giovedì 29 maggio 2008

DUE SEPARATI IN CASA


Farsa o tragedia? La domanda sorge spontanea di fronte alla notizia che Thaksin Shinawatra, patròn thailandese del nostro City, deciderà solo il prossimo 15 giugno chi sarà confermato e chi sarà ceduto fra giocatori e staff tecnico. Tra noi tifosi molti sono gli assertori della teoria del bicchiere mezzo vuoto. Sostengono pressapoco così: abbiamo l'Intertoto ormai alle porte e, senza uno straccio di progetto per il futuro immediato, molti giocatori tra cui il capitano Dunne e Bojinov vogliono lasciarci. Perché, si chiedono gli scettici, ci permettiamo il lusso di perdere tempo alla ricerca dell'erede di Eriksson quando basterebbe promuovere in prima squadra il mago della nostra meravigliosa Academy Jim Cassell? Notizia di ieri: l'esordio con gol nella nazionale gallese della nuova stella Chad Evans, altro attaccante di cui si dice un gran bene pronto ad esordire in maglia skyblue nella prossima Premier.
Ma esistono anche alcuni Citizens che vedono il bicchiere mezzo pieno. Costoro sottolineano: Svennie mancava di polso con lo spogliatoio e troppi suoi acquisti non hanno del tutto convinto, anzi alcuni di loro (come il nostro Rolando Bianchi) hanno francamente deluso. Siamo momentaneamente senza guida tecnica, è vero, però grazie all'accordo commerciale voluto dal clan di Shinawatra con la Nike abbiamo ora un contatto privilegiato col fratello e procuratore di Ronaldinho De Assis. Forse che a qualcuno di noi farebbe schifo vederlo con la maglia n° 10 del City? Inoltre abbiamo già acquistato dal CSKA di Mosca il 21enne centravanti brasiliano João Alves de Assis Silva detto Jo, appartenente alla scuderia del chiacchieratissimo uomo d'affari iraniano Kia Joorabchian.
Chi avrà ragione fra pessimisti e ottimisti? Mah! Non resta che attendere la fine di questo rapporto da separati in casa fra presidente e manager per capire veramente quale sarà il destino del nostro club preferito. A risentirci, quindi, dopo il prossimo 15 giugno, amiche ed amici Blues!

venerdì 16 maggio 2008

IL CITY TORNA IN EUROPA!


Finalmente una bella notizia! Proprio alle 14 di oggi pomeriggio la Premier League ha ufficializzato la partecipazione del nostro caro City alla prossima edizione della Coppa UEFA. Dovremo iniziare prestissimo la preparazione alla nuova stagione perché il turno preliminare dell'Intertoto inizierà già il prossimo 7 luglio e, per via del concomitante concerto di Bon Jovi, il nostro splendido stadio, il City of Manchester, non sarà disponibile per la prima e, si spera, non unica partita casalinga in Europa.
Ancora fitto il mistero su chi guiderà la squadra: Eriksson sta guidando la squadra nella tourneè in Thailandia, patria del nostro patròn Shinawatra. A giorni i due dovrebbero incontrarsi: la separazione consensuale fra il City e Svennie pare scontata e, tramontata l'ipotesi di un incarico all'attuale ct del Portogallo Felipe Solari, dall'Italia s'infittiscono sempre più le voci che danno per certo l'arrivo a Manchester di un certo Roberto Mancini. L'allenatore dell'Inter darebbe le sue dimissioni già domenica sera, indipendentemente dall'esito del campionato di Serie A. A Carrington si sta allenando con l'Accademy già da qualche mese suo figlio Filippo. Vuoi vedere che nel nuovo City si parlerà sempre più l'italiano?

martedì 13 maggio 2008

UMILIATI E OFFESI!


Davvero non poteva finire peggio l'attuale stagione per il nostro City! Complice la sciocca espulsione del nostro capitano Richard Dunne dopo un solo quarto d'ora, la compagine messa in campo al Riverside da Eriksson è stata letteralmente asfaltata da avversari tutt'altro che irresistibili. Otto a uno è un risultato umiliante, che offende prima di tutto quei non pochi fedelissimi accorsi nel Nord d'Inghilterra a dimostrare l'affetto e la solidarietà di tutta la tifoseria dei Blues per Svennie. Solidarietà che, invece, si sono ben guardati dal manifestare i nostri giocatori in campo! La maggior parte di loro sono stati semplicemente indecenti: considerando che erano 47 anni che non perdevamo così nettamente, i reprobi meritano senz'altro il foglio di via immediato.
Il nono posto in classifica era già consolidato da tempo, però inutile nasconderci che, alla fine del 2007, le prospettive del nostro amato City erano molto diverse!
Ora nessuno di noi tifosi, nemmeno il più ottimista, s'illude più su prospettive radiose di crescita a breve termine! L'attaccamento alla maglia, invece ... beh, amici, almeno sul piano dell'impegno agonistico, noi Citizens ci sentiamo traditi da Dunne e compagni. Basta vedere le nostre gloriose divise indossate da giocatori che, al di là delle qualità tecniche, non hanno le palle! Basta tifare per gente che ha alzato vergognosamente bandiera bianca contro il Chelsea a Stamford Bridge, contro il Fulham al COMS nella ripresa e in questa ultima sciagurata trasferta della stagione. Tre segnali, questi, che sono un campanello d'allarme sull'atmosfera pesante che si respira a Carrington e dintorni da mesi.
Umiliati e offesi chiediamo al nostro board di fare immediata chiarezza sul nostro futuro, partendo dalla conferma dei due nostri veri campioni (il difensore Micah Richards e il portiere Joe Hart). Eriksson, o chi per lui, dovrà basarsi sulla loro conferma per costruire un City davvero competitivo: altrimenti l'ira prenderà il posto del finora civilissimo dissenso, e persino il pubblico più corretto del Regno Unito, cioè noi Blues, perderemo definitivamente la pazienza, con conseguenze davvero imprevedibili per giocatori, società e dirigenti!

sabato 10 maggio 2008

40 ANNI DOPO: E' QUI CHE C'E' LA FESTA?



Mulhearn; Book, Pardoe; Doyle, Heslop, Oakes; Lee, Bell, Summerbee, Young, Coleman. Sub: Kennedy.

