agli ordini di Sir Alex. Tutto troppo facile per i cugini, insomma, e derby che va archiviato il più presto possibile: a malapena si salvano dall'insufficenza i soli Richards, Onuoha e Dunne, mentre per la prima volta in stagione ha toppato alla grande Ireland, quasi travolto dalle trame di gioco ordinate del loro collettivo e incapace di qualsiasi reazione.
Che grigiore, amici! Ora ci attende sabato prossimo un altro impegno proibitivo, almeno sulla carta, in trasferta: gli Spurs di Harry Redknapp vorranno di sicuro congedarsi dal loro pubblico con un successo che faccia dimenticare il bruttissimo inizio di stagione quando a dirigerli c'era il manager spagnolo Juande Ramos. E noi tifosi? Beh siamo ormai tutti proiettati al prossimo 12 agosto, giorno in cui comincerà la prossima Premier League. Chi sarà seduto sulla panchina del Manchester City? Ancora Hughes o ...

mercoledì 6 maggio 2009

CHE RAZZA DI DERBY CI ASPETTA?


Domenica, 10 maggio: primo pomeriggio a Salford, periferia nord-ovest di Manchester. Un Davide in divisa completamente celeste va a sfidare l'impressionante Golia rosso mattone, appena qualificatosi con grande merito per la seconda finale consecutiva di Champions League, nella sua tana disseminata di trappole e di grandi giocatori come Giggs, Rooney, Evra, Anderson e soprattutto lui: il Pallone d'Oro in carica Cristiano Ronaldo. Avranno pure un mare, anzi, un vero e proprio oceano di debiti, i sudditi di Sir Alex, ma che momento di forma pazzesco stanno attraversando! Ieri sera hanno letteralmente asfaltato i giovani e ambiziosi Gunners in casa loro con una sicurezza nei propri mezzi addirittura imbarazzante: cosa faranno di noi, allora, fra le mura amiche dello Swamp? Sarà ancora una volta Davide contro Golia? 

Certo, rispetto all'andata, noi Citizens siamo migliorati, e anche parecchio! Il mercato di gennaio ha permesso a Mark Hughes di avere a disposizione un portiere più esperto dell'ancor troppo acerbo Joe Hart. Shay Given, irlandese forse non molto alto ma dal fisico compatto e dai riflessi fenomenali, ha in effetti contribuito a rendere più sicura la nostra difesa. Così come stiamo ammirando, partita dopo partita, il senso della posizione e gl'inserimenti puntuali sulla sua fascia di competenza dell'ex nazionale Wayne Bridge. Garrido e Ball, prima di lui, denunciavano regolarmente lacune pericolose dal punto di vista tecnico e tattico: il bravo londinese, costretto al Chelsea a fare la riserva all'insopportabile Ashley Cole, ha finalmente l'occasione di dimostrare il suo valore giocando costantemente.

A centrocampo siamo riusciti a riformare, dopo le belle prove nell'Amburgo delle scorse stagioni, una solida coppia di mastini affiatatissimi. Vincent Kompany e Nigel de Jong, rispettivamente nazionali del Belgio e dell'Olanda, sono sempre a caccia di palle perse che talvolta riescono a tramutare in aperture interessanti per le ripartenze veloci dei vari Ireland, Robinho e Wright Phillips.

Ma ancora più importante per l'economia del nostro nuovo gioco – e questo merito va riconosciuto a Mark Hughes – è stato lo spostamento a centrocampo del fantastico argentino Pablo Zabaleta. Proveniente dall'Espanol di Barcellona, questo ragazzo è davvero in grado di ripercorrere la carriera di un altro suo straordinario connazionale: mi riferisco a Javier Zanetti, come lui partito titolare a destra in una difesa a quattro e successivamente adattatosi magnificamente nel ruolo di cursore e intercettatore infaticabile a centrocampo nell'Inter.

Se a tutto ciò aggiungiamo la ritrovata voglia di giocare del duo ex Santos Robinho-Elano, i progressi sotto porta dell'ecuadoregno Caceido e l'incredibile elevata costanza di rendimento di Stephen Ireland e Nedum Onuoha, due fantastici ragazzi del nostro inesauribile vivaio, l'esito della sfida stracittadina non appare poi così scontato.

In fondo il City, come mi ha comunicato stamane il caro amico Fabio Rinaldi, viene dato 9 a 1 vincente sui fenomenali cugini dalle principali società di scommesse. Io una ventina di euro li punterei, e voi?

lunedì 4 maggio 2009

CITY-ROVERS 3-1: SIAMO OTTAVI!

foto di Richard Tucker

Impiega i primi 45 minuti il nostro City ad ottenere il 12° successo casalingo della stagione. Eppure avevamo di fronte i Rovers, bellicosi vicini di casa alla disperata ricerca di punti per non retrocedere. Ma quando a decidere le sorti di un incontro sulla carta così incerto provvede il ritrovato Genio della Lampada, al secolo l'impareggiabile Elano Blumer, è notte fonda per qualsiasi avversario metta piede al City Of Manchester!
Assist raffinato con un cross dalla destra in occasione del primo gol, in verità un po' fortunoso, di Big Phil Caceido. Quindi corner dalla parte opposta convertito in rete dal suo connazionale Robinho, arrivato con questa a 15 reti segnate con i nostri colori. Infine trasforma da par suo il rigore assegnato con troppa generosità dall'arbitro spiazzando l'ex nazionale inglese Robinson. 
Elano, ma quanto ci eri mancato finora? Ce lo chiediamo tutti, ripensando al lungo e opaco periodo che ha preceduto il match sfortunato di ritorno dei quarti di finale di Coppa UEFA con l'Amburgo. Da quella sera in poi, Mr Hyde è tornato finalmente ad essere Dr Jeckyll per la gioia di tutti noi che vogliamo bene al City: d'improvviso undici giocatori anonimamente messi in campo da un manager troppo insicuro di sè e di loro si sono trasformati in un collettivo capace di scalare, in poche settimane, posizioni su posizioni in classifica.
I 43mila e più presenti sugli spalti sabato scorso si son già dati appuntamento per l'ultima gara di questo controverso campionato: si festeggerà, indipendentemente dall'esito delle prossime partite, per far capire a tutti che questa è stata davvero l'ultima stagione di un'era. Quale? Ma quella di un club in continuo saliscendi, privo di ambizioni, di fondi per realizzarle, di programmi e di idee per rilanciarsi. Anche noi di Italian Blue Moon, naturalmente, saremo in prima fila per applaudire i nostri beniamini: in Italia o lassù al COMS, amici Citizens, mi sa che stavolta ci divertiremo come matti! 

mercoledì 29 aprile 2009

MANCHESTER: THIS IS OUR CITY!

Foto di Abid Abou-Alshamat

Manchester, Eastlands, Lancashire: siamo nel Nord Ovest inglese. Mi trovo a camminare verso le due del pomeriggio fra Albert Square e Arndale, l'immenso centro commerciale che a nordest confina con la vivacissima Chinatown. Osservo i passanti mentre ostentano improbabili mise estive sotto i flebili raggi del sole. Sorrido pensando a quanto è diverso il nostro clima mediterraneo ma, sotto sotto, ammiro il loro sfrontato autoconvincimento: basta che non piova e, qui da noi, fa caldo, vorrebbero dirmi mentre tutto intabarrato cerco di difendermi dalla brezza ghiacciata proveniente dal vicino Mar d'Irlanda.
Il giorno prima si è disputato un turno infrasettimanale di Premier. Entrambi i club cittadini hanno vinto e, nei pub come fuori da Ladbrokers, campeggiano inquietanti i manifesti di certi "loro" campioni. Ghigno eternamente stampato sui "loro" volti, al figlio del macellaio di Liverpool e quell'hijo proveniente dalla suburra di Buenos Aires il rosso mattone dona davvero molto! In classifica sono ormai primi e irraggiungibili, sono campioni del mondo per club in carica e probabilmente si accingeranno a vincere un'altra volta la Champions League, eppure ... eppure in giro la proporzione fra i "loro" tifosi e i nostri è, a dir poco, pazzesca: per ogni maglietta marchiata AIG (rossa, bianca, grigia e blu: "loro", si sa, possono adottare tutti i colori dell'iride pur di vendere a Singapore o a Ulan Bator, a Ginevra o a Panama City) ne spuntano minimo dieci azzurre cielo. Perché? Per il semplice motivo che a Manchester, pur se a conoscenza dei grandi successi del club nato a Salford, la stragrande maggioranza dei suoi abitanti tifa per i più umili, malmessi e talvolta discussi calciatori Blues! "Loro" hanno tifosi dappertutto, in Inghilterra e in giro per il mondo? Don't worry, mates: il City è la squadra della Città, è così da più di cent'anni e sempre così sarà! Che si vincano trofei prestigiosi (poche volte, purtroppo!) o che ci si barcameni in un desolante anonimato in serie minori, Manchester adora ricambiato il suo Man City.
Come la splendida istantanea di qui sopra dimostra, il motto di ogni Mancunian che si rispetti è questo: "RATHER DEAD THAN RED!" cioé: "Meglio morto che rosso!".

domenica 26 aprile 2009

EVERTON-CITY: ERA ORA, ROBINHO!


