lunedì 28 luglio 2008

GIU' LE MANI DA JOHNSON!


A sud di Manchester c'è una ridente cittadina di 40mila anime di nome Urmston. Classico assembramento ordinatissimo di villette a schiera con annesso giardino, quando Michael Johnson vi nacque vent'anni fa Urmston era famosa essenzialmente per due buoni motivi. Il primo: Sir Bobby Charlton, colui che fu il maggior protagonista dello storico successo nei Mondiali d'Inghilterra del 1966, era il suo più illustre cittadino. Il secondo: sovente a seminare il panico per le troppo tranquille vie cittadine provvedeva una Volkswagen Karmann Ghia giallo limone. Alla sua guida nientepopodimeno che il musicista pop Kid Creole, affermato leader dei Coconuts, che a Urmston ha pure trovato moglie. Ma il terzo motivo per il quale questo sonnacchioso borgo del Lancashire potrebbe essere ricordato è quasi certamente aver dato i natali al centrocampista biondo con la maglia n° 6 degli skyblues di Manchester. Jonno, questo il suo soprannome da quando impressionò i tifosi nelle sue prime esibizioni nell'Academy di Jim Cassell, ha molti, troppi estimatori. I due clubs di Liverpool, Arsenal e Tottenham sono sulle sue tracce da mesi, ormai: perché? In fondo, a riflettere bene, un board ambizioso e apparentemente senza problemi finanziari di alcun genere come il nostro mai e poi mai si dovrebbe privare di un giovane così promettente come il giovanotto di Urmston. E invece ... le malelingue da tempo sussurrano del suo temperamento bizzoso e, cosa ancor più grave se fosse vera, della sua tendenza ad alzare un po' troppo il gomito nei pubs con gli amici.
Con tutto ciò, in attesa dei colpi di mercato che secondo noi Mark Hughes sferrerà solo al termine di agosto, io dico: giù le mani dal nostro Johnson! Ha classe eccelsa, una visione di gioco che lo avvicina, nei ricordi dei tifosi Citizens più anziani, a un certo Colin "Ninskij" Bell. E' discontinuo e alterna per ora grandi prestazioni ad altre davvero abuliche. Ma, signori miei, esiste forse un centrocampista centrale col vizietto dell'assist e dei gol paragonabile a lui? No di certo, quindi ci auguriamo vivamente di applaudire a lungo le sue performance coi luminosi colori del nostro City.

martedì 8 luglio 2008

BUONA FORTUNA, GAUCHO!


Cari amici Citizens, facciamocene una ragione: Ronaldinho non vestirà mai la maglia n° 10 del Manchester City! Garry Cook, l'ex uomo Nike fortemente voluto dal Dr Thaksin per fare del nostro club uno dei più prestigiosi al mondo, gli avrebbe offerto ben 130mila £ alla settimana per i prossimi 5 anni. Niente da fare! Il fratello e plenipotenziario Roberto De Assis ha rispedito al mittente la pur generosa offerta. Milan e Chelsea, infatti, sarebbero in attesa di un segnale dalla proprietà del Barcellona che, dopo le elezioni che domenica hanno visto uscire indebolita la posizione del presidente Juan Laporta, vuole liberarsi al più presto del fantasista di Porto Alegre.
La volontà del giocatore va rispettata ed i blaugrana non possono correre il rischio di trattare con il pur ricchissimo City senza l'assenso del brasiliano e del suo staff. Il Gaucho va allontanato al più presto dalla Catalogna: perchè? Le immagini desolanti del suo tracollo fisico, pubblicate on line una decina di giorni fa, parlano chiaro: Ronaldinho è l'ombra del brillante trascinatore del Barca di qualche stagione fa! Lo sguardo perso nel vuoto e quell'adipe così evidente sottolinea oggi come le chiacchiere su certi eccessi della sua vita privata siano, purtroppo per lui, verosimili. Manchester non è e non sarà mai l'ambiente giusto per ricostruire un calciatore della sua fama. A noi tifosi degli Skyblues tocca guardare il bicchiere mezzo pieno: d'accordo, c'eravamo un po' illusi di poter applaudire rapiti certe sue giocate incredibili. Però Mark Hughes, appena insediatosi, ha bisogno di campioni giovani e motivati che si ammazzino di fatica in allenamento e in partita per vincere più gare possibili. Può farci davvero comodo il Ronaldinho attuale? Certo che no! Il nostro azionista di maggioranza, quindi, investirà nei prossimi giorni altri milioni di sterline su giocatori magari meno famosi di lui, ma sicuramente più affidabili sul piano atletico e tecnico. Buona fortuna a te, grande campione in crisi! Dovunque andrai ogni tifoso dei Blues, gente che adora i grandi calciatori a prescindere dalla divisa che indossano, continueranno a simpatizzare per te!

giovedì 3 luglio 2008

BEN ARRIVATO, JO!