Coach: Joe Mercier - Chairman: Malcolm Allison

Per una strana coincidenza del destino, l’11 maggio di quaranta anni fa al St James Park di Newcastle ben 25mila tifosi skyblues di Manchester festeggiavano il loro magico City campione d’Inghilterra! Fu un 4-3 combattutissimo contro i mitici Geordies. Erano avversari che, in caso di pareggio, avrebbero ottenuto la qualificazione europea in Coppa delle Fiere. La notizia via radio della contemporanea e inattesa sconfitta casalinga contro il Sunderland degli spocchiosi cugini, infatti, diede inizio ad una festa memorabile. Giocatori e manager furono portati letteralmente in trionfo nelle vie della città natale degli Animals. Intanto il popolo blu rimasto in trepida attesa a Manchester si preparava ad accogliere i suoi campioni. L’urlo di gioia per un possibile double (campionato e Coppa dei Campioni) finì strozzato nelle gole di molti rags che dovettero assistere, alquanto attapirati, al giro trionfale per le vie del glorioso capoluogo del Lancashire del grosso pullman azzurro dei loro cugini cosiddetti “poveri”: che grave smacco!
Quarant’anni dopo … beh, qualcosa da festeggiare l’avremo lo stesso: un comunicato ufficiale di ieri assegna ad un club inglese un ulteriore posto nell’edizione 2008/09 della Coppa UEFA per la famosa Fair Play Cup. Ebbene sì, amiche ed amici italiani che portate il City nel cuore, il nostro blog lo aveva previsto da tempo! Grazie alla corretezza esemplare della rosa agli ordini di Sven Goran Eriksson e dei fedelissimi presenti tutta la stagione al COMS e in trasferta, il ticket per l’Europa è comunque nostro: a quando una trasferta tutti assieme per ammirare Richards e compagni nella nostra penisola?

giovedì 8 maggio 2008

SVEN? HA DA PASSA' 'A NUTTATA!

Mancava solo la conferma. E ora è arrivata, ma non dalla dirigenza dei nostri Blues, bensì dal sito ufficiale del Benfica, glorioso club portoghese sprofondato in uno dei periodi più bui della sua storia. "A volte tornano!" penseranno in riva al Tago, e questa ne è la conferma: "Esistono dei contatti preliminari con il signor Eriksson per il posto di allenatore della prima squadra." Il diretto interessato, dal canto suo, ha ormai capito di non essere gradito al patron thailandese. Per questo sta valutando la proposta della squadra con cui conquistò una finale di Coppa Campioni del 1990 a Vienna, poi persa contro il Milan degli Invincibili del suo caro amico/nemico Arrigo Sacchi.
Svennie infatti avrebbe confermato al solito tabloid (in questo caso il Daily Mail) di aver già incontrato i dirigenti lusitani (tra loro l'indimenticabile ex di Fiorentina e Milan Manuel Rui Costa) e di essere ben disposto a guidare dalla panchina la rifondazione del club. In pratica è lo stesso progetto che gli era stato proposto un anno fa a Manchester, sponda skyblue. La differenza è che a Lisbona il tecnico svedese avrà carta bianca per quanto concerne il mercato e, soprattutto, la stima e l'affetto di dirigenti, giocatori e pubblico. Certo che la sua separazione dopo solo un anno di contratto dal City sembra incredibile! Ma quale sarà la conseguenza che lo tsunami tecnico avrà a Carrington, sede di allenamento dei nostri cari Citizens? Pare che i vari Richards, Dunne, Petrov, Vassell, Johnson ed Elano vogliano andarsene perché, senza la figura carismatica di Eriksson, si sentono persi. Sul possibile sostituto si parla con insistenza di Felipe Scolari, che al termine della spedizione austro-elvetica lascerà la panchina della selezione lusitana: a confermare di un curioso intreccio tra Manchester e il Portogallo! La massa compatta dei tifosi Blues e l'intera rosa dei giocatori non demorde, però, e nelle ultime ore Thaksin Shinawatra ha rilasciato ai microfoni della BBC una dichiarazione ambigua che farebbe pensare ad un suo dietrofront: e se si andasse a una clamorosa riconferma del bravo tecnico svedese? Mi sa tanto che, come diceva il compianto Eduardo de Filippo, il nostro caro Sven ha da passà 'a nuttata!

CARLO TAGLIAGAMBE

domenica 4 maggio 2008

AMMUTINAMENTO AL CITY


Con quest'articolo inizia oggi la sua collaborazione al nostro amato blog Rosario Farruggia, giovane e intraprendente siciliano come tutti noi matto da legare per il glorioso Manchester City: a te la parola, amico Blue!
Aria di ammutinamento al nostro club, con i giocatori schierati compatti contro il proprietario Thaksin Shinawatra e la sua folle decisione di licenziare Sven Goran Eriksson alla fine della stagione, malgrado i buoni risultati ottenuti. Lo scrive il tabloid "Sun" , spiegando che lo spogliatoio compatto ha chiesto al grande capo thailandese di cambiare idea sul tecnico svedese, ricevendo un fermo "no" come risposta. Da qui, la rabbia della squadra, che ha minacciato di andarsene in massa. Fra i primi a fare le valigie ci sarebbero il capitano Richard Dunne (lo vuole il Newcastle) e il centrocampista Michael Johnson (obiettivo Liverpool), con Elano e Martin Petrov pronti a seguirli, visto che avevano scelto il City solo perché c’era Eriksson in panchina, come pure lo stesso Micah Richards, convinto a restare proprio dall’allenatore e ora seriamente intenzionato a considerare altre opzioni, Chelsea in testa.

E la rabbia dei supporter verso Shinawatra ha trovato la sua voce leader in Noel Gallagher, frontman degli Oasis e letteralmente "malato" di City. "Se caccia Eriksson, significa che non capisce niente di calcio – si legge sul 'Daily Star' -. Questa è davvero una cosa ridicola! Sarebbe come se l’Everton si sbarazzasse di David Moyes perché non va in Champions League o l’ Aston Villa desse il benservito a Martin O’Neill perché non arriva quinto. Mi sa che questo qui (Shinawatra, ndr) è un po' fuori di testa, perché ha preso l’allenatore migliore dopo Mourinho per un club che non ha mai combinato nulla in 25 anni e ora lo manda via. A questo punto, sono convinto che non ci abbia acquistato solo per motivi calcistici!". Dure le parole del maggiore dei Gallagher, ma per me rispecchiano il pensiero della nostra tifoseria sparsa in tutto il mondo!