Everton-Man City 1-2 (0-1) Marcatori: Robinho 35°, Ireland 54°, 93° Gosling (E)

City da trasferta? Non pervenuto! Questo almeno fino a ieri pomeriggio. Quando, approfittando dell'inevitabile stanchezza fisica e mentale di un Everton qualificatosi con pieno merito alla finale di FA Cup e comunque combattivo e mai domo, i nostri cari Skyblues hanno colto la seconda vittoria in trasferta di questa contradditoria stagione. Vinciamo solo 2-1 - ma quante occasioni del possibile 3-0 abbiamo sprecato nella ripresa con i toffies in dieci! - nel segno della ritrovata forma fisica del magico duo ex Santos Elano-Robinho. Che i due abbiano finalmente titrovato l'armonia con lo spigoloso manager gallese dopo mesi d'incomunicabilità e freddezza? Sembra proprio così! 
Il gol del vantaggio del fantasista di San Paolo al 35° è stato un capolavoro! Eravamo schiacciati da qualche minuto dalla pressione degli uomini di Moyes nella nostra area di rigore. Dopo un corner, su un colpo di testa imperioso del solito bravissimo Onuoha, Elano ha pescato il rapace Rob sul filo del fuorigioco con un lancio al volo semplicemente fantastico. Robson de Sousa non si è fatto pregare: scatto di trenta metri palla al piede partendo dalla sinistra, la stella paulista si è quindi accentrata caracollando alla sua maniera per infilare malignamente con un dosato rasoterra di destro, il povero Howard in disperata uscita sul palo opposto. La gara fino a quel momento era molto aperta, ma il City finalmente non pareva remissivo o inconcludente come altre volte. Il gol ha condizionato da lì in poi il corso di tutta la gara.
Arroccati a difendere la porta del bravissimo Given, il modulo preferito da Hughes (quattro difensori con il filtro di due centrocampisti centrali tosti e coriacei come de Jong e Kompany) per una volta ha funzionato a dovere.
Il forcing di Pienaar e compagni è stato in certi momenti commovente: si capiva lontano un miglio che due pezzi grossi come Lescott e Cahill, a riposo dopo il recupero in trasferta contro il Chelsea e prima ancora la semifinale vittoriosa di FA Cup a Wembley del sabato prima, avrebbero fatto comodo a David Moyes.  Il tema tattico della ripresa non poteva che essere questo, per i nostri campioni: difendere duro, non gettare via palloni inutilmente ma cercare il gol del raddoppio prima possibile. Dapprima Given si esibiva nella superparata della stagione: volo d'angelo a deviare in corner una voleè da tre metri scarsi del capellone belga Fellaini e pareggio sventato! Poi, nove minuti dopo l'intervallo, Big Phil Caceido, con tocco sapiente e finalmente indovinato, ha aperto sulla sinistra per un Robinho ispirato come non mai. Palla sul destro di quest'ultimo e assist sontuoso per il miglior giocatore giovane della Premier League 2008/09. Steve The Bald One non si è fatto pregare: puntuale al bacio si è materializzato dal nulla presentandosi solo soletto nell'area dei Toffies. Tocco di destro dove Howard non ci sarebbe mai arrivato e 2-0 per noi! Da lì in poi grande spirito di sacrificio di tutti i Citizens: tra questi merita una menzione speciale Gelson Fernandes che, entrato al posto di Richards infortunato a metà ripresa, ha dato manforte ai suoi compagni non buttando mai via un pallone che uno. Meritano l'onore delle armi i nostri avversari che, caparbiamente all'attacco, le han provate tutte per rientrare in gara. 
Tutti, meno uno: l'ineffabile ex rag Phil Neville che, graziato dall'arbitro, ha prima atterrato con fallo d'inaudita e gratuita violenza Elano, continuando poi ad insolentirlo non si sa bene perchè.
Dalle nostre retrovie è partito a fargli ingoiare le sue provocazioni un certo Nedum Onuoha: le telecamere di Sky hanno immortalato la scenetta e, devo dire, ho apprezzato il ragazzone di origine nigeriana, giustamente tenuto d'occhio per la sua nazionale da Fabio Capello. Grande, grandissimo carattere malgrado la giovanissima età: sugli spalti il boato d'approvazione dei 6/7mila Mancunians presenti ci ha fatto capire che Ned è pronto ad avanzare la candidatura a nuovo capitano del City nel 2009/2010!
Il gol di Gosling (annotatevi questo nome, amici, di lui sentiremo parlare in termini sempre più lusinghieri!) a tempo abbondantemente scaduto è un giusto riconoscimento all'Everton per gli sforzi compiuti ieri. Peccato, per loro, il grave infortunio al bravissimo difensore centrale Phil Jagielka: sarà costretto a saltare la prossima finale di FA Cup contro il Chelsea, una vera disdetta per il manager scozzese dei Blue Scousers!
Ora abbiamo scalato qualche posizione in classifica e, quel che più conta, siamo a tre punti dall'ultimo piazzamento utile per andare in Coppa Europa la prossima stagione.
Il 2 maggio ospiteremo al COMS i pericolanti Blackburn Rovers di Steve "Fat" Allardyce. 
Ad assistere per Italian Blue Moon a questa gara, andrà il nostro nuovo inviato speciale Alessio Rizzo da Roma: in alto i cuori, amici italiani del City, Alessio farà il tifo lassù anche per noi!



giovedì 23 aprile 2009

IL CAPITANO FA LE VALIGIE!


La notizia era nell'aria e, più veloce della luce, il solito, impareggiabile Daily Mail stamane ne ha dato conferma: il nostro attuale capitano Richard Dunne, dopo nove consecutive stagioni col nostro club, lascerà Manchester! Sembra che i Black Cats del Sunderland abbiano raggiunto con lui un accordo quadriennale e che la cifra pattuita col nostro board per acquistarlo ammonti a 4 milioni di pounds.  Arrivato a inizio secolo dall'Everton con la fama di gagliardo tracannatore di birre, Richard sembrava all'inizio condannato a qualche comparsata in prima squadra e nulla più. Invece, grazie all'ottimo lavoro dello staff tecnico agli ordini di King Kevin Keegan, a poco a poco il giovanotto irlandese conquistò sempre più spazio nel City altalenante dell'ultimo Goater, di Sinclair, di Nikko Anelka e del primo sorprendente Shaun Wright Phillips. Quando Keegan lo promosse centrale in difesa in coppia col discusso e antipaticissimo parigino della banlieu Sylvain Distin, iniziarono per lui e per noi indimenticabili ricordi. Di cosa? Ma di partite perse malamente, gol concessi ad avversari speso increduli loro stessi per l'assurdità delle situazioni, sguardi persi nel vuoto fra i due gaffeur presto irrisi in tutti gli stadi del Regno Unito.
D'accordo, Dunne e Distin, entrambi spesso convocati nelle loro nazionali, non giocavano in un club d'alta classifica, anzi! Ma come definirli altrimenti se non "la coppia degl'incubi in skyblue"? L'arrogante parigino, a un certo punto, battè disperatamente cassa alla ricerca di un aumento e di un prolungamento di contratto nel momento più delicato della nostra storia: Thaksin Shinawatra non aveva ancora concluso l'acquisto del City e il povero Stuart Pearce faceva il possibile e anche l'impossibile per tenere unito uno spogliatoio dove montava apertamente l'insoddisfazione per il ritardo nel pagamento degli stipendi. Chi fu allora che giocò sempre con grandissimo impegno, primo ad arrivare e ultimo ad uscire agli allenamenti a Carrington, generoso nel dare consigli all'astro nascente Micah Richards come ad assumersi colpe che spesso erano di altri nel beccare gol balordi? Lui, il ragazzo dagli occhi color azzurro cielo, sorriso largo e privo di malizia: Richard Dunne The Captain!
Ricordiamolo così, in quei momenti difficili, il nostro n° 22. Quando una semplice ondata un po' più robusta di altre poteva mandare a picco l'allora debole vascello che solcava i mari difficili della Premier League d'inizio secolo, lui fu uno dei pochi a rispondere: presente!
Ora che ci lascia, spremuto da critiche spesso ingenerose in questa annata fatalmente di transizione, spunterà qualche lacrimuccia negli sguardi di certi vecchi fans della parte blu di Manchester. La foto qua sopra lo celebra, secondo me, nel momento più alto con i nostri colori: l'abbraccio ai compagni subito dopo il vittorioso derby allo swamp della primavera del 2008 giocato meravigliosamente bene malgrado i 39 gradi di febbre. 
Richard, accompagnato dalla sua bella moglie e dai suoi quattro figli (3 femmine e il maschietto nato da pochi mesi) si consolerà presto con l'affetto dei biancorossi del Nord. See you later, Captain Richie: resterai sempre uno di noi!

lunedì 20 aprile 2009

90 MINUTI VISSUTI PERICOLOSAMENTE


MAN CITY-WEST BROMWICH ALBION 4-2 (2-1)
Marcatori: Robinho 7°, Onuoha 20°, 37° e 54° Brunt (WBA), Elano 55° (rig.), Sturridge 94°