Martedì 2 luglio: riparte ufficialmente oggi col primo grande colpo di mercato la scalata alle Top Four del calcio inglese da parte del nostro Man City! Nella conferenza stampa convocata in sede, Mark Hughes ha annunciato ai presenti l'acquisto dell'attaccante brasiliano Joao Alves De Assis Silva. 21 anni, una sola presenza finora nella Selecao, questo giovane è proveniente dal CSKA di Mosca dove ha realizzato la bellezza di 44 reti in 77 gare ufficiali. Jo era stato messo tra gli obiettivi di mercato già a gennaio scorso da Eriksson che lo aveva contattato tramite i buoni uffici del mitico agente e procuratore di calciatori Pini Zahavi. Raccolta l'eredità dello svedese, Hughes non ha avuto dubbi nel proseguire la trattativa che, tra molte difficoltà, ha finalizzato solo ieri dopo l'OK del Ministero del Lavoro britannico alla sua richiesta di un permesso di soggiorno per motivi professionali.
Jo è la classica prima punta dotata da madre natura di un fisico da pantera abbinato a una predisposizione naturale per il gol. Chi di noi ricorda la sua prestazione da favola, coronata da una doppietta, a San Siro contro l'Inter nell'ultima edizione di Champions League? Ieri ai giornalisti il ragazzo ha dichiarato di averci scelto perchè conquistato dalla grinta e dalla grande stima dimostrata subito nei suoi confronti dal nostro nuovo manager. In effetti, nel modulo 4-4-2 che Hughes starebbe studiando nella prossima stagione per i nostri skyblues, una bocca di fuoco come la sua verrà alimentata in continuazione soprattutto con palloni provenienti dalle due fasce laterali.
Il clima freddo di Manchester dovrebbe rivelarsi come la primavera a Ipanema o a Bahia per il nostro nuovo n° 14 dopo i lunghi mesi trascorsi al gelo nei poco accoglienti stadi russi. Finora è l'acquisto più caro della nostra lunga storia: ma, per una volta, tutti gli addetti ai lavori sono concordi nel dire che i 19 ml £ investite dal Dr Thaksin su di lui saranno davvero ben spese. Sarà solo il primo della seconda ondata di nuovi volti ingaggiati per fare del City un grandissimo club? Dita incrociate, amici blues!

lunedì 30 giugno 2008

IL NOSTRO INNO PIU' CELEBRE



Ci sono inni e inni: ma c’è solo un Inno, con la I maiuscola, che ogni tifoso del City deve conoscere assolutamente, strofa per strofa. "Blue Moon" aiuta a manifestare il nostro smisurato amore per un club che, tra tante gioie e quasi altrettanti dolori, compie quest’anno 121 anni. La canzone a cui s’ispira è un classico della musica melodica USA del 1934 diventato poi cavallo di battaglia di grandi interpreti come Frank Sinatra, Billye Holliday, Ella Fitzgerald e Elvis “The Pelvis” Presley. Ecco qui sotto il testo integrale:


Blue Moon, You saw me standing alone

Whitout a dream in my heart

Without a love of my own


Blue Moon, You knew just what I was there for

You heard me saying a prayer for

Someone I could really care for


Then suddenly they'll appear before me

The only one my arms could ever hold

I heard someone whisper "Please adore me"

And when I looked my moon had turned to gold.


Blue Moon, now I'm no longer alone

I have a dream in my heart

I have a love of my own


NB: di seguito ecco il verso aggiunto dai tifosi Citizens dopo un famoso derby vinto in maniera travolgente 5-1 nel 1989 (segnò fra l’altro per noi il simpatico commentatore TV Andy Hithcliff e per i rags nientepopodimeno che … il nostro attuale coach Mark Hughes).


Blue Moon You started singing your tune

You won't be singing for long

Because we beat you 5-1!!!

giovedì 26 giugno 2008

UN LEONE NON MUORE MAI: DORME!


26 giugno 2003, stadio Gerland di Lione, si gioca l'attesa semifinale di Confederations Cup fra le nazionali di Colombia e Camerun. Davanti ai suoi ex tifosi dell'Olympique Lyonnaise si sta battendo gagliardamente come sempre Marc Vivien Foe, 28enne centrocampista del nostro Man City.
Suo è stato l'ultimo storico gol realizzato nel nostro glorioso tempio di Maine Road. Per lui, autentico gentiluomo in campo e fuori, l'esultanza più genuina del North Stand, dei fratelloni Gallagher, impazziti di gioia in tribuna, e di tutta la parte azzurro cielo di Manchester. Marco, come lo chiamavano il nostro manager di allora "King" Kevin Keegan e i suoi compagni di squadra, aveva appena aiutato con 35 presenze e 9 reti il nostro club a tornare in Premier dopo un triennio davvero difficile.
E' il 72° minuto quando, improvvisamente, scoppia il dramma. Foe s'accascia, come fulminato, sul terreno di gioco: il suo povero cuore matto, come si seppe qualche giorno dopo la tragica morte, lo aveva tradito esattamente allo stesso modo in cui tradì, molti anni prima, il povero centrocampista del Perugia Renato Curi.
"Un leone non muore mai: dorme!" Così con questo striscione, nella finalissima giocata a Parigi tre giorni dopo, i supporters africani avrebbero manifestato il loro immenso dolore.
Marco era un grande ambasciatore del suo Camerun all'estero da quando, con la sua nazionale, aveva vinto nel 2002 la prestigiosissima Coppa d'Africa. Facendo la questua presso i suoi compagni di squadra europei, il povero Foe è riuscito a salvare dalla miseria più nera moltissimi suoi connazionali.
Paolo Di Canio giocò con lui un anno al West Ham ai tempi di Harry Redknapp manager. Proprio oggi ha ricordato ai media italiani la sua grande amicizia con lo sfortunato atleta africano e lo sconforto nell'apprendere la notizia della sua tragica fine quel maledetto 26 giugno di cinque anni or sono.
Foe continua a vivere nei nostri cuori di vecchi tifosi tenacemente legati alla tradizione che vuole il nostro amato City perennemente perseguitato dalla sfortuna. Che fare per mantenere più vivo il suo ricordo? Basta cliccare sul sito della fondazione nata dopo la sua scomparsa: http://www.marcvivienfoe.org . Vi prego, fate un'offerta: Marco, il Leone dormiente del Camerun e del Man City, vi sorriderà amabilmente da Lassù!

venerdì 20 giugno 2008

CITY-MILAN: IL MIO SOGNO SI AVVERA!