SAVE OUR SVEN!!!

AD ANFIELD IN ONORE DI SVEN


La penultima gara di Premier League prevede per i nostri ragazzi in skyblue la temibile trasferta col Liverpool di Rafa Benitez. Poco più di settanta chilometri separano le due metropoli del Nord d'Inghilterra e saranno almeno in quattromila i fedelissimi del North Stand ad affollare il microscopico settore ospiti di Anfield Road, proprio in faccia alla Kop. Una beffarda e amara coincidenza accomuna oggi noi Citizens e i piccoli, generosi Red Scousers: siamo ostaggio dei proprietari dei due club! Gente che, capendo poco o nulla di calcio, si sta però intromettendo pesantemente nelle decisioni tecniche che riguardano i board.
Risultato? Ad Anfield vige da almeno un anno un'aperta contestazione verso i due proprietari USA. Cori di protesta, raccolte di firme, contestazioni popolari, aperto sostegno al bravo manager spagnolo e richiesta esplicita ai due signori di mettere in vendita le loro azioni. La Kop che, ammirati, ascoltiamo cantare, com'è loro tradizione, il celebre inno "You'll never walk alone!" è decisamente sul piede di guerra? Ebbene, i due compari, che non si rivolgono la parola da mesi e passano le loro giornate dappertutto tranne che negli uffici della loro società di calcio inglese, non sembrano curarsene!
Il City che oggi va a sfidare i reds soffre della stessa malattia, apparentemente incurabile. Siamo un club di calcio che appartiene innanzitutto ai suoi tifosi, non il giocattolo da montare e smontare di questo Shinawatra! Come si fa a buttare via i sacrifici fatti in questa prima stagione da Svennie, Hans Backe e dal valente preparatore atletico, il napoletano Stefano Marrone ricominciando tutto da capo il prossimo mese di luglio? Con nuovo allenatore, nuovo staff tecnico, nuovo preparatore atletico, giocatori che vanno e vengono Carrington diventerà come un hotel dove partenze e arrivi andranno registrati per non doverci confonderci le idee!
Essere proprietario di un club di calcio significa davvero fare quel che si vuole infischiandosene della volontà dei fans? In fondo non mettiamo mano al portafoglio anche noi, acquistando biglietti, magliette, abbonamenti alla pay tv? Non abbiamo diritto anche noi, come i nostri dirimpettai di oggi sugli spalti di Anfield, di vedere confermato un grande manager che in soli dieci mesi ha lavorato sodo per realizzare un progetto che a noi piace immensamente?
Sono domande che non avranno le risposte che ogni vero sportivo si attenderebbe dal testardo uomo d'affari asiatico. Il giro di giostra per Eriksson e per molti nostri calciatori sta per terminare: suonerà il campanello e, non si sa bene perché, subentrerà il nuovo manager. Liverpool-City si giocherà in quest'atmosfera pesantuccia: rientrerà il nostro capitano Dunne al centro della difesa e, forse, rivedremo il desaparecido Bojinov in panchina. Insomma, una normale giornata di campionato da disputare sull'orlo di una crisi di nervi ... tipical City!

giovedì 1 maggio 2008

I REDDISHBLUES A FAVORE DI SVEN



Si moltiplicano le iniziative del popolo Citizen contro l'assurda decisione, presa unilateralmente contro il volere dello stesso board, del dittatore thailandese di esonerare Sven Goran Eriksson. Dave Radcliff, uno dei più rappresentativi tifosi del famoso Kippax, mi manda per conoscenza il testo dello striscione che, nelle prossime due trasferte di Premier ad Anfield e a Middlesborough, verrà esposto dai nostri fedelissimi Reddishblues d'oltremanica:

I’D RATHER SAY GOODBYE TO
THE THAI


SAVE OUR SVEN!*

*(trad: PREFERIREI DIRE BYE BYE AL THAI / SALVIAMO IL NOSTRO SVEN!)

PETIZIONE A FAVORE DI ERIKSSON

http://www.petitiononline.com/savesven/petition.html

Cari amici italiani del City,
cliccando sul link qui sopra potrete esprimere on line la vostra contrarietà per la decisione del nostro azionista di maggioranza Thaksin Shinawatra di esonerare Sven Goran Eriksson dopo una sola stagione. Per il momento sono state raccolte poco più di 7mila adesioni: cosa aspetti a firmare anche tu?
CITY TILL WE DIE!

RENATO

martedì 29 aprile 2008

SE IL RE NON SI DIVERTE PIU'