Con addosso le scorie delle fatiche smisurate quanto inutili di giovedì scorso in Coppa UEFA,  il City ottiene una vittoria risicata contro il fanalino di coda WBA grazie al genio ritrovato dei due discontinui brasiliani Robinho ed Elano. Il primo ritrova la via della rete dopo mesi di inspiegabile astinenza sfruttando magistralmente un assist al bacio del solito genietto irlandese Steve Ireland. 
Il secondo disputa un'altra prova generosissima, svariando da un fronte all'altro del centrocampo e dell'attacco, e decide di fatto l'incontro quando, appena subito il pareggio dei Baggies su preciso calcio di punizione dal limite, va a procurarsi con un'azione irresistibile il rigore del 3-2 che poi trasforma con potenza e precisione sulla sinistra di Scott Carson.
La gara, tesa e vibrante come ogni sfida che si rispetti della Premier League inglese, vede un City sorprendentemente privo di Micah Richards per scelta tecnica di Hughes consapevole della superiorità del suo organico solo nella prima mezz'ora. Sul 2-0 per noi i biancoblu di Birmingham prendono decisamente il sopravvento costringendoci alle corde per tutta la durata del match. 
Dal rigore di Elano in poi sono 40 minuti d'interminabile assedio alla porta di Given: il gol del 3-3 sembra maturo ma la diga predisposta da Hughes vacilla senza essere travolta. Cross e traversoni si sprecano nella nostra area di rigore mentre, là dietro, i commoventi e mai domi tifosi baggies non la smettono mai d'incitare i loro beniamini alla disperata ricerca del pareggio. Ireland compie due prodezze fantastiche nel giro di qualche minuto: dapprima va a svellere dai piedi di Fortune (gagliarda la sua prova contro Onuoha e compagni) il pallone quando sta per calciarlo da posizione favorevolissima a pochi metri da Given.
Poi a pochi secondi dal fischio finale, intercetta una palla vagante nella metà campo avversaria e s'invola verso Carson attirandolo in disperata uscita. Alzato lo sguardo, vede libero il redivivo Sturridge e gli serve la più facile delle palle gol: 4-2 e game over di fronte a un City of Manchester anche ieri strapieno e gonfio di genuino entusiasmo. 
Perdiamo purtroppo Zabaleta (noie muscolari, stagione massacrante per questo campione argentino) per un periodo indeterminato. Sabato ci attende, al Goodison Park, l'ambizioso Everton qualificatosi domenica ai danni degli stramaledettissimi rags per la finale di FA Cup.
Pronostico fin troppo evedente, considerando lo scandaloso ruolino di marcia dei nostri fuori casa: a meno che ...

venerdì 17 aprile 2009

VENERDI' 17: THE DAY AFTER


MANCHESTER CITY- AMBURGO 2-1 (1-1) 
Marcatori: Guerrero (A) 12°, Elano (MC) su rig. 17°, Caceido (MC) 50° . 
Espulso Dunne (MC) al 75°

Venerdì 17, si ricomincia! Svegliarsi, per noi tifosi dei Blues mancuniani, è stato particolarmente duro. The Day After, nella Manchester azzurra come qui in Italia, è amaro come il fiele: come ci si sente? I sentimenti più contrastanti si affollano nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Ragazzi generosissimi ma sfortunati? Certo che sì, però ... nei nostri sguardi sono ancora ben presenti le immagini a grappoli sulla sfida vinta inutilmente per 2-1 contro il fortissimo Amburgo guidato da Martin Jol: tra queste sottolinerei:

  1. Elano: ieri è tornato ad essere il grande giocatore a tutto campo dei primi tempi di Sven Goran Eriksson. In serata di grazia il nostro n° 11 ha trascinato la squadra ed ha pennellato con maestria traiettorie impossibili, colpendo pali e traverse come se fossero i birilli del bowling.

  2. Il convinto appoggio, dal primo all'ultimo secondo del match, dei 47mila assiepati sugli spalti con le leggendarie Inflatable Bananas: oggi verranno messe all'asta per raccogliere fondi destinati alle charities.

  3. Le prove maiuscole di Pablo Zabaleta, infaticabile cursore del centrocampo, di Nedum Onuoha, ormai una certezza nel battersi con vigore turando a destra e a manca le falle del nostro incerto reparto difensivo, di Shay Given, confermatosi una volta ancora un grande portiere, del solito incontenibile Ireland, del rientrante non al meglio ma generosissimo Vincent Kompany.

  4. Lo sceicco Kaldhoon: è stato bello vederlo applaudire sorridente, pur se eliminato, i suoi giocatori stremati dalla fatica e dall'esito sfavorevole della gara.

  5. Il solito, enigmatico Mark Hughes: la sua gestione della partita, ormai, lo condanna ad un isolamento ormai definitivo dai tifosi e da buona parte dello spogliatoio dei Citizens

Venerdì 17: cosa si fa ora? Riponiamo mestamente i sogni di gloria europea nel cassetto, anche se questa eliminazione non può essere ascritta solo alla sfortuna, anzi! Una settimana fa eravamo stati praticamente nulli, subendo il colpo del KO, cioè il gol del loro 3-1 di Guerrero. con una passività persino irritante. Ieri occorreva un miracolo per ribaltare la situazione. Elano su rigore e il potente colombiano Big Phil Caceido ci hanno rimesso in linea di galleggiamento ma, complice la proverbiale testardaggine di Hughes, l'espulsione per doppia ammonizione a un quarto d'ora dalla fine di Richard Dunne ci ha costretto a condurre l'assalto finale al fortino tedesco fortemente penalizzati dall'inferiorità numerica.

Venerdì 17: passerà anche questa, di delusione, e poi?




giovedì 16 aprile 2009

E VENNE IL GIORNO DI CITY-AMBURGO


Dentro o fuori: di qui non si scappa! Stasera il nostro Man City giocherà una vera e propria sfida all'OK Corrall. Una battaglia calcistica per uomini veri, non certo per emozionate ballerine di seconda fila selezionate all'ultimo momento per un improbabile festival di danza classica. Solo una settimana fa, ad Amburgo, siamo stati a lungo in balia dello strapotere fisico prima ancora che tecnico degli scatenati giocatori di Martin Jol: l'1-3 finale sarà difficile da ribaltare, a meno che ...

Guai a toppare per l'ennesima volta di fronte a un City Of Manchester che straboccherà di tifo genuino come non succedeva da anni! Sugli spalti rifioriranno a decine le mitiche Inflatable Bananas, primi oggetti di culto introdotti pacificamente in uno stadio britannico all'indomani di Hillsborough e delle sue povere 96 vittime dell'hooliganismo. Solo noi, tifosi Citizens, universalmente noti in tutto il mondo per la lealtà e la correttezza esemplari, potevamo sostenere così i nostri sfortunati beniamini! Che fosse a Maine Road come nell'ultimo stadiolo di 3rd Division, la parte blu di Manchester meriterebbe ben altro spettacolo del teatrino insipido inscenato da giocatori e manager durante questa stagione. E invece ... e invece Mark Hughes, amletico ex centravanti gallese che pure a Blackburn coi Rovers aveva lavorato benissimo, sta deludendo oltre il lecito le nostre aspettative.

Ma ora bando ai processi affrettati a lui e alla squadra! Cuore, grinta, classe e freddezza nel saper approfittare degli episodi favorevoli se e quando capiteranno: un coktail sapiente di tutto ciò dovrà sommarsi ai decibel provenienti da North e Colin Bell Stands. I pubs che da Piccadilly Square si trovano sulla via per lo stadio pulluleranno prima, durante e dopo questa gara di tanti entusiasti Citizens di tutte le età e condizioni sociali: comunque andrà a finire, per il nostro meraviglioso pubblico, sarà festa ugualmente! Bandiere e sciarpe garriranno festosi dal primo all'ultimo istante al vento capriccioso delle Eastlands. In tribuna ci saranno i vari Summerbee e Bell, testimoni del periodo vincente a cavallo fra Anni 60 e 70. Persino gl'immancabili fratelloni Gallagher potrebbero fare una comparsata all'ultimo minuto. Ma l'ospite più atteso sarà di certo lo sceicco Khaldoon Al Mubarak: ad Abu Dhabi la pazienza è una virtù che i nostri munifici investitori stanno cominciando a smarrire, soprattutto nei confronti del discusso duo Cook & Hughes.

Inutile nascondercelo, amici Citizens: stasera ci vorrà una prestazione corale impeccabile di Robinho e soci per qualificarci in semifinale ai danni del solido, ma perforabile Amburgo. Mancherà di sicuro Bellamy, mentre saranno in dubbio fino all'ultimo minuto Shaun Wright Phillips, Kompany, Bridge e Zabaleta. 48mila cuori tinti d'azzurro cielo e noi, telespettatori italiani - vedremo la gara su Sportitalia, in diretta o in differita? Mistero! - con uno spicchio di Blue Moon nelle nostre anime esauste, cercheremo di spingere i ragazzi in skyblue verso l'impresa che potrebbe riscattare la stagione. C'm on City: dai che tutti assieme possiamo farcela!


mercoledì 15 aprile 2009

NUOVA DIVISA PER LA PROSSIMA STAGIONE?