Quando ho ricevuto i primi sms da Manchester oggi pomeriggio, sono letteralmente saltato sulla sedia: possibile? Possibile che l'abituale gara del Trofeo Thomas Cook, da sempre l'esordio ufficiale davanti ai 48mila Citizens che affolleranno il COMS, avrebbe ospitato l'altra squadra per cui da sempre faccio il tifo: cioè il Milan? Rapido clic sul sito ufficiale del nostro City e la notizia è confermata: il prossimo 9 agosto, sabato alle 18,15 ore italiane, gli uomini di Mark Hughes affronteranno quelli di Carlo Ancelotti!
Risale a quasi trent'anni fa il primo e unico precedente fra i miei due club del cuore. Ero a San Siro quel mercoledì pomeriggio a seguire la gara d'andata degli ottavi di finale di Coppa UEFA: fu proprio in quell'occasione che, al termine di un combattuto 2-2, fui stregato da quelle maglie di un colore azzurro acceso come il cielo terso di una giornata d'ottobre. C'erano poi quei sostenitori così simpatici, tosti, indomabili nei loro cori prima, durante e dopo i novanta minuti. Fu uno di loro con cui scambiai le sciarpe a raccontarmi la storia della seconda divisa del Man City, scelta a metà degli Anni 60 a strisce verticali rossonere dal grande Joe Mercier in onore del suo grande amico e collega italiano conosciuto a Wembley al termine di Milan-Benfica: Nereo Rocco. La mia passione per gli skyblues delle Eastlands nacque allora. Se penso a quante emozioni proverò ammirando dal vivo un possibile duello fra Riky Ka e Micah Richards fra i miei vecchi amici mancuniani ... finirà tutto con grosse pacche sulla schiena ed abbondanti libagioni di Guinness? Of course!

venerdì 13 giugno 2008

CARO HUGHES, IO ANDREI SU ANDREI!


Impazzano le voci sulle operazioni di mercato che Mark Hughes, nostro nuovo manager, e Garry Cook, nuovo plenipotenziario del presidentissimo Shinawatra, stanno per compiere per regalarci un City da sogno. Si sa per certo che verranno stanziati ben 50.000.000 £ per l'acquisto di nuovi campioni da aggiungere a quelli già presenti. Sulla bocca di tutti è, ovviamente, il tentativo di portare a giocare nelle Eastlands Ronaldinho De Assis. Il talentuoso e popolare fantasista di Porto Alegre è stato messo da tempo sulla lista dei partenti dal presidente del Barcellona Laporta per motivi che, con il calcio giocato, pare abbiano poco o nulla a che fare. Si dice che le sue attuali condizioni atletiche siano pessime, che il Gaucho un tempo celebre per la sue magiche invenzioni sotto porta sia ora un atleta fiaccato dalla dolce vita e dagli stravizi. Certo a 28 anni avrebbe l'occasione di riscattarsi in tutta tranquillità ricominciando da un club non obbligato a vincere subito come il nostro, però ne avrà davvero voglia il discusso brasiliano che viene da un periodo lunghissimo di disoccupazione? Mah ... amici Citizens, riflettete bene: i termini della trattativa fra Cook e i De Assis parlano di una richiesta del giocatore di ben 200mila £ alla settimana. Attualmente nel Regno Unito nè l'insopportabile quanto geniale portoghese al soldo (per quanto ancora? chissà!) dei nostri dirimpettai rags, nè l'indiscusso leader del Chelsea Terry guadagnano tanto. E' davvero il caso di fare, dal punto di vista meramente economico, il passo più lungo della gamba quando, per una somma sei o sette volte inferiore, si potrebbe acquistare un altro n° 10 decisamente più adatto al duro calcio britannico? Mi riferisco a quell'Andrei Arshavin che, nella recente finale di Coppa UEFA disputata proprio nel nostro meraviglioso COMS a maggio, ha stregato tutto lo stadio e milioni di telespettatori in giro per il mondo con le sue giocate euclidee da urlo. Uno così, in aggiunta ai talentuosi Elano e Petrov, sarebbe la classica ciliegina sulla torta per il gioco fortemente offensivo che Mark Hughes ha sempre preteso e ottenuto durante la sua breve e felice carriera da manager. Caro mister e caro Dr Thaksin, lasciate perdere i miracoli e seguite il mio consiglio: io andrei ... su Andrei!!!

lunedì 2 giugno 2008

IL NUOVO CITY? NEL SEGNO DELLA NIKE!