"There is no smoke without fire!": non ci può essere fumo se non c'è un fuoco! Ian Dockry, oltre che un grandissimo amico, è una colonna portante del tifo Skyblue a Manchester e mi ha inviato questo salace commento in risposta alla mia curiosità sulle voci, ormai incontrollate, che danno per concluso a fine stagione il rapporto fra Sven Goran Eriksson e il City. E' stato lo stesso manager svedese, oggi, a confessare ai cronisti dei media britannici che, fino al termine della Premier League, non sono previsti più incontri di nessun genere fra lui e l'attuale azionista di maggioranza, Thaksin Shinawatra. La stragrande maggioranza di noi tifosi è ovviamente disorientata, annichilita, amareggiata. La rottura fra i due è ormai irreversibile e il motivo è presto detto: il Re non si diverte più da tempo e, incurante della stima che tifosi, addetti ai lavori e giocatori della rosa hanno per Svennie, ha deciso di cambiare manager. E' una decisione dettata dalla frettolosa incompetenza di chi ha acquistato il nostro glorioso club per due buone ragioni. La prima: malgrado decenni d'insuccessi, il City ha un incredibile numero di fans sparsi un po' in tutto il mondo e vanta una media spettatori fra le più alte d'Europa. La seconda: il nostro club, grazie anche a sponsorizzazioni intelligenti come quella della grandissima agenzia di viaggi Thomas Cook, è molto appetibile per la vendita di prodotti legati al merchandising sui ricchi mercati asiatici. La mancata conquista di un posto in UEFA, che sembrava certa a fine dicembre, deve aver fatto molto arrabbiare il ricco finanziere thailandese. Ma, in tutta sincerità, ci domandiamo un po' tutti noi Citizens: davvero Mr. Thaksin ha fatto tutto quanto in suo potere per allestire una rosa di giocatori così competitiva? Quanti soldi sono stati spesi nel mercato di gennaio? Oltre all'acquisto in extremis del solo Benjani, necessario per compensare la partenza alla Lazio di Rolando Bianchi, non è arrivato nessun altro grande giocatore. Nè Eriksson, nè altri manager al suo posto avrebbero potuto fare di più e meglio in soli dieci mesi! Il calcio, caro azionista di maggioranza, sfugge alla logica fredda del mondo degli affari: arrivare al vertice della Premier League in soli tre anni, quando si è reduci da almeno quindici annate di delusioni in serie, era ed è un'impresa titanica! Mandare via Svennie sarà solo una dispendiosa perdita di tempo e di denaro e, sia ben chiaro, troverà tutti noi fans italiani dei Blues totalmente solidali col bravissimo manager svedese. Su a Manchester c'è aria di rivolta: il fuoco appiccato dall'uomo d'affari del Sud Est asiatico sta già ardendo, per spegnerlo lui ha solo da rimangiarsi la decisione presa. Ma non lo farà: a noi Citizens piace un calcio che resti leale competizione fra clubs e non materia per esperti di project marketing. L'allontanamento di Svennie, caro Mr. Thaksin, ci sta deludendo assai! Ma non ti preoccupare per noi: useremo tutti i modi, naturalmente leciti, per fartelo capire!

lunedì 28 aprile 2008

ADDIO SOGNI EUROPEI!


L'ultima gara casalinga di questa Premier League è stata un vero incubo per noi Citizens! La sconfitta per certi versi incredibile (da 2-0 a 2-3 nei 25 minuti finali) contro il quasi retrocesso Fulham ha una sola, ragionevole spiegazione. Non possiamo regalare a questi livelli assenze pesanti come quelle dei tre difensori centrali (Richards, Dunne e Onohua), tutte in una volta! Infatti il City attuale ha pagato la fragilità del suo reparto difensivo contro i Cottagers londinesi pur avendo giocato un primo tempo assolutamente positivo.
L'1-0 al 10° minuto porta la firma di Stephen Ireland: delizioso il suo lob di destro su assist di tacco di Petrov che si spegne appena sotto il palo lontano della porta difesa da Keller! Al 20° il raddoppio arriva dopo un'azione travolgente di Vassell che, smarcato superbamente da un lancio geniale di Elano, si fa tutta la fascia destra e dal fondo mette in mezzo il più comodo dei palloni su cui si fionda implacabile il ritrovato Benjani. Il Fulham comunque si mostra sempre pericoloso e costruisce almeno 3 o 4 palle gol, tutte salvate alla grande da un Joe Hart ormai degno della chiamata in nazionale da parte di Don Fabio Capello. Pare una marcia trionfale, questa partita, e invece ... Invece nella ripresa sia per i due cambi davvero azzardati di Svennie (fuori Ireland e Vassell che stavano giocando bene), sia per quelli azzeccatissimi del redivivo Roy Hogdson, i Cottagers scavano falle enormi nel nostro pacchetto difensivo e, grazie a una vecchia conoscenza della serie A come l'ex canarino modenese Diomansy Kamara, ribaltano il risultato proprio allo scadere della gara. Hart, eroico persino nel cercare di parare il rigore del 2-2, compie altre parate stupende mentre in attacco noi sciupiamo almeno un paio di colossali palle gol per troppa precipitazione. Finisce con il gol della sconfitta che arriva al 93° e con l'amarezza composta dei nostri tifosi sugli spalti che comunque tributano applausi alla squadra e ad Eriksson nel loro giro di campo alla fine delle ostilità.
Ancora due trasferte proibitive (domenica prossima ad Anfield e poi l'ultima di campionato a Middlesborough) ci separano da un'estate che si annuncia colma d'incertezze sul nostro futuro. Probabile l'arrivo del promettente e treccioluto attaccante brasiliano Jo dal CSKA Mosca, sembrano altrettanto certe le partenze di Elano per Milano (sponda Inter) e di Dunne al Newcastle del nostro ex manager Kevin Keegan. Si vocifera anche di una trattativa con Rafa Benitez che porterebbe Michael Johnson in dote ai reds in cambio di Peter Crouch e soldi. E poi? Dobbiamo augurarci che Mr. Shinawatra non si abbandoni allo sconforto e che, dopo averci salvati dal tracollo finanziario, dia seguito alla promessa fatte dieci mesi fa. Primo anno fra le prime dieci, secondo anno alla ricerca di un posto in Europa, terzo anno a caccia di una fra le prime 4 posizioni al vertice: ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta e quindi ... fingers crossed, miei cari amici Citizens!

venerdì 25 aprile 2008

SENSAZIONI MANCUNIANE DI ALEX


Cari amici italiani del City,
ritornare nella patria del football è un viaggio mai banale alla riscoperta di piaceri che nel nostro paese non provo più da qualche tempo. Dopo essere stato sia ad Anfield che all'Emirates di Londra per lavoro nello scorso mese di febbraio, la prospettiva della trasferta in compagnia di un collega nonchè amico come il nostro presidente Renato mi ha elettrizzato fin da subito. Ho avuto il piacere di conoscere una persona davvero in gamba, socievole, che fa della passione per i blues un vero credo. La stessa passione che ci accomuna e che ci ha permesso di vivere tre giorni a mio avviso indimenticabili. C'è stata prima la parentesi "liverpooliana" con la visita allo storico Cavern Pub e un pomeriggio all'insegna della grande musica rock, in compagnia di persone di età ed estrazioni completamente differenti. Poi la domenica siamo andati al Sunday's Match del COMS, in compagnia di un altro nostro caro amico, il pacioso Ian Dockry da Middleton, non prima di aver incontrato il presidente del CSA Alex Channons e tanti amici responsabili di alcune branches (= club di tifosi) del City in un pub nelle vicinanze dello stadio. Il calcio inglese ed il suo contorno sono lontani anni luce dalla nostra concezione di vivere una giornata all'insegna dello sport. Concetti forse banali ma che vanno ripetuti se vissuti in prima persona. Io e Renato abbiamo avuto questa fortuna! Gioire ai gol di Darius Vassell e di Martin Petrov, ben due a pochi metri dal campo, sotto la porta difesa dall'ex Calamity James, è stato come rivivere certe emozioni provate da bambino quando mi recai al luna park per la prima volta. Senza parole, indescrivibile e soprattutto non riassumibile in poche righe, anche a giorni di distanza. A tutti gli amici skyblues consiglio vivamente di aggregarsi in occasione della prossima trasferta. Solo così si può apprezzare la bellezza di un mondo lontano dal nostro, ma non per questo irraggiungibile. Questo grazie anche alle numerose opportunità low coast che alcune compagnie aeree offrono da alcuni anni: a presto e, naturalmente, . . . C' m On City Forever!
ALEX MARIANI (giornalista sportivo del Gruppo Blu di Telelombardia)