 
Il solito informatissimo Daily Mail prova oggi a togliere il velo alla nuova divisa sociale del nostro Manchester City. Come già scritto in precedenza, gli emiri di Abu Dhabi hanno deciso da tempo di voltar pagina scegliendo un nuovo sponsor tecnico. Vestiremo quindi divise sociali con lo stesso logo della nazionale inglese: è il marchio Umbro che, da sempre, si vanta di avere vestito le nazionali di football nella patria dove questo sport è nato. Pare sia questo il motivo che ha spinto Mr Kaldhoon, braccio destro dello sceicco Mansour, a sceglierlo per il suo, e nostro, nuovo City!
Ecco una prima riproduzione fotografica di come Ireland e soci si vestiranno per la prossima stagione: da notare come, al posto della compagnia di viaggi Thomas Cook, subentrerà la compagnia aerea degli Emirati Arabi Uniti ETIHAD AIRWAYS.
L'azzurro, a prima vista, sarà più brillante rispetto agli ultimi anni mentre tornerà ad esserci quella banda bianca che aveva caratterizzato le nostre precedenti divise prodotte dalla Reebok.
Ci sarebbero quelle vistose e, per il momento, incomprensibili linee similtasca blu notte a confondere un po' le idee, però ... però l'importante è che, ad indossarle, ci siano uomini veri disposti a dare il 120% di se stessi alla causa degli Skyblues mancuniani, o mi sbaglio?

martedì 14 aprile 2009

IL DOPO FULHAM: E SE LO SCEICCO S'ARRABBIA?


Rotola, rotola, rotola, strada facendo rotola! Possono bastare i celebri versi della vecchissima canzone di Gianni Meccia a descrivere l'attuale situazione del club delle Eastlands? Dall'1-3 di Amburgo nell'andata dei quarti di Coppa UEFA Dunne (altra prova disastrosa, la sua!) e compagni sono passati ad un altro, umiliante 1-3 casalingo contro i modesti ma orgogliosi Cottagers londinesi di Roy Hodgson. Lascio la parola sulle ultimissime in casa City all'amico Alex Mariani:

Aria di bufera a Manchester, sponda City! Nell'occhio del ciclone ci sono i nostri due brasiliani, Elano e Robinho, insieme al tecnico Mark Hughes. E' probabile un'ultima prova di appello per il ritorno di coppa Uefa di giovedì sera, con il City chiamato all'impresa per eliminare l'Amburgo e qualificarsi alla semifinale. Un'impresa resa oggettivamente difficile non solo per il valore della compagine tedesca, ma anche per il caso Robinho esploso nel ventre del COMS nel pomeriggio pasquale durante la dura lezione subita al City Of Manchester dal Fulham. Il miliardario acquisto, comprato a 4 ore dalla conclusione del mercato estivo dagli emiri dell'ADUG per dare lustro alla formazione di Hughes, se ne stava bello tranquillo alle spalle dell'allenatore mentre i suoi compagni affondavano sotto i colpi di uno scatenato Fulham. Robinho parlottava, infatti, amabilmente con il compagno di club e Nazionale Elano, quasi fregandosene della partita e del risultato negativo. Hughes, di sicuro, è letteralmente esasperato dalla sua stella e dai suoi comportanti, che vanno dall'abbigliamento bizzarro ad uno stravagante rispetto delle regole. 
I nostri tifosi, inviperiti, chiedono la testa dei due giocatori insieme a quella del manager, incapace e colpevole di non aver dato un gioco e, forse, un'anima a questo City ondivago e decisamente poco continuo. La zona coppe è lontanissima, quella retrocessione pure, ma è uno spauracchio di cui tener conto umilmente. Lo spogliatoio non è compatto, tutti contro i carioca mal integrati nell'Eastlands a due giorni dal retour match che vale quasi una stagione e la panchina dell'ex pupillo del manager dei rags Sir Alex Ferguson. A questo punto nessuno scommetterebbe un pound sulla riconferma di Hughes per la prossima stagione. Un indizio che avvalora tale tesi è dato dallo sbarco in massa di una delegazione araba, inviata appositamente dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan. Giovedì sera gli uomini d'affari arabi rievocheranno, "teatralmente", scene di un antico passato gladiatorio, quando i valorosi combattenti venivano giudicati da un semplice pollice alto o basso. Primo step di un futuro Citizen tutto da scrivere! 

ALEX MARIANI 

giovedì 9 aprile 2009

AMBURGO-CITY 3-1: PRIMO ROUND A LORO, MA ...

Hamburg: Rost, Mathijsen, Jansen, Petric, Olic (Guerrero 71), Jarolim, Trochowski, Gravgaard, Pitroipa, Benjamin, Aogo.

 Unused subs: Hesl, Ndjeng, Rincon, Schmidt, Torun.

  City: Given, Richards, Dunne (c), Onuoha, Bridge (Garrido h-t), Zabaleta, Ireland, Wright-Phillips (Fernandes 83), Bellamy, Robinho, Sturridge (Benjani 61).

  Unused subs: Hart, Berti, Elano, Petrov.

Goals:  0-1 (Ireland 1), 1-1 (Mathijsen 9), 2-1 (Trochowski (pen) 64, 3-1 (Guerrero 79).


Si è appena conclusa la sfida di andata dei quarti di finale di Coppa UEFA. Malgrado un inizio scintillante, con un meraviglioso uno-due fra Robinho e Ireland che ha permesso a quest'ultimo di segnare dopo soli 38 secondi, la loro superiore spinta offensiva e le nostre solite amnesie difensive hanno condizionato pesantemente il prosieguo del match. Given è stato il nostro uomo migliore in campo, mentre quanto meno affrettato è parso il recupero in extremis di Bridge, costretto nell'intervallo a lasciare posto all'incerto Garrido, sempre poco convincenti come sempre le consegne date ai suoi giocatori da un Mark Hughes sempre più incomprensibile nelle sue scelte. Perché il manager gallese ha adottato un inedito 4-3-3 in trasferta contro una delle più forti compagini della Bundeslinga? 

Ora non ci resta che attendere giovedì prossimo quando un COMS gremito come un uovo dalla nostra commovente tifoseria (stasera erano in 3mila a soffrire per i nostri Blues) cercherà di accompagnare il nostro City a un'impresa che pare difficile, ma non impossibile. Stasera archiviamo l'ennesima prova sconcertante di un complesso mai in grado di reagire alle minime contrarietà: ma chissà mai che l'aria del Lancashire non riesca a rigenerare i corpi e le menti di qualche nostro pezzo da novanta, stasera decisamente in ombra? 

lunedì 6 aprile 2009

GUNNERS-CITY 2-0: BASTONATI DA ADE E CESC!


Il City quest'anno non conosce mezze misure e disputa l'ennesima pessima gara in trasferta. Dunne e soci hanno offerto sabato una prestazione scialba, senza idee e senza grinta, subendo la decima sconfitta fuori dalle mura amiche nella stagione. Questo ha detto Arsenal-Manchester City oggi all'Emirates Stadium: gli oltre 60mila presenti e noi telespettatori da casa abbiamo visto prevalere i padroni di casa con il classico 2 a 0 trascinati da due campioni inarrivabili, almeno per il City attuale, come Emanuel Adebayor (il loro braccio armato) e Cesc Fabregas (la loro mente raffinata). Gli unici a salvarsi nelle nostre fila, in una gara che è stata in salita sin dai primi minuti, sono stati Nedum Onuoha in difesa e il sempre vivo Shaun Whrigth-Phillips, dai cui piedi sono partiti gli unici veri pericoli per la porta dei Almunia.
A proposito, non comprendo ancora chi sia stato l'osservatore dei citizens che suggerì a Eriksson l'acquisto di Gelson Fernandes, autore di un colossale errore in zona gol non degno di un giocatore di caratura internazionale come dovrebbe essere questo capoverdiano di passaporto svizzero. 
Mark Hughes ha schierato un 4-5-1 privo di fantasia a metà campo dove è spiccata l'assenza di Ireland, lasciato fuori per una ricaduta improvvisa quanto sciagurata dall'infortunio alla caviglia sinistra del ritorno di UEFA in Danimarca. Ora Steve è fortemente in dubbio in vista della trasferta di giovedì ad Amburgo. Robinho, poi, ha dato prova di essere un giocatore fantasma, altro che star! Quanto è forte il rimpianto per l'infortunio di Martin Petrov che ha privato i tifosi del City di rapidità e concretezza sull'out di sinistra dell'attacco mancuniano! La realtà è invece che il City in trasferta non va, né come gioco, né come ripartenze; troppi passaggi orizzontali che fanno rifiatare qualsiasi avversario, sia che si chiami Arsenal sia che si chiami WBA. L'Arsenal ha giocato tutta la partita nella metà campo difesa da Given, soprattutto dopo il secondo goal giunto ad inizio di ripresa. A mente fredda si potrebbe pensare che il City si sia risparmiato una volta compromessa irrimediabilmente la partita, ma in realtà la squadra è stata impotente nel reagire e sinceramente c'è poco da salvare quest'oggi: oltre alla mancanza di gioco, la squadra ha subito anche ben due infortuni a inizio gara, rispettivamente capitati a Bridge e a Kompany. Non solo loro, ma anche Craig Bellamy non sembrava certo al meglio al fischio d'inizio, eppure Hughes non ha avuto dubbi a schierarli. 
All'orizzonte c'è ora la doppia sfida in coppa Uefa con l'Amburgo di Martin Jol: ultimo salvagente di Mark Hughes per salvare una stagione con pochi sorrisi e tanti dubbi. Speriamo che la terra di Bernd Trautmann già giovedì prossimo ci riservi qualche soddisfazione dopo le sofferenze odierne.