L’importante, in Premier League, vale a dire il campionato di football che fattura di più nel mondo, non è partecipare, ma vincere! Ecco perché oggi, lunedì 2 giugno 2008, il City del vulcanico uomo d’affari ed ex premier thailandese Thaksin Shinawatra volta pagina dando il benservito – costo: 1 milione di sterline – a Sven Goran Eriksson. Il suo successore, da quel che fa trasparire l’imbarazzato comunicato stampa del suo attuale club appena pubblicato su http://www.mcfc.co.uk, sarà quasi certamente il 53enne gallese Mark Hughes. Ex grande centrattacco dei cuginetti rags nel triennio 1995-98, il nostro nuovo manager viene da un poker di annate, tutte estremamente positive, trascorse a Blackburn con i combattivi Rovers. Sparky, questo il suo soprannome datogli dai suoi fans per via della presunta somiglianza a un cane/pompiere protagonista di un fumetto degli Anni Ottanta, sarebbe stato reclutato dal nostro patròn su suggerimento del suo consigliere più ascoltato: un certo Gary Cook. Chi è costui?
Mr Cook è uno dei manager più influenti della famosa marca di abbigliamento sportivo USA Nike e, da qualche mese a questa parte, ha dato un grosso aiuto al nostro board nel lanciare il marchio commerciale, o brand, del Manchester City in tutto il mondo. E’ sua la gestione della complicatissima trattativa che cercherà di assicurare, per i prossimi 4 anni, le prestazioni di un certo Ronaldinho Gaucho, uno degli sportivi più popolari del pianeta, con la divisa dei nostri gloriosi skyblues. Ed è ancora opera sua l’apertura, favorita dagl’illimitati capitali del ricchissimo Mr Thaksin, dei 4 megastore targati Man City a Shanghai, Hong Kong, Bangkok e Singapore. Il calcio moderno, si sa, è diventato un enorme frullatore attraverso cui vengono maciullati sentimenti, prestazioni agonistiche, carriere manageriali, rapporti con gli sponsor. Noi tifosi Citizens guardiamo oggi con grande tristezza l’addio di un manager saggio, educato, un vero signore come è stato Svennie. Ma siamo ugualmente convinti che il successore, noto per il ferreo senso della disciplina all’interno dello spogliatoio, saprà fare ancora meglio col denaro che il nostro azionista di maggioranza fornirà a breve termine. D’altra parte, cari amici Blues, conoscete voi un marchio più vincente nel mondo sportivo della Nike?

giovedì 29 maggio 2008

DUE SEPARATI IN CASA


Farsa o tragedia? La domanda sorge spontanea di fronte alla notizia che Thaksin Shinawatra, patròn thailandese del nostro City, deciderà solo il prossimo 15 giugno chi sarà confermato e chi sarà ceduto fra giocatori e staff tecnico. Tra noi tifosi molti sono gli assertori della teoria del bicchiere mezzo vuoto. Sostengono pressapoco così: abbiamo l'Intertoto ormai alle porte e, senza uno straccio di progetto per il futuro immediato, molti giocatori tra cui il capitano Dunne e Bojinov vogliono lasciarci. Perché, si chiedono gli scettici, ci permettiamo il lusso di perdere tempo alla ricerca dell'erede di Eriksson quando basterebbe promuovere in prima squadra il mago della nostra meravigliosa Academy Jim Cassell? Notizia di ieri: l'esordio con gol nella nazionale gallese della nuova stella Chad Evans, altro attaccante di cui si dice un gran bene pronto ad esordire in maglia skyblue nella prossima Premier.
Ma esistono anche alcuni Citizens che vedono il bicchiere mezzo pieno. Costoro sottolineano: Svennie mancava di polso con lo spogliatoio e troppi suoi acquisti non hanno del tutto convinto, anzi alcuni di loro (come il nostro Rolando Bianchi) hanno francamente deluso. Siamo momentaneamente senza guida tecnica, è vero, però grazie all'accordo commerciale voluto dal clan di Shinawatra con la Nike abbiamo ora un contatto privilegiato col fratello e procuratore di Ronaldinho De Assis. Forse che a qualcuno di noi farebbe schifo vederlo con la maglia n° 10 del City? Inoltre abbiamo già acquistato dal CSKA di Mosca il 21enne centravanti brasiliano João Alves de Assis Silva detto Jo, appartenente alla scuderia del chiacchieratissimo uomo d'affari iraniano Kia Joorabchian.
Chi avrà ragione fra pessimisti e ottimisti? Mah! Non resta che attendere la fine di questo rapporto da separati in casa fra presidente e manager per capire veramente quale sarà il destino del nostro club preferito. A risentirci, quindi, dopo il prossimo 15 giugno, amiche ed amici Blues!

venerdì 16 maggio 2008

IL CITY TORNA IN EUROPA!


Finalmente una bella notizia! Proprio alle 14 di oggi pomeriggio la Premier League ha ufficializzato la partecipazione del nostro caro City alla prossima edizione della Coppa UEFA. Dovremo iniziare prestissimo la preparazione alla nuova stagione perché il turno preliminare dell'Intertoto inizierà già il prossimo 7 luglio e, per via del concomitante concerto di Bon Jovi, il nostro splendido stadio, il City of Manchester, non sarà disponibile per la prima e, si spera, non unica partita casalinga in Europa.
Ancora fitto il mistero su chi guiderà la squadra: Eriksson sta guidando la squadra nella tourneè in Thailandia, patria del nostro patròn Shinawatra. A giorni i due dovrebbero incontrarsi: la separazione consensuale fra il City e Svennie pare scontata e, tramontata l'ipotesi di un incarico all'attuale ct del Portogallo Felipe Solari, dall'Italia s'infittiscono sempre più le voci che danno per certo l'arrivo a Manchester di un certo Roberto Mancini. L'allenatore dell'Inter darebbe le sue dimissioni già domenica sera, indipendentemente dall'esito del campionato di Serie A. A Carrington si sta allenando con l'Accademy già da qualche mese suo figlio Filippo. Vuoi vedere che nel nuovo City si parlerà sempre più l'italiano?

martedì 13 maggio 2008

UMILIATI E OFFESI!


