"There is no smoke without fire!": non ci può essere fumo se non c'è un fuoco! Ian Dockry, oltre che un grandissimo amico, è una colonna portante del tifo Skyblue a Manchester e mi ha inviato questo salace commento in risposta alla mia curiosità sulle voci, ormai incontrollate, che danno per concluso a fine stagione il rapporto fra Sven Goran Eriksson e il City. E' stato lo stesso manager svedese, oggi, a confessare ai cronisti dei media britannici che, fino al termine della Premier League, non sono previsti più incontri di nessun genere fra lui e l'attuale azionista di maggioranza, Thaksin Shinawatra. La stragrande maggioranza di noi tifosi è ovviamente disorientata, annichilita, amareggiata. La rottura fra i due è ormai irreversibile e il motivo è presto detto: il Re non si diverte più da tempo e, incurante della stima che tifosi, addetti ai lavori e giocatori della rosa hanno per Svennie, ha deciso di cambiare manager. E' una decisione dettata dalla frettolosa incompetenza di chi ha acquistato il nostro glorioso club per due buone ragioni. La prima: malgrado decenni d'insuccessi, il City ha un incredibile numero di fans sparsi un po' in tutto il mondo e vanta una media spettatori fra le più alte d'Europa. La seconda: il nostro club, grazie anche a sponsorizzazioni intelligenti come quella della grandissima agenzia di viaggi Thomas Cook, è molto appetibile per la vendita di prodotti legati al merchandising sui ricchi mercati asiatici. La mancata conquista di un posto in UEFA, che sembrava certa a fine dicembre, deve aver fatto molto arrabbiare il ricco finanziere thailandese. Ma, in tutta sincerità, ci domandiamo un po' tutti noi Citizens: davvero Mr. Thaksin ha fatto tutto quanto in suo potere per allestire una rosa di giocatori così competitiva? Quanti soldi sono stati spesi nel mercato di gennaio? Oltre all'acquisto in extremis del solo Benjani, necessario per compensare la partenza alla Lazio di Rolando Bianchi, non è arrivato nessun altro grande giocatore. Nè Eriksson, nè altri manager al suo posto avrebbero potuto fare di più e meglio in soli dieci mesi! Il calcio, caro azionista di maggioranza, sfugge alla logica fredda del mondo degli affari: arrivare al vertice della Premier League in soli tre anni, quando si è reduci da almeno quindici annate di delusioni in serie, era ed è un'impresa titanica! Mandare via Svennie sarà solo una dispendiosa perdita di tempo e di denaro e, sia ben chiaro, troverà tutti noi fans italiani dei Blues totalmente solidali col bravissimo manager svedese. Su a Manchester c'è aria di rivolta: il fuoco appiccato dall'uomo d'affari del Sud Est asiatico sta già ardendo, per spegnerlo lui ha solo da rimangiarsi la decisione presa. Ma non lo farà: a noi Citizens piace un calcio che resti leale competizione fra clubs e non materia per esperti di project marketing. L'allontanamento di Svennie, caro Mr. Thaksin, ci sta deludendo assai! Ma non ti preoccupare per noi: useremo tutti i modi, naturalmente leciti, per fartelo capire!
martedì 29 aprile 2008
lunedì 28 aprile 2008
ADDIO SOGNI EUROPEI!
venerdì 25 aprile 2008
SENSAZIONI MANCUNIANE DI ALEX
martedì 22 aprile 2008
CITY-POMPEY 3-1: REFERENDUM PRO SVEN!