PERANDREA CASTO

mercoledì 1 aprile 2009

STURRIDGE SE NE VA?


Nella settimana in cui ci prepariamo ad affrontare la proibitiva trasferta londinese all'Emirates Stadium Mark Hughes è alle prese con un caso davvero spinoso. Riguarda il promettente 19enne talento offensivo di Birmingham Daniel Sturridge: da mesi ormai va avanti una trattativa fra il nostro board e lo zio Dean, suo procuratore ed ex buon attaccante del Derby County.
E' una trattativa senza fine, malgrado siano state offerte ben 40mila pounds la settimana per i prossimi 4 anni zio e nipote si trincerano dietro a un silenzio che presuppone proposte migliori.
Quali? Si vocifera che Martin O'Neill, manager scozzese dei Villans targati USA, debba rassegnarsi questa estate alla partenza verso Stamford Bridge dell'ala sinistra Ashley Young: andrà a rafforzare il nuovo Chelsea targato Abramovich, quasi certamente allenato da Carlo Ancelotti, e quindi ...
Quindi, per sostituire un prodotto del vivaio, i Villans avrebbero deciso di puntare su Sturridge.
Il quale, fino ai 13 anni, giocava nella sua città di nascita e nel suo club preferito finché successe l'imponderabile. Immortalato dalla telecamera di un tifoso, Danny venne ripreso durante una partitella contro i titolari della prima squadra fare un tunnell clamoroso ai danni di Darius Vassell.
Zio Dean fu avvertito immediatamente da quel tifoso e andò subito a batter cassa in società dove, ovviamente, trovò qualcuno che indicò con fermezza la porta a lui e al suo scalpitante nipote.
Ora la storia sembra ripetersi con noi del City: il giovane mancino di Birmingham, in questi anni, ha potuto frequentare la formidabile Academy di Jim Cassell e ha esordito in prima squadra con lusinghieri risultati. Gli Sturridge, ovviamente, hanno annusato l'affare che si andrebbe a delinearsi in caso di loro rifiuto della proposta attuale di Hughes (parliamo di complessivi due milioni e mezzo di nostri euro l'anno!). Si scatenerebbe un'asta selvaggia e chissenefrega se il City, alla fine, non vedrà nemmeno il becco di un quatttrino? Sheick Mansour capirà ... 
Questa è la loro filosofia e, va detto in tutta sincerità, c'è da capire la loro avidità. Le nostre strade si separeranno? Lassù a Manchester i tifosi più accesi alzano le spalle convinti che, dopo tutto, le alternative non ci mancheranno. 
Quindi bye bye Danny, vai pure a giocare altrove se davvero troverai chi ti paga di più. I mercenari, a noi come a tutti i tifosi dotati di buon senso, non ci sono mai stati simpatici!

PS: sold out, cioè tutto esaurito, per il match casalingo di ritorno dei quarti di finale di Coppa UEFA di giovedì 16 aprile contro l'Amburgo! Ricordo che Sportitalia, sul nuovo canale 226 di Sky, assicurerà la diretta delle due attese partite dei nostri amati Skyblues!

martedì 24 marzo 2009

PREZZI SPECIALI PER CITY-AMBURGO!


Il nostro caro amico Danny Pugsley da Leeds ci informa con la solita puntualità molto british sui prezzi, davvero stracciati, dei biglietti per City-Amburgo, ritorno dei quarti di finale della Coppa UEFA in programma giovedì 16 aprile al City Of Manchester.
Ecco come funzionerà la prevendita:
  • Da mercoledì 26 a domenica 29 marzo gli "over" 16 pagheranno per tutti gli ordini di posti  "solo" 5 sterline
  • Da lunedì 30 marzo fino a mercoledì 8 aprile aumento da 5 a 10 sterline per gli "over" 16
  • Dall'8 aprile fino al giorno della gara il prezzo passerà da 10 a 20 sterline
Infine, last but not least, gli "under" 16 entreranno allo stadio pagando, per ogni ordine di posti, solo 1 sterlina!
L'appello è rivolto a tutti i Citizens sparsi nel mondo, quindi anche a noi italiani: chi può ne approfitti e non si lasci scappare, visti anche i prezzi molto favorevoli di compagnie aeree low coast e di hotel, per salire a sostenere i nostri amati Blues nella loro avventura europea!

lunedì 23 marzo 2009

CITY-SUNDERLAND 1-0: NEL SEGNO DI MICAH E VALERJ!



E' una vittoria meritata quella che i nostri Citizens sono riusciti a strappare al Sunderland in un bel pomeriggio di calcio al City of Manchester Stadium. 3 punti che fanno benissimo agli skyblues perchè, grazie al pareggio del West Ham di Zola, ora il settimo posto è a -4. Coach Hughes si presenta con un 4-2-3-1 che davanti a Given vede Richards, Onouha, Dunne e Zabaleta schierato insolitamente da terzino sinistro, i due addetti a spezzare le azione biancorosse e a ripartire sono Kompany e De Jong e in attacco schieriamo Wright-Phillips, Elano e Robinho a supporto dell'unica punta Bojinov. A dimostrazione di tutto l'affetto che i mancunians hanno per quest'ultimo, ci sono stati cori e ovazioni che lo hanno accompagnato per tutta la durata della sua permanenza in campo. 

Il primo episodio della partita è a nostro favore: al 16', infatti, l'arbitro Tanner espelle McCartney per un fallo da dietro su SWP lanciato verso la porta avversaria. Pochissimi minuti dopo abbiamo l'occasione di concretizzare la superiorità numerica grazie a un rigore assegnatoci giustamente a causa di un intervento di Malbranque su Richards in area. Sul dischetto va Robinho: parte la sua rincorsa, si ferma, riparte ancora e la sua fiacca conclusione viene agilmente parata da Fulop. Allora i black cats acquistano morale e si fanno vedere in avanti, ma la loro migliore occasione di questo primo tempo arriva con un tiro da una ventina di metri di Jones che, però, viene parato senza problemi da Given.

Nella seconda frazione è ancora City: al 10' Bojinov e Richards liberano Wright-Phillips con una bella trama di passaggi, ma Shaun spreca calciando alto. Passano solo 60 secondi, Bojinov guadagna una punizione sulla trequarti avversaria, la va a battere Elano che scodella al centro dell'area e Micah Richards segna di testa il suo 3° gol in carriera con la maglia del Manchester City! Al 65' torna in campo Bellamy che rileva Bojinov, sommerso dagli applausi di tutto il COMS. Qualche minuto dopo c'è anche spazio per Gelson Fernandes e Garrido, subentrati a Kompany e Richards. I black cats attaccano, ma ci difendiamo con estremo ordine, anzi: addirittura potremmo raddoppiare in più occasioni arrivate dai numerosi contropiedi. L'unica palla-gol del Sunderland da segnalare è il colpo di testa di Cissè salvato quasi sulla linea da un'acrobazia di De Jong.

Così arriva la sesta vittoria casalinga di fila...e noi Citizens possiamo continuare a sperare nella qualificazione all'Uefa!

Mario Caputo

venerdì 20 marzo 2009

AALBORG-CITY 5-6: CHE SUPPLIZIO!