Davvero non poteva finire peggio l'attuale stagione per il nostro City! Complice la sciocca espulsione del nostro capitano Richard Dunne dopo un solo quarto d'ora, la compagine messa in campo al Riverside da Eriksson è stata letteralmente asfaltata da avversari tutt'altro che irresistibili. Otto a uno è un risultato umiliante, che offende prima di tutto quei non pochi fedelissimi accorsi nel Nord d'Inghilterra a dimostrare l'affetto e la solidarietà di tutta la tifoseria dei Blues per Svennie. Solidarietà che, invece, si sono ben guardati dal manifestare i nostri giocatori in campo! La maggior parte di loro sono stati semplicemente indecenti: considerando che erano 47 anni che non perdevamo così nettamente, i reprobi meritano senz'altro il foglio di via immediato.
Il nono posto in classifica era già consolidato da tempo, però inutile nasconderci che, alla fine del 2007, le prospettive del nostro amato City erano molto diverse!
Ora nessuno di noi tifosi, nemmeno il più ottimista, s'illude più su prospettive radiose di crescita a breve termine! L'attaccamento alla maglia, invece ... beh, amici, almeno sul piano dell'impegno agonistico, noi Citizens ci sentiamo traditi da Dunne e compagni. Basta vedere le nostre gloriose divise indossate da giocatori che, al di là delle qualità tecniche, non hanno le palle! Basta tifare per gente che ha alzato vergognosamente bandiera bianca contro il Chelsea a Stamford Bridge, contro il Fulham al COMS nella ripresa e in questa ultima sciagurata trasferta della stagione. Tre segnali, questi, che sono un campanello d'allarme sull'atmosfera pesante che si respira a Carrington e dintorni da mesi.
Umiliati e offesi chiediamo al nostro board di fare immediata chiarezza sul nostro futuro, partendo dalla conferma dei due nostri veri campioni (il difensore Micah Richards e il portiere Joe Hart). Eriksson, o chi per lui, dovrà basarsi sulla loro conferma per costruire un City davvero competitivo: altrimenti l'ira prenderà il posto del finora civilissimo dissenso, e persino il pubblico più corretto del Regno Unito, cioè noi Blues, perderemo definitivamente la pazienza, con conseguenze davvero imprevedibili per giocatori, società e dirigenti!

sabato 10 maggio 2008

40 ANNI DOPO: E' QUI CHE C'E' LA FESTA?



Mulhearn; Book, Pardoe; Doyle, Heslop, Oakes; Lee, Bell, Summerbee, Young, Coleman. Sub: Kennedy.

Coach: Joe Mercier - Chairman: Malcolm Allison

Per una strana coincidenza del destino, l’11 maggio di quaranta anni fa al St James Park di Newcastle ben 25mila tifosi skyblues di Manchester festeggiavano il loro magico City campione d’Inghilterra! Fu un 4-3 combattutissimo contro i mitici Geordies. Erano avversari che, in caso di pareggio, avrebbero ottenuto la qualificazione europea in Coppa delle Fiere. La notizia via radio della contemporanea e inattesa sconfitta casalinga contro il Sunderland degli spocchiosi cugini, infatti, diede inizio ad una festa memorabile. Giocatori e manager furono portati letteralmente in trionfo nelle vie della città natale degli Animals. Intanto il popolo blu rimasto in trepida attesa a Manchester si preparava ad accogliere i suoi campioni. L’urlo di gioia per un possibile double (campionato e Coppa dei Campioni) finì strozzato nelle gole di molti rags che dovettero assistere, alquanto attapirati, al giro trionfale per le vie del glorioso capoluogo del Lancashire del grosso pullman azzurro dei loro cugini cosiddetti “poveri”: che grave smacco!
Quarant’anni dopo … beh, qualcosa da festeggiare l’avremo lo stesso: un comunicato ufficiale di ieri assegna ad un club inglese un ulteriore posto nell’edizione 2008/09 della Coppa UEFA per la famosa Fair Play Cup. Ebbene sì, amiche ed amici italiani che portate il City nel cuore, il nostro blog lo aveva previsto da tempo! Grazie alla corretezza esemplare della rosa agli ordini di Sven Goran Eriksson e dei fedelissimi presenti tutta la stagione al COMS e in trasferta, il ticket per l’Europa è comunque nostro: a quando una trasferta tutti assieme per ammirare Richards e compagni nella nostra penisola?

giovedì 8 maggio 2008

SVEN? HA DA PASSA' 'A NUTTATA!

Mancava solo la conferma. E ora è arrivata, ma non dalla dirigenza dei nostri Blues, bensì dal sito ufficiale del Benfica, glorioso club portoghese sprofondato in uno dei periodi più bui della sua storia. "A volte tornano!" penseranno in riva al Tago, e questa ne è la conferma: "Esistono dei contatti preliminari con il signor Eriksson per il posto di allenatore della prima squadra." Il diretto interessato, dal canto suo, ha ormai capito di non essere gradito al patron thailandese. Per questo sta valutando la proposta della squadra con cui conquistò una finale di Coppa Campioni del 1990 a Vienna, poi persa contro il Milan degli Invincibili del suo caro amico/nemico Arrigo Sacchi.
Svennie infatti avrebbe confermato al solito tabloid (in questo caso il Daily Mail) di aver già incontrato i dirigenti lusitani (tra loro l'indimenticabile ex di Fiorentina e Milan Manuel Rui Costa) e di essere ben disposto a guidare dalla panchina la rifondazione del club. In pratica è lo stesso progetto che gli era stato proposto un anno fa a Manchester, sponda skyblue. La differenza è che a Lisbona il tecnico svedese avrà carta bianca per quanto concerne il mercato e, soprattutto, la stima e l'affetto di dirigenti, giocatori e pubblico. Certo che la sua separazione dopo solo un anno di contratto dal City sembra incredibile! Ma quale sarà la conseguenza che lo tsunami tecnico avrà a Carrington, sede di allenamento dei nostri cari Citizens? Pare che i vari Richards, Dunne, Petrov, Vassell, Johnson ed Elano vogliano andarsene perché, senza la figura carismatica di Eriksson, si sentono persi. Sul possibile sostituto si parla con insistenza di Felipe Scolari, che al termine della spedizione austro-elvetica lascerà la panchina della selezione lusitana: a confermare di un curioso intreccio tra Manchester e il Portogallo! La massa compatta dei tifosi Blues e l'intera rosa dei giocatori non demorde, però, e nelle ultime ore Thaksin Shinawatra ha rilasciato ai microfoni della BBC una dichiarazione ambigua che farebbe pensare ad un suo dietrofront: e se si andasse a una clamorosa riconferma del bravo tecnico svedese? Mi sa tanto che, come diceva il compianto Eduardo de Filippo, il nostro caro Sven ha da passà 'a nuttata!