“La donna è mobile /qual piuma al vento!”: Giuseppe Verdi mai avrebbe immaginato che, a poco più di un secolo dalla sua morte, questa celebre aria tratta dal Rigoletto, con al posto di quei versi nome e cognome del nostro mister, sarebbe stata cantata più volte nella stessa partita da quasi 40mila tifosi del Manchester City! Il motivo? Da alcuni giorni parecchi giornali avevano riportato brani di un’intervista di Mr Thaksin in cui veniva messa in discussione la conferma di SGE per la prossima stagione. Già al nostro arrivo al COMS io e l’amico Alex Mariani – autore della bellissima foto qui sopra – eravamo rimasti colpiti dal nugolo di cronisti a caccia di giudizi sull’operato di Svennie da parte dei supporters skyblues presenti. La piena solidarietà col nostro manager, messo in discussione dal tycoon thailandese sia per la posizione in classifica che per la qualità del gioco, è stata cantata a pieni polmoni da tutti noi e i giocatori messi in campo da SGE lo hanno ripagato con una prestazione davvero gagliarda.
Un bel 3-1 ai Pompey del nostro affezionatissimo – soprattutto nella sciagurata azione del primo gol di Vassell! – ex Citizen David James e di un altro ex Blue, l’irritante e spocchiosissimo stopper parigino Sylvain Distin: ecco cosa ci voleva per celebrare la prima volta della nostra branch italiana nel meraviglioso impianto del City of Manchester! Davanti al solito insuperabile Joe “Brave” Hart la difesa, per via delle contemporanee assenze di Richards, Onohua e Sun Jihai, vedeva all’esordio nell’insolita posizione di terzino destro addirittura Elano, quindi centrali il capitano Dunne e Corluka e, a sinistra, il roccioso mancino Ball. A centrocampo erano schierati in mezzo, con il compito di spezzare la trame di gioco avversario e di suggerire le ripartenze fulminee in attacco, due giovani brillanti come Gelson Fernandez e Michael Johnson. Quindi tre mezze punte (Vassell, Ireland e Petrov) dietro all’unica punta di ruolo, il veloce e sgusciante ex Pompey Benjani, dovevano seminare il panico fra i vari Campbell, Lauren, Hreidarsson e il già citato Distin: difensori troppo compassati per poter reggere a lungo il dinamismo incessante dei nostri Blues!
Infatti, dopo una partenza che sembrava favorevole agli uomini di Harry Redknapp e Joe Jordan - caro vecchio Squalo rossonero, oltre ai denti davanti hai perso pure i capelli, mannaggia come passano gli anni! – il pressing asfissiante di Gelson e le illuminate intuizioni di Johnson hanno dato i primi frutti. La doppietta al 10° e al 13° di Vassell e di Petrov (di destro, il suo piede sbagliato!) pareva aver messo in cassaforte il risultato. Ma una mancata respinta della difesa su corner al 24° rimetteva in gioco i Pompey grazie a un colpo di testa millimetrico di Utaka nel caos disorganizzato della nostra difesa. Il migliaio di sudditi della Cornovaglia, presenti nel Colin Bell Stand con tanto di banda e tamburi, s’infiammava all’improvviso: l’urlo, intenso quanto monocorde, di “POMPEY, POMPEY!” era però subito coperto dal controcanto dei meravigliosi Reddishblues, cuore pulsante del popolo azzurro di Mancunia. “BLUE MOON / MISUNDERSTANDING ALONE!”: la scossa elettrica del nostro splendido pubblico era come miele per i muscoli e le menti dei nostri atleti! Proprio nel finale del primo tempo dapprima abbiamo registrato la giusta espulsione per fallo da ultimo uomo dell’islandese Hreidarsson. Poi una parata capolavoro di James su un sinistro maligno a rientrare di Vassell andava a togliere le ragnatele all’angolino alto di destra della porta sotto il North Stand: il settore dove eravamo sistemati noi italiani ieri!