martedì 22 aprile 2008

CITY-POMPEY 3-1: REFERENDUM PRO SVEN!



“La donna è mobile /qual piuma al vento!”: Giuseppe Verdi mai avrebbe immaginato che, a poco più di un secolo dalla sua morte, questa celebre aria tratta dal Rigoletto, con al posto di quei versi nome e cognome del nostro mister, sarebbe stata cantata più volte nella stessa partita da quasi 40mila tifosi del Manchester City! Il motivo? Da alcuni giorni parecchi giornali avevano riportato brani di un’intervista di Mr Thaksin in cui veniva messa in discussione la conferma di SGE per la prossima stagione. Già al nostro arrivo al COMS io e l’amico Alex Mariani – autore della bellissima foto qui sopra – eravamo rimasti colpiti dal nugolo di cronisti a caccia di giudizi sull’operato di Svennie da parte dei supporters skyblues presenti. La piena solidarietà col nostro manager, messo in discussione dal tycoon thailandese sia per la posizione in classifica che per la qualità del gioco, è stata cantata a pieni polmoni da tutti noi e i giocatori messi in campo da SGE lo hanno ripagato con una prestazione davvero gagliarda.
Un bel 3-1 ai Pompey del nostro affezionatissimo – soprattutto nella sciagurata azione del primo gol di Vassell! – ex Citizen David James e di un altro ex Blue, l’irritante e spocchiosissimo stopper parigino Sylvain Distin: ecco cosa ci voleva per celebrare la prima volta della nostra branch italiana nel meraviglioso impianto del City of Manchester! Davanti al solito insuperabile Joe “Brave” Hart la difesa, per via delle contemporanee assenze di Richards, Onohua e Sun Jihai, vedeva all’esordio nell’insolita posizione di terzino destro addirittura Elano, quindi centrali il capitano Dunne e Corluka e, a sinistra, il roccioso mancino Ball. A centrocampo erano schierati in mezzo, con il compito di spezzare la trame di gioco avversario e di suggerire le ripartenze fulminee in attacco, due giovani brillanti come Gelson Fernandez e Michael Johnson. Quindi tre mezze punte (Vassell, Ireland e Petrov) dietro all’unica punta di ruolo, il veloce e sgusciante ex Pompey Benjani, dovevano seminare il panico fra i vari Campbell, Lauren, Hreidarsson e il già citato Distin: difensori troppo compassati per poter reggere a lungo il dinamismo incessante dei nostri Blues!
Infatti, dopo una partenza che sembrava favorevole agli uomini di Harry Redknapp e Joe Jordan - caro vecchio Squalo rossonero, oltre ai denti davanti hai perso pure i capelli, mannaggia come passano gli anni! – il pressing asfissiante di Gelson e le illuminate intuizioni di Johnson hanno dato i primi frutti. La doppietta al 10° e al 13° di Vassell e di Petrov (di destro, il suo piede sbagliato!) pareva aver messo in cassaforte il risultato. Ma una mancata respinta della difesa su corner al 24° rimetteva in gioco i Pompey grazie a un colpo di testa millimetrico di Utaka nel caos disorganizzato della nostra difesa. Il migliaio di sudditi della Cornovaglia, presenti nel Colin Bell Stand con tanto di banda e tamburi, s’infiammava all’improvviso: l’urlo, intenso quanto monocorde, di “POMPEY, POMPEY!” era però subito coperto dal controcanto dei meravigliosi Reddishblues, cuore pulsante del popolo azzurro di Mancunia. “BLUE MOON / MISUNDERSTANDING ALONE!”: la scossa elettrica del nostro splendido pubblico era come miele per i muscoli e le menti dei nostri atleti! Proprio nel finale del primo tempo dapprima abbiamo registrato la giusta espulsione per fallo da ultimo uomo dell’islandese Hreidarsson. Poi una parata capolavoro di James su un sinistro maligno a rientrare di Vassell andava a togliere le ragnatele all’angolino alto di destra della porta sotto il North Stand: il settore dove eravamo sistemati noi italiani ieri!
La ripresa, malgrado la superiorità numerica, vedeva i nostri ragazzi un po’ in affanno alle prese con le veementi offensive condotte soprattutto dall’ex Udinese Sulley Muntari. Si stirava anche il nostro capitano, sostituito dall’esordiente ventenne "Little" Sam Williamson: schierato terzino sinistro con spostamento al centro del tuttofare Michael Ball, "Little" Sam si batteva come un leone correndo a perdifiato su e giù per il campo. Benjani sbagliava un paio di gol che sembravano fatti per poi chiudere la gara, dopo un’azione insistita al 74°, con un destro angolato che impietriva prima James e poi lo spicchio di folla proveniente da Portsmouth. Da qui alla fine il tempo per registrare due prodigiose parate del futuro portiere della nazionale inglese (il nostro fantastico Hart), poi il fischio finale e i canti festanti della folla dei Blues subito gettatasi nel centro di Manchester a riempire (noi con loro!) gli accoglienti pubs per festeggiare con fiumi di birra Guinness: che cosa stupenda, amici, aver fatto la nostra parte di tifosi praticanti! Ottava posizione per ora consolidata, con record di punti fatti in un campionato, da quando esiste la Premier League (1992/1993), già battuto pur dovendo disputare ancora tre gare. Ma il bello, amici miei, deve ancora venire: ben inteso, la prossima volta che torneremo su a Manchester, siete invitati anche voi!

giovedì 17 aprile 2008

L'ACADEMY VINCE LA FA CUP!