"Maybe Lady Luck was looking for us tonight!": "Forse la Dea Bendata ha avuto un occhio di riguardo per noi stasera!"
Se c'è una dote che a Mark Hughes non difetta è la franchezza nell'esternare il suo pensiero ai media. Abbiamo passato il turno fortunosamente, guai a non riconoscere la realtà dei fatti!
Il ritorno degli ottavi di Coppa UEFA di ieri ha visto un City indecifrabile per un tempo, il primo, di fronte al non gioco esibito quasi con irridenza dai padroni di casa danesi. Pur avendo per larghi tratti l'iniziativa l'undici scelto dal tecnico gallese sembrava partecipare a un'amichevole, tanto il ritmo del gioco era blando. Il trio di fantasisti alle spalle di un ancora acerbo Chad Evans? Non pervenuto, o quasi! Tra tutti Robinho, come spesso gli succede ultimamente, pare la spaesata controfigura di quel grande campione brasiliano abituato a far brillare di gioia il suo pubblico. Il resto della squadra? Tolti i due gladiatori Dunne e Onuoha al centro della difesa ed un finalmente ritrovato Micah Richards, il City ieri è stato un pianto assoluto! Nella ripresa l'Aalborg, incitato dai suoi 9mila fans, ha posto l'assedio alla porta di Given favorito dal nostro dissennato arretramento. Hughes dalla panchina pareva fulminato da un colpo di sonno: in piedi guardava senza agire in alcun modo il nostro progressivo tracollo e solo il maledetto infortunio muscolare capitato a Bridge lo svegliava dal suo torpore costringendolo alla sua sostituzione forzata col basco Garrido.
Maledetto infortunio, ma perché? Beh, Bridge pur non facendo cose trascendentali almeno è in grado di coprire bene la sua fascia di competenza. Garrido, appena entrato, ha compiuto un criminale quanto inutile fallo da rigore al 61° e, non si sa come, il modesto arbitro transalpino ha volto il suo sguardo altrove. Meno male, altrimenti fossero passati in vantaggio già allora i nostri avversari avrebbero tracimato! E invece ... beh, quando a 4 dalla fine credevamo tutti in una qualificazione in fin dei conti agevole, l'Aalborg all'improvviso ha trovato il primo gol. Shelton, il loro attaccante giamaicano, pare si sia addirittura aggiustato col braccio il pallone prima di scaricarlo alle spalle di Given ma, nel laocoontico viluppo di braccia, gambe e teste che era diventata dal 60° in poi la nostra area di rigore, era difficile che quell'arbitro vedesse!
Cosa avrebbe fatto un grande club messo così alle corde per difendere il 2-0 casalingo di appena una settimana fa? Lo capirebbe anche un neofita del calcio: fare possesso palla fino al fischio finale! Peccato solo che chi del possesso insistito della sfera è un grandissimo interprete, cioè Robinho, era stato misteriosamente sostituito a dieci dalla fine dal solito Hughes. Ci siamo così fatti schiacciare come sardine a ridosso della nostra area e, un corner dopo l'altro, al 93° Evans ha stolidamente toccato con la mano una palla vagante a 3 metri dalla linea di porta. Rigore contro stavolta visto e immediato raddoppio che ci condanna ai supplementari: che supplizio!
Trenta minuti di pura accademia: noi a riprenderci dallo choc per l'uno/due appena subito, loro ringalluzziti dalla facilità con cui avevano pareggiato i conti dell'andata. Il redde rationem è quindi avvenuto ai calci di rigore: la scelta di tuffarsi sempre alla sua destra ha favorito il nostro bravissimo Given che, con 2 belle parate, ci ha qualificato per i quarti di finale. Che sospiro di sollievo!
Ora ci attende l'ostico Amburgo di Martin Jol, ex tecnico degli Spurs londinesi, dove fino a poco fa militavano i nostri Kompany e de Jong. Andata laggiù il 9 aprile e, una settimana dopo, il ritorno fra le mura amiche del COMS. Fra tanti dubbi sul nostro futuro in Europa alberga una sola certezza: peggio di ieri sera i ragazzi skyblues non dovrebbero fare, no?

giovedì 19 marzo 2009

IL CITY CHE VERRA'


Da Siena, nobile contrada della Selva, ricevo e pubblico molto volentieri alcune spassionate riflessioni calcistiche su Hughes, Robinho ed altro ancora del nostro caro amico Citizen Filippo Binella:
"Quando decollerà al vertice della Premier League il nostro club preferito? Beh, credo invece che sia solo questione di tempo! Ma non 2 o 3 giornate: quest'anno ormai ce lo siamo giocati e le nostre speranze si ripongono inevitabilmente solo sulla Coppa Uefa.
Detto questo è comprensibile che, dal momento che acquisti giocatori come Robinho (non propriamente l'emblema del pofessionismo) non puoi sperare: a) né che sia costante, b) nè che la smetta di fare la prima donna come faceva addirittura al Real.
Credo sia naturale che il brasiliano si aspettasse di giocare con compagni di reparto migliori e piuttosto affermati. S'è trovato a giocare invece in attacco, con tutto il rispetto, con l'uomo di cuore Bellamy e.....basta! Considerando poi che mediamente 7/11 della squadra si ritrovano solo quest'anno a giocare nel City, un gioco non brillante e dei risultati incostanti sono il minimo che ci potessimo aspettare!
Concludendo, Hughes io lo terrei stretto per almeno un altro anno. Via a malincuore Dunne (è un giocatore che per via del suo carisma non può stare in panchina, ma nemmeno è adatto alle ambizioni dei nostri colori) Vassell (poretto, stendiamo un velo pietoso!), Garrido o Ball (meglio il 1°), Elano (se non si trova una posizione in cui rendersi utile), Hamann e Benjani.
Per quanto riguarda il rientro di Petrov io cambierei indubbiamente modulo, più equilibrato e con meno esperimenti.
Given
Zabaleta-Richards-Kompany-Bridge
Wright Phillips-de Jong-Ireland-Petrov
Bellamy-Robinho.
con vari innesti tipo Onuoha, Elano, Sturridge e Bojinov.
Spero di aver espresso il mio pensiero!
BYE AND
CITY 'TIL I DIE ! ! !
Analisi molto efficace la tua, caro Filippo: solo io non rinuncerei più ad utilizzare al centro della difesa il potente e brillante Nedum Onuoha, ennesimo successo sfornato dalla meravigliosa Academy guidata da Jim Cassell!
RENATO

martedì 17 marzo 2009

IL RITORNO DI MARTIN PETROV


Il Daily Mail di stamane annuncia a chiare lettere il suo imminente ritorno in campo: Martin Petrov, tornante offensivo di fascia sinistra bulgaro, si è finalmente rimesso in sesto dal brutto infortunio patito durante le faticose gare di qualificazione ai prossimi europei con la sua nazionale.
Al posto di chi verrà inserito da Mark Hughes? Beh, alla luce delle ultime performance piuttosto deludenti coi nostri colori, sia la prestigiosa testata britannica che la stragrande maggioranza di noi fans non avremmo dubbi. L'indiziato numero uno a far posto allo scalpitante bulgaro dal sinistro mortifero è proprio Robson De Souza, in arte Robinho!
Parliamoci chiaro, amici: il football d'oltremanica richiede grande concentrazione, tenuta fisica esemplare, possesso palla mai troppo insistito, destrezza e decisione nel prevalere contro avversari sulla carta più deboli ma nella realtà delle cose disposti a tutto pur di portarsi a casa lo scalpo di qualsiasi pezzo da novanta dei grossi club.
Il signor Robinho sta per caso dimostrando di possedere tutte queste doti? Il suo manager attuale, di certo, non ha mai nascosto la sua schietta avversione verso i giocatori brasiliani. Sparky li considera talentuosi ma incostanti nel mettere a disposizione del collettivo le loro grandi doti tecniche. Una conferma del suo pensiero? Jo prestato a metà stagione ai diretti concorrenti dell'Everton ed Elano obbligato ad accettare il ruolo ingrato di gran faticatore del centrocampo pur di ritagliarsi un po' di spazio in prima squadra.
Amici, qui non c'è il due senza il tre! Ora che Martin Petrov, un idolo dei nostri cari amici del King Of Kippax, freme per rientrare da protagonista a scaldare i cuori della parte azzurra di Manchester, Mr. 32,5 milioni di pounds corre davvero il rischio di fargli da riserva!

lunedì 16 marzo 2009

CHELSKI-CITY 1-0: TRA DUBBI E CERTEZZE ...