La ripresa, malgrado la superiorità numerica, vedeva i nostri ragazzi un po’ in affanno alle prese con le veementi offensive condotte soprattutto dall’ex Udinese Sulley Muntari. Si stirava anche il nostro capitano, sostituito dall’esordiente ventenne "Little" Sam Williamson: schierato terzino sinistro con spostamento al centro del tuttofare Michael Ball, "Little" Sam si batteva come un leone correndo a perdifiato su e giù per il campo. Benjani sbagliava un paio di gol che sembravano fatti per poi chiudere la gara, dopo un’azione insistita al 74°, con un destro angolato che impietriva prima James e poi lo spicchio di folla proveniente da Portsmouth. Da qui alla fine il tempo per registrare due prodigiose parate del futuro portiere della nazionale inglese (il nostro fantastico Hart), poi il fischio finale e i canti festanti della folla dei Blues subito gettatasi nel centro di Manchester a riempire (noi con loro!) gli accoglienti pubs per festeggiare con fiumi di birra Guinness: che cosa stupenda, amici, aver fatto la nostra parte di tifosi praticanti! Ottava posizione per ora consolidata, con record di punti fatti in un campionato, da quando esiste la Premier League (1992/1993), già battuto pur dovendo disputare ancora tre gare. Ma il bello, amici miei, deve ancora venire: ben inteso, la prossima volta che torneremo su a Manchester, siete invitati anche voi!
giovedì 17 aprile 2008
L'ACADEMY VINCE LA FA CUP!

Piccoli fenomeni Blues crescono, eccome! Il settore giovanile del nostro club è considerato all'avanguardia non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo calcistico. Osservatori, allenatori, dirigenti, massaggiatori, persino gl'insegnanti del college dove studiano i giovani virgulti selezionati dal board per rappresentare, a partire dai 13 anni d'età, i colori skyblues di Manchester: questi personaggi che lavorano alacremente, magari per poche sterline, sono una forza della natura! Ieri sera, nella finale di ritorno contro il Chelsea vinta 3-1 (all'andata a Stamford Bridge un buon pareggio per 1-1), i nostri giovani UNDER 18 sono stati guidati da Mr Genius Jim Cassell a un trionfo atteso quanto meritato. Ventimila nostri sostenitori sugli spalti del COMS hanno potuto applaudire trame di gioco scintillanti, dai e vai continui sulle fasce laterali da far invidia ai più esperti e scafati titolari della prima squadra di SGE. Sugli scudi, vista il forfait dell'ultima ora del bomber Daniel Sturridge, la prestazione del ragazzo prodigio slovacco Vladimir Weiss. Un gol su punizione da antologia, ma soprattutto numeri d'alta scuola nell'uno contro uno contro avversari presto ridimensionati a semplici birilli, Vlade ha davanti a sè un futuro davvero luminoso. E' davvero un tornante di fascia coi fiocchi, amici, e presto esordirà anche lui con i grandi! Cantare Blue Moon mentre questi baldi giovanotti alzavano festanti il loro meritato trofeo avrà fatto venire i brividi soprattutto ai vecchi tifosi del City, gl'innamorati di Maine Road! Loro, del calcio moderno e delle sue stucchevoli esibizioni di professionismo lontano anni luce dai sacrifici dei calciatori di una volta, ne hanno piene le scatole! Lacrime di gioia e libagioni abbondanti nel dopogara: quale miglior medicina per rievocare i bei tempi andati? Come on Blue Lads, future is ours!
PS: Vibrazioni positive riscaldano il mio cuore mentre preparo i bagagli per la gita del prossimo week end a Manchester. Mi accompagnerà l'amico e collega Alex Mariani, un altro grande appassionato di calcio inglese e del City. Lassù la nostra branch italiana, prima della gara casalinga contro il Portsmouth dei cari vecchi ex David James e Sylvain Distin, riceverà in un pub vicino allo stadio un premio dai Reddishblues per aver dato una mano ai tifosi Blues disabili. Al ritorno ne avremo di cose da raccontare: arrivederci a presto, amici!
domenica 13 aprile 2008
SCACCO MATTO DI DARIUS!

venerdì 11 aprile 2008
CASTILLO: MESSICO E NUVOLE?