CARLO TAGLIAGAMBE

domenica 4 maggio 2008

AMMUTINAMENTO AL CITY


Con quest'articolo inizia oggi la sua collaborazione al nostro amato blog Rosario Farruggia, giovane e intraprendente siciliano come tutti noi matto da legare per il glorioso Manchester City: a te la parola, amico Blue!
Aria di ammutinamento al nostro club, con i giocatori schierati compatti contro il proprietario Thaksin Shinawatra e la sua folle decisione di licenziare Sven Goran Eriksson alla fine della stagione, malgrado i buoni risultati ottenuti. Lo scrive il tabloid "Sun" , spiegando che lo spogliatoio compatto ha chiesto al grande capo thailandese di cambiare idea sul tecnico svedese, ricevendo un fermo "no" come risposta. Da qui, la rabbia della squadra, che ha minacciato di andarsene in massa. Fra i primi a fare le valigie ci sarebbero il capitano Richard Dunne (lo vuole il Newcastle) e il centrocampista Michael Johnson (obiettivo Liverpool), con Elano e Martin Petrov pronti a seguirli, visto che avevano scelto il City solo perché c’era Eriksson in panchina, come pure lo stesso Micah Richards, convinto a restare proprio dall’allenatore e ora seriamente intenzionato a considerare altre opzioni, Chelsea in testa.

E la rabbia dei supporter verso Shinawatra ha trovato la sua voce leader in Noel Gallagher, frontman degli Oasis e letteralmente "malato" di City. "Se caccia Eriksson, significa che non capisce niente di calcio – si legge sul 'Daily Star' -. Questa è davvero una cosa ridicola! Sarebbe come se l’Everton si sbarazzasse di David Moyes perché non va in Champions League o l’ Aston Villa desse il benservito a Martin O’Neill perché non arriva quinto. Mi sa che questo qui (Shinawatra, ndr) è un po' fuori di testa, perché ha preso l’allenatore migliore dopo Mourinho per un club che non ha mai combinato nulla in 25 anni e ora lo manda via. A questo punto, sono convinto che non ci abbia acquistato solo per motivi calcistici!". Dure le parole del maggiore dei Gallagher, ma per me rispecchiano il pensiero della nostra tifoseria sparsa in tutto il mondo!

SAVE OUR SVEN!!!

AD ANFIELD IN ONORE DI SVEN


La penultima gara di Premier League prevede per i nostri ragazzi in skyblue la temibile trasferta col Liverpool di Rafa Benitez. Poco più di settanta chilometri separano le due metropoli del Nord d'Inghilterra e saranno almeno in quattromila i fedelissimi del North Stand ad affollare il microscopico settore ospiti di Anfield Road, proprio in faccia alla Kop. Una beffarda e amara coincidenza accomuna oggi noi Citizens e i piccoli, generosi Red Scousers: siamo ostaggio dei proprietari dei due club! Gente che, capendo poco o nulla di calcio, si sta però intromettendo pesantemente nelle decisioni tecniche che riguardano i board.
Risultato? Ad Anfield vige da almeno un anno un'aperta contestazione verso i due proprietari USA. Cori di protesta, raccolte di firme, contestazioni popolari, aperto sostegno al bravo manager spagnolo e richiesta esplicita ai due signori di mettere in vendita le loro azioni. La Kop che, ammirati, ascoltiamo cantare, com'è loro tradizione, il celebre inno "You'll never walk alone!" è decisamente sul piede di guerra? Ebbene, i due compari, che non si rivolgono la parola da mesi e passano le loro giornate dappertutto tranne che negli uffici della loro società di calcio inglese, non sembrano curarsene!
Il City che oggi va a sfidare i reds soffre della stessa malattia, apparentemente incurabile. Siamo un club di calcio che appartiene innanzitutto ai suoi tifosi, non il giocattolo da montare e smontare di questo Shinawatra! Come si fa a buttare via i sacrifici fatti in questa prima stagione da Svennie, Hans Backe e dal valente preparatore atletico, il napoletano Stefano Marrone ricominciando tutto da capo il prossimo mese di luglio? Con nuovo allenatore, nuovo staff tecnico, nuovo preparatore atletico, giocatori che vanno e vengono Carrington diventerà come un hotel dove partenze e arrivi andranno registrati per non doverci confonderci le idee!
Essere proprietario di un club di calcio significa davvero fare quel che si vuole infischiandosene della volontà dei fans? In fondo non mettiamo mano al portafoglio anche noi, acquistando biglietti, magliette, abbonamenti alla pay tv? Non abbiamo diritto anche noi, come i nostri dirimpettai di oggi sugli spalti di Anfield, di vedere confermato un grande manager che in soli dieci mesi ha lavorato sodo per realizzare un progetto che a noi piace immensamente?
Sono domande che non avranno le risposte che ogni vero sportivo si attenderebbe dal testardo uomo d'affari asiatico. Il giro di giostra per Eriksson e per molti nostri calciatori sta per terminare: suonerà il campanello e, non si sa bene perché, subentrerà il nuovo manager. Liverpool-City si giocherà in quest'atmosfera pesantuccia: rientrerà il nostro capitano Dunne al centro della difesa e, forse, rivedremo il desaparecido Bojinov in panchina. Insomma, una normale giornata di campionato da disputare sull'orlo di una crisi di nervi ... tipical City!