Piccoli fenomeni Blues crescono, eccome! Il settore giovanile del nostro club è considerato all'avanguardia non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo calcistico. Osservatori, allenatori, dirigenti, massaggiatori, persino gl'insegnanti del college dove studiano i giovani virgulti selezionati dal board per rappresentare, a partire dai 13 anni d'età, i colori skyblues di Manchester: questi personaggi che lavorano alacremente, magari per poche sterline, sono una forza della natura! Ieri sera, nella finale di ritorno contro il Chelsea vinta 3-1 (all'andata a Stamford Bridge un buon pareggio per 1-1), i nostri giovani UNDER 18 sono stati guidati da Mr Genius Jim Cassell a un trionfo atteso quanto meritato. Ventimila nostri sostenitori sugli spalti del COMS hanno potuto applaudire trame di gioco scintillanti, dai e vai continui sulle fasce laterali da far invidia ai più esperti e scafati titolari della prima squadra di SGE. Sugli scudi, vista il forfait dell'ultima ora del bomber Daniel Sturridge, la prestazione del ragazzo prodigio slovacco Vladimir Weiss. Un gol su punizione da antologia, ma soprattutto numeri d'alta scuola nell'uno contro uno contro avversari presto ridimensionati a semplici birilli, Vlade ha davanti a sè un futuro davvero luminoso. E' davvero un tornante di fascia coi fiocchi, amici, e presto esordirà anche lui con i grandi! Cantare Blue Moon mentre questi baldi giovanotti alzavano festanti il loro meritato trofeo avrà fatto venire i brividi soprattutto ai vecchi tifosi del City, gl'innamorati di Maine Road! Loro, del calcio moderno e delle sue stucchevoli esibizioni di professionismo lontano anni luce dai sacrifici dei calciatori di una volta, ne hanno piene le scatole! Lacrime di gioia e libagioni abbondanti nel dopogara: quale miglior medicina per rievocare i bei tempi andati? Come on Blue Lads, future is ours!

PS: Vibrazioni positive riscaldano il mio cuore mentre preparo i bagagli per la gita del prossimo week end a Manchester. Mi accompagnerà l'amico e collega Alex Mariani, un altro grande appassionato di calcio inglese e del City. Lassù la nostra branch italiana, prima della gara casalinga contro il Portsmouth dei cari vecchi ex David James e Sylvain Distin, riceverà in un pub vicino allo stadio un premio dai Reddishblues per aver dato una mano ai tifosi Blues disabili. Al ritorno ne avremo di cose da raccontare: arrivederci a presto, amici!

domenica 13 aprile 2008

SCACCO MATTO DI DARIUS!


Vittoria scacciacrisi nella difficile trasferta di Sunderland per i ragazzi di SGE: un 2-1 sofferto e favorito di certo dal solito folkloristico arbitro Riley che, per una volta, si traveste da salvatore della patria per i nostri colori. Il piccolo e spennacchiato ref ci regala infatti, poco oltre la metà della ripresa, un penalty per una leggera spinta di un difensore dei Black Cats sul giovane Sturridge. Trasforma con freddezza Elano Blumer, poi pareggio immediato con gran gol di testa dei biancorossi del Nord d'Inghilterra e, a tre dalla fine, gol della vittoria rocambolesco del discusso ma generoso attaccante Darius Vassell.
Sturridge & Vassell: i due cambi effettuati ieri da Svennie hanno funzionato, eccome! Per ora scaliamo di un posto in classifica, passando dal nono all'ottavo posto, in attesa di vedere come finirà oggi ad Anfield la sfida fra i Reds di Benitez e i Rovers di Hughes. La gioia per la vittoria di ieri è doppia se pensiamo che manager dei nostri avversari di ieri è un certo Roy Keane, terribile gambizzatore in un derby di Manchester dopo meno di un minuto del nostro povero difensore Alfie Haaland.
A distanza di anni lo squallido ex centrocampista dei rags e della nazionale irlandese non si è mai pentito di quell'intervento: pare addirittura che se ne vanti, quando interviene a qualche festicciola con i suoi tifosi che, giustamente, lo adorano perché altrettanto squallidi come lui!
Il magnifico gol di destro del nostro caro Darius - un autentico colpo da biliardo! - è arrivato a 3 minuti dal termine. A me ricorda uno scacco matto al termine di una sfida della famosa serie mondiale fra Boris Spasskij e Bobby Fisher: che goduria vedere l'arrogante Mr Roy a testa china!
Gaudeamus igitur, amici Citizens, in attesa di assistere, io e alcuni amici della nostra branch italiana, dal vivo domenica prossima al COMS a un palpitante City-Portsmouth ... ma ne parleremo diffusamente più avanti!

venerdì 11 aprile 2008

CASTILLO: MESSICO E NUVOLE?



Viene in mente la celebre canzone del duo Jannacci & Conte quando uno pensa a Nery Castillo. Perché? “La faccia triste dell’America / il vento suona la sua armonica”: così recita il ritornello della struggente canzone. In effetti il giovane messicano è stato finora un autentico rebus per noi tifosi del City. Arrivato in prestito dallo Shaktar Donietz a gennaio, questo esterno mancino, abituato però a giocare sulla destra del fronte offensivo, è tuttora un corpo estraneo nel 4-2-3-1 voluto da Svennie. Le poche volte che è stato impiegato non ha mai brillato per iniziative individuali, preferendo stare a rimorchio della manovra dei suoi nuovi compagni. Fuori dal campo invece Castillo ama la bella vita al punto da essersi fatto beccare, mano nella mano con un’attricetta, dai soliti giornali scandalistici durante una notte brava a Londra.
“Queste son situazioni di contrabbando!” ancora i versi del duo meneghino/astigiano ci vengono in soccorso nel prevedere le giustificazioni puerili che Nery avrà dato al suo allenatore all’indomani della sua bravata. Sarà una carriera mordi e fuggi la sua con i colori skyblues? Mancano poche partite alla fine della stagione per smentire la mia previsione: dalla Germania mi scrive Alfonso, mio caro amico connazionale di Nery nonché suo tifoso speciale, sostenendo che a Manchester dovrebbero dargli più tempo. Ahimè, caro amico mio: continuando a comportarsi così poco professionalmente, Castillo sarà solo una meteora di passaggio nelle Eastlands! Con il convalescente Bojinov sulla rampa di lancio lo spazio per emergere si restringerà sempre più e un mesto ritorno in Ucraina attende ormai questo attaccante dell’America centrale, uno troppo ... Messico & Nuvole per affermarsi nel difficile mondo della Premier League!

sabato 5 aprile 2008

E SE ARRIVASSE IL GAUCHO?