Scrivere di una sconfitta non è mai piacevole, soprattutto dopo che il City delle ultime settimane aveva fatto sperare in un risultato migliore. Gli uomini di Mark Hughes non hanno giocato di sicuro la loro miglior gara, ma hanno avuto la sfortuna di incontrare un Chelsea rivitalizzato dalla cura Hiddink e che sta esprimendo un calcio di ottima fattura. Il City tuttavia si è piegato ai londinesi, ma non è stato di certo travolto come era accaduto un anno fa quando il passivo fu imbarazzante.
L'1 a 0 finale ha mostrato infatti come i mancuniani siano riusciti a limitare i danni contro una delle squadre tra le migliori nel panorama europeo e come abbiano trovato un ottimo centrale nel giovane Onuoha, di gran lunga il migliore in campo. Altre note positive sono venute dall'argentino Zabaleta, autentico motorino a centrocampo (davvero ottima l'idea di Hughes nell'averlo spostato in quella zona del campo) e dal graduale rientro del bulgaro Bojinov che ha mostrato qualche sprazzo del suo talento nei pochi minuti in cui ha calcato il terreno di gioco.
E' naturale di come non ci siano solo lati positivi in questa ventinovesima giornata di premier: prime note stonate sono di sicuro la prestazione di Robinho ed Elano che sono tornati ad essere due autentici fantasmi. Elano nella posizione di vertice alto di centrocampo sembrava camminare per il campo, incapace di dare il ben che minimo di aiuto sia a Zabaleta che a Caicedo.
Hughes purtroppo è stato costretto, per le assenze di Kompany e De Jong, a riproporre contemporaneamente Elano e Ireland e questo ha penalizzato anche l'irlandese che, per creare una cerniera nella mediana, ha dovuto limitare le sue incursioni in fase offensiva. Il peggiore comunque è stato Robinho che ha vagato, come ormai gli capita spesso, per il campo, sbagliando anche i passaggi più facili e risultando inefficiente sia in fase avanzata che in fase di ripiegamento. Il talento brasiliano in questo momento è deleterio per i citizens tanto che la migliore gara degli uomini di Hughes è stata proprio contro l'Aston Villa quando è mancato proprio Robinho. Tante volte è stato proprio l'allenatore Hughes oggetto di critica da parte nostra e di buona parte della tifoseria, ma in questo frangente della stagione non si può proprio rimproverare nulla al tecnico gallese.
La nostra squadra gioca un piacevole calcio, anche se il cronista di Skyitalia Massimo Marianella (quello che chiamava sempre il nostro ex terzino Stephen Jordan con il nome Simon!) la pensa diversamente. Oggi in telecronaca ha affermato che il City gioca quest'anno davvero un calcio brutto, ma sinceramente se così fosse il City non sarebbe il quarto attacco del campionato insieme all'Arsenal! Il fatto è che Marianella ha un'antipatia molto profonda per noi. Probabilmente non ha visto molto spesso gli uomini di Hughes quest'anno, intento com'è ad elogiare il suo Arsenal ed il Chelsea.
Sicuramente ci sono state occasioni in cui Wright Phillips e compagni hanno trovato difficoltà a superare difese ermeticamente chiuse, ma io ed altri ricordiamo quante volte il City abbia espresso un gioco fatto di passaggi di prima e triangolazioni degne dell'élite del calcio europeo. A queste critiche comunque noi del City siamo abituati e non ci toccano più di tanto, visto che siamo abituati a non essere privilegiati dalla stampa italiana. Ora ciò che conta è proseguire il sogno europeo e sperare che i brasiliani si sveglino finalmente da questo brutto letargo. La primavera è alle porte!
PIERANDREA CASTO

venerdì 13 marzo 2009

CITY-AALBORG 2-0: 3 MOSCHETTIERI ... + UNO!


E' all'insegna di un ritrovato spirito di gruppo che Mark Hughes, alla vigilia di quest'andata degli ottavi di Coppa UEFA, si era insolitamente sbilanciato coi cronisti di tutto il mondo accorsi a Carrington. "Finalmente nel nostro spogliatoio sono riuscito a far capire una cosa molto importante: hanno diritto di restare al City solo quei giocatori disposti a impegnarsi fino in fondo in qualsiasi partita, in campo o in allenamento!" ha esclamato gonfiando il petto Sparky.
In effetti, come già avevamo visto la scorsa settimana nel bel match casalingo vinto contro l'ambizioso Aston Villa, i nostri amati Blues si sono mossi con un mix di prudenza, grinta e intraprendenza che ha stupito piacevolmente il pubblico accorso al COMS e noi fans italici, sfegatati spettatori della diretta televisiva su Sportitalia.
Questi danesi dell'Aalborg, non dimentichiamolo, hanno disputato in autunno con onore la Champions League avendo vinto il titolo nazionale la scorsa stagione. Ebbene, fin dalle prime battute di gioco, il City ha imposto la legge della squadra consapevole di essere più forte tecnicamente e tatticamente. Sugli scudi, naturalmente, il meraviglioso trio di fantasisti Ireland-Robinho-SWP, sorretti dalle corse sfrenate e dai generosi tackles di un Pablo Zabaleta che, a due terzi della stagione, dimostra sempre più di essere un meraviglioso incontrista.
Caceido va in gol al 7°, su splendido assist di Robinho, poi il monologo dei nostri skyblues trova il culmine alla mezz'ora con lo splendido destro del nostro nazionale Shaun Wright Phillips: ottavo gol in stagione per lui e non è poco! Certo, non bisogna dimenticare l'assestamento della nostra difesa che, attorno ai sempre più convincenti Dunne e Onuoha, dà prova di una solidità e di una compattezza incredibile. Uno dirà: ma c'è voluto tutto questo tempo per Hughes? Infortuni e, soprattutto, incompatibilità con certi giocatori sono stati per me la causa di questa lunga attesa.
Il resto della gara se ne va con i nostri moschettieri che costruiscono e buttano al vento almeno sei o sette possibilità concrete di aumentare lo score in vista del ritorno fra una settimana.
Elano, come al solito, non convince troppo con quei suoi lanci lunghi francamente incomprensibili ma si batte lo stesso come un leone. Staffetta al 15° della ripresa fra Big Phil e il sempre più promettente e battagliero gallese Chad Evans e, negli ultimi minuti quando la pressione dei generosi ma inconcludenti campioni di Danimarca si fa più intensa, ritorna in campo dopo almeno 7 mesi con un'insolita chioma fulva e riccioluta il 19enne Kevin Etuhu.
Pubblico in festa, un'altra serata felice in compagnia dei Blues mancuniani è trascorsa: che volete di più, amici Citizens? E' pur sempre una stagione di transizione, questa: non dimentichiamolo, please!

mercoledì 11 marzo 2009

DIECI ANNI FA ...


... sapete dove giocava il nostro caro Manchester City? Precisamente nella Nationwide Division 2, vale a dire la serie C italiana! A ricordarlo a tutti noi provvede in questi giorni un curioso topic dell'affollato forum on line Mancity.net che, con una punta di velata nostalgia, ricorda come a battagliare in campetti terribili dell'Inghilterra come Lincoln, Northampton, Doncaster e York ci andarono in completo giallonero (la nostra curiosa divisa da trasferta di allora) i signori:
Nigel Clough, Shaun Goater, Richard Jobson, Lee Crooks, Paul Beesley, Michael Brown, Nick Weaver, Tommy Wright, Stephen Rimmer, David Morley, Barry Conlon, Murtaz Shelia, Ray Kelly, Craig Russell, Chris Greenacre, Neil Heaney, Gerard Wiekens, Ged Brannan, Tony Vaughan, Kakhaber Tskhadadze, Lee Bradbury, Ian Bishop, Kevin Horlock, Scott Hiley, Alan Bailey, Neil Morley, Andrew Porteous, Alan Reilly, Michael Brown, Paul Dickov, Gary Mason.
Sarebbe bene ricordarcene, amici Citizens italiani, quando spesso insistiamo a cercare il pelo nell'uovo nel dibattere i problemi del City odierno. Allora, come si dice sotto al Cupolone, non c'era trippa per gatti. Nel senso che di sterline ce n'erano giusto il necessario per pagare, a scadenze non sempre puntuali, questo o quel giocatore che, perciò, attuava ogni tanto il cosiddetto sciopero bianco. Tutto il mondo è paese, no?
Quell'annata finì, come ognuno di noi sa, in gloria con il famoso e drammatico spareggio di Wembley contro il Gillingham di cui ho recentemente parlato per celebrare il nostro bomber scozzese Paul Dickov. E questa come finirà? Beh, affrontiamo squadroni come Arsenal, Chelsea o i perfidi cugini della periferia lottando per un non disprezzabile settimo posto in Premier League. Direi che, per ora, può bastare. Per ora ...

domenica 8 marzo 2009

TIFARE CITY SIGNIFICA ...

(foto di Richard Tucker)

Tifare City è... vedersi arrivare per sms da un milanista: “Non avrete mai Kakà”, ricordandosi che TU tifavi City. E questa dovrebbe essere per te un'onta.

Tifare City è... sentirsi dire anche: “Ma aspetta, il City è quello dove gioca Rooney, no?”

Tifare City è... Ricordarsi del Gillingham. E in Italia non è facile.

Tifare City è... Quella meravigliosa foto di Goater circondato dai tifosi fuori da Maine Road, come una persona qualunque.

Tifare City è... subire (ancora per poco, speriamo) le angherie dei simpatizzanti dei rags ai quali rispondere “Zitto tu, che giochi a Salford, vai a fare il derby con lo Stockport!”. E la maggioranza non capisce cosa tu abbia detto. A quel punto hai vinto.

Tifare City è... Odiare col cuore C.Ronaldo ma sperare che si vesta di skyblue, prima o poi. E ciò in qualche modo significa amare il calcio. Perchè sarà anche presuntuoso, ma ammettiamolo: è decisivo.

Tifare City è... Inventare le banane gonfiabili da piazzare sugli spalti senza intenti razzisti.

Tifare City è... Essere la prima squadra di Manchester per tre giorni, finchè i rags non vincono la Coppa dei Campioni, e ricordarsi di quei tre giorni vantandosene.

Tifare City è... tremendamente difficile, a volte, ma la fede rags senza i trionfi se ne va, la fede citizens, che è vissuta, resta.

Tifare City è... l'ultima dell'Emiro (“chi prendiamo oggi? Messi o Buffon?”)

Tifare City è... tanto tempo fa, sul Guerin Sportivo, cercare i risultati di Championship per vedere come va, e scoprire che per fortuna non va male.

Tifare City è... subirsi il fratello scarso di Wright-Phillips finchè non torna quello vero. Per fortuna!