Viene in mente la celebre canzone del duo Jannacci & Conte quando uno pensa a Nery Castillo. Perché? “La faccia triste dell’America / il vento suona la sua armonica”: così recita il ritornello della struggente canzone. In effetti il giovane messicano è stato finora un autentico rebus per noi tifosi del City. Arrivato in prestito dallo Shaktar Donietz a gennaio, questo esterno mancino, abituato però a giocare sulla destra del fronte offensivo, è tuttora un corpo estraneo nel 4-2-3-1 voluto da Svennie. Le poche volte che è stato impiegato non ha mai brillato per iniziative individuali, preferendo stare a rimorchio della manovra dei suoi nuovi compagni. Fuori dal campo invece Castillo ama la bella vita al punto da essersi fatto beccare, mano nella mano con un’attricetta, dai soliti giornali scandalistici durante una notte brava a Londra.
“Queste son situazioni di contrabbando!” ancora i versi del duo meneghino/astigiano ci vengono in soccorso nel prevedere le giustificazioni puerili che Nery avrà dato al suo allenatore all’indomani della sua bravata. Sarà una carriera mordi e fuggi la sua con i colori skyblues? Mancano poche partite alla fine della stagione per smentire la mia previsione: dalla Germania mi scrive Alfonso, mio caro amico connazionale di Nery nonché suo tifoso speciale, sostenendo che a Manchester dovrebbero dargli più tempo. Ahimè, caro amico mio: continuando a comportarsi così poco professionalmente, Castillo sarà solo una meteora di passaggio nelle Eastlands! Con il convalescente Bojinov sulla rampa di lancio lo spazio per emergere si restringerà sempre più e un mesto ritorno in Ucraina attende ormai questo attaccante dell’America centrale, uno troppo ... Messico & Nuvole per affermarsi nel difficile mondo della Premier League!
sabato 5 aprile 2008
E SE ARRIVASSE IL GAUCHO?

mercoledì 2 aprile 2008
PICCOLO VOCABOLARIO DEI BLUES

Rags = sostenitori dell’altro club di Manchester (con questo termine vengono chiamati gli assorbenti per uso esclusivamente femminile già usati e, di conseguenza, di un vigoroso rosso scuro, lo stesso che caratterizza quelle loro orribili divise sociali).
Scum = immondezzaio, così chiamiamo affettuosamente l’Old Trafford, per i suoi frequentatori abituali il Tempio dei Sogni, per noi che lo abbiamo appena violato dopo ben 39 anni di digiuno è adesso il Tempio … degl’Incubi!
Tranaldo = ala destra del medesimo club attuale capocannoniere della Premier League (al suo cognome usiamo abbinare la particolare passione per il travestimento resa celebre nel mondo della musica disco dai Village People).
Notlob = è il nomignolo con cui poco affettuosamente chiamiamo i cuginastri Wanderers della periferia nordoccidentale. Perché? I loro fans pare che siano così incompetenti in materia calcistica che noi, e anche altre tifoserie inglesi, per dileggio invertiamo il vero nome del loro club!
Gooners = appellativo con cui soprannominiamo i Gunners dell’Arsenal. Gioco di parole raffinato che sostituisce la particella “Gun” (= Cannone) con “Go On” (= va avanti, si trascina): nulla di personale verso i loro tifosi, con cui andiamo d’amore e d’accordo da una vita, l’espressione vuol solo essere tendenzialmente meno battagliera e più pacifica!
Scousers = tifosi del Liverpool e dell’Everton, che noi identifichiamo al di là delle loro diverse fedi calcistiche con lo stesso nome perché, incredibile a dirsi, tra loro nascono, si accoppiano, vivono e muoiono senza mai un solo litigio. Ma che razza di tifo contro è il loro? Boh! Sono così soprannominati per via del dialetto locale, notoriamente criptico soprattutto dopo qualche abbondante libagione con gli amici ai docks del loro splendido porto.
Ref = è l’arbitro come viene affettuosamente chiamato persino quando ci fischia contro in maniera ignobile rigori come quello del St Andrews sabato scorso. A differenza di noi italiani, esperti mondiali di dietrologia sulle simpatie o antipatie arbitrali, a Manchester sponda skyblue come nel resto del Regno Unito gli arbitri non fischiano mai pro o contro. Si dividono semplicemente in capaci ed incapaci: punto e basta!