giovedì 1 maggio 2008

I REDDISHBLUES A FAVORE DI SVEN



Si moltiplicano le iniziative del popolo Citizen contro l'assurda decisione, presa unilateralmente contro il volere dello stesso board, del dittatore thailandese di esonerare Sven Goran Eriksson. Dave Radcliff, uno dei più rappresentativi tifosi del famoso Kippax, mi manda per conoscenza il testo dello striscione che, nelle prossime due trasferte di Premier ad Anfield e a Middlesborough, verrà esposto dai nostri fedelissimi Reddishblues d'oltremanica:

I’D RATHER SAY GOODBYE TO
THE THAI


SAVE OUR SVEN!*

*(trad: PREFERIREI DIRE BYE BYE AL THAI / SALVIAMO IL NOSTRO SVEN!)

PETIZIONE A FAVORE DI ERIKSSON

http://www.petitiononline.com/savesven/petition.html

Cari amici italiani del City,
cliccando sul link qui sopra potrete esprimere on line la vostra contrarietà per la decisione del nostro azionista di maggioranza Thaksin Shinawatra di esonerare Sven Goran Eriksson dopo una sola stagione. Per il momento sono state raccolte poco più di 7mila adesioni: cosa aspetti a firmare anche tu?
CITY TILL WE DIE!

RENATO

martedì 29 aprile 2008

SE IL RE NON SI DIVERTE PIU'



"There is no smoke without fire!": non ci può essere fumo se non c'è un fuoco! Ian Dockry, oltre che un grandissimo amico, è una colonna portante del tifo Skyblue a Manchester e mi ha inviato questo salace commento in risposta alla mia curiosità sulle voci, ormai incontrollate, che danno per concluso a fine stagione il rapporto fra Sven Goran Eriksson e il City. E' stato lo stesso manager svedese, oggi, a confessare ai cronisti dei media britannici che, fino al termine della Premier League, non sono previsti più incontri di nessun genere fra lui e l'attuale azionista di maggioranza, Thaksin Shinawatra. La stragrande maggioranza di noi tifosi è ovviamente disorientata, annichilita, amareggiata. La rottura fra i due è ormai irreversibile e il motivo è presto detto: il Re non si diverte più da tempo e, incurante della stima che tifosi, addetti ai lavori e giocatori della rosa hanno per Svennie, ha deciso di cambiare manager. E' una decisione dettata dalla frettolosa incompetenza di chi ha acquistato il nostro glorioso club per due buone ragioni. La prima: malgrado decenni d'insuccessi, il City ha un incredibile numero di fans sparsi un po' in tutto il mondo e vanta una media spettatori fra le più alte d'Europa. La seconda: il nostro club, grazie anche a sponsorizzazioni intelligenti come quella della grandissima agenzia di viaggi Thomas Cook, è molto appetibile per la vendita di prodotti legati al merchandising sui ricchi mercati asiatici. La mancata conquista di un posto in UEFA, che sembrava certa a fine dicembre, deve aver fatto molto arrabbiare il ricco finanziere thailandese. Ma, in tutta sincerità, ci domandiamo un po' tutti noi Citizens: davvero Mr. Thaksin ha fatto tutto quanto in suo potere per allestire una rosa di giocatori così competitiva? Quanti soldi sono stati spesi nel mercato di gennaio? Oltre all'acquisto in extremis del solo Benjani, necessario per compensare la partenza alla Lazio di Rolando Bianchi, non è arrivato nessun altro grande giocatore. Nè Eriksson, nè altri manager al suo posto avrebbero potuto fare di più e meglio in soli dieci mesi! Il calcio, caro azionista di maggioranza, sfugge alla logica fredda del mondo degli affari: arrivare al vertice della Premier League in soli tre anni, quando si è reduci da almeno quindici annate di delusioni in serie, era ed è un'impresa titanica! Mandare via Svennie sarà solo una dispendiosa perdita di tempo e di denaro e, sia ben chiaro, troverà tutti noi fans italiani dei Blues totalmente solidali col bravissimo manager svedese. Su a Manchester c'è aria di rivolta: il fuoco appiccato dall'uomo d'affari del Sud Est asiatico sta già ardendo, per spegnerlo lui ha solo da rimangiarsi la decisione presa. Ma non lo farà: a noi Citizens piace un calcio che resti leale competizione fra clubs e non materia per esperti di project marketing. L'allontanamento di Svennie, caro Mr. Thaksin, ci sta deludendo assai! Ma non ti preoccupare per noi: useremo tutti i modi, naturalmente leciti, per fartelo capire!

lunedì 28 aprile 2008

ADDIO SOGNI EUROPEI!