Il Daily Mail di stamattina se ne esce con una notizia che avrebbe del clamoroso: nei giorni scorsi emissari del presidentissimo Shinawatra avrebbero incontrato il procuratore di Ronaldo de Assís Moreira, fantasista 28enne del Barcellona meglio noto col soprannome di Ronaldinho. Ma come, commenta qualche Citizen particolarmente allarmato, difficilmente conquisteremo un posto nella Coppa UEFA 2008/09 e andiamo a trattare uno dei tre giocatori più popolari del mondo?
In realtà, cari amici, esiste una concreta possibilità di qualificazione ed è questa. Da alcuni anni l'UEFA dà il diritto di iscrivere, addirittura direttamente al tabellone finale, la società europea che abbia vinto la Fair Play League continentale. Cosa sarebbe questa manifestazione? In pratica tutte le federazioni del vecchio continente partecipano a una gara dove vengono conteggiati cartellini gialli, rossi, multe e sanzioni varie, comportamento delle rispettive tifoserie di ogni campionato europeo. In questa classifica attualmente è in testa il campionato inglese, seguito a pochissimi punti da quello norvegese. Ebbene, nella Premier 2007/08, il nostro City è al primo posto con un discreto vantaggio sui vicini di casa del Wigan: non male, vero?
Ecco spiegata adesso la sicurezza con cui il nostro board va alla ricerca di rinforzi prestigiosi per la prossima stagione: e non c'è alcun dubbio che un campione sia pure in crisi come il Gaucho di prestigio ne darebbe davvero tanto ai nostri amati Skyblues!

mercoledì 2 aprile 2008

PICCOLO VOCABOLARIO DEI BLUES


La prima stagione dell’era Eriksson-Shinawatra volge stancamente al termine. Le nostre migliori cartucce, ormai è chiaro, noi Blues ce le siamo sparate tutte o quasi nel girone d’andata! Dopo prestazioni così anonime, come quella di sabato scorso a Birmingham, molte domande sorgono spontanee. Ad esempio, come mai la qualificazione in Europa diventa sempre più un miraggio? Nel mentre noi ci stracceremo le vesti come festeggeranno gl’insopportabili e boriosi cugini rags i nuovi ineluttabili trionfi del sempiterno collezionista di cavalli da corsa Sir Alex in Inghilterra e in Europa? Che ne pensiamo, noi Citizens, del loro nuovo idolo, quell’insopportabile campione portoghese che minaccia di segnare in continuazione da qui all'eternità? Fino a quando le torrenziali piogge primaverili infesteranno le lunghe giornate dei leali sostenitori di Dunne e soci al lavoro, a casa o nei pubs della Greater Manchester?
Don’t worry, be happy! Una delle caratteristiche che distinguono noi Blues dalle altre tifoserie è, se ancora non l’avete capito, l’ironia con cui consideriamo i successi altrui e le disgrazie calcistiche dei nostri beniamini. Però, quando ficchiamo il naso in casa d’altri, usiamo un vocabolario tutto nostro. Qui di seguito proverò ad elencare i soprannomi più curiosi di altre società, tifoserie e loro giocatori.

Rags = sostenitori dell’altro club di Manchester (con questo termine vengono chiamati gli assorbenti per uso esclusivamente femminile già usati e, di conseguenza, di un vigoroso rosso scuro, lo stesso che caratterizza quelle loro orribili divise sociali).

Scum = immondezzaio, così chiamiamo affettuosamente l’Old Trafford, per i suoi frequentatori abituali il Tempio dei Sogni, per noi che lo abbiamo appena violato dopo ben 39 anni di digiuno è adesso il Tempio … degl’Incubi!

Tranaldo = ala destra del medesimo club attuale capocannoniere della Premier League (al suo cognome usiamo abbinare la particolare passione per il travestimento resa celebre nel mondo della musica disco dai Village People).

Notlob = è il nomignolo con cui poco affettuosamente chiamiamo i cuginastri Wanderers della periferia nordoccidentale. Perché? I loro fans pare che siano così incompetenti in materia calcistica che noi, e anche altre tifoserie inglesi, per dileggio invertiamo il vero nome del loro club!

Gooners = appellativo con cui soprannominiamo i Gunners dell’Arsenal. Gioco di parole raffinato che sostituisce la particella “Gun” (= Cannone) con “Go On” (= va avanti, si trascina): nulla di personale verso i loro tifosi, con cui andiamo d’amore e d’accordo da una vita, l’espressione vuol solo essere tendenzialmente meno battagliera e più pacifica!

Scousers = tifosi del Liverpool e dell’Everton, che noi identifichiamo al di là delle loro diverse fedi calcistiche con lo stesso nome perché, incredibile a dirsi, tra loro nascono, si accoppiano, vivono e muoiono senza mai un solo litigio. Ma che razza di tifo contro è il loro? Boh! Sono così soprannominati per via del dialetto locale, notoriamente criptico soprattutto dopo qualche abbondante libagione con gli amici ai docks del loro splendido porto.

Ref = è l’arbitro come viene affettuosamente chiamato persino quando ci fischia contro in maniera ignobile rigori come quello del St Andrews sabato scorso. A differenza di noi italiani, esperti mondiali di dietrologia sulle simpatie o antipatie arbitrali, a Manchester sponda skyblue come nel resto del Regno Unito gli arbitri non fischiano mai pro o contro. Si dividono semplicemente in capaci ed incapaci: punto e basta!
Allora, amici: cosa ne dite di questo vocabolario essenziale del vero tifoso del Man City?

venerdì 28 marzo 2008

UNA PARTITA DELICATA, MA ...