Tifare City è... al mercato vedere uno con la t-shirt azzurra “Mancs, not yanks” e mettersi a ridere perchè non ti aspettavi mai d'incontrare un altro citizen nella provincia lombarda.

Tifare City è... pagina 295 del televideo ogni maledetta domenica sera non estiva!

Tifare City è... gli alunni che ti dicono il lunedì “Prof, ha visto? Il City ha vinto!”

Tifare City è... essere sempre e comunque romantici e controcorrente!

City till we die!

FABIO R.

venerdì 6 marzo 2009

CITY-VILLA 2-0: NOI ITALIANI C'ERAVAMO!


Mercoledì 4 marzo 2009, ore 11 di un mattino piovosissimo, a Malpensa. Finalmente lo speaker chiama a presentarsi all'imbarco tutti i passeggeri del volo FlyBe diretto a Manchester: io non sto più nella pelle! E' il gran giorno del match di Premier scelto per la mia abituale trasferta per una gara casalinga del nostro City in Premier. Salgo sull'aereo già in trance e, per ammazzare l'ora e venti di volo, sfoglio un paio di quotidiani riflettendo sulla nostra stranissima stagione. Gol segnati finora = 43, davvero molti se si pensa che non abbiamo in organico un centravanti vero! Gol subiti = 36, ahimè sono un'enormità ed alcuni sono stati davvero clamorosi per il modo sciagurato in cui li abbiamo incassati. Cosa attendersi per stasera? Assenze importanti si annunciano: Bellamy, Robinho, Richards oltre ai soliti lungodegenti Petrov e Johnson. A farci visita saranno i Clarriet&Blues di Birmingham, autori finora di una stagione formidabile, addirittura quarti in classifica e quindi in piena lotta per un posto nella prossima edizione di Champions League. Un cliente davvero difficile, sulla carta, il club guidato dal nostro ex nell'81/82 Martin O'Neill, eppure ...
Atterraggio in perfetto orario, fuori il tempo si annuncia poco nuvoloso e un po' ventoso: mi avvio in sala d'attesa perché da Roma arriverà nel giro di una mezz'oretta un Citizen DOC conosciuto su FB. Alessio Rizzo compare all'improvviso, avvolto in una sciarpone skyblue fine Anni Novanta. Tempo un paio di minuti ed è come se ci conoscessimo da anni! Lo guardo ammirato mentre mi parla della sua passione, che è anche la mia, per la storia e le tradizioni di un club speciale come è il nostro Man City.
Dall'areoporto ci spostiamo alla Rail e, sorpresa delle sorprese, scopriamo che nevica e pure parecchio! Un segno del destino? Mah, fatto sta che dopo una decina di minuti le nuvole piano piano si diradano ed il cielo diventa sempre più blu. Alla Rail c'è un piacevole trenino che, in soli 20 minuti, ci accompagna tranquilli in centro città. Lì abbiamo prenotato un hotel proprio dietro Piccadilly Square e scopriremo quanto sia comoda questa sistemazione al momento di trasferirci allo stadio. Il bus 216, infatti, va e viene da qui fino al City Of Manchester impiegando 10 minuti, un quarto d'ora al massimo: d'altra parte noi siamo il City e giochiamo a Manchester, mentre altri vanno a rischiare l'incolumità personale verso la rovente periferia di Salford ... lasciamoli pure andare, gli stramaledettissimi rags, al loro destino!
Arriviamo allo stadio verso le otto e, appena entrati, ci accolgono i nostri cari amici Mancunians Ian e Phil. Con loro ripeto gli stessi riti propiziatori di ogni mia presenza sugli spalti: birra Forster acquistata nel Bert Trauttman Corner, strizzatina d'occhio maliziosa alle bariste davvero carine, poi come sempre la mamma di Ian, supertifosa baldanzosa che ha appena compiuto 73 anni, mi abbraccia e fa per la prima volta la conoscenza di Alessio. "Ah, che simpatici questi Popists italiani!" mormorerà poi compiaciuta di noi a suo marito John, rimasto a casa perché totalmente a digiuno di football.
A dieci minuti dall'inizio prendiamo posto nel nostro settore: è il 140, leggermente laterale rispetto alla mitica curva del North Stand, cuore che batte incessantemente per i nostri amati Blues. Io e Alessio rimaniamo estasiati: l'atmosfera è magnifica, il calcio qui è davvero una religione e noi, assieme agli altri 40.173 spettatori di questo City-Villa, ci sentiamo come i componenti di un coro gospel, partecipi come i giocatori, la terna arbitrale e i dirigenti ad una messa cantata di vero calcio!
Fischio d'inizio e si vede subito che sarà una grandissima partita! Il 4-2-3-1 di Hughes ha un solo anello debole: l'ecuadoregno Caceido, unica punta, non riesce a difendere un pallone che sia uno e per giunta si fa schiacciare all'indietro dalla ferrea difesa dei Villans. Tolto lui, gli altri Citizens però giocano tutti alla grande. E il pubblico? Ragazzi miei, ho ancora i brividi addosso a scriverne adesso! Qua e là la pancia del North Stand eccheggia di borbottii che, in un batter d'occhio, si trasformano nei leggendari canti ben noti a tutti: in campo, intanto, al 21° capita la prima grossa occasione sui piedi di Wright Phillips dopo fraseggio vorticoso con Elano e Ireland: sinistro fuori di un soffio! E' il prologo del gol che giunge un minuto dopo: lancio smarcante di Elano di nuovo a Shaunie che, mentre sta per fulminare dalla sinistra l'incolpevole Friedel, è messo giù da Milner. Il ref, impeccabile, indica subito il dischetto del rigore e, trenta secondi dopo, Elano trasforma dopo aver preso una strana rincorsa con un destro a mezz'altezza solo intuito dal bravissimo portiere statunitense dei Villans: 1-0 per noi!
La gara continua su ritmi elevati, c'è quel Luke Young che fa davvero prodigi sulla due fasce per loro ma, stasera, da entrambi i lati Zabaleta e Bridge sono colonne invalicabili, per lui come per gli altri suoi compagni. Le occasioni si susseguono da una parte e dall'altra, il primo tempo finisce e gli applausi per i nostri fioccano convinti: chissà se nella ripresa ...
Nell'intervallo la gente sciama verso l'immenso corridoio che collega tutti i settori dello stadio: nessuno che fa casino, visi sereni, tanti, tantissimi bambini accompagnati dai papà, dalle mamme e in certi casi dai nonni si sentono protagonisti anche loro dell'evento sportivo cui assistono. Questa è l'Inghilterra degli stadi, amici miei: paragonarla alla nostra povera Italia sarebbe un sacrilegio! Perché? Beh, i media come da noi cercano di seminare zizzania provocando qualche polemica ma loro, i giocatori e gli addetti ai lavori, conoscono una sola regola: tutto finisce lì, nel rettangolo di gioco, perchè i tifosi non vanno provocati con atteggiamenti spocchiosi, con simulazioni, o con dichiarazioni irrresponabili prima o dopo le gare: da noi, invece ...
Il secondo tempo, se possibile, è ancora più bello del primo! O'Neill sostituisce subito Davies, difensore centrale, con Carew, solido centravanti ex Roma e la potenza d'urto dei Villans minaccia sfracelli. Può il City difendere a lungo un vantaggio così esiguo? Sì, se si hanno a disposizione due difensori centrali come quelli di ieri: mai visto un Dunne così puntuale a spazzar via palloni e a far sportellate nei limiti di un sano agonismo, mai visto un Onuoha calmo e allo stesso tempo ruggente nel sopraffare qualsiasi iniziativa a pochi passi da Given. In compenso quando dalla nostra area di rigore possono ripartire i vari SWP, Elano ed Ireland lo spettacolo è garantito! Gioco a due, massimo tre tocchi che migliora di colpo quando, uscito Caceido, entra il giovane e puntiglioso Chad Evans: un secondo dal suo ingresso, di petto appoggia un bel cross da sinistra di Bridge all'accorrente Elano che spara di sinistro costringendo il solito Friedel ad una superparata in corner. Tutto sotto ai nostri occhi!
Il finale è palpitante, sembra che i Villans da un momento all'altro possano pareggiare e invece, a due dal termine, l'apoteosi! Il reaparecido Bojinov, entrato per pochi minuti di alta classe al posto di un Elano che ha ormai dato tutto, appoggia preciso a SWP sulla sinistra. SWP scambia in un nanosecondo con Ireland e va a raccogliere l'invito del suo compagno per estrarre dal suo cilindro magico un destro beffardo che va a spegnersi nell'angolino basso alla sinistra di Friedel. E' il 2-0 finale, ci abbracciamo tutti come se fossimo vecchi amici che han vinto al superenalotto: da quanti anni il City non giocava una partita così bella?
Ora siamo ottavi in classifica ma, quel che più conta, abbiamo una squadra che lotta e si diverte. Ce n'è voluto di tempo, ma io e Alessio torniamo felici in Italia, convinti di aver dato il nostro piccolo contributo alla causa di un City finalmente vincente, e senza discussioni!