L'ultima gara casalinga di questa Premier League è stata un vero incubo per noi Citizens! La sconfitta per certi versi incredibile (da 2-0 a 2-3 nei 25 minuti finali) contro il quasi retrocesso Fulham ha una sola, ragionevole spiegazione. Non possiamo regalare a questi livelli assenze pesanti come quelle dei tre difensori centrali (Richards, Dunne e Onohua), tutte in una volta! Infatti il City attuale ha pagato la fragilità del suo reparto difensivo contro i Cottagers londinesi pur avendo giocato un primo tempo assolutamente positivo.
L'1-0 al 10° minuto porta la firma di Stephen Ireland: delizioso il suo lob di destro su assist di tacco di Petrov che si spegne appena sotto il palo lontano della porta difesa da Keller! Al 20° il raddoppio arriva dopo un'azione travolgente di Vassell che, smarcato superbamente da un lancio geniale di Elano, si fa tutta la fascia destra e dal fondo mette in mezzo il più comodo dei palloni su cui si fionda implacabile il ritrovato Benjani. Il Fulham comunque si mostra sempre pericoloso e costruisce almeno 3 o 4 palle gol, tutte salvate alla grande da un Joe Hart ormai degno della chiamata in nazionale da parte di Don Fabio Capello. Pare una marcia trionfale, questa partita, e invece ... Invece nella ripresa sia per i due cambi davvero azzardati di Svennie (fuori Ireland e Vassell che stavano giocando bene), sia per quelli azzeccatissimi del redivivo Roy Hogdson, i Cottagers scavano falle enormi nel nostro pacchetto difensivo e, grazie a una vecchia conoscenza della serie A come l'ex canarino modenese Diomansy Kamara, ribaltano il risultato proprio allo scadere della gara. Hart, eroico persino nel cercare di parare il rigore del 2-2, compie altre parate stupende mentre in attacco noi sciupiamo almeno un paio di colossali palle gol per troppa precipitazione. Finisce con il gol della sconfitta che arriva al 93° e con l'amarezza composta dei nostri tifosi sugli spalti che comunque tributano applausi alla squadra e ad Eriksson nel loro giro di campo alla fine delle ostilità.
Ancora due trasferte proibitive (domenica prossima ad Anfield e poi l'ultima di campionato a Middlesborough) ci separano da un'estate che si annuncia colma d'incertezze sul nostro futuro. Probabile l'arrivo del promettente e treccioluto attaccante brasiliano Jo dal CSKA Mosca, sembrano altrettanto certe le partenze di Elano per Milano (sponda Inter) e di Dunne al Newcastle del nostro ex manager Kevin Keegan. Si vocifera anche di una trattativa con Rafa Benitez che porterebbe Michael Johnson in dote ai reds in cambio di Peter Crouch e soldi. E poi? Dobbiamo augurarci che Mr. Shinawatra non si abbandoni allo sconforto e che, dopo averci salvati dal tracollo finanziario, dia seguito alla promessa fatte dieci mesi fa. Primo anno fra le prime dieci, secondo anno alla ricerca di un posto in Europa, terzo anno a caccia di una fra le prime 4 posizioni al vertice: ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta e quindi ... fingers crossed, miei cari amici Citizens!

venerdì 25 aprile 2008

SENSAZIONI MANCUNIANE DI ALEX


Cari amici italiani del City,
ritornare nella patria del football è un viaggio mai banale alla riscoperta di piaceri che nel nostro paese non provo più da qualche tempo. Dopo essere stato sia ad Anfield che all'Emirates di Londra per lavoro nello scorso mese di febbraio, la prospettiva della trasferta in compagnia di un collega nonchè amico come il nostro presidente Renato mi ha elettrizzato fin da subito. Ho avuto il piacere di conoscere una persona davvero in gamba, socievole, che fa della passione per i blues un vero credo. La stessa passione che ci accomuna e che ci ha permesso di vivere tre giorni a mio avviso indimenticabili. C'è stata prima la parentesi "liverpooliana" con la visita allo storico Cavern Pub e un pomeriggio all'insegna della grande musica rock, in compagnia di persone di età ed estrazioni completamente differenti. Poi la domenica siamo andati al Sunday's Match del COMS, in compagnia di un altro nostro caro amico, il pacioso Ian Dockry da Middleton, non prima di aver incontrato il presidente del CSA Alex Channons e tanti amici responsabili di alcune branches (= club di tifosi) del City in un pub nelle vicinanze dello stadio. Il calcio inglese ed il suo contorno sono lontani anni luce dalla nostra concezione di vivere una giornata all'insegna dello sport. Concetti forse banali ma che vanno ripetuti se vissuti in prima persona. Io e Renato abbiamo avuto questa fortuna! Gioire ai gol di Darius Vassell e di Martin Petrov, ben due a pochi metri dal campo, sotto la porta difesa dall'ex Calamity James, è stato come rivivere certe emozioni provate da bambino quando mi recai al luna park per la prima volta. Senza parole, indescrivibile e soprattutto non riassumibile in poche righe, anche a giorni di distanza. A tutti gli amici skyblues consiglio vivamente di aggregarsi in occasione della prossima trasferta. Solo così si può apprezzare la bellezza di un mondo lontano dal nostro, ma non per questo irraggiungibile. Questo grazie anche alle numerose opportunità low coast che alcune compagnie aeree offrono da alcuni anni: a presto e, naturalmente, . . . C' m On City Forever!
ALEX MARIANI (giornalista sportivo del Gruppo Blu di Telelombardia)