Birmingham, città di quasi un milione di anime, vanta ben tre grandi club professionistici ad alti livelli. Se Aston Villa (il club più vincente) e West Bromwich (il più antico) vantano tifosi un po’ in tutto il Regno Unito e persino all’estero, i Dark Blues del Birmingham City che andremo ad affrontare domani al civettuolo stadio St. Andrews (nella foto qui sopra) sono la squadra che ha più tifosi in città. Presieduti attualmente da David Gold, chiacchierato e ricchissimo tycoon dei pornoshop, i nostri avversari di domani sono per tradizione una formazione battagliera, abituata a fare su e giù fra Premier e Championship con grande disinvoltura. Li allena l’ex ct della nazionale scozzese Alex Mc Leish, un tipetto strasicuro di riuscire a salvare il club, attualmente 17esimo, dalla retrocessione. Il derby fra Citizens - loro sfoggiano di solito una divisa blu notte, noi in trasferta opteremo per la classica divisa bianca con fascia trasversale azzurro cielo - promette scintille! A loro mancheranno due pezzi da novanta come il difensore Steve Ridgewell, squalificato per 2 turni, e il centrocampista nazionale scozzese James Mac Fadden, infortunato a un ginocchio. Noi dovremo fare a meno dei lungodegenti Richards e Ball ma rientrerà dal primo minuto l'esperto martello del nostro centrocampo: quel Didi Hamann finora prezioso sia nel distruggere il gioco altrui che nel far ripartire le nostre trame offensive. In attacco dovrebbe partire titolare, assieme ad Elano, il redivivo belga Emile Mpenza: infatti Benjani sarà di ritorno solo stasera tardi dalla trasferta per le qualificazioni al prossimo mondiale con la nazionale del suo paese, lo Zimbabwe, e difficilmente SGE lo rischierà sull'insidioso terreno del St. Andrews.
Fischio d'inizio sabato pomeriggio alle 16 ore italiane: il sesto posto è ancora a portata di mano? Beh, dipende molto da come finirà domani: se il nostro amato City dovesse ripetere la prova incolore e mediocre di sabato scorso coi quasi cugini del Bolton, addio sogni di gloria! Incrociamo le dita, amici: considerando che siamo l'unica squadra della Premier a non aver battuto un solo calcio di rigore, volete vedere che proprio al St Andrews ...

lunedì 24 marzo 2008

BERT TRAUTMANN: STORIA O LEGGENDA?

C’è un’immagine che riassume, meglio di tante altre, la storia tormentata e a suo modo ineguagliabile del nostro adorato City. 1956, stadio di Wembley, è appena terminata una memorabile finale di FA Cup vinta 3-1 contro l’altro club denominato City e vestito in blu: il Birmingham. Il nostro portiere di allora, il tedesco di Brema Bert Trautmann, sorride felice circondato dai suoi compagni. Beh, il suo più che un sorriso è una smorfia che nasconde un dolore terribile: infatti il grande Bert, a un quarto d’ora dal termine e sul punteggio di 2-1, si era fratturato l’osso del collo in un terribile contrasto aereo con un attaccante avversario! Si era rialzato come se niente fosse successo, il nostro eroe, ed aveva subito ripreso posto fra i pali terminando stoicamente quella finale e rendendosi addirittura protagonista, in condizioni così menomate, di grandi salvataggi.
Quel successo sportivo Bert Trautmann non se l’era conquistato per caso, anzi! La sua esistenza terrena fu pesantemente segnata dalla data di nascita, 1923, e dalla nazione in cui venne alla luce. La Germania di allora, preda di uno dei più feroci regimi dittatoriali d’ogni epoca, lo vide all’età di soli 10 anni aderire alla gioventù hitleriana: la scelta, c’è da giurare, non fu certo libera! Il secondo conflitto mondiale vide un giovanissimo Bert militare sotto le insegne del Terzo Reich come paracadutista. Fu catturato sul fronte russo ma, sfuggito alle grinfie di Stalin, l’esercito di Sua Maestà britannica lo trattenne come prigioniero di guerra trasferendolo ad Ashton, cittadina alle porte di Manchester famosa oggi per aver dato i natali a un certo Simone Perrotta.
Qui Bert, che in gioventù aveva giocato a calcio ma nel ruolo di centrocampista, venne una volta provato in porta durante una partita fra prigionieri. Lo vide il St. Helen, microscopico club di Second Division, e nel 1945 iniziò la sua lunga e gloriosa carriera sui campi di calcio inglesi. Quando nel 1949 lo acquistammo noi Citizens, però, successe il finimondo! Le cronache dell’epoca parlano di una manifestazione, al grido di “Off the Germans!”, a cui parteciparono 40mila cittadini indignati per il suo ingaggio in un club professionistico. Le ferite della seconda guerra mondiale non si erano ancora emarginate, ma Bert mise a tacere in pochissimo tempo chi non lo vedeva di buon occhio per la sua nazionalità.
Coraggioso, dotato di grande tecnica e colpo d’occhio fuori dal comune, leale in campo e fuori: in breve l’ex paracadutista sospettato di simpatie hitleriane si guadagnò l’affetto e la stima di tutti i veri appassionati di football del Regno Unito. Quella finale coronò l’apice del suo successo sportivo ma, qualche mese più tardi, il destino fu davvero crudele col povero Trautmann! Perse infatti, in circostanze mai chiarite, in un incidente stradale a pochi passi da casa l’unico figlioletto di soli 6 anni.
Una disgrazia personale, questa, che Bert tenne accuratamente fuori dal rettangolo di gioco. Rimase intrepido guardiano del nostro City, col suo sguardo fiero ed il sorriso eternamente stampato sulle labbra, per quindici stagioni dal 1949 al 1964 quando, alla presenza di 60mila tifosi entusiasti e riconoscenti, il tempio di Maine Road ospitò la sua gara d’addio.
Oggi vive con la sua seconda moglie in un piccolo bungalow a Valencia, in Spagna.
Per chi volesse approfondire la conoscenza del formidabile portiere tedesco consiglio caldamente la biografia scritta da Alan Rowlands “TRAUTMANN – THE BIOGRAFY”. La potete ordinare sul sito inglese di Amazon http://www.amazon.co.uk/ e, per chi conosce l’inglese e ama il City e la sua leggenda, è un vero cimelio!